Natura dell’ansia. Cosa significa avere un Disturbo d’Ansia

Si ha un disturbo d’ansia quando l’ansia va ad interferire sullo svolgimento delle attività quotidiane.
Si provano forti paure, che sono irrazionali, cioè, per quanto ci si sforzi, si è convinti di non poter stare in quella situazione. E’ questa la natura dell’ansia.

Esempi di disturbi d’ansia

  • Chi soffre di Disturbo di Panico teme che il panico lo porti al collasso fisico o mentale;
  • Chi ha una Fobia Sociale ha paura che il proprio comportamento lo faccia vergognare;
  • Chi ha una Fobia Specifica teme di farsi fisicamente male;
  • Chi soffre di Disturbo Ossessivo Compulsivo ha paura dei vedere realizzate le proprie ossessioni;
  • Chi ha un Disturbo Post Traumatico da Stress teme che i loro flashback siano reali;
  • Chi soffre di Disturbo d’Ansia Generalizzato teme che, nonostante le preoccupazioni, succeda comunque un disastro.

Le conseguenze del disturbo d’ansia sul benessere

Le persone affette da Disturbi d’Ansia cronici sono molto sensibili allo stress e pertanto diventano facilmente ansiose e stanno male. Possono sviluppare ulteriori sintomi, inclusi quelli di altri disturbi d’ansia e depressivi. E di conseguenza, sviluppano anche problemi di autostima.

Il ruolo di ansia, stress sull’autostima

Chi soffre di disturbi d’ansia, ne è consapevole, e di solito crede che i disturbi di cui si soffre siano dovuti alla loro natura, personalità o temperamento.
Avvertendo la propria sensibilità all’ansia e la propria incapacità a farvi fronte, negano o non riescono a controllare gli eventi che hanno scatenato l’ansia e tentano di fronteggiarli evitando le situazioni che aggravano la loro ansia.
Si è concentrati sui sintomi fisici che fanno parte della risposta ansiosa o sulle situazioni che provocano ansia anziché cercare di comprenderne il significato.

Pertanto le persone che soffrono di disturbi d’ansia chiedono aiuto riferendo paure specifiche e ricorrenti che riconoscono come irrazionali e intrusive. Questa è la natura dell’ansia.

Differenza tra Paura e Ansia

Da un punto di vista concettuale la linea di distinzione tra paura e ansia è sottile.

La paura è una sensazione legata all’ansia che nasce come normale risposta a un pericolo reale.
La natura dell’ansia è legata alla sensazione soggettiva spiacevole associata a un pericolo imminente, però non è detto che sia così ovvia per un osservatore esterno.

La differenza tra oggettivo e soggettivo

Un fatto è oggettivo quando è rilevabile da tutti allo stesso modo. Esempio: il cobra è un serpente pericoloso. Chiunque si trovi di fronte a questo rettile prova paura.

Un fatto è soggettivo quando il tipo di emozione che suscita un evento o un oggetto non è da tutti interpretato allo stesso modo.

Esempio: per chi lavora con i serpenti velenosi, la paura che prova davanti a questi rettili assume un significato diverso, rispetto a chi non sa come comportarsi nel caso ne incontrasse uno.

Questa distinzione sembra banale, ma è fondamentale per comprendere il tipo di sensazione che provoca la natura dell’ansia.
Ognuno di noi prova ansia per vari motivi e, i livelli di ansia, sono sempre variabili. Inoltre, una stessa situazione provoca livelli di ansia diversi a seconda delle diverse persone.
C’è chi ha una paura smoderata dei volatili, anche solo vedere una piuma, scatena in loro una forte agitazione.

Così come la paura degli esami. Ci sono persone che addirittura si bloccano prima di affrontare una prova. Altre invece, rimangono impassibili. Questo accade perché ognuno di noi ha imparato una modalità di controllo per ogni specifica situazione.
E, a seconda del nostro grado di controllo, riusciamo a contenere il livello di ansia provato, e dunque affrontare la situazione.

Natura del’ansia: la naturale risposta fisiologica

Spielberger ha differenziato un’ ansia di stato che dipende dalla situazione ed è transitoria, e un’ansia di tratto che costituisce un tratto di personalità stabile.

Ansia di stato = indica una condizione emozionale transitoria dell’individuo la quale può variare in intensità e fluttuare di volta in volta a seconda delle circostanze.

