Disturbi d’ansia

Premessa

Il DSM V – Manuale diagnostico dei disturbi mentali-  è uni strumento essenziale, necessario al clinico per effettuare una corretta diagnosi. La diagnosi è il punto di partenza principale per iniziare la corretta terapia. Perchè ci permette di identificare i disturbi d’ansia.

Corretta diagnosi, corretto approccio. Per vincere i disturbi d’ansia si devono individuare le efficaci strategie mirate a quella determinata persona, in modo da aiutarla a raggiungere il benessere psico-fisico

Compito dello psicologo nei disturbi d’ansia

E’ dunque, raccogliere tutte le importanti e preziose informazioni che condurranno alla corretta diagnosi,  in modo tale da impostare la giusta terapia.

Quindi il primo importante passo è accogliere la coraggiosa richiesta di aiuto e guidare la persona affinché possa fornire tutte le informazioni che aiuteranno il clinico ad aiutare la persona stessa. Questa raccolta di informazioni in gergo si definisce “assessment”.

Se soffri d’ansia e vuoi accendere il Tuo Cambiamento, questo articolo può aiutarti “Cosa ti aiuta a cambiare?”

Primo passo

Il primo passo dopo aver chiesto aiuto, è capire il fenomeno dell’ansia (Natura dell’ansia).  Perché le informazioni rappresentano una parte integrante della terapia. Il presupposto è questo: se capisco come funziona l’ansia allora posso affrontarla.

Ma facciamo ordine.

Ho pensato di trascrivere la classificazione con la relativa descrizione dei vari disturbi d’ansia per aiutare il lettore a fare ordine sulle varie forme dei disturbi d’ansia.

Cosa sono i disturbi d’ansia – Dal DSM V-

I disturbi d’ansia comprendono quei disturbi condividono caratteristiche di paura e ansia eccessive e i disturbi comportamentali correlati.
La paura è la risposta emotiva a una minaccia imminente, reale, o percepita.
L’ansia è l’anticipazione di una minaccia futura.

Questi due stati si sovrappongono, ma sono anche differenti: la paura è associata a picchi di attivazione automatica necessaria alla lotta o alla fuga, a pensieri di pericolo immediato e a comportamenti di fuga; mentre l’ansia è più frequentemente associata alla tensione muscolare e alla vigilanza in preparazione al pericolo futuro e a comportamenti di evitamenti.

Disturbi d’ansia come vincere l’ansia: Come nasce l’ansia

Questa definizione permette di capire le componenti che entrano in gioco con l’ansia. Ci sono i pensieri che attivano emozioni, sensazioni fisiche e il comportamento.
Segue questo schema (è molto più complesso ma giusto per semplificare e aiutare il lettore a capire il meccanismo dell’ansia).
C’è una situazione a cui io do un significato di paura. La paura attiva il sistema nervoso autonomo (deputato al controllo degli organi interni).

Il mio corpo mi dà dei segnali molto forti, come ad esempio aumento il ritmo respiratorio e battito cardiaco, posso sentire contrazione allo stomaco, senso di soffocamento, mi gira la testa, tremori, bocca secca. Questi si chiamano sintomi, cioè il mio corpo mi sta dicendo che faccio bene ad avere paura. Altrimenti perché starei così male? Quindi tutte queste sensazioni fisiche mi danno la conferma che questa situazione è per me pericolosa, quindi me ne convinco.

Perciò 
pensiero + emozione = ansia e il comportamento che ne deriva l’evitare quella situazione.

Il punto è proprio questo: più evito quella situazione, più non riuscirò a dimostrare a me stesso che quella situazione non è così pericolosa, e che in realtà io posso affrontarla.

Un piccolo sommario per capire l’ansia:
– Disturbi d’ansia
– Natura dell’ansia
– Ansia stress e autostima

Disturbi d’ansia: la classificazione del DSM V


Fobie:
 si è spaventati o ansiosi riguardo a oggetti e situazioni circoscritti. Vi sono vari tipi di fobie specifiche: animali; ambienti naturali; sangue, iniezioni, ferite; situazionali; e altre situazioni.

Ansia sociale (fobia sociale): si ha paura o in ansia, oppure si evita le interazioni sociali e le situazioni che coinvolgono la possibilità di essere esaminato. Queste includono le interazioni sociali in cui si incontrano le persone non conosciute, situazioni in cui l’individuo può essere osservato mentre mangia o beve, e situazioni in cui l’individuo si esibisce di fronte agli altri. La convinzione, il pensiero è di essere valutato in modo negativo dagli altri, essere imbarazzato, umiliato o rifiutato, oppure offendere gli altri.

Disturbo di panico (Attacco di Panico): l’individuo sperimenta ricorrenti attacchi di panico inaspettati ed è costantemente preoccupato o spaventato di avere ulteriori attacchi di panico, oppure modifica il proprio comportamento in modo disadattivo a causa degli attacchi di panico (es. evitare luoghi sconosciuto, evitare di fare esercizio fisico, evitare di guidare, ecc.). Gli attacchi di panico sono rappresentati da improvvisa comparsa improvvisa di paura o disagio intensi che raggiungono il picco in pochi minuti, accompagnati da sintomi fisici e/o cognitivi (pensieri). Gli attacchi di panico possono essere ATTESI, cioè come risposta ad uno oggetto o ad una situazione tipicamente temuti. Oppure INASPETTATI, cioè gli attacchi di panico si verificano senza una ragione evidente.

Agorafobia: si è spaventati o ansiosi riguardo a due o più delle seguenti situazioni: utilizzare trasporti pubblici; trovarsi in spazi aperti; stare in spazi ristretti; fare la fila o essere in mezzo alla folla; oppure essere fuori da casa da soli in altre situazioni. Si temono queste situazioni a causa dei pensieri legati al fatto che potrebbe rivelarsi impossibile ricevere soccorso nel caso in cui si sviluppino sintomi simili al panico o altri sintomi invalidanti o imbarazzanti. Queste situazioni indicono quasi sempre paura o ansia e sono evitate, o richiedono la presenza di un accompagnatore.

Disturbo d’ansia generalizzato: le caratteristiche chiave del disturbo d’ansia generalizzata sono ansia e preoccupazione persistenti ed eccessive riguardanti diversi ambiti, tra cui il rendimento lavorativo e scolastico, che l’individuo ha difficoltà a controllare. Inoltre la persona sperimenta sintomi fisici, tra cui irrequietezza o sensazioni di agitazione o tensione; facile affaticamento; difficoltà di concentrazione o vuoti di memoria; irritabilità; tensione muscolare; e disturbi del sonno.

Il disturbo indotto da sostanze/farmaci: implica ansia dovuta a intossicazione o astinenza da sostanze, oppure a un trattamento farmacologico.

Nel disturbo d’ansia dovuto a un’altra condizione medica: la sintomatologia ansiosa è la conseguenza fisiologica di un’altra condizione medica.

La classificazione dei disturbi d’ansia del DSM V è strutturato secondo lo sviluppo, cioè l’età tipica di esordio

Disturbi d’ansia come vincere l’ansia: l’azione

Per combattere i  per i disturbi d’ansia, s’insegna alla persona a cambiare le convinzioni legate alle situazioni che generano ansia. In modo tale da permetterle di affrontarle.

Vincere il disturbo d’ansia non è non provare più ansia, ma è capire che in quella situazione provare ansia è naturale; posso controllare le sensazioni che il mio corpo mi trasmette (come il battito cardiaco, la respirazione, contrazione allo stomaco ecc.) dando un significato diverso alla situazione, alle mie sensazioni e magari usando una tecnica di rilassamento muscolare.