Come nasce lo stress lavoro correlato

Una settimana da stressati! Stress lavoro correlato:

Quali sintomi?
Cosa fare per superarlo?

Lo stress lavoro correlato nasce per diversi motivi.

Ritmi intensi al lavoro, emergenze ed imprevisti, a cui si aggiungono tensioni tra i colleghi, scontri con i capi, i quali, attaccano perché, anche loro, si sentono sotto pressione. Così tutto precipita, in un’escalation di tensioni ed errori, che tolgono energie e forze. Così, anche la motivazione sul lavoro si spegne.

La fatica e la stanchezza si fanno sentire. Ci sentiamo più vulnerabili. Più irritabili e irascibili, perdere la pazienza è un attimo. Il dialogo è sostituto da silenzi e attacchi, battaglie e ritirate, dalle quali si esce feriti.

Arriva l’ansia che costringe lo stomaco in una dolorosa morsa. Nuovi sintomi prendono il sopravvento, quali sono i sintomi fisici degli attacchi di ansia? Tutto diventa ancora più faticoso, alzarsi alla mattina per andare al lavoro è davvero pesante. Sono depresso?

Andiamo a casa stanchi e tristi a leccarci le ferite. Ma a casa ci attendono altre pressioni, che solo ora ci accorgiamo di vivere come tali. “Ma come, prima giocare con i miei bimbi mi faceva star bene, ora le loro richieste mi fanno scoppiare la testa”.
Anche la vita di coppia si deteriora. “Ma insomma, non faccio in tempo a mettere il piede in casa che tu già mi assilli con le tue richieste. Basta!” Nascono problemi di coppia?

Cosa ci sta succedendo? Non ci sentiamo più lucidi, abbiamo perso la testa?

No, tranquilli, è il dialogo dello stress lavoro correlato.

Cos’è lo stress lavoro correlato

La Commissione Europea 1999 definisce lo stress lavorativo: “Un insieme di reazioni emotive, cognitive, comportamentali e fisiologiche ad aspetti avversi e nocivi del contenuto del lavoro, dell’ambiente e dell’organizzazione del lavoro. È uno stato caratterizzato d livelli elevati di eccitazione ed ansia, spesso accompagnati da senso di inadeguatezza”.

Il rischio da stress lavoro correlato viene definito rischio trasversale o psicosociale e nasce dalla progettazione, organizzazione e gestione del lavoro, nonché dai contesti lavorativi ambientali e sociali.

Nelle stesse situazioni ognuno di noi prova emozioni diverse. Anche per lo stress vale lo stesso principio. Cioè in una stessa situazione una persona la può vivere come “stressante” ed un’altra persona, invece,  “No”.

La parola stress indica delle pressioni che noi percepiamo come tali e che, ricadono sul nostro corpo in vari modi. All’inizio riusciamo bene a gestire queste richieste, ma poi se continuano, e ad esse, se ne aggiungono altre, ecco che iniziamo a far fatica a gestirle.

Fino a sentirci schiacciati, senza forza e forse, anche annullati.

Gli effetti negativi dello stress lavoro correlato

sull’individuo e sull’organizzazione

Salute del lavoratore incidendo sul suo benessere psico-fisico.

  • Livello fisiologico: lo stress causa reazioni al sistema nervoso. Possibili ripercussioni a livello cardiovascolare, respiratorio, ipertonia. Disturbi del sistema endocrino ed immunitario sono dovuti alla produzione di adrenalina, cortisolo e corticosterone inibitori della produzione di globuli bianchi.
  • Livello psicologico: manifestarsi di stati emotivi negativi. Rabbia, ansia, irritabilità e sintomi di depressione, calo dell’autostima, aumento di ostilità che si riversa sia nella vita privata che lavorativa.
  • Sfera cognitiva: calo del senso di efficacia, calo di attenzione e di concentrazione, con conseguente aumento della probabilità di incidenti e gravi errori.
  • Sfera comportamentale: calo di prestazione professionale, possibile dipendenza da alcol e da tabacco

Sull’azienda in termini di efficacia e di impegno del lavoratore, prestazione e produttività del personale, incidenti causati da errore umano, turn over del personale, potenziali implicazioni legali.

