Immissioni, velocità, sorpassi, altri automobilisti: comprendere la tua paura è il punto di partenza per recuperare autonomia.
«Come faccio a entrare con tutte queste auto? Quel camion… devo proprio superarlo?»
La paura di guidare può iniziare proprio da questi pensieri, anche quando sulle strade che conosci ti muovi senza difficoltà.
Devi raggiungere un posto, ma prima di partire controlli se il tragitto prevede autostrada o tangenziale. C’è un’immissione che ti preoccupa. Cerchi una strada alternativa, chiedi a qualcuno di accompagnarti oppure rinunci.
Forse sulle strade che conosci guidi senza particolari difficoltà. Poi arriva un camion da superare, un’auto che ti sta troppo vicino o un tratto veloce, e qualcosa cambia.
Per affrontare la paura di guidare partiamo proprio da lì: dal momento che ti mette in difficoltà, da ciò che temi possa accadere e da come possiamo lavorarci.
Due persone possono evitare la stessa autostrada per ragioni diverse. Una teme di sbagliare una manovra; l’altra si sente capace di guidare, ma non si fida di ciò che potrebbero fare gli altri.
Paura di guidare: «Non mi sento abbastanza capace»
«E se sbaglio il momento per entrare? Se non riesco a valutare la distanza?»
Magari hai guidato poco, hai ripreso dopo una pausa oppure ti senti in difficoltà solo in alcune manovre. Anche quando riesci a farle, il dubbio rimane: «Questa volta è andata bene, ma la prossima?».
Ti aiuto a capire che cosa ti fa dubitare di te e quale significato dai a quel momento: un’immissione può diventare, nella tua mente, la prova che «non sei capace».
Da questa comprensione scegliamo strategie ed esercizi adatti a te, che ti insegno a utilizzare e che verifichiamo nel percorso. L’obiettivo è affrontare la situazione con la prudenza necessaria, senza che la paura ti blocchi prima ancora di provarci.
Se emerge anche il bisogno di riprendere una manovra, distinguiamo il lavoro sulla paura dall’aiuto pratico di un istruttore.
«Io so guidare, ma ho paura degli altri e degli incidenti»
Il tuo pensiero potrebbe essere: «Io sto attento, ma se qualcuno mi taglia la strada?». Ti preoccupano una frenata improvvisa, un cambio di corsia o la velocità delle auto intorno a te.
Qui il punto da comprendere è come vivi l’imprevedibilità: quale incidente immagini, che cosa pensi di poter gestire e che cosa, invece, ti sembra fuori dalla tua portata.
Immissioni, velocità e sorpassi: quando alcuni momenti ti bloccano
Arrivi sulla corsia di immissione e guardi le auto che passano: «Ci sarà abbastanza spazio per entrare?». Oppure raggiungi un camion e pensi: «Se inizio il sorpasso, poi riuscirò a finirlo?».
La velocità può spaventarti quando sei tu ad aumentarla, ma anche quando un’auto ti supera o ti resta troppo vicina: «Io vado alla mia velocità, ma gli altri?».
Nel lavoro che faremo insieme guarderemo proprio questi momenti. Ti aiuterò a distinguere la situazione sulla strada da ciò che temi possa succedere e a capire su che cosa lavorare per affrontarla.
Quando la paura di guidare inizia prima di partire
Il viaggio è domani, ma oggi stai già pensando a quel punto della strada. Ripassi il percorso, cerchi alternative e ti chiedi come ti sentirai quando arriverai lì.
Preparare un tragitto può essere utile. Un’altra cosa è tornarci continuamente con il pensiero, cercando una certezza che non riesci a trovare: «E se ci fosse troppo traffico? E se non riuscissi a entrare?».
Per comprenderlo, ti aiuto a ricostruire che cosa prevedi prima di partire e quale passaggio ti preoccupa di più. Questa osservazione ci permette di distinguere un problema concreto di organizzazione da ciò che stai anticipando nella tua mente.
Per approfondire questo tema, puoi leggere come funziona l’ansia.
