Cosa posso fare per la tua azienda per attuare la Sicurezza sul Lavoro:

1. Valutazione dei rischi

2. Incarico RSPP

3. Formazione sicurezza sul lavoro

4. Sostegno psicologico per la gestione dello stress da corona virus nell’ambiente di lavoro

1. La valutazione dei rischi nella sicurezza sul lavoro

L’articolo 28 del D.Lgs. n. 81 del 2008 prevede che la valutazione dei rischi coinvolga tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, compresi quelli legati allo stress lavoro-correlato.

Valutare i rischi significa individuare, misurare e documentare la stima di tutti i rischi presenti nell’ambiente di lavoro. Il risultato di questa valutazione oggettiva è riportato nel documento valutazione dei rischi DVR.

Lo scopo della valutazione dei rischi è individuare ed applicare le misure di prevenzione e protezione e di elaborare il programma delle misure atte a garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di salute e sicurezza. Per questo la valutazione dei rischi nella sicurezza sul lavoro è un processo in continuo divenire, perché si deve adattare ad ogni cambiamento del processo e realtà produttiva.

  • Agire per il miglioramento progressivo e continuo
  • Eliminare o ridurre tutti i rischi
  • Prevenire la comparsa di danni conclamati, ma anche del malessere/disagio, con particolare riguardo alla suscettibilità di individui o categorie
  • Mantenere nel tempo i livelli di sicurezza
  • Confrontare a distanza di tempo i progressi compiuti

Mettere in pratica la sicurezza sul lavoro ha un effetto positivo anche sul benessere organizzativo, aiuta a prevenire quei fattori negativi che diminuiscono la performance delle risorse umane. Perché la percezione della sicurezza del proprio ambiente di valore è correlata positivamente alla motivazione sul lavoro.

2. Incarico di RSPP

Svolgo l’incarico di responsabile del servizio prevenzione e protezione – RSPP –  dal 2007 per aziende di settori diversi. Ho le certificazioni per tutti settori ATECO.

Compiti dell’RSPP art. 33 d.lgs 81/2008:

  • Individuazione dei fattori di rischio, valutazione dei rischi, individuazione delle misure di sicurezza e salubrità dell’ambiente di lavoro;
  • Elaborazione delle misure preventive e protettive e dei sistemi di controllo delle misure adottate;
  • Elaborazione delle procedure di sicurezza per le varie attività aziendali;
  • Proposta di programmi di formazione e informazione per i lavoratori.

3. Formazione sicurezza sul lavoro

Sono abilitata ad erogare la formazione e ad effettuare le attività formative per tutte le figure aziendali: Datore di Lavoro, Dirigenti, Preposti, RLS, Lavoratori. Opero quale struttura formativa di diretta emanazione dell’E.N.Bi.Form. (Ente Nazionale Bilaterale per la Formazione) per l’erogazione dei corsi previsti dal D.Lgs. 81/08 e la cui attuazione è definita da Accordi Stato-Regioni che individuano i soggetti formatori. Rilascio l’attestato valido su tutto il territorio nazionale.

Pertanto, posso organizzare ed erogare i corsi necessari direttamente presso l’azienda, in questo modo diventa più snello coordinare gli obblighi formativi con le necessità produttive.

Ottimizzando i tempi e con notevole riduzione dei costi.

Per i livelli di rischio basso, medio e alto e per le seguenti figure:

  • Datore di lavoro
  • Dirigente
  • Preposto
  • Lavoratori
  • RLS

4. Sostegno psicologico per la gestione dello stress da corona virus nell’ambiente di lavoro

Ho unito le mie competenze di psicologa con la sicurezza sul lavoro, questo mi permette di identificare e valutare tutti i fattori chiave legati allo stress lavoro correlato.

L’emergenza corona virus ha creato grandi sconvolgimenti che hanno avuto ritorsioni ed impatti forti a livello: economico, organizzativo ed umano.

Il sentirsi al sicuro nel proprio ambiente di lavoro è un fattore chiave per l’impegno e la performance lavorativa. L’emergenza sanitaria dovuta al corona virus ha avuto fortissimo impatto sulle vite di ciascuno di noi. La paura del contagio aumenta in quei luoghi dove, per necessità lavorative, si è costretti a stare vicini, ad indossare i dispositivi di sicurezza, ai quali non tutti i lavoratori sono abituati.

Sto vedendo in questi mesi, emozioni diverse e contrastanti che, vanno dal sottovalutare la situazione dovuta al corona virus, mettendo in atto comportamenti incoscienti, a emozioni di estrema paura, tale da non riuscire ad andare al lavoro. Persone che si mettono in malattia, laddove lo smart working non è di possibile attuazione.

Ma anche lo smart working non è esente da conflitti emotivi. Chi lo ha vissuto, e chi lo sta vivendo, ha visto trasformarsi intorno a sé il suo ambiente di lavoro. Molti lavoratori soffrono l’isolamento forzato, il non vivere la quotidianità dell’ambiente di lavoro li fa sentire come tagliati fuori dalla propria organizzazione.
Alcuni lavoratori mi raccontano che si sentono persi, non supportati, perché manca loro il contatto con i colleghi, e il supporto dei superiori.

Per i lavoratori il mondo del lavoro è cambiato.

Si esprimono in questo modo:

“Mi sento alienato da me stesso e dall’azienda”

“Non sento più di far parte di un sistema”

“Non vedo più lo scopo del mio lavoro nel suo insieme, mi sembra di non contribuire agli obiettivi aziendali”

“Mi mancano le due chiacchiere in pausa caffè “

Anche per i datori di lavoro, i manager, chi deve sostenere il team e portare avanti  e controllare gli obiettivi di gruppo, non è certo facile.

Le loro difficoltà sono queste:

“Fatico a motivare il team, li sento staccati, non coinvolti”

“Sento la loro fatica, e questo rende a me ancora tutto più faticoso”

“Mi manca il contatto interpersonale, il vedersi e il potersi parlare a quattrocchi”

Lo smart working non permette più di staccarsi dal proprio ambiente famigliare. È come se facesse mancare i confini tra casa e lavoro.

Ci sono due aspetti: da una parte il non lasciare mai la propria casa, diventa costrittivo, pesante, soffocante (è così che vengono descritte le emozioni); dall’altra parte, il non “varcare il cancello di casa per andare al lavoro e per rientrare dal lavoro” non permette più di avere “zone” dedicate per la famiglia e per il lavoro, tutto si mischia.

C’è poi la questione importantissima e non di semplice soluzione, per chi ha bambini di età scolare, il lavoro a casa è reso ancora più difficile perché la casa è diventata la scuola, la tecnologia che non sempre funziona costringe i genitori ad un alternarsi tra il lavoro e l’aiutare i figli a seguire le lezioni, a fare i compiti.
Perché, tutto l’importante sostegno fisico e pratico, che dà la scuola, ora in questo momento è venuto a mancare.  È difficile per tutti genitori, figli, insegnanti.

ANSIA PAURA RESILIENZA la paura può rendermi più forte? Si, vediamo come?
COVID – 19  La gestione comportamentale ed emotiva del problema


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Emergenza ed Emozioni-Patrizia Marzola-Psicologa-RSPP- Fidenza

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