Con alcune persone sei spontaneo. Parli, scherzi, racconti qualcosa senza chiederti continuamente se quello che stai dicendo sia interessante oppure no.
Poi entri in un ambiente diverso e cambia tutto.
Ti ritrovi a una cena dove conosci poche persone e, mentre gli altri sembrano parlare con naturalezza, tu inizi a chiederti: “Adesso cosa dico? Come entro nel discorso? E se dico qualcosa di stupido?”
Oppure inizi un nuovo lavoro, frequenti un corso, entri in un gruppo già formato. Vorresti partecipare, magari vorresti anche conoscere quelle persone, ma non riesci a trovare il modo di entrare.
E più osservi gli altri parlare, ridere e muoversi con disinvoltura, più ti sembra che loro sappiano fare qualcosa che a te manca.
È lì che può arrivare quel pensiero:
“Mi sento fuori posto.”
E magari subito dopo un altro:
“Perché con alcune persone riesco a essere me stesso e qui invece divento così?”
Perché puoi sentirti fuori posto solo in alcuni ambienti
Se ti senti fuori posto, è facile arrivare a una conclusione: “Non sono capace di stare con gli altri.”
Ma se fosse davvero così, dovresti sentirti allo stesso modo con tutti.
E invece magari con alcune persone sei spontaneo, mentre con altre controlli ogni parola. In alcuni ambienti sai perfettamente come muoverti, in altri ti sembra di non trovare mai il tuo posto.
La sensazione è la stessa — “sono fuori posto” — ma ciò che la genera può essere molto diverso.
Ed è proprio questa differenza che ci interessa osservare. Perché prima di pensare che tu debba diventare più sicuro o più socievole, dobbiamo capire che cosa cambia da una situazione all’altra.
Quando non sai ancora come muoverti in quella situazione
Pensa alla prima volta che entri in una palestra dove tutti sembrano conoscersi.
Gli altri salutano, scherzano, sanno dove andare e cosa fare. Tu magari rimani più in disparte.
Non necessariamente perché sei incapace di stare con le persone. Gli altri hanno già imparato le regole informali di quell’ambiente; tu ancora no.
Nelle relazioni può succedere qualcosa di simile.
Entrare in una conversazione, presentarsi, trovare un argomento, mostrare interesse, prendere iniziativa o capire quando è il momento di fare un passo verso l’altro sono anche abilità sociali. Alcune vengono naturali, altre si imparano con l’esperienza e altre ancora possono essere allenate.
Ed è una distinzione importante: non devi diventare estroverso. Devi capire che cosa ti serve per riuscire a stare, a modo tuo, nelle situazioni che vorresti vivere.
Quando sentirti fuori posto non significa che ti mancano abilità sociali
C’è però una situazione diversa: sai stare con le persone e sai muoverti in molti contesti, ma ce ne sono alcuni nei quali inizi a sentirti “meno” degli altri.
Può succedere, per esempio, se entri in un ambiente in cui tutti ti sembrano molto preparati e pensi: “Io non sono laureato”. Oppure se gli altri utilizzano un linguaggio molto tecnico e inizi a chiederti se hai davvero le competenze per stare lì.
A quel punto il problema non è che non sai socializzare. È il valore che, in quella situazione, inizi ad attribuire a ciò che ti manca rispetto a ciò che possiedono gli altri.
Pensa a una persona che ha costruito con successo la propria azienda, prende decisioni importanti ogni giorno e sa perfettamente fare il proprio lavoro. Eppure, quando si trova tra professionisti laureati, continua a pensare: “Io non ho una laurea.”
La sua esperienza, e tutto ciò che ha costruito, non sono improvvisamente scomparsi. Ma in quel momento è come se un solo elemento diventasse più importante di tutto il resto.
Può entrare in gioco anche la paura del giudizio: non perché gli altri ti abbiano necessariamente giudicato, ma perché inizi ad anticipare ciò che potrebbero pensare di te.
