Essere genitori non significa avere sempre tutte le risposte.
Ogni fase della crescita porta nuove domande, nuove sfide e la necessità di trovare continuamente un equilibrio tra figli, coppia, lavoro e vita quotidiana.
Il sostegno alla genitorialità è uno spazio di ascolto e confronto che aiuta a comprendere meglio ciò che sta accadendo nella propria famiglia, valorizzare le risorse già presenti e costruire relazioni più serene.
Perché non esistono genitori perfetti.
Esistono famiglie che imparano a crescere insieme.
Quando il sostegno alla genitorialità può fare davvero la differenza
Il sostegno alla genitorialità non è un percorso riservato ai momenti di crisi.
Può essere un’opportunità preziosa per tutti quei genitori che desiderano comprendere meglio i propri figli, migliorare la comunicazione in famiglia e affrontare con maggiore serenità le sfide quotidiane.
Il sostegno alla genitorialità non nasce perché sei un genitore sbagliato.
Nasce perché essere genitori è uno dei compiti più belli, ma anche più complessi e faticosi che esistano.
Ci sono momenti in cui senti di dare tutto e, nonostante questo, hai la sensazione di non riuscire a fare abbastanza.
Magari ti chiedi:
- «Sto sbagliando qualcosa?»
- «Perché mio figlio sembra non ascoltarmi più?»
- «Perché ogni giorno finiamo per discutere?»
- «Perché mi sento sempre in colpa?»
- «Perché mi sento stanco e sopraffatto?»
Se ti riconosci in queste domande, sappi che non sei solo.
Chiedere un aiuto non significa essere un cattivo genitore.
Al contrario.
Significa avere il coraggio di fermarsi, capire cosa sta succedendo e trovare nuove strategie per affrontare le difficoltà con maggiore serenità.
Quando fare il genitore diventa faticoso
Ci sono periodi della vita in cui tutto sembra arrivare insieme.
Il lavoro richiede energie.
La coppia attraversa momenti difficili.
I figli crescono e cambiano.
Le responsabilità aumentano.
E tu ti ritrovi a fare mille cose contemporaneamente.
A volte descrivo questa sensazione con una metafora semplice.
È come vivere dentro un flipper.
La pallina rimbalza continuamente da una parte all’altra:
- lavoro;
- figli;
- scuola;
- impegni;
- casa;
- problemi economici;
- coppia;
- famiglia di origine.
E alla fine della giornata ti rendi conto di non esserti fermato neppure un momento.
Così la stanchezza si trasforma in irritazione.
Le discussioni aumentano.
Il senso di colpa cresce.
E si finisce per pensare:
«Non sto facendo abbastanza.»
Non esistono genitori perfetti
Una delle frasi che ascolto più spesso nel mio studio è:
«Ho paura di sbagliare con i miei figli.»
Oppure:
«Vorrei fare meglio, ma non so da dove partire.»
Ogni genitore porta con sé la propria storia.
I valori ricevuti.
Le esperienze vissute.
E anche le ferite del passato.
Chi è cresciuto con genitori molto severi può avere paura di diventare troppo rigido.
Chi ha ricevuto poco affetto può temere di non essere abbastanza presente.
Chi ha vissuto conflitti familiari può avere paura di ripetere gli stessi errori.
La buona notizia è che non esiste il genitore perfetto.
Esiste invece un genitore che continua a mettersi in discussione, a imparare e a crescere insieme ai propri figli.
In quali situazioni può essere utile un percorso di sostegno alla genitorialità?
Nel percorso pratico che faremo insieme potremo lavorare su difficoltà concrete come:
Gestire i conflitti con i figli
Capricci, opposizione, chiusura, rabbia, ritiro sociale, difficoltà durante l’adolescenza o continui scontri che stanno logorando il rapporto.
Affrontare i disaccordi educativi tra genitori
Regole diverse, discussioni continue, difficoltà a prendere decisioni comuni o tensioni legate a separazioni e nuove organizzazioni familiari.
Superare il senso di colpa e la paura di sbagliare
Quando hai la sensazione di non essere abbastanza o vivi con la costante paura di commettere errori.
Affrontare i cambiamenti della famiglia
Ingresso alla scuola, adolescenza, nascita di un fratellino, separazioni, nuove convivenze o altri momenti delicati della vita familiare.
Ritrovare fiducia nel tuo ruolo di genitore
Perché educare non significa essere perfetti.
Significa imparare ad adattarsi ai cambiamenti e costruire una relazione stabile e sicura con i propri figli.
Il mio approccio al sostegno alla genitorialità
Non esiste il genitore perfetto.