Sull’ambiente lavorativo e relazionale. Generando situazioni conflittuali che possono portare ad un clima di de-responsabilizzazione, lassismo,  violazione di norme, ed altre situazioni negative con gravi ripercussioni sulla produttività.

Come combattere lo stress lavoro correlato

Come si attiva lo stress? 
Capire il meccanismo di azione dello stress, permette di di spiegare come si attiva lo stress lavoro correlato.

Le pressioni che ricadono su di noi, e che noi percepiamo come tali sono chiamate comunemente stress. Queste pressioni sono delle sollecitazioni, cioè richieste che facciamo al nostro corpo per riuscire a gestire quella determinata situazione, che se perdura per lungo tempo, va a renderci la vita, davvero difficile .

“Il dizionario di psicologia ( Ed. Pailine,1972) definisce lo stress come una reazione emozionale intensa ad una serie di stimoli esterni, che mettono in moto risposte fisiologiche e psicologiche di natura adattiva.  L’individuo può diventare vulnerabile alla malattia psichica, somatica o ad entrambe, qualora la sua capacità di risposta fallisca di fronte allo stress. “

Il termine STRESS, largamente usato anche nel linguaggio corrente con significati spesso in contrasto tra loro, è stato introdotto in biologia da W.B. Cannon, ma solo successivamente, ebbe una definizione univoca grazie a H.Selye, secondo cui:

“Lo stress è la risposta non specifica dell’organismo ad ogni richiesta effettuata ad esso.”

La richiesta comprende una gamma molto ampia di stimoli, detti agenti stressanti, che comprendono stimoli fisici come il caldo e il freddo, sforzi muscolari, attività sessuale, shock anafilattico, stimoli emozionali. La stessa risposta biologica è la conseguenza di una reazione difensiva dell’organismo.
Tale risposta consiste nell’attivazione dell’asse ipotalamao-ipofisi-ACTH-corteccia del surrene, da cui si liberano in circolo i corticosteroidi.

Nel 1936 il medico Hans Selye introdusse la nozione di sindrome di adattamento generale per descrivere la reazione biologica ad uno stress fisico intenso e prolungato. Il modello contempla tre fasi:

La sindrome di adattamento generale descritta da Selye (G.Davison & Neale, 1998. Psicologia clinica).

Fase1 Reazione di allarme Fase 2 Resistenza Fase 3 Esaurimento
Lo stress attiva il sistema nervoso autonomo Formazione di ulcere o adattamento dell’organismo allo stress L’organismo muore o soffre danni irreversibili

Nella prima fase, detta reazione di allarme, il sistema nervoso autonomo viene attivato dallo stress. Se lo stress è troppo intenso, si formano ulcere gastrointestinali, le ghiandole surrenali s’ingrossano e il timo diventa atrofico.

Nella seconda fase detta resistenza, l’organismo si adatta allo stress mediante i vari meccanismi di reazione di cui dispone. Se il fattore di stress persiste o se l’organismo non è in grado di mettere in atto risposte adeguate, subentra la terza fase, fase dell’esaurimento, in cui l’organismo muore o soffre danni irreversibili (Selye, 1950).

Secondo Selye lo stress non può e non deve essere evitate perché costituisce l’essenza stessa della vita, perciò non è una condizione patologica dell’organismo, anche se, in alcune circostanze, può produrre patologia, come quando lo stimolo agisce con grande intensità e per lunghi periodi.

In questo articolo spiego il ruolo del sistema nervoso autonomo nel funzionamento dello stress.

