Come alzare la propria autostima: strategie pratiche per ritrovare fiducia in te stesso
Se sei arrivato su questa pagina, probabilmente hai cercato come alzare la propria autostima perché, in alcuni momenti della tua vita, hai la sensazione di non sentirti abbastanza.
Forse fai fatica a dire di no.
Ti preoccupi del giudizio degli altri.
Ti capita di mettere continuamente in dubbio quello che fai.
Oppure, anche quando raggiungi un obiettivo, hai l’impressione che non sia mai abbastanza.
Metti i bisogni degli altri prima dei tuoi e, quando pensi a te stesso, ti senti in colpa.
Ti ritrovi in una di queste situazioni?
| Se ti capita spesso di… | Questa guida ti aiuterà a comprendere… | E a costruire… |
| Fare fatica a dire di no | Che cosa rende così difficile mettere al primo posto i tuoi bisogni | Relazioni più equilibrate e autentiche |
| Temere il giudizio degli altri | Perché il tuo valore dipende così tanto dallo sguardo delle altre persone | Una maggiore libertà di esprimere te stesso |
| Sentirti spesso “non abbastanza” | Come nasce questo dialogo interiore e perché si mantiene nel tempo | Un rapporto più sano con te stesso |
| Restare in relazioni che ti fanno soffrire | Quali significati ti portano ad accettare situazioni che ti fanno stare male | Legami più consapevoli e rispettosi |
| Rinunciare alle opportunità per paura di sbagliare | Perché dubbi e insicurezze finiscono per bloccare le tue scelte | Una fiducia che nasce dall’esperienza, non dalla perfezione |
I segnali con cui l’autostima si manifesta ogni giorno
Forse, quando cerchi come alzare la propria autostima, immagini qualcosa che si vede.
Io credo che sia esattamente il contrario.
L’autostima è invisibile.
Ma lascia tracce.
Si vede nel modo in cui affronti una critica.
Nel modo in cui vivi una relazione.
Nel coraggio di esprimere un’opinione.
Nella libertà di dire “no” quando lo desideri.
Nel modo in cui parli a te stesso dopo un errore.
Molte persone credono che l’autostima sia il problema.
In realtà, più spesso, l’autostima è ciò che accomuna situazioni che sembrano molto diverse tra loro.
C’è chi soffre per una relazione.
Chi ha paura di parlare durante una riunione.
Chi si sente continuamente non all’altezza.
Chi fatica a prendere una decisione.
Chi ha bisogno dell’approvazione degli altri per sentirsi bene con sé stesso.
All’inizio sembrano problemi completamente diversi.
Poi, osservandoli insieme, emerge un filo che li collega.
È il rapporto che quella persona ha costruito con sé stessa.
Per questo motivo, in questa guida su come alzare la propria autostima non troverai semplicemente consigli per sentirti più sicuro.
Troverai situazioni concrete, domande e chiavi di lettura che ti aiuteranno a osservare la tua vita da una prospettiva diversa.
Il cambiamento raramente inizia quando troviamo subito una soluzione.
Inizia quando riusciamo a vedere ciò che, fino a quel momento, era rimasto invisibile.
Come alzare la propria autostima: perché il problema potrebbe non essere quello che pensi
Immagina questa situazione.
Hai parlato durante una riunione.
Tornando a casa ripensi a ogni parola che hai detto.
“Avrò parlato troppo?”
“Forse dovevo stare zitto.”
“Chissà che impressione avranno avuto di me.”
Oppure, ricevi un messaggio più freddo del solito.
E, senza quasi accorgertene, inizi subito a cercare una spiegazione.
“Ho fatto qualcosa di sbagliato?”
“Ce l’ha con me?”
“Perché reagisce così?”
Le situazioni cambiano.
Ma il meccanismo è spesso lo stesso.
L’attenzione si concentra immediatamente su ciò che è accaduto.
Quasi mai sul modo in cui lo stai interpretando.
Che cosa raccontano davvero queste situazioni?
Quando qualcosa ti fa stare male, è facile pensare che il problema sia davanti ai tuoi occhi.
In realtà, non è sempre così.
- La critica non è sempre il problema.
- La relazione non è sempre il problema.
- Il collega non è sempre il problema.
A volte quella situazione sta semplicemente portando alla luce qualcosa che era già presente.
Il modo in cui guardi te stesso.
Per questo, una delle prime domande che ti farei è:
“Che cosa è successo?”
Ma subito dopo ne arriva un’altra:
“Che significato ha avuto per te?”
Sono proprio i significati che attribuiamo alle esperienze a influenzare il rapporto che costruiamo con noi stessi.