Esistono però genitori che, quando incontrano una difficoltà, decidono di fermarsi, capire cosa sta succedendo e cercare nuovi strumenti.
Il mio lavoro come Dott.ssa Patrizia Marzola, Psicologa e Neuropsicologa del Benessere®, iscritta all’Albo degli Psicologi dell’Emilia-Romagna n. 3524, non consiste nel giudicare o dire chi ha ragione e chi ha torto.
Il mio obiettivo è aiutarti a comprendere meglio ciò che sta accadendo nella tua famiglia e trovare strategie concrete per affrontarlo.
Ricevo a Fidenza e svolgo anche consulenze online.
Il mio metodo: capire, ma soprattutto fare
Nel percorso pratico che faremo insieme, non ci limiteremo a parlare dei problemi.
Lavoreremo su situazioni reali e quotidiane.
Utilizzeremo:
- esercizi e simulazioni;
- strategie personalizzate;
- strumenti pratici;
- tecniche di comunicazione efficace;
- attività di riflessione;
- indicazioni da sperimentare nella vita di tutti i giorni.
L’obiettivo non è creare dipendenza dal percorso.
L’obiettivo è aiutarti a diventare sempre più autonomo.
Il tuo obiettivo è liberarti di me il prima possibile.
Da dove iniziamo?
Prima di lavorare sulle difficoltà educative, è importante comprendere la tua storia e quella della tua famiglia.
Per questo motivo, i primi incontri sono dedicati a raccogliere informazioni su:
- la storia personale e familiare;
- la relazione con i figli;
- i cambiamenti vissuti dalla famiglia;
- eventuali separazioni o momenti difficili;
- le preoccupazioni che vivi come genitore;
- le risorse già presenti;
- i punti di forza della tua famiglia;
- le tue aspettative rispetto al percorso.
Spesso la soluzione non consiste nel “fare di più”, ma nel comprendere meglio ciò che sta accadendo.
Chiedere un aiuto come genitore non significa aver sbagliato.
Al contrario, significa prendersi cura della propria famiglia e cercare nuove strategie per affrontare le difficoltà quotidiane.
Se hai ancora dubbi pratici sul primo contatto, sulle consulenze online o su come prendere appuntamento, ho dedicato una pagina a tutte le informazioni utili.
🔗 Come prendere appuntamento con la psicologa a Fidenza e online
Cosa faremo concretamente insieme
Nel percorso pratico che faremo insieme potremo lavorare su:
Comprendere meglio i bisogni emotivi dei figli
Perché dietro alcuni comportamenti ci sono emozioni che i bambini e i ragazzi non riescono ancora a esprimere con le parole.
Migliorare la comunicazione in famiglia
A volte non è la mancanza di amore a creare distanza, ma il modo in cui ci si parla.
Lavoreremo per favorire ascolto, dialogo e rispetto reciproco.
Rafforzare la fiducia nel proprio ruolo genitoriale
La paura di sbagliare e il senso di colpa possono far perdere sicurezza.
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Affrontare i cambiamenti della crescita
Ogni fase porta nuove sfide:
- ingresso alla scuola;
- adolescenza;
- separazioni;
- nuove famiglie;
- cambiamenti lavorativi;
- nascita di un fratellino.
Imparare a valorizzare il tempo condiviso
Anche il gioco rappresenta uno strumento prezioso per creare connessione e favorire lo sviluppo emotivo.
Gestire le relazioni con scuola e altri genitori
A volte la fatica non nasce soltanto in casa.
Anche le dinamiche scolastiche o le chat di classe possono diventare fonte di tensione e incomprensioni.
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Uno strumento pratico: il KIT “Sostenere la Genitorialità”
Nel mio lavoro utilizzo anche il KIT “Sostenere la Genitorialità” di Suzanne Lavigueur, Sylvain Coutu e Diane Dubeau, sviluppato nell’ambito di un programma di ricerca dedicato alle competenze genitoriali.
Questo strumento aiuta a:
- valorizzare le risorse già presenti;
- comprendere meglio i bisogni dei figli;
- rafforzare la relazione genitore-figlio;
- affrontare le preoccupazioni educative;
- individuare strategie concrete e personalizzate.
Ogni percorso viene adattato alla storia e alle esigenze della famiglia.
Quando può essere utile coinvolgere tutta la famiglia
In alcuni casi il cambiamento non riguarda una sola persona.
Può essere utile lavorare sul benessere familiare nel suo insieme, favorendo momenti di condivisione, comunicazione e collaborazione.
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Se il percorso è stato richiesto dai Servizi Sociali o dalla CTU o dal Giudice
Talvolta il sostegno alla genitorialità viene richiesto nell’ambito di separazioni, CTU o su indicazione dei Servizi Sociali.