Partiamo proprio da questa domanda: ti manca davvero qualcosa per stare in quella situazione oppure stai dando così tanta importanza a ciò che non hai da dimenticare quello che sai già fare?
Sentirti meno all’altezza può farti occupare meno spazio
Immagina di entrare in una riunione dove gli altri ti sembrano più esperti di te.
Potresti conoscere bene il tuo lavoro e avere qualcosa da dire, ma iniziare ugualmente a pensare: “Loro ne sanno più di me.”
Così aspetti. Qualcun altro interviene. Il discorso va avanti e la tua occasione passa.
A fine riunione potresti concludere: “In quell’ambiente non sono all’altezza.”
Ma prima di prendere questa conclusione per vera, possiamo ricostruire ciò che è realmente successo: che cosa sapevi fare, che cosa hai pensato di te rispetto agli altri e in quale momento hai smesso di partecipare come avresti voluto.
Questo ci permette di capire su quale punto lavorare, invece di attribuire tutto genericamente alla scarsa autostima.
L’autostima può avere un ruolo, ma non è una spiegazione buona per tutti.
Se attribuisci facilmente agli altri più valore, sicurezza o capacità di quante ne riconosci a te stesso, alcuni ambienti possono diventare una specie di classifica immaginaria: appena entri, inizi a stabilire chi è più brillante, più interessante o più sicuro. E tu finisci quasi sempre qualche posizione più in basso.
Ma puoi anche avere una buona opinione di te in molti ambiti e sentirti insicuro soltanto in alcune situazioni sociali.
Per questo non lavorerei sull’“aumentare l’autostima” in astratto. Mi interessa capire come valuti te stesso proprio nelle situazioni in cui ti senti fuori posto, quali confronti fai e quanto questi influenzano ciò che poi riesci concretamente a fare.
Quando il problema riguarda più ampiamente il valore che attribuisci a te stesso, possiamo approfondire il lavoro sull’autostima.
Le abilità sociali si possono allenare anche se oggi ti senti fuori posto
Le abilità sociali non servono a trasformarti nella persona che entra in una stanza e conquista tutti.
Servono a muoverti con maggiore libertà nelle situazioni che per te contano.
Per una persona può significare riuscire a iniziare una conversazione. Per un’altra, prendere più iniziativa invece di aspettare sempre di essere coinvolta. Per un’altra ancora, imparare a conoscere persone nuove dopo anni trascorsi negli stessi ambienti.
Per questo non ci serve un generico allenamento alla socializzazione. Ti aiuterò ad allenarti proprio su ciò che oggi ti mette in difficoltà.
Non devi diventare estroverso: devi capire che cosa ti serve
Se sei una persona riservata, l’obiettivo non è trasformarti in quella che parla con tutti alla festa.
Magari vorresti semplicemente riuscire ad avvicinarti a due persone senza passare tutta la serata aspettando che siano loro a farlo.
È un obiettivo completamente diverso.
Se invece questa difficoltà ti accompagna in molte situazioni sociali, può essere utile capire se entra in gioco anche la timidezza.
Lavorare sulle abilità sociali significa partire dalla persona che sei e dalle relazioni che desideri, non da un modello ideale di persona socievole.
Ti aiuterò ad allenarti proprio nei passaggi che oggi ti mettono in difficoltà, fino a riuscire a gestirli con maggiore autonomia.
Sentirsi fuori posto: situazioni diverse richiedono un lavoro diverso
| Se ti succede questo | Potrebbe essere utile capire | Su cosa possiamo lavorare |
| Non sai come inserirti in ambienti nuovi | Se alcune abilità sociali sono poco allenate | Competenze utili nelle situazioni che vuoi vivere |
| Sai cosa vorresti fare ma ti blocchi | Che ruolo hanno giudizio e insicurezza | Cosa ti impedisce di usare capacità che possiedi già |
| Ti senti “meno” delle persone che frequenti | Come confronti te stesso con gli altri | Come questo confronto influenza il tuo comportamento |
| La tua vita è cambiata e devi ricominciare a socializzare | Quali vecchi riferimenti non funzionano più | Nuove modalità per rimetterti gradualmente in gioco |
Sentirti fuori posto può portarti ad allontanarti dagli altri
Quando stare in certi ambienti diventa faticoso, può venirti spontaneo evitarli.
