Come trovare nuovi amici: da dove partire?

Hai cambiato città e non riesci ad inserirti?
Vuoi cambiare e conoscere persone nuove?
Hai deciso di vincere la tua timidezza e vuoi conoscere nuovi amici?
Hai chiuso una relazione amorosa ed ora ti trovi solo, senza più amici?

Ti senti bloccato e non sai da dove iniziare per trovare nuovi amici?

Lo so, trasferirsi in un posto nuovo, significa ricominciare da capo a costruire delle amicizie. Io ne so qualcosa, mi sono trasferita ben tre volte e sempre stesse domande: come trovo nuovi amici?
E poi forse devi fare i conti con la tua personalità, forse ti senti timido, forse ti senti bloccato dalle tue convinzioni, come ad esempio: “Piacerò? Risulterò simpatico? Sapranno accogliermi e accettarmi?”

Domande molto importanti che possono però bloccarti, perché invece di spronarti verso una qualche azione, ti pietrificano, ti bloccano, e tu non riesci a muovere nemmeno un passo alla scoperta, perchè no, di un nuovo te stesso.

Io sostengo una cosa della quale sono convintissima: tutti noi siamo timidi, tutti ci sentiamo a volte smarriti, a disagio e fuori posto. Ma questo accade perchè la situazione è nuova. E’ sano e naturale sentirsi così, dobbiamo solo smettere di pensare che accade solo a noi. Così smettiamo di sentirci come extraterrestri tra terrestri!

Ma la cosa importante è continuare a cercare finché non ci sentiamo a nostro agio. Fino a quando non troviamo quel piccolo gruppo che ci fa sentire a nostro agio.

Ma, finché ti fai abbattere dalle tue convinzioni negative, non ti muoverai di un passo. Cosa può spingerti a fare il primo passo per trovare nuovi amici?

IL TUO OBIETTIVO. Chiedi a te stesso cosa vuoi. Se stai leggendo questo articolo significa che il tuo obiettivo è già chiaro: trovare nuovi amici, nuovi interessi, e perché no, nuove relazioni. Hai solo bisogno di una piccola spinta.

E’ come se tu stessi seguendo una ricetta, ingrediente dopo ingrediente, arriverai al risultato finale: segui allora la ricetta che ti ho indicato, modifica gli ingredienti secondo i tuoi interessi e i tuoi obiettivi, e gustati il risultato finale, che tu stesso hai creato.

1. La prima cosa di cui hai bisogno sono INFORMAZIONI

  • Conosci il luogo: fai un giro nella nuova città o paese e guarda cosa può offrire.
  • Cosa organizza il territorio?: vai a caccia di locandine di eventi;
  • Associazioni, Comitati, Proloco Pubblica Assistenza: sono fonti preziose di nuovi stimoli, nuove idee. Il volontariato ad esempio, ti permette di inserirti facilmente nel nuovo contesto sociale. Così oltre a trovare amici fai del bene!

2. Sulla base delle attività ed  eventi che offre il territorio cosa ti piace?

  • Se parti da cosa ti offre il territorio potresti trovare attività nuove, cui non hai mai pensato;
  • Potrebbero nascere in te nuovi interessi e nuove passioni.

3. Prediligi il vecchio e sano modo di conoscere le persone dal vivo

  • Certo internet è uno strumento molto comodo, ma ha quel filtro che non ti permette di esercitare appieno le abilità sociali (cioè quelle competenze di comunicazione che usi quando stai insieme alle persone);
  • Il tuo corpo è lo strumento di abilità sociale più importante:
    • Le espressioni facciali: il sorriso
    • I movimenti delle mani: usati insieme alle parole danno enfasi a ciò che dici
    • Il corpo è un gran chiacchierone: se lo usi nel modo corretto ti sostiene durate il primo contatto. I segreti della comunicazione non verbale

4. Fai il primo passo

  • Puoi iniziare con un primo contatto per chiedere informazioni: una mail, una telefonata. Così prendi confidenza con le persone che organizzano quell’attività;
  • Partecipa. Esci di casa e accetta gli inviti di questi nuovi gruppi.
  • Una volta fatto il primo passo, tutto poi scorre più facilmente.

5. Non sai come trovare gli argomenti?

  • Prendi spunto da ciò che ti circonda, io li chiamo punti di riferimento, perché tutto intorno a te, può darti uno spunto per avviare una conversazione.
  • Fai parlare gli altri di se stessi, non argomenti personali, quelli sono troppo delicati, ma utilizzando quelli spunti di conversazione, di cui ti ho parlato.
  • Esempio di dialogo con un gruppo di persone che non si conoscono, siete seduti al bar all’aperto, vicino  al bar ci sono negozi diversi: abbigliamento, fruttivendolo, agenzia di viaggi. Potresti dire questo: “Ho visto che c’è l’agenzia di viaggi, mi sembra che offra viaggi molto interessante, voi la conoscete? ” Vedrai che poi il dibattito si apre. La stessa cosa la puoi fare con il fruttivendolo: “Guardando quella bella frutta esposta mi è venuta l’acquolina in bocca, quali sono i fruttivendoli del posto che hanno i prodotti più freschi?”