Ecco perché è importante capire la differenza tra EU-STRESS E DI-STRESS e per sapere come difendersi dallo stress, in generale, e dallo stress da lavoro, in particolare si deve parlare di RESILIENZA E DI CAPACITA’ DI COPING.

Il concetto di stress elaborato da Selye finì per essere adottato anche dalla psicologia, ma con sostanziali modifiche nella sua definizione.

La parola chiave è SOGGETTIVITÀ’.

Proprio come ho detto all’inizio, ciò che una situazione è stressante per una persona, non è detto che lo sa anche per un’altra.

Nella ricerca scientifica c’è chi ritiene che non sia possibile definire oggettivamente quali eventi o situazioni abbiano i requisiti necessari per essere considerati fattori di stress psicologico. ( per es., Lazarus 1966).

Stress: scappo o attacco?

Lazarus e collaboratori (Lazarus & Folkman, 1984) hanno identificato due tipi fondamentali di strategie di reazione:

  1. Strategia di reazione focalizzata sul problema: l’individuo intraprende azioni direttamente finalizzate alla soluzione del problema, oppure, ricerca soluzioni informazioni che ne facilitano la soluzione.
  2. Strategia di reazione focalizzata sull’emozione: l’individuo si sforza di ridurre le reazioni emozionali negative allo stress, per esempio rilassandosi e cercando confronto negli altri.

Stress lavoro correlato cosa fare?
Una questione di atteggiamento mentale?

Lo schema di Lazarus et al. ci dimostra che nel fronteggiare lo stress, è rilevante il personale modo di far fronte alle situazioni.

In questo articolo Crescita personale i fattori che la determinano ti mostro come.

Cos’altro può aiutarti a combattere lo stress lavoro correlato?

  • Esercizi di rilassamento muscolare
  • La comunicazione efficace, ovvero allenare la nostra capacità di cercare confronto e dialogo con gli altri. Perché il sapersi mettere in relazione con gli altri è per noi una grossa fonte di aiuto.

Cosa alimenta lo stress lavoro correlato?

Evitare le situazioni che hanno attivato lo stress. Perchè?  Ce lo spiegano Stanton & Snider, 1993; Sils & Fletcher, 1985. Essi hanno dimostrato che in generale, reagire tramite strategie fuga/evitamento è la modalità di reazione meno efficace di fronte ai problemi dell’esistenza. Questo perché la fuga non permette di sperimentare azioni alternative che, solo provandole, possono darci la prova che funzionano.

Altre ricerche hanno dimostrato l’importanza dell’attribuzione di significato alle situazioni. Cioè, ciò che IO penso rispetto a quella determinata situazione. Ciò di cui io sono convinto rispetto alle mie capacità di fronteggiamento. Pertanto, anche il ruolo dell’autostima è fondamentale.

J.W.Mason ha visto che alla base della risposta biologica allo stress, ci sarebbe, oltre alle strutture anatomo-funzionali responsabili dell’attivazione emozionale a livello fisiologico, l’apparato psichico cui ricondurre le reazioni endocrine di varia natura, in molti casi personalizzate e specifiche.

L’importanza delle emozioni nelle reazioni di stress ha dato origine al concetto di stress psicologico, che differisce da quello fisiologico, in quanto la risposta dipende dalla valutazione cognitiva del significato dello stimolo.

Quali sono gli stress psicosociali?

  1. Situazione esterna caratterizzata da difficoltà interpersonali, sociali o individuali quali solitudine, abbandono, fallimento lavorativo, eccessive richieste di rendimento e simili. Che sono la fonte per lo stress lavoro correlato.
  2. Una risposta interna che trova le sue espressioni nell’ansia, nella colpa, nell’ira o nella depressione.
  3. Un comportamento esterno, attivato da risposte adeguate e realistiche, o inadeguate e irrealistiche.

Sintomi dello stress lavoro correlato

Lo stress diventa un problema fisico nel momento in cui si avvertono i sintomi. Perché sono proprio i sintomi a farci capire che c’è qualcosa che non va. Sono i nostri campanelli di allarme. Ma cosa è un sintomo?
Cerco di spiegarlo in modo chiaro e semplice.

