“Non posso pensare di rientrare a casa e di essere da sola. È una fobia la mia paura della solitudine”
“Ho 45 anni e ancora sono single, rimarrò sola per sempre, io ho paura della solitudine”
“Sono un uomo di 52 anni ho paura della solitudine, come posso vincerla?”
“Io non posso pensare di andare a cena con estranei, non sono interessante, non sono intelligente, e gli altri mi giudicherebbero noiso”

Le paure ci accompagnano ogni giorno. Paure e ansie ci servono perché in qualche modo ci tutelano, ci avvertono di un pericolo e ci preparano all’azione. Vincere l’ansia o la paura non è “non provare” più queste emozioni, ma è il saperle gestire. L’ansia e la paura fanno parte di noi, è nella natura dell’ansia prepararci all’azione.

La paura della solitudine la possiamo pensare in tre diversi modi:

  • Paura di rimanere single
  • Paura della solitudine in generale
  • Paura di essere se stessi

Queste tre modalità della solitudine hanno delle cose in comune

Un’immagine e un’idea di sé stessi negativa. Riflette una scarsa autostima. D’altronde il trucco per stare bene con gli atri è star bene con sé stessi. L’autostima è l’arma segreta per piacere agli altri.

Scarse abilità sociali. Cioè l’insieme di comportamenti, sia non verbali, che verbali, mediante il quale si influenza significativamente il proprio contesto interpersonale allo scopo di ottenere dal comportamento altrui esiti desiderabili, o allo scopo di migliorare, in senso lato, la qualità della propria vita (Soresi 1995). Mentre la competenza sociale (social competence) è il livello di expertise raggiunto nell’uso coerente di un insieme di abilità relazionali che favoriscono la buona relazione e interazione con gli altri (Johnson e Johnson, 1996).

L’ansia,che nasce dalla convinzione di non riuscire a sperimentarsi in una situazione. La paura di fallire, di fare brutta figura, di essere giudicato in modo negativo, frena ogni azione. E si sa, l’evitamento è l’alleato più potente dell’ansia. Fai un salto qui per capire come vincere l’ansia. Ma l’ansia può nascere anche dal pensiero di non sapersi rapportare con l’altro sesso. Non sai come capire le donne?

Il ruolo delle nostre convinzioni ed esperienze nella paura della solitudine

Se pensiamo a noi stessi come incapaci di gestire ogni situazione sociale, o di coppia (come ad esempio il primo appuntamento)  potremmo trovarci ad essere soli, non perché siamo stati rifiutati, ma perché siamo noi che abbiamo allontanato gli altri, per colpa delle nostre convinzioni negative su noi stessi.

Le frasi tipiche sono:

“Non sono interessante”
“Non sono intelligente”
“Non sono spiritoso”
“Non so far ridere, non so intrattenere”
“Non posso essere me stesso, se lo fossi tutti scapperebbero”
“Mi nascondo dietro ad una maschera perché sarebbe troppo doloroso vivere il rifiuto degli altri”

Queste frasi rappresentano molto bene il significato della paura di non stare bene con sé stessi. Viene indicata con il termine Eremofobia che significa appunto, paura di essere sé stessi o della solitudine.

Brrrr agghiacciante, no?

Da qui spiegato come la paura di rimanere soli possa diventare una fobia (fobia significa, paura specifica).

Il ruolo delle convinzioni personali

Cerchiamo di mettere subito in discussione queste nostre convinzioni. Come si fa?
Prima di tutto concentrarsi sul dove arrivano, chi ce le ha dette, quando, dove (cioè in quale contesto). Da piccoli? In adolescenza? Mamma o papà? Compagni di scuola? Amici? Sul lavoro?

Poi focalizziamoci sulla o sulle situazioni che pensiamo le abbiano generate (queste affermazioni, che sono diventate convinzioni). Perché è più facile distruggere una convinzione se possiamo, toccarla con mano.

Guardiamo i fatti. Io lo ripeto sempre: quando ci si sente persi, portare l’attenzione sui fatti, aiuta a riprendere la consapevolezza di sé, o per dirla in modo più facile, ti permette di tracciare una mappa, e le tue nuove convinzioni sono per te e tue nuove coordinate da seguire. Non cambiare navigatore, cambia la tua direzione!