NB: Gli spunti per parlare li trovi intono a te. Smetti di stare richiuso su te stesso, guardati intorno, osserva il tuo interlocutore, fai bei sorrisi, e interrompi il circolo dei pensieri negativi su te stesso. Perché se rimani concentrato sulla tua ansia, bé, quella arriva![/vc_column_text]

Come trovare nuovi amici: i primi passi, le abilità sociali

10 suggerimenti per rompere il ghiaccio quando ti trovi con persone che non conosci

  1. Se vuoi  trovare nuovi amici non iniziare una prima conversazione con una critica o parlando male di qualcuno;
  2. Fai domande di apertura, meglio domande aperte. Perché lasciano la persona libera di dire ciò che le va, non sono pregiudizievoli e non vincolano ad una risposta univoca. Ricordati che non tutti si aprono facilmente, ma che preferiscono mantenersi in zona “sicura”, almeno finché non si sentono al sicuro; Lascia lo spazio anche all’altro. Non parlare sempre tu. Le tue abilità ascolto di dicono come trovare nuovi amici!
  3. Non parlare di cose che interessano solo a te, ma chiedi anche al tuo interlocutore, quali sono i suoi interessi, e lascialo parlare.
  4. Non lasciarti vincolare dai tuoi pregiudizi personali, dai la possibilità al tuo potenziale nuovo amico di farsi conoscere.
  5. Il fraintendimento è sempre dietro l’angolo: accertati di aver capito bene la situazione, prima di indire un verdetto senza ritorno!
  6. Evita l’atteggiamento polemico, il bastian contrario non piace a nessuno.
  7. Non imporre il tuo pensiero o la tua scelta, promuovi sempre un confronto aperto.
  8. Non fare subito domande troppo personali. Lascia che la conversazione segua il suo corso senza imporre una forzata apertura. Evita domande personali, come: hai figli? Sei sposato? Evita argomenti delicati, quali: politica, religione.
  9. Ricordati che il tuo interlocutore potrebbe essere diffidente almeno quanto te! E, le domande personali possono essere viste come violente violazioni, possono determinare emozioni negative legate a ricordi delicati, o a situazioni di vita difficili;
  10. Come trovare nuovi amici grazie alle tue abilità abilità sociali. Non essere pressante: non cercare sempre la persona al telefono, o per chat, o per mail. Ricorda: anche gli altri, come te, hanno tanti impegni, priorità e necessità. O semplicemente hanno bisogno di più tempo per lasciarsi andare. Quindi, non forzare la mano, altrimenti rischi di essere considerato invadente! Inoltre, se il tuo interlocutore è appena uscita da una relazione affettiva caratterizzata da dipendenza affettiva da parte del partner, potresti essere frainteso se eccedi nei controlli e nei contatti.

Per il resto sii te stesso e lasciati andare e non perdere mai la speranza ci sono tantissime persone che hanno voglia di fare amicizia, serve solo un poco di pazienza!

Le abilità sociali al primo appuntamento

Come comportarsi al primo appuntamento? Ieri sera mi ha telefonato un brillante ragazzo che mi ha chiesto suggerimenti perché sarebbe dovuto andare fuori a cena con una ragazza chi gli piace moltissimo. Ed era preoccupato per la sua timidezza. Insieme abbiamo fatto un percorso nel quale lui ha lavorato sulla sua bassa autostima riconoscendo e cambiando molte delle sue convinzioni irrazionali. Una di questa era proprio radicata: riteneva che la sua timidezza fosse il vero ostacolo che gli impedivano di trovare nuovi amici e un handicap se relazionata alla conoscenza di ragazze”.  Vincendo finalmente anche la sua ansia sociale.

La timidezza: scoglio o punto di forza?

La timidezza non è malattia, non è un ostacolo, ma ha i suoi vantaggi, ed esprime precise e meravigliose caratteristiche di personalità.  E pensa può aiutarti a trovare nuovi amici. Come? Te lo dimostro, continua a leggere.

Anche la timidezza ti può aiutare a capire come come trovare nuovi amici. Forse, ti sei convinto che la timidezza “colpisca” solo te, e in questo senso la vedi con accezione negativa. Invece, non è così. Tutti noi siamo timidi in contesti nuovi, con persone nuove. Perché ciò che non conosciamo accende in noi un’emozione: l’ansia.