Se desideri conoscere meglio il mio modo di lavorare, puoi leggere la pagina Chi sono, approfondire la mia storia e scoprire la filosofia che guida ogni mio intervento.
Forse ciò che oggi ti fa soffrire non nasce soltanto da questa situazione.
Sta semplicemente rendendo visibile il modo in cui, nel tempo, hai imparato a guardare te stesso.
Come alzare la propria autostima quando fai fatica a dire di no
Ci sono situazioni che sembrano piccole.
- Un collega ti chiede un favore proprio quando sei pieno di lavoro.
- Un amico ti propone un impegno che non hai voglia di prendere.
- Un familiare ti chiede qualcosa che ti mette in difficoltà.
Dentro di te la risposta è chiara.
Vorresti dire:
“No.”
Invece, sorridi.
- Accetti.
- Ti giustifichi.
- Trovi un modo per accontentare l’altra persona.
Poi torni a casa infastidito.
Non solo con gli altri.
Anche con te stesso.
Forse ti è capitato di chiederti:
“Perché non riesco mai a dire quello che penso?”
Oppure:
“Perché metto sempre gli altri prima di me?”
Molte persone credono che il problema sia imparare a dire di no.
In realtà, quella è soltanto la parte più visibile.
Perché dire di no ti fa sentire in colpa?
Quando fai fatica a dire di no, raramente è perché non conosci quella parola.
Quasi sempre temi ciò che potrebbe accadere dopo.
- Hai paura di deludere.
- Di essere giudicato egoista.
- Di creare un conflitto.
- Di non essere più apprezzato.
Così, invece di scegliere ciò che desideri davvero, scegli ciò che pensi possa proteggere la relazione.
Il problema è che, ogni volta che succede, mandi anche un messaggio a te stesso:
“I bisogni degli altri contano più dei miei.”
Con il tempo, questo modo di vivere le relazioni può indebolire sempre di più la fiducia che hai in te stesso.
È proprio da qui che inizia il lavoro insieme.
Non dal dire semplicemente “no”, ma dal comprendere che cosa rende così difficile pronunciare quella parola.
Perché è comprendendo ciò che alimenta quel comportamento che diventa possibile cambiarlo.
Se ti riconosci in questa situazione, potrebbe esserti utile approfondire anche il tema dell’ assertività, una competenza che permette di esprimere i propri bisogni con chiarezza e rispetto, senza sentirsi in colpa.
A volte la difficoltà non è pronunciare un “no”. È credere di avere il diritto di dirlo.
Come alzare la propria autostima quando il giudizio degli altri pesa troppo
Immagina questa scena.
Sei a cena con alcune persone.
- La conversazione è piacevole.
- Ti viene in mente qualcosa da dire.
- Per un attimo pensi di intervenire.
- Poi, però, dentro di te inizia un dialogo.
“E se dicessi una sciocchezza?”
“Magari quello che sto per dire non interessa a nessuno.”
“Meglio stare zitto.”
Così continui ad ascoltare.
Parli poco.
Rimani rigido, con lo sguardo rivolto al piatto.
Ogni tanto annuisci.
E, dentro di te, hai la sensazione di essere fuori dalla conversazione.
Quando la serata finisce, torni a casa con un pensiero.
“Io non sono una persona interessante. Nessuno ha davvero voglia di stare con me. Sono noioso e antipatico.”
Eppure, durante tutta la serata, nessuno ti aveva escluso.
Sei stato tu, per paura del giudizio, a rinunciare più volte a entrare davvero nella relazione.
Così, senza accorgertene, inizi a lanciare messaggi di chiusura.
Gli altri ti coinvolgono sempre meno.
E questo sembra confermare proprio la convinzione da cui tutto era iniziato.
“Forse non interesso agli altri.”
Il problema non è la cena. Non sono le persone. Sono le convinzioni che hai costruito su te stesso e che, senza accorgertene, influenzano il modo in cui vivi ogni relazione.
Forse tu pensi che il problema sia la timidezza.
In realtà, molto spesso, la timidezza è il modo in cui la paura del giudizio finisce per guidare il tuo comportamento.
Se desideri approfondire questo tema, puoi leggere anche la guida su come superare la timidezza, dove spiego perché nasce, come si mantiene e quali strategie possono aiutarti a superarla.
Che cosa temi possa pensare l’altra persona?
Quando il giudizio degli altri pesa così tanto, forse la domanda non è:
“Che cosa penseranno di me?”
La domanda più utile potrebbe essere un’altra.