Ansia di tratto = si riferisce a differenze individuali, relativamente stabili, per quanto riguarda la predisposizione all’ansia. Tali caratteristiche predispongono il soggetto alla tendenza a rispondere alle situazioni in modo ansioso.

Perché provo ansia?

Natura dell’ansia: una storia antica

La capacità di provare ansia è una caratteristica importante per l’uomo ed è considerata positiva.
Ansia deriva dai termini latini Angitus e Angina. Cioè, angusto o stretto, strozzare e descrive correttamente l’aspetto emotivo della percezione di chiusura, cioè della paura (Brenner, 1991).

Effettivamente l’ansia equivale al vissuto di una minaccia. Quando la persona non trova una reazione adeguata allo stimolo, si aggiungono sensi d’impotenza e di panico, provocando reazioni del corpo sbagliate e limitando ulteriormente la capacità di azione.

“Uno degli aspetti paradossali dello stato d’ansia acuta (o reazione di paura) è che la persona sembra produrre inconsapevolmente quelle situazioni che più teme o detesta” (A. T. Beck, G. Emery).

L’ansia è espressa non solo a livello emotivo ma anche fisico.
Segue un’attivazione degli ormoni e un aumento di potenziale del sistema nervoso vegetativo, con accelerazione del battito cardiaco, aumento della frequenza respiratoria, intensificazione degli scambi metabolici per preparare i muscoli allo sforzo.
In situazioni di pericolo questa attivazione è validissima, per poter affrontare fisicamente il pericolo.

L’attivazione dei potenziali fisici permette una possibile fuga o attacco, reazioni importantissime per gli uomini antichi, ma meno importanti per l’uomo di oggi.
Per l’uomo moderno, infatti, le attivazioni biofisiologiche sono addirittura pericolose, le riserve di energia messe a disposizione non vengono smaltite in azioni fisiche.

Aiuto ho davvero paura!

Con l’incremento della paura, la situazione diviene più drammatica: si mettono a disposizione ancor più energie, mentre, la capacità d’azione e reazione decresce proporzionalmente.
Una capacità d’azione si verifica con lieve sollecitazione, cioè, basso livello di tensione.
Quando l’entità dell’ansia è grande, viene provocato un accumulo delle energie con successivo blocco delle azioni.

Nelle situazioni nelle quali si vorrebbe fuggire, la reazione è un blocco, la fuga viene spostata nell’ambito psicologico.
Cioè, si tende ad evitare quella situazione specifica.

Le conseguenze di questi tentativi di fuga deviati sono: ansia e disturbi psicovegetativi (come mal di testa, mal di stomaco, senso di soffocamento,ecc.).

Natura dell’ansia: la risposta ansiosa

Nello scatenarsi dell’ansia e delle altre emozioni si riconosce la presenza di tre componenti:

  1. Lo stimolo
  2. La risposta
  3. Il pensiero che, attivato dallo stimolo, porta al manifestarsi dell’ansia.

Esempio:
Stimolo = affrontare un esame universitario
Risposta = fuga
 Pensiero = paura dell’interrogazione
Convinzione = mi convinco che non posso farcela
Emozione = paura

Il fattore centrale nella nascita dell’ansia è il PENSIERO poiché, non esistono di per sé stimoli ansiogeni.
Le alterazioni dello stato fisiologico, che vengono interpretate come il manifestarsi dell’ansia, sono modificazioni aspecifiche e stereotipate (aumento della frequenza cardiaca, aumento della pressione arteriosa, aumento della ventilazione, ecc.) che occorrono in ogni occasione d’allarme e in molte situazioni d’adattamento all’ambiente.

Cosa rende ansiogena una situazione

E’ l’esperienza dell’individuo, che associa un certo stimolo allo scatenarsi di particolari modificazioni fisiologiche e al significato che a tutto questo si dà.

Esempio: Situazione: fare la spesa al supermercato. Esperienza: al supermercato sono stato male, ho avuto un attacco di panico.

Questa esperienza fa sì che il negozio venga evitato, perché considerato il luogo della nascita dell’ansia. Sensazioni fisiche: dentro al supermercato mi batte forte il cuore, sento il respiro affannato. Sento che starò male. Questa farse diventa una convinzione che far dire alla persona, se non stessi male non sentirei queste sensazioni fisiche, quindi vuol dire che sto male perché sono dentro il supermercato.

