La genitorialità . I cambiamenti che portano la nascita dei figli

La genitorialità e competenze genitoriali

La genitorialità è il risultato di un processo evoluzionistico.

Sia la natura che la società, per ragioni adattive spingono i genitori a prendersi cura dei figli, in funzione della replicazione dei geni e dei valori della specie umana.

Main M. (1999) in “Attachment Therory” spiega che il prendersi cura di un figlio rappresenta una serie di complesse attività finalizzate a promuovere e sostenere lo sviluppo psicofisico del bambino.

Per una sana crescita ci deve essere un buon adattamento tra stadio di crescita e ambiente, tra esigenze del bambino e opportunità offerte dall’ambiente sociale (Eccles e al. 1993).

Pertanto per il sano sviluppo psicofisico sono necessarie tutta una serie di capacità e di abilità fisiche e psichiche da parte dei genitori. (Rutter e Rutter, 1992; Schaffer, 1996) che consentano loro di svolgere tutta una serie id compiti necessari pecche ciò si realizzi: nutrire, proteggere, dare affetto, conforto e sostegno, educare, insegnare, promuovere l’autonomia, e molti altri. Quello che Bowlby ha definito i sistemi di Attaccamento e di Accudimento.

Tutti questi rappresentano nel loro insieme le competenze genitoriali. Quindi la genitorialità o parenting è tutto ciò che implica l’essere madre o padre.

Ovviamente l’arrivo del figlio comporta un adattamento.
Che sia primogenito o secondogenito. Il nuovo nato porta con sé tutta una serie di emozioni legate alla gioia e alla soddisfazione ma, rappresentano per i genitori una nuova sfida, una fase di transizione che attraversa anche momenti critici.
Ad esempio lo stress legato alle necessità del neonato, lo stare svegli di notte, insomma comporta per i genitori tutta una serie di naturali adattamenti ai cambiamenti.

Cosa comporta per i genitori l’arrivo del neonato?
L’arrivo del figlio mette i genitori nella condizione di doversi confrontare con le richieste di cura del bambino, con le tensioni emotive che ne derivano, con le limitazioni in altre opportunità di vita e con le tensioni che si possono creare nella relazione coniugale .

Non è sempre facile fare rinunce. E i genitori lo sanno benissimo. Si devono fare necessariamente delle scelte, e queste scelte possono creare ulteriori tensioni. Ci sono anche rinunce, limitazioni alla libertà o all’autonomia. Queste scelte sono naturali, fanno parte integrante del profondo e meraviglioso cambiamento che la nascita di un figlio comporta.

Rinegoziare i ruoli genitoriali e di coppia.
Come ad esempio la distribuzione dei compiti. Chi fa che cosa. E questo può essere un alto fattore di stress. Che, in quelle coppie dove, il rapporto era già conflittuale, il nuovo nato può incrementare le tensioni.

Ho seguito diverse coppie che hanno vissuto nell’illusione di migliorare il rapporto di coppia con l’arrivo del figlio. Ma non sempre è così. Si, a volte accade, ma succede anche il contrario. Ci sono moltissimi fattori che interagiscono, quindi non si possono creare copioni standard per ogni nucleo famigliare.

Ma probabilmente, se prima dell’arrivo del figlio la qualità della relazione di coppia è più distesa, ci saranno maggiori probabilità che le nuove tensioni portate dall’arrivo del neonato, si esauriscono non appena ci si è adattati al cambiamento.
E sicuramente la presenza di sostegno sociale, come i nonni, che possono aiutare i genitori è un grandissimo aiuto per la coppia.
Ovviamente, come la disponibilità di una rete sociale e di risorse economiche. Ma queste sono ovvietà.

Mi piace molto la frase “nessuno nasce sapendo fare il genitore”. Vero.
Ma ci sono gruppi d’incontro studiati appositamente per preparare i genitori ai cambiamenti ed alle richieste del bambino. Se è vero che fare i genitori è il mestiere più difficile del mondo, è anche vero che è possibile, oggi, arrivare alla paternità e maternità in modo più consapevole e preparato.

