Attacco di panico e paura di guidare. Vincere la paura di guidare.

Vi racconto come è iniziata questa paura e come ho fatto a sconfiggerla. E ne sono molto orgogliosa.
Leggendo le altre lettere ho deciso di scrivere anche io la mia esperienza. 18 anni fa mi sono separata da un marito bambino che mi ha sposato diceva per amore ma invece si è poi rivelato che l’ha fatto solo per dare il “cognome” alla figlia che stavo aspettando.

Il matrimonio è durato 6 mesi, e quando mia figlia aveva solo 4 mesi, io con lei me ne sono tornata a casa dei miei genitori. Perché lui non si voleva proprio staccare dai suoi. Tutte le sere usciva dal lavoro e andava a cenare da loro (mentre io lo aspettavo a casa con la minestra nel piatto) andava sempre da loro a mia insaputa, mi nascondeva le cose, lo stipendio lo portava a casa dei suoi (perché avevano paura che rubassi loro i soldi), non comprava mai il latte per la bambina.

Insomma un’infinità di altre cose inconcepibili, che alla fine, erano paranoie sue e dei suoi genitori, e io alla fine per esasperazione ho deciso di andarmene. All’ inizio lui è stato 6 mesi senza venire a far visita alla bambina semplicemente perché non gli interessava (nessuno glielo ha mai impedito).

Dopo circa un anno, conosco casualmente, andando al lavoro, un uomo molto affascinante, ma dal quale non ero molto attratta. Lui comincia a corteggiarmi e dopo diverso tempo decido di accettare un invito a bere qualcosa. Insomma col tempo me ne sono innamorata perdutamente e anche lui di me. Dopo quasi un anno andiamo a convivere con anche la mia bambina che aveva circa 2 anni.

Da lì è cominciato il mio calvario. Il mio ex ( nel frattempo abbiamo fatto la separazione) si è svegliato, e quando ha visto che io ero felice ha cominciato a reclamare il diritto di padre (fino ad ora non aveva mai voluto svolgere) ha cominciato a mandarmi lettere dal tribunale, reclamando l’affidamento della bambina perché non la curavo (la teneva mia madre perché io andavo al lavoro) che ero una poco di buono ect…

Ha messo in mezzo assistenti sociali, me ne ha fatte di tutti i colori solo perché io ero finalmente felice con un uomo che mi amava veramente. Un giorno mentre esco dal lavoro, passo a prendere la bambina da mia madre per tornare a casa, mi accade una cosa pazzesca:

mi sento soffocare all’improvviso, mi manca l’aria, e il primo pensiero è stata mia figlia, perché non capivo cosa mi stava succedendo, mi sentivo una strana sensazione tra lo svenimento e l’infarto, non so spiegare neanche io cosa mi è successo, mi blocco con la macchina e torno subito a casa dai miei. Appena arrivata dai miei mi chiedono cosa era successo e io scoppio in lacrime perché non lo capivo nemmeno io.

Chiamo mio marito (attuale) e gli chiedo di venirmi a prendere, lui arriva e torniamo a casa. Da quel momento non ho più guidato per molti anni. Questo terribile attacco di panico ha scatenato in me tante di quelle paure, che col tempo sono diventate invalidanti (non uscivo più da sola, non volevo più stare in casa da sola con la bambina perché non mi sentivo tranquilla, non andavo più in spazi chiusi perché mi sentivo mancare l’aria…) ho vissuto cosi per più di dieci anni.

Circa un anno fa, mi sono rivolta a una psicologa (a cui sarò sempre grata) e questa mi ha aiutato tantissimo a capire che l’evitamento delle situazioni (come io ho fatto per più di 10 anni), non è altro che un continuo alimentare la paura, e quindi, ulteriori evitamenti, fino ad arrivare a limitare al minimo gli spazi dove vivere. Non uscivo praticamente più di casa, se non per portare a scuola i bambini ,che comunque anche quello avveniva con non pochi problemi.

La prima cosa che la mia dottoressa ha fatto, è stata quella di rimettermi alla guida, e devo dire che non l’avrei mai detto che un giorno sarei riuscita a tornare in macchina, ma adesso sembrerà un paradosso uso la macchina tutti i giorni e quando mi sento un po’ giù la uso proprio come ansiolitico mollo tutto e vado in macchina!

La dottoressa non ha fatto altro che, tirare fuori quella forza interiore che era in me, e che io avevo soffocato per troppi anni, con le paure tanto da non rendermi neanche conto di averla.

Queste persone meravigliose che io chiamo angeli di DIO, sono lì apposta per noi per aiutarci a saltare fuori da situazioni senza via di uscita, che noi stessi con la nostra sofferenza e le nostre terribili paure causiamo. Sono stata un po’ lunga ma avevo bisogno di parlare di queste cose.

Spero sia d’aiuto a chi soffre, perché capisca veramente quanto dalle situazioni più dolorose, e a nostro avviso impossibili, si possa veramente uscire a testa alta.

Un augurio di cuore per tutti quelli che soffrono e sono imprigionati dalle paure.

 Piccola


Carissima Piccola, c’è poco da aggiungere, la tua storia è meravigliosamente coraggiosa. Le tue parole sono splendide, e sono assolutamente convinta che il racconto della tua preziosa storia è di aiuto a tutte quelle persone che si sentono come ti sei sentita tu. Vincere la paura di guidare è importante. E, questa paura è più frequente di quanto si possa pensare. Si, è invalidante perché si dirama ad altre situazioni di vita sociale, come ad esempio andare a fare la spesa, o portare i bambini a scuola.

Per vincere la paura di guidare c’è una tecnica terapeutica volta ad incoraggiare l’uso dell’auto. A piccoli passi, perché è vero: piccoli passi, grandi ed immediati cambiamenti.

Patrizia Marzola
Psicologa clinica –  Pet Therapy 

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