Quale vantaggio di offre la timidezza per trovare nuovi amici?

Se siamo appartati non è vero che non facciamo nulla, perché i nostri sensi sono a caccia di informazioni: ascoltiamo ed osserviamo, quindi, in realtà, prendiamo confidenza con l’ambiente, ed è proprio questa confidenza che ci permette di fare il primo passo. Non dimenticare mai che il successo Il successo nelle relazioni interpersonali sta nella capacità di reperire le informazioni. Ad esempio, conoscere gusti e interessi dell’interlocutore ci permette d non rimanere a secco di argomenti!
Come superare la timidezza?

Come sviluppare sicurezza?

Partecipa al corso di autostima e motivazione potrai ritrovare le tue sicurezze, sentirti meglio con te stesso, e di conseguenza con gli altri. E identificare con facilità il come trovare nuovi amici.

Per conoscere nuovi amici: abilità sociali e competenze sociali

Nell’articolo Pet Therapy e abilità sociali accenno alle abilità sociali.  Vediamo meglio cosa sono e perché per noi sono così importanti.

Per abilità sociali s’intendono quelle capacità che ci servono nel nostro contesto sociale, per questo sono relative ai nostri obiettivi e sono funzionali al contesto.

Sono abilità sociali ad esempio la capacità di manifestare empatia, ovvero mettersi nei panni dell’altro per comprendere l’emozione da lui provata. Oppure, riconoscere le nostre emozioni, come ad esempio la rabbia e saperla regolare in base al contesto entro cui si manifesta.

Il non saper gestire e controllare la rabbia è una mancanza di abilità sociale, e ci sono training appositi per imparare questa abilità.

Le abilità sociali
sono le competenze che ti dicono
come trovare nuovi amici e mantenerli.

Abilità sociali, competenze sociali e noi stessi

“Capire che le abilità sociali sono governate da regole significa, saper variare il proprio comportamento in base al dove-quando-con chi- e non attuare in modo generalizzato un comportamento, prescindendo dalla situazione sociale nella quale si è coinvolti “ Soresi, 1997.

A titolo di esempio racconto un episodio personale.
Un giorno stavo andando in auto ad un appuntamento insieme ad altre due persone. Era un appuntamento non di lavoro, ma di volontariato.
Alla guida una persona che io conosco poco, e che non frequento. E che, in quelle rare occasioni di contatto non mi è ma piaciuta. Questa persona per tutto il tempo del viaggio in auto ha vomitato veleno su qualunque categoria di persona. Aveva un giudizio estremo negativo verso tutti, e lo esprimeva con un vocabolario diretto e molto volgare (insulti, parolacce e via dicendo). Lui è molto compiaciuto di sé stesso, ama ascoltare la sua voce, non lascia spazio a nessun altro. I suoi giudizi sono lapidari. Lui è sempre il migliore. Si racconta come un essere supremo (parole sue) migliore a qualunque altro.

È stato il viaggio più lungo e difficile che abbia mai fatto. Il viaggio di andata è durato un’ora, poi c’è stato l’appuntamento. E appena usciti, ha ripreso subito con la sua modalità affilata, esprimendo giudizi diretti, attaccando anche me.

La competenza sociale dunque esprime la specifica abilità sociale che tiene conto del contesto. Vediamo insieme come usarla a nostro vantaggio. In questo caso parlo di benessere personale.

Riferendomi all’esempio che ho appena citato io avrei potuto reagire in più modi. Il tipo di comportamento dipende da varie variabili precise, rispetto a  quel contesto: obiettivi  e significato della relazione, possibilità di scegliere il tipo di atteggiamento e stile di comunicazione rispetto all’obiettivo. Quindi, dovevo scegliere il mio comportamento, rispetto alla personalità aggressiva manifestata da questo difficile interlocutore.

Esercitiamoci insieme sulle diverse possibilità di risposta, e dopo ti dico come ho effettivamente reagito:

  • Utilizzare uno stilo comunicativo evitante: cioè non rispondere, ignorarlo completamente;
  • Stile comunicativo passivo: assecondare i suoi sproloqui, con semplici “si, capisco. Mmm. Ah …” ;
  • Stile aggressivo: dirgli chiaramente, dritto nei denti che è una persona orribile, presuntuosa, arrogante e insopportabile. Razzista e ignorante. Questo è un attacco diretto alla persona.

L’assertività, io la definisco come la libertà di scegliere lo stile comunicativo e quindi, il comportamento sociale, in base ai propri obiettivi, significato della relazione, conseguenze personali. Come ho descritto nell’articolo “Atteggiamenti e relazioni interpersonali” ognuno di noi, nelle relazioni interpersonali e nei diversi contesti sociali, assume tutti questi stili comunicativi. È la frequenza di quel comportamento che ci descrive come persone aggressive, evitanti o assertive che fa la differenza. Quindi, se qualche volta hai perso le staffe, non significa che tu sia una persona aggressiva, hai adottato uno stile comunicativo diverso, rispetto alla tua solita modalità comunicativa.