Ogni fase evolutiva del bambino comporta specifiche abilità nei genitori legate a garantire il continuo sviluppo del bambino.

Dalla assoluta dipendenza dai genitori dei primi anni di vita alla sua conquista di autonomia procedendo con le fasi di sviluppo.

Vi rimando a questo articolo per approfondire la teoria dell’attaccamento di Bowlby (1969, 1991)

Alcune situazioni costituiscono dei fattori di rischio per la genitorialità, i quanto possono determinare condizioni di vera e propria disfunzione, caratterizzate da cure parentali inadeguate, le quali a loro volta, si ripercuotono in maniera negativa sul benessere del bambino (Belsky, 1984b, 1999a).

Vediamo in breve le macro-categorie

Famiglie multi problematiche
Abuso di alcol, abuso di droghe, antisocialità, presenza di malattia mentale del genitore, la mono genitorialità, la maternità in adolescenza, la conflittualità e la violenza coniugale, lo svantaggio economico, la mancanza di supporto sociale, la presenza di disabilità o comportamenti problematici del figlio, possono avere un impatto negativo sul benessere psicofisico di genitore e figlio, e sulla capacità del genitore di adattarsi all’arrivo del figlio e di rendersi cura di lui in maniera adeguata. Possono così venirsi a trovare diverse situazioni davvero gravi, che hanno un impatto devastante sui figli.

Abuso e la trascuratezza
L’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce l’abuso di un minore come “Ogni forma di maltrattamento fisico e/o emotivo, abuso sessuale, trascuratezza o trattamento negligente o commerciale o altro tipo di sfruttamento, che procura un danno reale o potenziale alla salute, alla sopravvivenza, allo sviluppo o alla dignità di un bambino nel contesto di una relazione di responsabilità, fiducia o potere”.

Vengono distinti 4 forme di abuso ( Greco e Maniglio 2008c)

  1. Abuso fisico, che si riferisce al procurare o tentare di procurare lesioni corporali in maniera non accidentale;
  2. Abuso sessuale, che include tutte le attività di sfruttamento o di gratificazione sessuale commesse da un adulto e che coinvolgono bambini, anche in assenza di contatto o tentato contatto sessuale;
  3. Trascuratezza, che comprende sia il fallimento nel fornire l cure essenziali e sia la scarsa supervisione
  4. Abuso emotivo, che concerne quelle forme non fisiche di trattamento ostile e di molestia emotiva
    Fglicidio

I dati mostrano che la grande maggioranza dei bambini che muoiono per omicidio viene uccisa dai ploro genitori (Hatters, Friedman et al. 2005). I dati mostrano che il figlicidio può esser compiuto sia dalle madri che dai padri.

Il genitore “non risolto, inerme, spaventato”

Secondo Greco e Maniglio sono quei genitori che, sulla base delle loro caratteristiche di personalità, nonché dei loro schemi relazionali, mettono in atto modalità di interazione con i figli incoerenti, disorganizzate, abnormi, caratterizzate da asserzione di potere, aggressività e scarsa disponibilità nei confronti dei figli, favorendo cicli interpersonali basati su paura, imprevedibilità, ostilità e controllo.

Per un approfondimento di queste tematiche rimando al libro di Oronzo Greco e Roberto Maniglio “Genitorialità” Ed. FrancoAngeli.

In questo articolo ho voluto sintetizzare nel modo più semplice possibile la complessità del tema della genitorialità. In modo ad aiutare a capire che il processo di valutazione delle competenze genitoriali, è molo complesso ed è fondato su studi e ricerche scientifiche, ed è proprio grazie a questi studi che è possibile lavorare anche sulla prevenzione di situazioni di disagio. E permettono anche agli operatori del settore di intervenire nel modo adeguato per la salvaguardia e la tutela del bambino.