Cosa ho detto? È una provocazione.
Per fatti, intendo cose che hai fatto tu. Sicuramente hai dovuto affrontare nel corso della tua vita delle difficoltà, e magari, credevi di non poterci riuscire, invece, ci sei riuscito. Ecco questi sono i fatti che devi ricordare, perché ti dimostrano le tue capacità, che io chiamo risorse personali.

Gli altri e i loro giudizi

Inizia a dire STOP a tutte quelle credenze che derivano dai giudizi degli altri.
La paura del giudizio degli atri è onnipresente, e blocca un sacco di volte, ma ad un certo punto devi essere proprio tu a porre un freno, una barriera ai pensieri che ti frullano a velocità supersonica. In fin dei conti non puoi leggere nella testa degli altri. Prova a chiederti se ciò che pensi che pensano gli altri sia frutto delle tue convinzioni, o se invece, lo hai effettivamente sentito con le tue orecchie. Non mentire a te stesso, spesso fraintendiamo un gesto, un cenno, un’espressione. Noi siamo bravissimi a mal interpretare il linguaggio del corpo. E, quando ci sentiamo fragili è un attimo attribuire solo significati negativi a quel gesto che abbiamo visto.

Come rompere il ghiaccio con gli estranei

Vieni a scoprire i segreti del linguaggio del corpo. Non farti spaventare dal linguaggio del corpo: la comunicazione non verbale è una grande strumento sociale che ci permette di abbattere la paura della solitudine, la paura degli altri e la paura di noi stessi.
Perché?
Perché se il linguaggio del corpo lo usiamo in modo consapevole ci aiuta a dare di noi l’esatta impressione che vogliamo dare agli altri, e questo fantastico risultato lo possiamo avere senza nemmeno aprire bocca. Ci basta un sorriso.

Non ci credi? Pensa al significato del sorriso. Quando guardi una persona sorridente, quale emozione accende in te? Sicuramente positiva, ecco è la stessa cosa anche per te. Quando tu fai un sorriso l’altro si apre. Hai ridotto le distanze. Abbatte le barriere, soprattutto fra estranei. Stai comunicando che non hai intenzioni malvage!
Il sorriso ha un potente significato nella nostra evoluzione, stempra anche le persone più dure e arcigne!

Non ci credi? Fai una prova. Io lo faccio sempre. Ti racconto una cosa di me.

sorriso-paura della solitudineIo sono una persona solare, amo il buon umore. E soprattutto al mattino ne ho bisogno. Se mi capita di entrare in un bar e vedo facce musone, io sorrido, e come per magia, anche il musone più convinto sorride! È fantastico il potere del sorriso, e soprattutto fa bene a te. Perché porta a te stesso, il buon umore. Circondati di emozioni positive, vedrai come la paura e l’ansia verso gli altri, si abbassa fino a scomparire.
Non dimenticare mai che il linguaggio del corpo è un tuo potente alleato per fare nuove amicizie sconfiggendo così la paura della solitudine.

Come superare la paura della solitudine in 5 semplici passi

  1. Esci di casa. Sperimenta nuove situazioni. Buttati.
    Lo so a cosa stai penando: ma non so dove andare né con chi, sono da solo. Il passo 2 ti aiuta ad abbattere questo ostacolo.
  2. Fai una lista delle cose che ti interessano. Hobbyes, sport, attività creative. Ami la fotografia? Ti piace disegnare? Leggere è la tua passione? Preferisci vita all’aria aperta? Il trekking ti stuzzica? Vuoi viaggiare? Sei un appassionato di cucina? Il vino solletica il tuo palato raffinato? Gli animali ti fanno sentire bene? E il mondo auto e moto? Sai che è pieno di eventi come raduni a cui puoi unirti, si, anche se non hai la moto o quell’auto!
  3. Comodamente da casa tua, apri il tuo pc, palmare, iphone … e inizia a navigare. Scorri i punti della lista che hai scritto, e guarda cosa trovi. Ma non limitarti a guadare le varie pagine che trovi, scrivi tutto, salva i link, e fai una ricerca. Una volta fatta questa ricerca telefona o scrivi mail per chiedere informazioni.
  4. Esci di casa a cacca di altre informazioni. Pianifica un percorso, gira per la tua città vai a caccia di volantini di eventi, e a casa, chiama o scrivi mail, prendi contatto.
  5. Il volontariato ti apre un mondo completamente nuovo. Io stessa faccio volontariato. Puoi cercare associazioni, cooperative, centri sociali, Proloco, canile, gattile. Internet ti può davvero far scoprire tante interessanti occasioni che possono aiutarti a combattere la tua paura della solitudine.