In questi casi il lavoro mantiene una finalità clinica e di supporto.
Quando necessario, può essere predisposta una relazione descrittiva del percorso svolto.
Vuoi approfondire il tema della genitorialità?
Domande frequenti sul sostegno alla genitorialità
Chiedere un aiuto significa essere un cattivo genitore?
Assolutamente no.
Anzi, chiedere un aiuto è un segnale di responsabilità.
Significa riconoscere che stai vivendo una difficoltà e scegliere di affrontarla invece di ignorarla.
Nessun genitore nasce imparato e nessuno dovrebbe affrontare tutto da solo.
Devo partecipare insieme all’altro genitore?
Non necessariamente.
Il percorso può essere svolto:
- individualmente;
- insieme all’altro genitore;
- con incontri alternati;
- con modalità personalizzate in base alla situazione familiare.
L’obiettivo non è giudicare nessuno, ma aiutarti a trovare maggiore serenità e strumenti più efficaci.
Quanti incontri servono?
Non esiste un numero uguale per tutti.
Alcune difficoltà richiedono pochi incontri.
Altre situazioni più complesse possono richiedere tempi maggiori.
Durante il primo colloquio costruiremo insieme una mappa della situazione e potremo formulare una prima ipotesi sul percorso più adatto alle tue esigenze.
Se mi sento in colpa o mi vergogno di chiedere aiuto?
È una paura che incontro molto spesso.
Molti genitori arrivano al primo incontro dicendomi:
“Avrei dovuto chiedere aiuto prima.”
Oppure:
“Ho paura di essere giudicato.”
Il mio lavoro non consiste nel cercare colpevoli.
Lavoreremo insieme per comprendere cosa sta succedendo e individuare strategie concrete per stare meglio.
Tutto quello che racconto rimane riservato?
Sì.
Il segreto professionale rappresenta uno degli aspetti fondamentali del mio lavoro.
Potrai parlare liberamente delle tue preoccupazioni e delle difficoltà che stai vivendo in un ambiente protetto e rispettoso.
Dare una direzione concreta per iniziare a cambiare
Quando una famiglia attraversa un momento difficile, la tentazione è quella di voler risolvere tutto subito.
In realtà non è necessario stravolgere la tua vita.
Molto spesso basta iniziare da un piccolo passo, fatto nel momento giusto e nel modo giusto.
Anche un cambiamento apparentemente piccolo può produrre effetti importanti nella relazione con i figli e nel benessere di tutta la famiglia.
Il primo colloquio di 15 minuti di direzione concreta
📞 Facciamo il primo passo insieme
Per questo motivo offro un primo colloquio gratuito di circa 15 minuti.
Non si tratta di una semplice telefonata.
È uno spazio che ci permette di:
- conoscerci;
- chiarire la situazione che stai vivendo;
- costruire una prima mappa delle difficoltà presenti;
- definire gli obiettivi del percorso;
- formulare una prima ipotesi sul numero degli incontri necessari.
Questo primo contatto ti permette anche di capire se sono la professionista giusta per accompagnarti in questo percorso.
Come puoi contattarmi
Se desideri informazioni su di me e su come posso aiutarti, scegli il modo per te più semplice e meno faticoso.
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Un messaggio rapido su WhatsApp: Scrivi al numero 328 19 71 882 dicendo: «Ciao Patrizia, ho letto la pagina sul sostegno alla genitorialità e vorrei fare i 15 minuti.». Romperemo il ghiaccio senza lunghi discorsi.
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Compila il modulo online che trovi qui sotto: Se preferisci scrivermi direttamente dal sito in pochi clic, inserendo i tuoi dati per essere ricontattato.
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Un’email dettagliata: Scrivi a info@patriziamarzola.it se preferisci prenderti il tuo tempo e raccontarmi la tua situazione con calma.
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Una telefonata diretta: Chiama il numero 328 19 71 882 se senti il bisogno di ascoltare subito una voce dall’altra parte.
Ti risponderò personalmente, con calma e in totale riservatezza.
Se desideri conoscermi meglio prima di contattarmi, puoi leggere qualcosa in più sulla mia storia e sul mio modo di lavorare nella pagina dedicata a Chi sono.
Se invece vuoi avere una panoramica completa delle aree di cui mi occupo, puoi visitare la pagina Servizi di Psicologia e Neuropsicologia del Benessere®
Guarda come la consulenza individuale può aiutarti.
Dott.ssa Patrizia Marzola
Psicologa e Neuropsicologa del Benessere®
Iscrizione Albo Psicologi Emilia-Romagna n. 3524
Riceve a Fidenza (PR) e svolge consulenze online.



