Crescita personale i fattori che la determinano  

I fattori legati alla crescita personale sono: autostima e motivazione, perché aprono la strada che porta al cambiamento.

  • Saper fissare obiettivi chiari e realistici a breve, medio e lungo termine

  • Motivazione, spinta all’azione, impegno, immagine di sé, autostima.

  • Consapevolezza di sé: capacità, punti di forza, punti di miglioramento

  • Emozioni ed empatia

  • Le parole che dico a me stesso: la forza delle convinzioni personali

Cos’è la motivazione e la sua importanza nella crescita personale

Hai deciso che vuoi fare qualcosa per te sesso. Vuoi operare su te stesso partendo dal potenziare la tua crescita personale. Bene! Congratulazioni. Cosa può aiutarti? La motivazione.

Voglio aiutarti a capire l’importanza della motivazione nella crescita personale, seguimi in questo viaggio, ti sarà molto utile.

Chi muove il comando d’azione per la crescita personale?

Che cosa spinge ad iniziare e poi portare a termine una data attività? Questa spinta è data dalla motivazione a raggiungere un determinato obiettivo.  Possiamo dire che la motivazione consiste nel trovare i motivi per cui si agisce verso quella meta.

La psicologia della motivazione cerca di spiegare il comportamento come il risultato delle interrelazioni tra un determinato individuo e una determinata situazione.

Perché, ciò che spinge un individuo a compiere una determinata azione, non è uguale alla spinta all’azione di altro individuo, ci sono molte variabili in mezzo, come ad esempio, gli incentivi personali, i bisogni, le aspettative, e molto altro ancora.

Lewin (1946) ha formulato la più famosa equazione conosciuta dalla psicologia della motivazione: C= f(P,A)  e significa che il comportamento (C) è in funzione (f) di fattori personali (P) e ambientali (A).
Lewin usa il concetto di valenza o incentivo per definire la possibilità di azione di un individuo che possono essere giudicate positive o negative.
Quindi, quando hai deciso di iniziare il tuo percorso alla crescita personale lo hai voluto perché nella tua interazione con il tuo ambiente ti ha fatto decidere di compiere un nuovo comportamento.

La motivazione alla riuscita come spinta per la crescita personale

Il bisogno di riuscita rappresenta la motivazione a fare le cose al meglio, perché dentro di noi si è attivato un bisogno di affermazione e di eccellenza.

Le ragioni che ci spingono a perseguire una prestazione, possono essere di natura diversa: si vuole compiere una crescita personale per maggior soddisfazione personale, o per avere maggior riconoscimento sociale, oppure la crescita personale rappresenta una possibilità per fare più soldi, o per acquisire più potere. E, tutti questi motivi, possono attivare condotte lavorative all’insegna dell’impegno, senza che esista un nesso alla riuscita.

In psicologia, una condotta è motivata alla riuscita solo se tende all’autovalutazione della propria abilità, e precisamente al confronto con degli standard di valore, che si tratta di raggiungere o superare. L’individuo vuole capire, fino a dove si spinge, la sua capacità e pertanto, si sforza particolarmente.

La motivazione alla riuscita risiede in sostanza nel “confronto con uno standard di valore” (McClealland et al. 1953,10).

Gli standard di valore li possiamo vedere nella nostra vita quotidiana. Esempio, chi ha iniziato a seguire una dieta, si pesa di continuo e prova gioia quando vede le lancette della bilancia spostarsi indietro!
Oppure, chi pratica jogging comincia a cronometrare i suoi tempi già dopo poche corse ed è contesto quando vede che il tempo della corsa successiva è migliore di quella precedente.

Io, lo sperimento in montagna, d’estate mi piace a fare trekking con i miei cani.
Hai visto la sezione dedicata alla pet therapy? Può darti un grande aiuto per la tua crescita personale.
Questa estate una cara amica mi ha invitato insieme ai miei cani a casa sua in montagna, e avevamo preso l’abitudine di misurare in km percorsi, giorno dopo giorno, e come ci gongolavamo nel nostro orgoglio quando a fine giornata vedevamo il numero 10 km, poi 11 km!

Ma, anche tu, in questo momento, la stai sperimentando: hai deciso di potenziare la tua crescita personale, ti sei seduto al pc o tablet o cellulare, e ti sei messo a cercare articoli che possano arricchirti, e stai leggendo questo mio articolo.

Tutte queste azioni possono essere considerate crescita personale.