Se stai facendo un piccolo lavoretto in casa, e stai usando il martello, che, ad un cero punto ti sfugge, e te o dai su dito, quel “AI!” è il sintomo che ti sei fatto male al dito indice!

Ecco lo stress lo avvertiamo allo stesso modo.

Lo sentiamo sul nostro corpo come la stanchezza, affaticamento, avere sempre sonno. Lo avvertiamo anche a livello emotivo e comportamentale. Perdiamo la pazienza, siamo più irritabili, più sensibili, inclini al pianto …

A me personalmente è capitato questo.
Io sono una persona molto paziente, è difficile che mi arrabbio. Però poco tempo fa, di fronte ad una persona che per 4 ore di orologio, in modo petulante, non ha fatto che brontolare su tutto. Attaccare tutti. Lui il migliore, il perfetto. Poi la goccia che ha fatto scoppiare la bomba è stata una sua frase infelice legata ad un mio valore personale. Lì, non ci ho più visto. Sono sbottata d’impulso.

A me non piace reagire così. Ma, è stato il mio campanello. Sei stanca e stressata, mi sono detta. Pertanto prenditi cura di te stessa.

Quindi i sintomi dello stress sono: 

  1. Legati alle emozioni: siamo meno tolleranti, più frustrati, sul piede di guerra. Ogni minima cosa ci fa scattare.
  2. Sintomi cognitivi: significa che facciamo più fatica a concentraci. Anche studiare, leggere. Si fatica a memorizzare.
  3. Reazioni a livello comportamentale. Come ad esempio esagerare e/o abusare di alcol o droghe. In momenti difficili si possono creare delle dipendenze comportamentali.
  4. Sintomi fisici: cioè sentiamo male fisico da qualche parte (mal di pancia, mal di stomaco, mal di testa), oppure, sviluppiamo qualche allergia o infiammazione. Chi soffre di herpes lo sa! Ma anche le emorroidi tendono a comparire in periodi di forte stress, che poi scompaiono alla scomparsa dello stress. Ma anche irritazioni vaginali seguono lo stesso decorso.

Stress lavoro correlato cosa fare

  • Per combattere lo stress lavoro correlato è necessario fare delle azioni. Agire sullo stile di vita.
  • Agire su eventuali conflitti sul lavoro
  • Azione, avere la forza di agire un cambiamento. Cosa ti aiuta a cambiare? Oppure agire sul cambiamento organizzativo

Studi e ricerche sullo stress lavoro correlato

Selye, sindrome di adattamento
Il corpo reagisce allo stress seguendo 3 fasi: allarme, resistenza, esaurimento.

Modello Karasek, Job Demand  Control
Lo stress è una condizione di disagio per eccessiva richiesta job (Demand) in mancanza di autonomia e libertà decisionale (Control) , e supporto da parte di colleghi e capi (support).

Modello di Siegrist  Eri,  – Effort – Reward imbalance
Lo stress è una condizione di disagio che si verifica per sbilancio tra sforzo e impegno (Effort) rispetto alle ricompense (Reward) ricavate.

Anche se le definizioni delle cause dello stress lavoro correlato sono diverse, tutti i ricercatori concordano sull’esistenza di fattori predisponenti e protettivi ambientali e individuali.

Tra i fattori individuali che rendono la persona più soggetta allo stress lavoro correlato, ci sono: bassa autostima ; non avere sostegni all’esterno; conflitti sul lavoro; bassa motivazione al lavoro, depressione, ansia di tratto.

Cox, T., GriffithS, A, & Rial-Gonzàlez, E. (2000) Ricerca sullo stress correlato al lavoro. Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro – Ispesl: Bilbao-Roma. Edizione italiana a cura di Emanuela Giuli.

