Genitorialità e Competenze Genitoriali: cosa significa essere genitori oggi
La genitorialità tra natura, società e trasformazioni personali
La genitorialità è un processo complesso, che nasce dall’incontro tra predisposizione biologica, influenze culturali e storia personale.
Non si tratta solo di “essere madre o padre”, ma di costruire una relazione educativa e affettiva che accompagni il bambino nella sua crescita.
Secondo Main (1999), prendersi cura di un figlio significa mettere in atto una serie di comportamenti complessi volti a promuovere il suo sviluppo fisico, psicologico e relazionale.
Eccles e collaboratori (1993) sottolineano l’importanza dell’adattamento tra le esigenze del bambino e le risorse dell’ambiente: genitori e contesto devono sapersi “incontrare” per sostenere una crescita armonica.
Cosa sono le competenze genitoriali?
Le competenze genitoriali sono l’insieme delle capacità, delle risorse emotive e delle abilità concrete che permettono al genitore di:
- nutrire, proteggere, educare e sostenere emotivamente il proprio figlio;
- promuoverne l’autonomia, l’autostima e il senso di sicurezza;
- adattare lo stile educativo alle diverse fasi di crescita.
Esempio concreto:
Una madre che riesce a consolare il figlio di 3 anni quando ha paura del buio, accogliendo le sue emozioni senza sminuirle, e un padre che incoraggia il figlio adolescente a prendere decisioni autonome, anche se difficili, stanno mettendo in pratica due forme diverse – ma ugualmente importanti – di competenza genitoriale.
Bowlby ha descritto questi comportamenti attraverso i concetti di sistema di attaccamento e accudimento: il genitore rappresenta la base sicura da cui il bambino può esplorare il mondo e verso cui può tornare nei momenti di difficoltà.
Le sfide dell’adattamento dopo la nascita
L’arrivo di un figlio – che sia il primo o il secondo – rappresenta sempre un momento di grande trasformazione.
La nascita porta con sé gioia e senso di realizzazione, ma anche stanchezza, notti insonni, dubbi, rinunce.
È una vera e propria transizione evolutiva, che richiede ai genitori di adattarsi a nuovi ritmi, nuovi ruoli, nuove responsabilità.
Esempio pratico:
Una coppia che prima riusciva a gestire con serenità la vita sociale e lavorativa, può trovarsi improvvisamente disorientata: uno dei due si sente trascurato, l’altro sopraffatto. Anche la divisione dei compiti può diventare fonte di tensioni, specialmente se i ruoli non sono chiari o condivisi. Possono nascere problemi di coppia.
La rinegoziazione dei ruoli genitoriali e di coppia
Dopo la nascita di un figlio, è necessario ridefinire gli equilibri.
Chi fa cosa? Come ci si sostiene a vicenda? Quali priorità si danno alla coppia, alla famiglia, al lavoro?
Nelle coppie che già vivevano una fragilità, il nuovo assetto può accentuare il disagio. Alcuni partner sperano che l’arrivo del bambino migliori il rapporto, ma la realtà è spesso più sfaccettata: il bambino non risolve i problemi della coppia, semmai li rende più visibili.
Esempio:
Una donna che ha deciso di avere un figlio per “salvare” la relazione, potrebbe trovarsi ancora più sola quando il partner si allontana emotivamente o si disimpegna dai compiti educativi. In questo caso potremmo essere di fronte a problemi profondi come una relazione malata, subire una relazione per paura della solitudine , o, una dipendenza affettiva.
Il valore del sostegno sociale
La qualità della relazione di coppia, la rete sociale (es. nonni disponibili, amici, servizi) e le risorse economiche possono fare una grande differenza.
Anche se “nessuno nasce sapendo fare il genitore”, è possibile arrivare preparati alla genitorialità.
Esistono corsi, incontri, percorsi di sostegno psicologico che aiutano i futuri o neo-genitori a comprendere meglio i bisogni dei figli e a gestire le proprie emozioni.
Ogni fase evolutiva richiede competenze diverse
I primi anni richiedono presenza e contenimento, gli anni della scuola pongono nuove sfide sul piano dell’autonomia e del limite, l’adolescenza chiama in causa il rispetto e la negoziazione.
Essere genitori non è fare sempre le cose giuste, ma avere la disponibilità a mettersi in gioco e a crescere insieme ai propri figli.
Quando la genitorialità è a rischio
Alcune situazioni possono mettere a rischio la genitorialità, portando a difficoltà serie nel prendersi cura dei figli. Queste condizioni possono compromettere il benessere del bambino (Belsky, 1984b, 1999a).
Ad esempio:
- famiglie multiproblematiche (dipendenze, violenza domestica, patologie psichiatriche);
- monogenitorialità non sostenuta;
- maternità o paternità in adolescenza;
- povertà economica e mancanza di supporto sociale;
- presenza di figli con disabilità o comportamenti disorganizzati.
In questi casi è necessario un intervento precoce e competente per evitare conseguenze negative sul benessere del bambino.
Abuso, trascuratezza e stili genitoriali disfunzionali
L’OMS definisce l’abuso come qualsiasi forma di maltrattamento fisico, psicologico o trascuratezza che danneggia il bambino in un contesto di responsabilità e potere.
Le forme più gravi includono:
🟥 Abuso fisico
🟧 Abuso sessuale
🟨 Abuso emotivo
🟩 Trascuratezza
Alcuni genitori, definiti da Greco e Maniglio come “non risolti, inermi o spaventati”, mettono in atto comportamenti incoerenti, disorganizzati e disfunzionali, che compromettono il legame affettivo e la sicurezza del bambino.
La valutazione delle competenze genitoriali
In tutti questi casi, è fondamentale poter valutare le competenze genitoriali con strumenti validi, osservazioni, colloqui e test clinici.
Questo consente di:
- comprendere il livello di adeguatezza della funzione genitoriale;
- individuare punti di forza e aree critiche;
- progettare interventi mirati di supporto e tutela del minore.
🔗 Approfondisci qui il tema del sostegno alla genitorialità.
Conclusione: un mestiere difficile, ma possibile
Fare il genitore è un’esperienza unica, ma richiede consapevolezza, disponibilità al cambiamento e una buona dose di umiltà.
Proprio perché non esiste un genitore perfetto, esistono strumenti, spazi e professionisti che possono aiutare ad affrontare questo compito con più serenità.
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