Quindi, come incentivi al raggiungimento dell’obiettivo bastano l’orgoglio di essere riusciti a fare qualcosa di personalmente impegnativo e la conseguente soddisfazione per la propria abilità (vissuta come sensazione positiva), che noi definiremmo “esperienza di successo”.

Noi siamo veramente contenti e soddisfatti, quando possiamo attribuire un risultato a noi stessi, cioè alla nostra capacità e sforzo messo in atto per quel preciso compito. Siamo meno contenti e soddisfatti quando attribuiamo il successo a cause esterne, come la fortuna, l’aiuto altrui, la scarsa difficoltà, ecc ….

Questi sentimenti di felicità e orgoglio per la propria abilità, permettono di interpretare i nostri sforzi in modo corretto, andando quindi, ad alimentare la motivazione alla crescita personale, nutrendo al contempo la nostra autostima.

Motivazione alla riuscita, autostima e crescita personale  

Nella vita reale esistono molti ambiti in cui la motivazione alla riuscita può manifestarsi: professione, scuola, formazione, sport, arte e, tutti i campi in cui si individua la possibilità di fornire una prestazione migliore o peggiore.
La nostra motivazione condiziona anche il nostro atteggiamento mentale verso le relazioni interpersonali, e sul lavoro il nostro modo di comunicare e di essere può creare anche difficili conflitti nei gruppi di lavoro.
Ma la tua voglia che ti porta alla tua crescita personale ti può dare anche tante nuove strategie per gestire con maggiore efficacia le tue relazioni interpersonali e superare così, anche, eventuali conflitti. Si, perché si sa, a volte i rapporti interpersonali assomigliano ad una giungla pericolosa! Così dobbiamo imparare a sopravvivere alla giungla delle relazioni interpersonali

La motivazione alla riuscita, secondo Heckhausaen è:

“L’intento di perfezionare o mantenere possibilmente forte la propria abilità in tutte le attività in cui è ritenuto vincolante uno standard di valore e la cui esecuzione può di conseguenza riuscire o fallire”.

Pertanto, la motivazione alla riuscita è in relazione agli aspettai situazionali vissuti dalla persona.  Quindi, ad influenzare la nostra motivazione alla riuscita ci sono: aspettative e il ricordo di esperienze vissute.

Quindi, esperienze passate e aspettative attivano o disattivano la speranza, rispetto alla nostra percezione di riuscita verso quell’obiettivo.

Facciamo degli esempi.

Se, le mie esperienze passate mi hanno dimostrato che il mio impegno personale verso un obiettivo me lo ha fatto realizzare, allora, avrò fiducia nel fatto che posso riuscire anche in questo nuovo obiettivo.

Se, al contrario, ho vissuto il fallimento, pur avendoci messo tutto il mio impegno e il mio sforzo, avrò più paura, sarò più ansia, e avrò meno fiducia di riuscire anche in questo.

E qui si inserisce un altro importante concetto: “L’assunzione del rischio” (Atkinson 1957;1958). Riassumo il concetto, per semplificarlo, così.

SBARRO LA STRADA ALLA MIA CRESCITA PERSONALE:

“Mi va sempre tutto male. Anche se m’impegnassi non arriverei comunque da nessuna parte. Perché allora correre il rischio di stare poi male? Resto dove sono, mi va bene lo stesso”.

Questo è un atteggiamento negativo che apre la strada ad emozioni negative (depressione, senso di inadeguatezza ansia, stress) e chiude la strada alla speranza di successo, alla possibilità di provarci comunque, e di mettersi in gioco. Nasce così l’atteggiamento mentale, o convinzione irrazionale (in questo articolo vincere ansia puoi capire meglio cosa sono le convinzioni irrazionali):
“Io non valgo, io non posso” quindi, vado a dare un altro colpo terribile alla mia autostima, siccome sento di non valere, ho bloccato così la mia crescita personale, perché sento di non meritarla, di non riuscire.

CREDO E ATTIVO LA MIA CRESCITA PERSONALE:

“ Se ho fiducia nelle mie capacità (autoefficacia), sono positivo e fiducioso, sono motivato nell’impegnarmi, lo sforzo non mi spaventa, a prescindere dal risultato: io ci provo, sarò comunque soddisfatto di me”.

Creo convinzioni razionali, oggettive, che mi fanno impegnare nel compito, che stimolano le mie risorse personali, che mi fanno essere comunque orgoglioso di me, a prescindere dai risultati. Dò importanza al valore che attribuisco a me stesso, alimento così la mia autostima, accendo un atteggiamento positivo, di ottimismo, di emozioni positive che tengono a bada ansia, paure e stress.