De Carlo, N.A (2012). Nuovi codici del lavoro, stress lavoro correlato e management positivo. In N.A. De Carlo & M. Nonnis (a cura di) (2012), Nuovi codici del lavoro. Contributi per la salute e il benessere nelle organizzazioni. Padova : TMP Edizioni

De Carlo; Falco; Capozza. Stress, benessere organizzativo e performance. Ed Franco Angeli 2016

Stress lavoro correlato

Quali Costi per l’azienda e l’individuo

Gli effetti dello stress lavoro correlato possono tradursi in conseguenze e costi individuali ed organizzativi.
Cattiva salute, assenze sul lavoro, presenteismo, turn-over, impatti sulle pubbliche relazioni, controversie, premi assicurativi e altri fattori.

TAB. 1 –  I COSTI DELLO STRESS LAVORO CORRELATO
 

I COSTI PER L’INDIVIDUO

Salute fisica
Salute psicologica
Salute sociale e relazionale
Comportamenti influenti sulla salute
Salute organizzativa
 

I COSTI PER L’ORGANIZZAZIONE

Assenze
Presenteismo
Turnover
Incidenti e Infortuni
 

 

 

I COSTI NASCOSTI O INDIRETTI

Impatto sulle pubbliche relazioni e sulla reputazione
Controversie con i dipendenti
Reclutamento
Relazione con gli investitori
Premi assicurativi
Stipendi per il personale di sostituzione/per il lavoro straordinario
Formazione per il personale di sostituzione
Riduzione della produttività
Deterioramento dell’atmosfera/clima organizzativo (conflitti, demotivazione al lavoro …)
 

I COSTI DISTANTI

Indennità per malattia
Pensioni e indennità di disabilità
Costi del SSN e altre spese mediche

Stress lavoro correlato

Cosa può fare l’azienda

Agire sul benessere organizzativo in generale e con un approccio integrato allo stress. Solo così è possibile gestirlo ed eliminarlo. Questo significa pianificare strumenti di prevenzione che consistono in una attenta VALUTAZIONE, DIAGNOSI ED INTERVENTO. 

Individuare i fattori che causano stress attraverso un’attenta valutazione del contesto lavorativo e del contenuto del lavoro.

Valutare anche i fattori soggettivi, cioè a livello individuale, cosa causa stress e cosa no.
Proprio perché, come detto prima, la percezione dello stress è un fattore soggettivo, e le modalità di farvi fronte sono diverse per ciascun individuo.

Ma è importante valutare anche i fattori della vita provata che possono essere la fonte dello stress, come famiglia, relazioni, malattie, traumi, ecc…

Ecco perché per la valutazione dello stress lavoro correlato e per la sua prevenzione e risoluzione lo psicologo in azienda è molto utile.

Vuoi capire se sei stressato sul lavoro?

Fai il test

Scarica gratis questo questionario. Si chiama Daily Stress Inventory (Brantley et.al., 1997).
La sua interpretazione è molto semplice.

Ci sono 58 situazioni (nel gergo si chiamano Item) dai un voto da 1 a 5.

Quanto ti ha creato stress quella situazione?
1 poco stress, 5 molto stress.

Gli altri sono valori intermedi.

E il bello è che lo puoi ulteriormente completare aggiungendo altre frasi (item) nelle quale tu ti ritrovi.

Questo ti permette di identificare a quale tipo di stress sei sottoposto.

E di prendere anche consapevolezza su aspetti di te quali:

  • capacità comunicative,
  • assertività,
  • autostima,
  • capacità di leader,
  • i tuoi atteggiamento mentali,
  • capacità di coping,
  • gestione della rabbia e delle emozioni in generale.
  • E molto altro.

Ti permette di monitorare le tue reazioni quotidiane, prova a compilarlo per qualche giorno.

Il viaggio verso il cambiamento parte dalla consapevolezza.

E poi … piccoli passi, grandi ed immediati cambiamenti.

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