Perché il loro giudizio è diventato così importante per te?
Forse anche tu hai provato a dirti:
“Non dovrebbe importarmi.”
“Non ci devo pensare.”
“Devo smetterla di farmi condizionare.”
Tuttavia, continui a stare male.
Perché il problema non si risolve cercando di ignorare quel giudizio.
Si comprende osservando il significato che gli attribuisci.
Se una persona ti critica, puoi viverlo come una semplice opinione.
Oppure puoi pensare:
“Ha ragione. Non sono abbastanza capace.”
Se qualcuno non ti cerca o ti esclude da una situazione, puoi viverlo come un episodio che può capitare.
Oppure puoi convincerti che sia la prova di non essere abbastanza interessante o di non meritare attenzione.
L’episodio è lo stesso.
È il significato che gli attribuisci a cambiare completamente ciò che provi.
È proprio su questo che si concentra il percorso.
Comprendere perché il tuo valore finisca così facilmente nelle mani dello sguardo degli altri.
Se ti riconosci in queste situazioni, potrebbe esserti utile approfondire anche il tema della paura del giudizio, dove spiego perché alcune persone vivono ogni osservazione come una valutazione del proprio valore.
È da questa consapevolezza che può iniziare un modo diverso di vivere te stesso e le relazioni con gli altri.
Come alzare la propria autostima nelle relazioni
C’è una domanda che, prima o poi, molte persone si fanno.
“Perché continuo ad accettare situazioni che mi fanno stare male?”
- Magari il partner ti parla con poca considerazione.
- Un amico ti cerca soltanto quando ha bisogno.
- Una persona importante per te alterna momenti di affetto a lunghi periodi di distanza.
Da fuori qualcuno potrebbe dirti:
“Basta lasciarla.”
Ma chi vive quella situazione sa che non è così semplice.
Perché continui ad accettare ciò che ti fa soffrire?
Quando una relazione ci fa stare male, la domanda non è soltanto:
“Perché quella persona si comporta così?”
Ce n’è un’altra, spesso più difficile.
“Perché continuo a restare in una relazione che mi fa soffrire?”
Non sempre la risposta riguarda l’amore.
A volte riguarda la paura.
- La paura di restare soli.
- Di non trovare qualcuno che ci voglia bene.
- Di non meritare una relazione diversa.
- Di perdere ciò che, nonostante tutto, ci fa sentire meno soli.
Così iniziamo ad adattarci.
Giustifichiamo comportamenti che ci feriscono.
Abbassiamo le aspettative.
Mettiamo da parte i nostri bisogni.
Ed è proprio qui che l’autostima lascia una delle sue tracce più profonde.
Non perché ci faccia scegliere sempre le persone sbagliate.
Ma perché può rendere difficile riconoscere ciò che meritiamo davvero.
È proprio questo il lavoro che faremo insieme.
Ti accompagnerò a osservare quella relazione da una prospettiva diversa.
A capire quale significato ha per te e perché, pur facendoti soffrire, è così difficile lasciarla.
Molto spesso è nel modo in cui ciascuno percepisce il proprio valore.
Se ti sei riconosciuto in queste situazioni, potrebbe esserti utile approfondire i temi della dipendenza affettiva e della comunicazione nelle relazioni, perché comprendere il modo in cui viviamo i legami è spesso il primo passo per costruirne di più sani.
Le relazioni non raccontano soltanto chi abbiamo davanti. Raccontano anche ciò che, nel profondo, crediamo di meritare.
Come alzare la propria autostima quando pensi di non essere abbastanza
Ci sono momenti in cui nessuno ti critica.
Nessuno ti giudica.
Nessuno ti dice che non sei capace.
Sei tu a dirlo a te stesso.
Ricevi una proposta interessante.
Un nuovo incarico.
L’occasione di parlare davanti a un gruppo.
Un progetto che ti entusiasma.
Per un attimo pensi:
“Potrei farcela.”
Poi, quasi subito, arriva un’altra voce.
“Non sono abbastanza preparato.”
“Ci sarà sicuramente qualcuno più bravo di me.”
“Non è il momento.”
“Meglio aspettare.”
Così rimandi.
Oppure rinunci.
Non perché qualcuno ti abbia fermato.
Ma perché hai smesso di credere nelle tue possibilità ancora prima di metterti alla prova.
Chi ti ha insegnato che devi sentirti sicuro prima di provarci?
Vorrei farti una domanda.
Che cosa dovrebbe succedere perché tu possa sentirti finalmente abbastanza?
Forse la tua risposta è:
“Quando avrò più esperienza.”