Paura di guidare: perché alcune soluzioni ti tranquillizzano solo sul momento
Con qualcuno accanto riesci a raggiungere un posto. Se devi andarci senza compagnia, invece, inizi a cercare un passaggio o rimandi: «Da solo non me la sento».
Avere compagnia può aiutarti. Il punto è capire che cosa succede dopo: ti senti più capace di affrontare quel tragitto oppure continui a pensare che riuscirai a farlo soltanto se qualcuno viene con te?
Lo stesso può accadere con le strade conosciute o gli orari con poco traffico. Una scelta comoda diventa una limitazione quando ogni spostamento deve rispettare quelle condizioni.
Ti aiuto a riconoscere questa differenza, senza toglierti di colpo ciò che oggi ti sostiene. Da lì costruiamo un lavoro per ampliare gradualmente le tue possibilità di scelta.
Per approfondire il percorso dalla comprensione della paura all’allenamento, puoi leggere come affrontare l’ansia e recuperare autonomia.
Ansia alla guida: quando temi di sentirti male o avere un attacco di panico
Stai per entrare in autostrada e senti salire la tensione. Il pensiero corre avanti: «Se mi sento male proprio lì, come faccio a fermarmi?».
Potresti iniziare a controllare come ti senti, cercando la conferma di poter partire. Se hai già vissuto un attacco di panico, può preoccuparti che accada di nuovo mentre sei al volante.
In questo caso ti aiuto a ricostruire il passaggio tra ciò che avverti, ciò che temi e quello che fai per proteggerti. Da lì scegliamo come lavorare sulla paura di stare male, tenendo conto della tua esperienza e della sicurezza alla guida.
Puoi approfondire nella pagina dedicata alla paura che un attacco di panico ritorni.
«Vieni a cena da noi?»
Vorresti dire di sì. Poi pensi alla strada, al ritorno dopo cena, a quel tratto che eviti. Prima di rispondere devi capire se qualcuno potrà accompagnarti.
Oppure ti propongono un appuntamento di lavoro e la prima domanda diventa: «Come ci arrivo senza prendere la tangenziale?». Per una visita chiedi un passaggio; se nessuno può, devi riorganizzare tutto.
Continui a guidare, ma una parte della tua giornata dipende dalle strade che riesci a percorrere e dalla disponibilità degli altri.
Non devi aspettare di smettere completamente di guidare per chiedere aiuto. Possiamo partire dagli spostamenti che vorresti tornare a scegliere: raggiungere una persona, accettare un invito, andare al lavoro senza dover organizzare ogni volta un’alternativa.
Se riconosci questa difficoltà anche in altre situazioni delle tue giornate, puoi approfondire come gestire l’ansia nella vita quotidiana.
Come possiamo lavorare sulla tua paura di guidare
Per lavoro mi sposto molto: arrivo a percorrere anche 33.000 chilometri in un anno.
Conosco il traffico di Milano, Torino, Roma e Bologna, i lunghi viaggi in autostrada e le immissioni in cui devi valutare lo spazio mentre le auto continuano ad arrivare.
Viaggio anche in camper, e sulle strade di montagna curve e passaggi stretti richiedono un’attenzione diversa.
Quando mi racconti di un camion che ti affianca o di un’auto che ti resta troppo vicina, riesco a figurarmi la situazione. So quanto può essere impegnativa la strada, anche quando sai guidare.
Vorrei capire che cosa succede a te proprio in quei momenti: che cosa ti spaventa, che cosa pensi di non riuscire a gestire e come reagisci.
È da lì che possiamo iniziare a lavorare, per aiutarti ad affrontare la paura e recuperare gli spostamenti che contano per te.
Partiamo da un tragitto o da un episodio che ti mette in difficoltà
Puoi raccontarmi un viaggio che hai evitato o un momento in cui hai sentito aumentare la paura. Ricostruiamo che cosa stava accadendo, che cosa hai pensato e come hai cercato di affrontarlo.