Esempio: la paura di parlare in pubblico. Sapevi che è una delle paure più comuni? Nel mio corso di comunicazione efficace faccio identificare e poi sperimentare le tue convinzioni negative, si, proprio quelle che ti portano all’insuccesso: “Non potrò mai parlare i pubblico, andrà male, farò una figuraccia, perderò la mia reputazione, mi rideranno dietro, perderò il lavoro!”. Ecco, questo è ciò che si chiama “Profezia che si auto avvera”, si perché, si è talmente impegnati a focalizzarsi su ci che si crede di non poter fare, che non fa mettere a fuoco e attivare le proprie competenze e capacità.

CRESCITA PERSONALE: ATTRIBUZIONI DELLA CAUSALITA’ DI SUCCESSO E INSUCCESSO

Le ripercussioni del successo o dell’insuccesso dipendono, in misura determinante, dalle cause cui viene attribuito il risultato raggiunto.  Ad esempio, un fallimento avrà conseguenze diverse a seconda che la sua causa venga individuata in una “mancanza di capacità” o attribuita a “sfortuna” o, a “elevata difficoltà del compito” (Heider 1958: attribuzioni causali).

Weiner et al. (1971) hanno ideato uno schema classificatorio di fattori causali: stabilità temporale, fattori personali interni, o ambientali. Vedi tabella.

 

Stabilità

temporale

Localizzazione della causa

        Nella persona     Nell’ ambiente
 Stabile   Capacità   Difficoltà del compito
 Variabile   Sforzo   Caso (fortuna/sfortuna)

Il modo in cui noi attribuiamo il successo o insuccesso delle nostre azioni determina anche il nostro impegno alla crescita personale.

Infatti, dalla stabilità temporale di una causa individuata, dipende l’aspettativa circa il proprio risultato futuro.

Colui il quale per spiegarsi il fallimento, invoca fattori stabili nel tempo, e cioè scarse capacità personali o elevata difficoltà del compito, non si aspetterà di riuscire a portare a buon fine il compito al tentativo successivo.
Le sue aspettative di successo calano.

L’attribuzione dell’insuccesso a fattori variabili nel tempo (sfortuna, scarso impegno), pregiudicano meno le aspettative di successo. Al prossimo tentativo ci si impegnerà di più, e si penserà che non si può avere sempre sfortuna!

Quindi:

  • I motivati al successo: tendono ad attribuire i propri successi a fattori interni, soprattutto alle proprie capacità. Attribuiscono i fallimenti a fattori variabili nel tempo, così in caso di successo ci saranno sentimenti di autovalutazione positivi.
  • Nei motivati all’insuccesso risulta invece decisiva la dimensione della stabilità. Così in caso di successo esso viene attribuito ala fortuna o alla facilità del compito. Così si è men motivati perché alla propria prestazione non viene data valore, quindi non è di per sé una ricompensa. In caso di insuccesso si avrà forte ansia, e meno speranza di riuscire in futuro.

Conclusione: la crescita personale dipende

Dalla tua decisione di cambiare, da quanta voglia di scoprire quante risorse hai che, magari fino ad oggi nemmeno pensavi di avere. Il tuo impegno a mantenere alta la tua curiosità. Non vedere il tuo percorso per la crescita personale come un compito o un duro lavoro, ma vedilo come un gioco creativo che stimola in te nuove azioni.

Come iniziare la tua crescita personale?

Chiamami o scrivimi, fissiamo un primo appuntamento gratuito conoscitivo, (anche on line) che ha come obiettivo quello di definire: i tuoi obiettivi e il come raggiungerli (le strategie), formulando il percorso di crescita personale ideale per te, definito e costruito sulle tue specifiche esigenze.

Buon divertimento da

Patrizia Marzola

Psicologa di Fidenza


 

Bibliografia per approfondire

  • Psicologia della motivazione. Falko Rheinberg. Il Mulino
  • Weiner et al. (1970). An attributionalanalisys of achievementnmotivation, in “Journal of Personality and Social psychology”,
  • Weiner et al. (1976), Social learning (locus of control) versus atributional (causal sability) inerpetations of expectancy of success, in “Journal of Personality”
  • Atkinson et al (1960), Achievement motive and test anxiety conceived as motive to approach success and motive to avoid failure, in “ Journal of Abnormal and Scial Psychology”