Che bello innamorarsi. Compiere in modo appassionato tutte quei gesti e comportamenti che costituiscono il corteggiamento.

Regalare fiori, usciamo dal lavoro, da scuola, dalla palestra ed eccolo li, è venuto a prenderci. Quali baci appassionati appena ci si incontra, e quanti dolci sospiri quando ci si separa.

Innamoramento e corteggiamento costituiscono la base e l’inizio dei rapporti di coppia e dipendono interamente da fattori culturali appresi, dalle abilità sociali, dalle capacità di gestione dell’ansia e di autocontrollo e dall’immagine di sé.

Quando da adulti ci ritroviamo in una situazione difficile con l’altro sesso, siamo portati a dire che si fallisce perché non capiamo l’altro sesso.

In realtà per avere successo con l’altro sesso, molto dipende da come in adolescenza, abbiamo creato i nostri primi approcci e relazioni, quindi come abbiamo appreso le nostre abilità sociali, di problem solving e di autocontrollo nelle situazioni di approccio.

Ad un’attenta osservazione si può notare come le femmine abbiamo maggior abilità di approccio con i maschi, questo dipende dal fatto che, sin dall’adolescenza passino più tempo, rispetto ai maschi, ad osservare, per cercare di capire come i maschi entrano in relazione tra loro e con il sesso femminile. E poi le “femmine” tra loro parlano! C’è più condivisione delle esperienze e questo confronto porta ad essere più consapevoli sul cosa e come fare.

Per i maschietti questo confronto non avviene. Pertanto è naturale che da adulti possano avere difficoltà nell’approccio con l’altro sesso.

Questo aspetto “sociale” è cruciale nell’imparare le abilità di approccio, aspetto, che viene sottostimato dai maschi.

Invece è necessario capire l’importanza di conoscere gli atteggiamenti e le aspettative proprie dell’altro sesso: troppo spesso i problemi derivano dall’ignoranza di questi aspetti e dalle paure che ne nascono, tanto che, l’altro viene vissuto come minaccioso, in quanto imprevedibile e quindi, incontrollabile.

 Ma al di là di questi aspetti puramente sociali/relazionali come avviene il fenomeno dell’innamoramento?

Gli scienziato che hanno studiato l’innamoramento ipotizzano che alla base di questo fenomeno possano esserci meccanismi chimici, nello specifico da sostanze simile alle anfetamine, come la dopamina, la noradrenalina e la fetiletilamina che sarebbero responsabili dell’euforia che si prova in quel momento davanti al partner .

Però l’effetto dell’innamoramento ha durata limitata questo perché, nel nostro cervello avviene una sorta di assuefazione e quindi, ci vorrebbe sempre più “sostanza” per provocare le sensazioni di esaltazione e dopo 2 o 3 anni il corpo non può produrne la quantità necessaria.

Alcuni autori sostengono che l’innamoramento, quello romantico, ha una durata limitata, parlano di un tempo compreso fra i 18 mesi e i tre anni.

Poi la sensazione di esaltazione viene sostituta da un sentimento, meno intenso ma più duraturo, legato ad altri fattori, come ad esempio la sicurezza, la stabilità, l’affetto, il rispetto, ecc..

Dati questi fattori così diversi anche l’eccitabilità sessuale può seguire dei cambiamenti nel tempo, che potrebbe essere ridotta dalla ripetizione, dalla monotonia o dalla continua presenza di stimoli sessuali in circostanze della vita di tutti i giorni. (Questo fenomeno si chiama assuefazione allo stimolo)

La società attuale non fa che sommergerci di stimoli sessuali, che sono diventati abitudinari per noi, tanto che essi stessi perdono di eccitabilità. Sempre perché c’è il fenomeno dell’apprendimento ed assuefazione che condiziona la nostra vita e la percezione ed attribuzione di determinati significati.

Ecco perchè si consiglia alle coppie, di variare la loro routine, proprio per evitare questo effetto di “abituazione” che potrebbe influenzare, in modo negativo, la stabilità della coppia stessa.

Patrizia Marzola
Psicologa – Fidenza