Da un episodio concreto possiamo capire meglio dove si concentra la difficoltà, senza fermarci a un’etichetta generale come «non riesco a guidare».
Se davanti a un’immissione pensi «non ce la farò», capiremo che cosa significa per te: temi di scegliere male lo spazio, di essere troppo lento oppure che qualcuno ti venga addosso?
Da questa comprensione scegliamo strategie ed esercizi per lavorare sui pensieri che anticipano il pericolo, sulla tensione e sul modo in cui affronti quei momenti. Ti insegno a utilizzarli e concordiamo come allenarti, rispettando le tue competenze e le condizioni di sicurezza.
Poi riprendiamo le esperienze: che cosa sei riuscito a fare? In quale punto è tornata la difficoltà? Che cosa va adattato?
Così ciò che comprendi durante i colloqui diventa qualcosa che impari a utilizzare nei tuoi spostamenti.
Recuperare autonomia negli spostamenti che contano per te
Gli obiettivi possono riguardare il tragitto per il lavoro, la possibilità di raggiungere una persona o un viaggio che oggi organizzi interamente intorno alla paura.
L’obiettivo è che, con il tempo, tu sappia riconoscere queste situazioni e gestirle senza avere bisogno di me. Lo chiarisco fin dal primo colloquio conoscitivo, e spesso sorprende chi me lo sente dire: il tuo obiettivo è liberarti di me il prima possibile.
Puoi conoscere meglio le modalità della consulenza individuale e della consulenza psicologica online.
Hai dubbi prima di chiedere aiuto per la paura di guidare?
Posso chiedere aiuto anche se continuo a guidare, ma evito alcune strade?
Sì. Nel primo colloquio possiamo valutare quanto questa difficoltà incide sulle tue scelte e quali obiettivi avrebbe senso affrontare. Non serve aver smesso di guidare né raggiungere una particolare soglia di paura per contattarmi.
Devo avere già chiaro che cosa mi spaventa prima di contattarti?
No. Puoi iniziare raccontandomi una situazione in cui ti blocchi o uno spostamento che eviti. Non devi arrivare con una spiegazione pronta: comprenderla è parte del lavoro.
Posso iniziare un percorso online anche se abito lontano da Fidenza?
Sì, puoi contattarmi per un colloquio conoscitivo online. Parleremo della tua situazione e valuteremo se questa modalità è adatta alle tue esigenze. I colloqui si svolgono da un luogo tranquillo, senza guidare durante l’incontro.
Vorresti tornare a scegliere dove andare, senza organizzare tutto intorno alla paura?
Il primo colloquio conoscitivo gratuito
Puoi prenotare un primo colloquio conoscitivo gratuito online di 15–20 minuti. Puoi raccontarmi brevemente la tua difficoltà, conoscere il mio modo di lavorare e ricevere un primo orientamento.
Parleremo delle modalità del percorso, dei costi e di una prima valutazione dei tempi, da precisare in base alla tua situazione. È un incontro per conoscerci, non una seduta di terapia: potrai decidere liberamente se proseguire.
Puoi scrivermi su WhatsApp con il messaggio già preparato, chiamarmi al 328 1971882, inviarmi un’email a info@patriziamarzola.it oppure compilare il modulo qui sotto.
Quale situazione alla guida vorresti riuscire ad affrontare?
Scrivimi anche con poche parole. Leggerò personalmente il tuo messaggio e ti risponderò nel più breve tempo possibile.
Per questo primo contatto è sufficiente un breve messaggio; potremo approfondire la tua esperienza durante il colloquio.
Vieni a conoscermi
Scegliere uno psicologo è una decisione importante. È giusto conoscere la persona alla quale stai pensando di affidarti e capire se il suo modo di lavorare può essere adatto a te.
- Chi sono — per conoscere il mio percorso professionale e il mio approccio.
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Dott.ssa Patrizia Marzola, Psicologa e Neuropsicologa del Benessere®, iscritta all’Albo degli Psicologi dell’Emilia-Romagna n. 3524. Ricevo nel mio studio a Fidenza e tramite consulenze online.