Paura e fobia di rimanere da soli e la dipendenza affettiva

Questo tema apre un mondo emotivo molto delicato e doloroso. Chi ha sperimentato pene d’amore sa che non è una passeggiata.

Lungo il cammino si può inciampare su sé stessi. Le emozioni legate alla paura della solitudine possono portare a legarsi con un partner sbagliato. Una parte della mente sa che è sbagliato, ma l’altra parte, quella che soffre perché si sente sola, urla con tutta la sua forza:

“Dai ma vedrai che andrà meglio,  sei tu che sei troppo esigente, non è vero che è così male, sei tu, la colpa solo tua, lo opprimi troppo. Lui non ti tradisce, lo costringi tu a dire bugie”

Tutte bugie. Il cervello razionale le riconosce. Ma le emozioni sono più forti della ragione. Si arriva a lottare con la paura di rimanere soli per sempre, la paura della solitudine e la realtà. Una verità scomoda, amara, che non piace, dalla quale si vuole fuggire. Ma cosa ci spinge a stare un partner sbagliato? Che ci fa soffrire? È la paura della solitudine che può far nascere la dipendenza affettiva?
cos’è la dipendenza affettiva? Quale è il meccanismo che la genera e la mantiene? Sei vittima della dipendenza affettiva e vuoi sconfiggerla?

Articoli di approfondimento sulla dipendenza affettiva

Vinci la dipendenza affettiva
Cause della dipendenza affettiva
Tipi di dipendenza affettiva

Perché non si riesce a dire basta ad un rapporto malsano?

Cosa ci porta a credere e mantenere l’ossessione in amore? Che attiva in noi forme di controllo che ci fanno perder la testa, come: guardare di continuo se è in chat, per quanto tempo ci sta, a che ora. L’ossessione ci tormenta: “Ma con chi sarà a quest’ora in chat. Allora mi sta tradendo”
Ma si può riconoscere il tradimento? Si può tracciare l’identikit del traditore?

L’ossessione è un pensiero fisso, che occupa la mente in ogni momento, e fa vedere cose che non ci sono, l’ossessione crea un mito che impedisce di scegliere. Si mette sul piedistallo il partner. Lo si vuole vedere sotto la luce perfetta delle illusioni create dalla paura della solitudine. In questo caso il detto: ”Meglio mal accompagnanti che da soli” ci azzecca in pieno!

Come uscire dalla dipendenza affettiva?

Per prima cosa è necessario riprendersi il rispetto e la considerazione di sé stessi. Abbattendo le convinzioni irrazionali che alimentano la paura della solitudine e dunque la dipendenza affettiva:

“Non sono degna di essere amata. Non merito l’amore”;
“ Non troverò mai l’amore, rimarrò da sola”
“Con lui però in fondo ci stavo bene, quando non mi trattava male era perfetto”

Sono frasi che bloccano, ho seguito una ragazza meravigliosa il cui compagno la picchiava, era vittima di un mix di violenza fisica e violenza psicologica. Ma lei, con grande coraggio ha affrontato le sue paure ed ha riconquistato la sua indipendenza. Autostima è la chiave.

Inizia a farti le domande giuste:

Perché scelgo il partner sbagliato?

Come posso vincere la paura di rimanere da solo in amore?

Internet può alimentare la mia dipendenza affettiva?

Qual è il confine tra dipendenza affettiva e gelosia patologica?

Puoi scegliere: paura della solitudine o libertà?

Ora hai sicuramente le idee più chiare è arrivato il momento di riprenderti la tua vita, la tua libertà, la tua felicità, perché? Perché te lo meriti! Punto e basta. Senza MA e senza SE.

Rafforza la tua autostima, perché solo tu puoi dare valore a te stessa, cambiando le tue convinzioni su te stessa che non sono reali, ma sono viziate dalla tua paura di rimanere sola.

L’autostima ti rende libera e indipendente, e con questo nuovo spirito sicuro e determinato smetterai di legarti a persone sbagliate per te, perché solo se ascolti te stessa potrai sentire quale è la persona giusta per te.

Sconfiggi la paura della solitudine ora e riprenditi la tua libertà

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