“Quando sarò più preparato.”
“Quando avrò più fiducia in me.”
E se quella sicurezza non arrivasse mai prima di iniziare?
Aspettare di sentirti completamente sicuro prima di agire significa, molto spesso, continuare ad aspettare.
Non perché tu non sia capace.
Ma perché hai imparato a interpretare ogni dubbio come la prova di non essere abbastanza.
È questo il punto da cui partiamo.
Comprendere perché ti senti spesso non abbastanza, perché la paura di sbagliare ti blocca e perché senti il bisogno di essere sempre all’altezza prima di metterti in gioco.
Se ti riconosci in questo dialogo interiore, potrebbe esserti utile leggere anche la guida dedicata alla paura di non farcela, dove approfondisco il motivo per cui tante persone rinunciano alle opportunità ancora prima di mettersi alla prova.
Non serve sentirti pronto per iniziare.
Di fronte a un’esperienza nuova è naturale provare paura o sentirsi insicuri. Solo vivendola puoi conoscere meglio te stesso e le tue capacità.
Come alzare la propria autostima senza fingere di essere una persona sicura
Viviamo in un’epoca in cui sembra che tutti debbano mostrarsi sicuri di sé.
Sui social trovi persone che sembrano avere sempre la risposta giusta.
Sul lavoro c’è chi parla con decisione.
Chi interviene senza esitazioni.
Chi sembra non avere mai dubbi.
Così, quasi senza accorgertene, inizi a pensare che avere una buona autostima significhi proprio questo.
Non avere paura.
Non sbagliare.
Essere sempre sicuri.
Ma è davvero così?
Avere autostima significa non avere più paura?
No.
La paura non è un nemico da eliminare.
È una risposta naturale del nostro organismo.
Meno male che esiste.
Ci protegge quando ci troviamo davanti a un pericolo e ci prepara ad affrontare situazioni che per noi sono importanti.
Ti faccio un esempio.
Ogni volta che devo parlare davanti a tante persone, sento ancora un po’ di tensione.
Non la considero un segnale di debolezza.
Mi ricorda che quello che sto per fare è importante per me.
Lo stesso vale per gli errori.
Se ripenso alla mia vita, sono stati proprio gli errori più grandi a insegnarmi le cose che oggi considero più preziose.
Questo non significa che sbagliare faccia piacere.
Quando un progetto non funziona o qualcosa va diversamente da come speravi, è normale rimanerci male.
Il punto non è evitare quella delusione.
È non trasformarla nella prova che vali meno.
L’autostima non elimina la paura.
Non elimina gli errori.
Ti aiuta a viverli senza lasciare che siano loro a decidere chi sei.
Se desideri approfondire questo tema, puoi leggere anche la guida dedicata ai problemi di autostima, dove spiego come nasce questo rapporto con sé stessi e perché può diventare così fragile.
Come alzare la propria autostima iniziando a comprendere te stesso
Se sei arrivato fino a qui, forse hai notato una cosa.
Non ti ho mai detto di ripeterti davanti allo specchio che sei una persona di valore.
Non ti ho proposto dieci frasi motivazionali.
Non ti ho suggerito di pensare positivo.
Perché il mio obiettivo non è convincerti che stai bene quando non è così.
Credo che il cambiamento inizi quando riusciamo a comprendere ciò che, fino a quel momento, ci ha fatto vivere in un certo modo.
È proprio da lì che inizia anche il mio lavoro.
Ti aiuto a comprendere il modo in cui guardi te stesso, le convinzioni che hai costruito nel tempo e ciò che continua ad alimentare la tua sofferenza.
Poi, insieme, costruiamo strategie, strumenti ed esperienze concrete che ti permettano di affrontare le situazioni in modo diverso.
Perché capire, da solo, non basta.
Ma cambiare senza aver compreso, molto spesso, è ancora più difficile.
Come posso aiutarti ad aumentare la tua autostima
Se, leggendo questa guida, hai pensato:
“Mi sono riconosciuto.”
oppure
“Sembra che stia parlando di me.”
forse è il momento di fare un passo in più.
Non per trovare subito una soluzione.
Ma per iniziare a comprendere che cosa sta succedendo.
Che cosa succede durante il primo colloquio?
Nel primo colloquio ci conosceremo.
Tu mi racconterai la situazione che stai vivendo e io ti farò alcune domande per comprendere meglio che cosa ti ha portato a chiedere un aiuto.
Durante il primo incontro gratuito comprenderemo insieme la situazione che stai vivendo, ti spiegherò come lavoro e potrai capire se il mio metodo è quello che stai cercando.