Competenza sociale: Se io sono consapevole di me stesso, cioè delle mie emozioni, delle mie sensibilità, so scegliere quale comportamento comunicativo esprimere, cioè, come rispondere a quell’interlocutore. La competenza sociale ti fa sempre tenere in mente le conseguenze dei tuoi comportamenti. Soprattutto quando il tuo obiettivo è trovare nuovi amici.

Come ho reagito io in quella situazione? Sono scoppiata, ho utilizzato, usando la nostra lista, lo stile aggressivo. Senza essere volgare ne maleducata, gli ho espresso direttamente il mio pensiero su di lui.

Era la reazione corretta? No, se hai necessità di mantenere una relazione interpersonale. Si, se non interessa.

In quel contesto io ho scelto con assertività questo mio stile. Ho potuto farlo perché rispetto al mio obiettivo interpersonale, non avevo nessun interesse a mantenere una relazione interpersonale con quella persona, non ci conosciamo, non abbiamo vincoli professionali né personali in comune. Quindi, con tutta libertà ho scelto.

Ma, siccome non è la mia modalità comunicativa, non sono stata fiera di me.
Però quando ci vuole, ci vuole!
Ho utilizzato la mia competenza sociale per interrompere una relazione interpersonale.

Ma, purtroppo non è servito a molto, perché il viaggio di ritorno è stato uguale all’andata.
Solo che io ho indossato gli auricolari e mi sono messa ad ascoltare la musica, tanto ero sul sedile posteriore! Certe persone non cambiano, nemmeno quando ricevono una critica diretta! Perché il cambiamento lo raggiunge solo chi è consapevole degli aspetti di sé che erano disagio agli altri, ma prima ancora a sé stessi. E, chi è concentrato solo su stesso, non guarda gli altri. Questo signore è un narciso perfetto!

Tu come avresti reagito? Sono convinta che mentre hai letto l’aneddoto ti sei creato il tuo copione di risposta.

La competenza sociale, cioè la specifica abilità relazionale, è composta da un mix di ingredienti: comunicazione verbale, comunicazione non verbale che ti permettono di entrare in relazione con l’altro, ma ti ricordano anche le conseguenze delle tue azioni, e sono il tuo campanello che ti mettono in guardia e che, ti aiutano a raggiungere i tuoi scopi.

Alcune definizioni: cosa dicono le ricerche sulle abilità e le competenze sociali

Johnson e Johnson (1996)  “La competenza sociale (social competence) è il livello di expertise raggiunto nell’uso coerente di un insieme di abilità relazionali che favoriscono la buona relazione e interazione con gli altri”.

Secondo Rinn e Markle (1979) si tratta di un repertorio di comportamenti verbali e non verbali con i quali gli individui influenzano le risposte altrui nel contesto interpersonale. Questo repertorio agisce come un meccanismo attraverso il quale l’individuo influenza il proprio ambiente ottenendo, rimuovendo o evitando risultati desiderabili o indesiderabili nella sfera sociale. Questa definizione rispecchia un’ottica di tipo comportamentale.

Chadsey e Rusch (1992) pongono l’accento sugli aspetti cognitivi, definendo le abilità sociali come quei comportamenti appresi, orientati verso un obiettivo e governati da regole, che variano in funzione della situazione e del contesto e che si basano su elementi cognitivi ed affettivi osservabili e non osservabili in grado di elicitare negli altri risposte positive o neutrali e di evitare risposte negative.

Comoglio e Cardoso (1996) approfondiscono la natura multidimensionale della abilità sociale, la quale sarebbe costituita da diversi elementi:  Abilità comunicative legate alla ricezione/emissione di un messaggio (porgere ascolto attivo, esprimere le emozioni, rispettare il turno, incoraggiare, chiedere e dare aiuto); Abilità di leadership orientate verso un compito (chiedere e dare informazioni, valutare comprensione, riassumere, stimolare nuove prospettive) oppure orientate ad instaurare un buon clima nel gruppo (incoraggiare, allentare le tensioni, facilitare la comunicazione);  Gestione dei conflitti (discutere ciò che determina il conflitto, comprendere la prospettiva dell’altro, proporre soluzioni, trovare un accordo soddisfacente); Soluzione dei problemi (definire il problema, inventare soluzioni alternative, coordinare le risorse disponibili nelle fasi di ricerca di una soluzione); Abilità decisionali (coordinare le risorse possibili, valutare lalternativa migliore, pianificare la sua realizzazione, prevedere ostacoli).


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