Caso aziendale 4 Problemi sul lavoro e caratteristiche di personalità

Il caso: una giovane professionista del settore assicurativo mi chiede aiuto perché fatica a sentirsi a suo agio nel nuovo ambiente di lavoro. Come nel precedente impiego si scontra con problemi sul lavoro e caratteristiche di personalità:

  • Colleghi che non collaborano;
  • Il superiore che non adempie al compito di formarla;
  • Un subagente maleducato, aggressivo che le manca di rispetto creandole serie difficoltà tecniche nello svolgimento del suo lavoro.

Il suo obiettivo è quello di potenziare:

  • La sua autostima
  • L’utilizzo della comunicazione efficace sul lavoro
  • Imparare a mitigare le sue emozioni in risposta a situazioni, per lei vissute come ingiuste e sgradevoli.

Problemi sul lavoro e caratteristiche di personalità. L’assessment: capire la situazione e il problema

L’intervista ha evidenziato un carattere impulsivo. Grande cuore e perseveranza nel seguire gli incarichi. Una mente fresca e brillante. Competenze tecniche adeguate alla sua mansione. Una risorsa umana sicuramente affidabile e ligia alle sue responsabilità. Grande capacità di apprendimento e di lavoro in autonomia.

Ma il suo carattere impulsivo, unito ad oscillazione della propria autostima, le creano difficoltà a livello interpersonale, che si evidenziano in conflitti frequenti che lei subisce e fatica a gestire. Dunque, i suoi problemi sul lavoro e caratteristiche di personalità sono per lei un binomio che l’accompagnano nelle sue esperienze di lavoro.

Una persona dal carattere aperto, sincero e sensibile. Descrive la sua situazione lavorativa in questi termini:

Non è giusto. Io credo nella collaborazione, mi piace aiutare e sono sempre disponibile. Ma questa mia disponibilità viene spesso sfruttata a mio svantaggio. Danno per scontato che io posso occuparmi di tutto, anche di quei compiti che non sono di mia competenza.
Se vedessi i miei sforzi e il mio impegno ricambiato non mi peserebbe, ma ho iniziato a vedere una collaborazione univoca. Quando ho bisogno io, nessuno mi aiuta.

Ci sarebbe una responsabile che ha avuto l’incarico di mostrarmi il loro metodo di lavoro e i loro strumenti, ma ogni volta che le chiedo qualcosa, mi blocca e mi dice che non ha tempo. Così, devo arrangiarmi da sola. Va bene, ci riesco, ma è tutto molto pesante.

Il mio orario di lavoro è infinito, per stare dietro a tutto, non vado nemmeno a mangiare. Ora mi sento svuotata. Inutile. È come se tutti sacrifici fatti in passato siano spariti. Mi sento svuotata, prosciugata. Mi sento persa. Non ho più voglia di andare al lavoro, a me piace il mio lavoro, mi diverte farlo. Ma ora lo odio. Odio me stessa per questo.

Non riesco più a mangiare ho un grippo alla gola così forte che non riesco a deglutire. Sono dimagrita tantissimo.

Mi sono resa conto che devo fare qualcosa per risolvere questa situazione perché ieri sono sbottata con questo subagente. Un uomo sui 50 anni che mi ha preso male sin dall’inizio, mi risponde con parolacce, mi dà informazioni frammentarie e spesso sbagliate, e poi attribuisce a me la colpa di qualche grave errore, commesso in realtà da lui. Come ieri, quando poi ha iniziato ad insultarmi pesantemente al telefono. Io gli ho urlato contro e gli ho sbattuto il telefono in faccia. “

L’intervento: cosa abbiamo fatto

Prima di tutto ci siamo focalizzate sui punti di forza valorizzando le risorse personali.
Potenziando l’autostima che ha permesso di prendere forza e sicurezza nelle proprie capacità.

Spesso, ciò che blocca il cambiamento sono le abitudini mentali. Quelle convinzioni negative su sé stessi che, costruiscono montagne intorno alle risorse personali, impedendo ed ostacolando la capacità di vedere la situazione da punti di vista diversi.

Questi ostacoli creano nebbia, confusione, incastrando la persona in una palude di insicurezza che fanno mettere in dubbio le proprie capacità professionali. Ed è qui che s’inserisce il binomio: problemi sul lavoro e caratteristiche di personalità.

Abbiamo lavorato sull’ansia e sulle tensioni emotive. Ansia e stress sono il modo naturale del nostro corpo di reagire alle situazioni quotidiane. Esse diventano negative, quando ci sentiamo incapaci di rispondere a queste richieste. Ed allora ci bloccano. E si buttano sul corpo (li sentiamo attraverso i sintomi: mal di stomaco, dolori muscolari, difficoltà respiratorie, difficoltà con la deglutizione, etc..). Eliminando le tensioni muscolari abbiamo eliminato il problema della deglutizione.

Da qui aprire la strada a nuovi atteggiamenti mentali. L’assertività è la mappa che guida la scelta dei comportamenti più efficaci da mettere in atto nelle specifiche situazioni. È quell’abilità che aiuta a crearsi sane e proficue relazioni professionali, senza dover scendere a compromessi inaccettabili che violano importanti valori personali.

Ed infine, allenamento sull’uso della comunicazione efficace sul lavoro. Negoziare e mediare come potenti strumenti di manipolazione.

FOLLOW-UP DOPO 3 MESI

Il costante allenamento fatto applicando le tecniche e le strategie acquisite durante il nostro lavoro. Ha fatto si che le, ora la sua figura professionale sia rispettata.

L’assertività le ha consentito di liberarsi di quel subagente che metteva in atto sgradevoli comportamenti vessatori.

Cambiando e mediando il suo stesso comportamento comunicativo e relazionale ha fatto si che i colleghi mutassero il loro giudizio su di lei.

E, questo successo si è realizzato e mantenuto, perché lei per prima ha smesso di svalutarsi iniziando a dare importanza alle sue idee, suoi valori e suoi comportamenti.

Conclusione

Molto spesso i problemi sul lavoro sono dovuti a caratteristiche di personalità in particolare alla scarsa autostima. Che porta con sé ansia e stress. Perché ci si sfinisce, la mente è incastrata in una ruota, proprio come un criceto, anche i pensieri negativi su sé stessi portano a rincorrersi l’uno con l’altro. Determinando tantissima fatica e stanchezza. E la stanchezza annebbia, toglie lucidità, perché elimina ogni energia. Con il risultato di un gran garbuglio dal quale si pensa di non riuscire ad uscirne.

Ma l’equazione della consapevolezza STOP! COSA MI STA SUCCEDENDO? DOVE È IL PROBLEMA? Rimette tutto a posto, permette consente di fermarsi e di guardare a se stessi in un modo nuovo: capire ilo problema per focalizzarsi sulla soluzione. È come dire: pronti, partenza via!

Caso aziendale di Patrizia Marzola

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