Al termine del colloquio sarai tu a decidere, in assoluta libertà, se iniziare un percorso insieme a me oppure no.
Il primo colloquio dura circa 15-20 minuti, è gratuito e si svolge online.
Se desideri, possiamo cominciare da qui.
📅 Prenota il tuo primo colloquio conoscitivo gratuito.
Oppure scegli il modo che preferisci per contattarmi.
Puoi inviarmi un messaggio, anche con poche righe.
Raccontami che cosa ti sta succedendo o quale situazione stai vivendo in questo momento.
Ti risponderò personalmente.
Puoi scrivere, ad esempio:
Ciao Patrizia, ho letto la guida sull’autostima e mi sono riconosciuto in alcune situazioni. Vorrei avere qualche informazione sul primo colloquio conoscitivo.
✉️ E-mail o modulo di contatto
Puoi scrivermi all’indirizzo info@patriziamarzola.it oppure, se preferisci, compilare il modulo di contatto.
Raccontami, anche con poche parole, che cosa stai vivendo.
Leggerò personalmente il tuo messaggio e ti risponderò nel più breve tempo possibile.
Tutto ciò che mi scriverai sarà trattato con la massima riservatezza e nel pieno rispetto del segreto professionale.
Domande frequenti su come alzare la propria autostima
Perché continuo a sentirmi “non abbastanza”, anche quando gli altri mi apprezzano?
Perché l’autostima non dipende soltanto da quello che gli altri pensano di noi. Dipende soprattutto dal modo in cui interpretiamo ciò che viviamo. Per questo una persona può ricevere complimenti e continuare comunque a sentirsi inadeguata.
Perché faccio così fatica a credere nelle mie capacità?
Spesso non è una mancanza di capacità, ma il modo in cui hai imparato a guardare te stesso. Se per molto tempo hai interpretato errori, critiche o delusioni come la prova di non valere abbastanza, è naturale che oggi tu faccia fatica a fidarti delle tue possibilità.
È davvero possibile aumentare la propria autostima?
Sì. Non significa diventare una persona che non ha più paure o dubbi. Significa imparare a vivere quelle emozioni senza lasciare che definiscano il tuo valore.
Posso riuscirci da solo oppure ho bisogno di un aiuto?
Leggere, riflettere e osservarti con maggiore consapevolezza può essere un ottimo punto di partenza. Se però questa difficoltà continua a influenzare le tue relazioni, il lavoro o le scelte della tua vita, confrontarti con uno psicologo può aiutarti a vedere aspetti che, da solo, è difficile riconoscere.
Come faccio a capire se il problema è davvero l’autostima?
Non sempre lo è. A volte ciò che sembra un problema di autostima può essere legato alla paura del giudizio, all’ansia, a esperienze relazionali difficili o ad altre dinamiche personali. Per questo, prima di cercare una soluzione, è importante comprendere che cosa sta realmente succedendo.
Vorrei lasciarti con un ultimo pensiero.
Forse sei arrivato su questa pagina cercando un modo per aumentare la tua autostima.
Spero che, arrivato fino a qui, tu abbia trovato qualcosa di ancora più importante.
Un modo diverso di guardare quello che stai vivendo.
Se un giorno deciderai di iniziare un percorso con me, non lavoreremo per convincerti che vali di più.
Cercheremo di comprendere insieme che cosa, oggi, ti impedisce di riconoscere il tuo valore e costruiremo strumenti pratici per affrontare le situazioni che ti fanno soffrire.
Il mio obiettivo non è che tu abbia bisogno di me.
È aiutarti a diventare sempre più autonomo, perché possa affrontare le difficoltà della vita con maggiore consapevolezza, fiducia e serenità.
È questo il percorso che, ogni giorno, costruisco insieme alle persone che scelgono di affidarsi a me.
👉 Scopri di più su chi sono e sul mio metodo.
Studio Patrizia Marzola Psicologa Clinica e Aziendale
Lo studio a Fidenza
Psicologa Parma – Italia
Cellulare 328 19.71.882
Mail info@patriziamarzola.it
Dott.ssa Patrizia Marzola Psicologa a Fidenza, iscritta all’Albo dell’Ordine degli Psicologi dell’Emilia-Romagna n° 3524 – P.Iva 02286890344 – Scheda Personale PATRIZIA MARZOLA
Orari Studio Fidenza
Lunedì – Venerdì: 9:00–20.00
Se abiti lontano o se preferisci rimanere a casa o in un posto a Te preferito, possiamo fissare l’appuntamento online tramite video-chiamata.