Natura dell’ansia: il circolo dell’ansia

  1. Pensieri, sensazioni, immagini o situazioni che provocano paura

  2. Percezione di minaccia

  3. Risposta di attacco o fuga

  4. Preoccupazione per il fatto di essere in ansia

E si riparte da capo di nuovo dal punto numero uno.

L’ansia condiziona l’autostima?

Una situazione diventa ansiogena in base al significato che noi le attribuiamo.

Se noi impariamo ad affrontarla, l’ansia per quell’evento ci spinge a dare il meglio di noi, ci fornisce l’energia necessaria per attivare tutte le nostre risorse personali, al fine di, raggiungere l’obiettivo preposto.

Ma quando ci facciamo sopraffare dalla “paura di non farcela” ecco che, l’ansia ci si rivolta contro, e in casi estremi, ci blocca e quindi, i pensieri negativi su quella situazione si avverano (profezia che si auto-avvera).

Facciamo un esempio: 
Se mi dico “Non riuscirò mai a prepararmi in tempo per quell’esame. È inutile che ci provi, tanto fallirei.”
Questa è la ricetta per fallire davvero.

Le parole che diciamo a noi stessi ci influenzano

Come possono caricarci, altrettanto possono farci deporre le armi. Ed ecco qui: il risultato è il fallimento sicuro.
E il fallimento preannunciato si trasforma in corollario per noi:
“Visto, lo sapevo che non ci sarei riuscito. È sempre così, non valgo nulla”. 
E frasi del genere, non fanno che incidere in modo negativo, sulla percezione che abbiamo delle nostre capacità. Ed ecco che, la nostra autostima subisce dei colpi, facendoci perdere la reale percezione delle nostre capacità.

Riassunto della risposta di attacco e fuga coinvolti nella natura dell’ansia

  • Quando ci troviamo in situazioni stressanti o minacciose, scatta in modo automatico una risposta fisiologica che fa parte del nostro corredo biologico, perché è adattiva, cioè favorisce il processo di adattamento. Questa risposta prepara il corpo a difendersi dalla fonte di paura, mediante un intenso sforo fisico.
  • E, quando è terminato lo sforzo fisico di attacco o fuga, le reazioni fisiologiche scompaiono rapidamente. Quando però lo sforzo fisico non ha luogo, i cambiamenti fisiologici possono durare più a lungo, essere molto disturbanti e far nascere molta ansia, che a sua volta porta ad una maggiore attivazione della risposta di attacco o fuga.

Succede questo: di fronte ad una situazione valutata come pericolosa, automaticamente nel corpo avvengono molti cambiamenti che permettono di far fronte alla situazione.

Il cervello e il corpo

Così, quando il cervello si rende conto del pericolo, immediatamente viene rilasciata nel sangue una sostanza, l’adrenalina, che produce i seguenti cambiamenti fisici:

  • La respirazione si fa più veloce, le narici e i polmoni si aprono, in modo da aumentare l’ossigeno a disposizione dei muscoli;

  • Il battito cardiaco e la pressione arteriosa aumentano in modo da portare velocemente l’ossigeno e le sostanze nutritive di cui ha bisogno il corpo nei punti richiesti;

  • Il sangue è spinto verso i muscoli, mentre ne viene inviato meno alle aree a cui non serve nutrimento;

  • I muscoli si tendono per prepararsi a contrarsi velocemente;

  • Aumenta la capacità del sangue di coagularsi in modo da ridurre al minimo le eventuali emorragie;

  • Aumenta la sudorazione per raffreddare il corpo;

  • La mente è concentrata sul pericolo;

  • Si blocca la digestione; la bocca è secca. Si può avvertire nausea o sensazione “nodo” allo stomaco;

  • Si libera glucosio nel sangue per fornire energia;

  • Il sistema immunitario rallenta;

  • Gli sfinteri dell’intestino e della vescica si contraggono.

  • Pertanto la Risposta di Attacco e Fuga ha lo scopo di preparare l’organismo a reagire velocemente e con forza. In un primo momento favorisce la fuga, ma se questa non è possibile, prepara il corpo al combattimento.

Ovviamente, non ogni manifestazione di ansia ha la stessa intensità di quella che si osserva nella risposta attacco e fuga.

