Atteggiamenti per le nostre relazioni interpersonali: Quali stili comunicativi usiamo?

Quando comunichiamo abbiamo in testa un obiettivo: persuadere, convincere o intrattenere.

Secondo il nostro scopo, adottiamo un “certo modo di parlare” che fa reagire gli altri di conseguenza.

Sono stati individuati tre profili diversi:

Passivo: è un soggetto che comunica senza utilizzare al meglio gli strumenti comunicativi. Il canale vocale non è valorizzato. Tende ad avere volume basso, il tono emotivo definisce un soggetto timido e sottomesso, che preferisce subire, piuttosto che ribellarsi, evitare scontri diretti, l’unica arma di difesa in suo possesso è “lamentarsi”. La comunicazione non verbale è silente. Lo sguardo basso, non si sofferma sul viso dell’interlocutore. La gestualità non è coerente con l’obiettivo del suo messaggio. Ne risulta un’immagine falsata, poco veritiera. Questo stile sottovaluta le effettive capacità della persona. Tende a rivelare bassa autostima. Si fa condizionare da un eccesso di timidezza.

Aggressivo: questa tipologia di stile è propria di quelle persone che amano schiacciare gli altri. Tendono ad aumentare il volume vocale, usano di frequente il tono sarcastico, a loro piace umiliare gli altri. A volte, questo stile è usato per nascondere la timidezza. L’aggressività è uno strumento di difesa, che si trasforma in una caricatura della persona forte e decisa. Questo stile ha l’obiettivo di sottomettere l’altro, impedendogli di controbattere, utilizzando un ritmo incalzante, che non lascia spazi di silenzio. La comunicazione non verbale è molto accentuata, quasi esagerata.

Espressivo o assertivo: è lo stile della persona che ama il contatto con gli altri. Utilizza al meglio lo strumento voce, rispetta gli altri adottando un comportamento verbale, non prevaricante. È sicuro e deciso, ammette quando sbaglia, accetta la critica, e a sua volta sa criticare in modo costruttivo. Ha uno sguardo aperto, portato all’ascolto attivo sa mettere a proprio agio l’interlocutore. Accoglie l’altro nel pieno rispetto dei diritti di entrambi. Ottima gestione della comunicazione non verbale. La postura è eretta, ma priva di rigidità, è morbido anche nella gestione dei movimenti comunicativi. Condisce il messaggio verbale in un insieme armonioso di gesti e di sguardi che evidenziano il suo interesse verso chi ascolta.

Atteggiamenti per le nostre relazioni interpersonali: quali conseguenze?

Dal Dizionario Lingua Italiana (Zingarelli)

Modo di disporsi o di presentarsi, come riflesso di un determinato stato d’animo o come forma deliberatamente assunta di comportamento. Modo di atteggiare il corpo o parte di esso. Contegno, comportamento

Dal Dizionario di Psicologia (W. Arnold; H. J. Eysenck; R. Meili)

O Attitudine –  orientamento della percezione e una disponibilità di reazione in rapporto ad un determinato oggetto o classi di oggetti. Sono tendenze relativamente durevoli Sono orientati secondo certi valori o affetti.

 

ATTEGGIAMENTO  IL SUO PENSIERO COME RISPONDERE
IL DIFFIDENTE Non mi fido di nessuno. Le decisioni le prendo da solo. Non puoi influenzarmi. DEVI FORNIRE PROVE ALLE TUE ARGOMENTAZIONI. Il tuo obiettivo è rassicurarlo, fornendo garanzie alle sue scelte.
L’AGGRESSIVO Non mi fido delle mie scelte. Ma nessuno deve saperlo. RINFORZA IL SUO RUOLO. Il suo pensiero è «Io sono importante».

È una persona con bassa autostima.

L’EVITANTE Non mi prendo responsabilità. Lasciami stare. ELIMINA LE SUE PAURE. Il suo pensiero è «Ciò che penso io non è importante». Evita il confronto e lo scontro. Teme di non saperlo gestire.

È una persona con bassa autostima.

L’ASSERTIVO Parlami con franchezza e arriva al punto. Fammi vedere il mio vantaggio. LINGUAGGIO CHIARO, SEMPLICE E DIRETTO. Vuole fatti, non parole.

 

Baruch Spinoza – 1632 -1677 – Etica
Gli uomini si credono liberi soltanto perché sono consapevoli delle proprie azioni e inconsapevoli delle cause che le determino. In sostanza afferma : « Le azioni umane non vanno derise, compiante o detestate ma capite»

Dott.ssa Patrizia Marzola
Psicologa – Fidenza