I falsi allarmi

I problemi di ansia hanno origine quando la risposta di attacco o fuga si verifica troppo facilmente. E, pertanto, si prova molta ansia in situazioni in cui gli atri rimangono tranquilli. La reazione di attacco e fuga si scatena nel momento sbagliato.

Sono tre i motivi per il quale questa sistema diventa così sensibile:

  1. Lo stress perché aumenta l’ansia
  2. La respirazione eccessiva (detta iperventilazione)
  3. Storia ed esperienze personali

Ruolo dell’iperventilazione

A ogni inspirazione l’ossigeno entra nei polmoni e si diffonde nel sangue, dove è fissato dall’emoglobina che lo porta in tutto il corpo.
l’ossigeno viene rilasciato dall’emoglobina per essere usate dalle cellule del corpo, he producono anidride carbonica (il gas di scarico), che viene riversata nel sangue e, portata ai polmoni ed espirata.

Solo in presenza di anidride carbonica l’emoglobina libera ossigeno. La respirazione eccessiva peggiora l’ansia perché porta ad eliminare troppa anidride carbonica.

Ricordo che il corpo lavora per mantenere un equilibrio tra ossigeno e anidride carbonica. Quindi l’aumento di respirazione  fa sì che il cervello ed altre parti de corpo abbiano a disposizione  meno ossigeno.

Sintomi prodotti dalla riduzione dei ossigeno nel cervello:

  • Stordimento
  • Sensazione di testa vuota
  • Confusione
  • Vista offuscata
  • Impressione di irrealtà
  • Senso di mancanza d’aria

Sintomi prodotti dalla riduzione di ossigeno in altre parti del corpo

  •  Aumento del battito cardiaco
  • Insensibilità e formicolio alle estremità
  • Mani fredde e appiccicose
  • Rigidità muscolare

Altri effetti

  • Senso di calore
  • Rossore
  • Sudorazione
  • Stanchezza e spossatezza
  • Senso di costrizione toracica o dolore toracico per effetto dell’affaticamento dei muscoli toracici

Se la respirazione eccessiva dura a lungo i sintomi sono:

  • Forti vertigini
  • Nausea
  • Senso di incapacità a respirare
  • Sensazione di costrizione  toracica, dolore acuto al torace
  • Paralisi temporanea dei muscoli in diverse parti del corpo
  • Perdita momentanea di coscienza (“Blackout”)
  • Terrore crescente che stia per succedere qualcosa di terribile (un infarto, un emorragia cerebrale, di morire …)

NB:  l’iperventilazione NON  È pericolosa.  L’aumento della frequenza del respiro fa parte della normale risposta fisiologica di attacco o fuga.

Ora che abbiamo chiarito il meccanismo e la natura dell’ansia possiamo parlare di come si fa a combattere l’ansia disfunzionale.

Come fare per combattere l’ansia: vincere l’ansia

Natura dell’ansia: AZIONE è la parola chiave

Non ci sono trucchi, non esiste una bacchetta magica, né esistono pastiglie miracolose: l’ansia si sconfigge solo se si affronta la situazione.

Perché più ci diciamo che abbiamo paura, più tendiamo ad evitare la situazione, e quante più volte la evitiamo, tanto più grande diventa l’ansia percepita.
È come un cane che si morde la coda. L’ansia se la si sfugge si autoalimenta, e trasforma le nostre piccole paure in montagne insormontabili.

Allora, per quanto difficile è la situazione dobbiamo affrontarla, senza lasciarci abbattere.
Cerchiamo di scomporla in parti più piccole. Se ci focalizziamo sul problema nella sua globalità ci sembra enorme, ma se lo dividiamo e cerchiamo di affrontarlo un pezzo per volta, per quanto difficili i piccoli passi, ci sembreranno comunque più affrontabili. Dandoci così una nuova forza, un’energia che va ad alimentare sicuramente la nostra autostima. Ridandoci non solo la sicurezza e fiducia in noi stessi, ma anche, la serenità.

Perciò si lavora su:

  • Rilassamento Muscolare progressivo per imparare a controllare i sintomi corporei. Gli esercizi aiutano anche a rallentare il respiro (iperventilazione).
  • Pensieri e convinzioni irrazionali che generano e mantengono l’ansia
  • L’azione.

Impara il rilassamento muscolare progressivo