Rifiuti una cena perché “tanto non saprei con chi parlare”. Non ti iscrivi a quel corso che ti interessava perché immagini di trovarti in mezzo a persone diverse da te. Dopo un cambiamento importante continui a frequentare soltanto i pochi contesti che conosci, perché ricominciare sembra troppo complicato.
Il problema è che così hai sempre meno occasioni per capire se quella sensazione corrisponde davvero a ciò che accade e per sperimentare modi diversi di stare con gli altri.
E può succedere che, dopo aver evitato a lungo certe situazioni, tornarci diventi sempre più difficile. Se al pensiero di incontrare persone, parlare o esporti cominci a provare una forte ansia e questa ti porta a rinunciare a situazioni che vorresti vivere, può essere utile capire meglio che cosa succede nell’ansia sociale.
Questo non significa che tu debba costringerti a frequentare qualsiasi ambiente. Possiamo invece capire quali situazioni desideri realmente vivere e che cosa oggi ti impedisce di farlo, per lavorare proprio su quello.
Se invece la difficoltà non riguarda tanto l’entrare in un ambiente, ma il fatto che conosci persone e poi non riesci a trasformare quelle conoscenze in rapporti, il problema è diverso: lo approfondisco nell’articolo su come creare relazioni e far crescere una conoscenza.
Cosa possiamo fare insieme se ti senti fuori posto con le persone
Dire “devo essere più sicuro” o “devo socializzare di più” serve a poco se non abbiamo capito che cosa ti mette realmente in difficoltà.
Partiamo da quello che ti succede davvero e osserviamo dove ti fermi e perché.
Potremmo scoprire che alcune abilità sociali hanno bisogno di essere allenate. Oppure che sai perfettamente cosa fare, ma ti blocchi quando ti senti meno all’altezza. O ancora che, dopo anni trascorsi negli stessi ambienti, devi imparare a rimetterti in gioco in una fase nuova della tua vita.
Da lì costruiamo un lavoro mirato: non per trasformarti in una persona diversa, ma per permetterti di avere più possibilità di scelta nelle situazioni che vuoi vivere.
Capire è il primo passo, poi bisogna provare qualcosa di diverso
Capire dove ti blocchi e che cosa succede in quel momento è il primo passo. Poi bisogna portare questa comprensione nella vita reale.
Una volta individuato il passaggio specifico che ti blocca, possiamo capire che cosa ti serve: allenare una competenza, sperimentare un comportamento diverso oppure imparare a leggere con maggiore precisione quello che sta accadendo nella situazione.
Poi osserviamo che cosa succede quando provi a farlo davvero e, se serve, aggiustiamo il tiro.
L’obiettivo è che, con il tempo, tu sappia riconoscere queste situazioni e gestirle senza avere bisogno di me.
Lo chiarisco fin dal primo colloquio conoscitivo, e spesso sorprende chi me lo sente dire: il tuo obiettivo è liberarti di me il prima possibile.
Mi sento fuori posto con le persone: come posso smettere di sentirmi così?
Non esiste una soluzione uguale per tutti. Il primo passo è capire che cosa cambia proprio nelle situazioni in cui inizi a sentirti fuori posto e lavorare su ciò che ti impedisce di viverle come vorresti.
Il punto non è diventare più socievole. È riuscire a stare con gli altri senza sentirti continuamente nel posto sbagliato.
Il primo colloquio conoscitivo gratuito
Il primo colloquio dura circa 15–20 minuti e si svolge online.
Ti permette di conoscermi, raccontarmi brevemente ciò che stai vivendo e che cosa vorresti cambiare. Potremo capire se e come posso esserti utile in un eventuale lavoro successivo.
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Dott.ssa Patrizia Marzola, Psicologa e Neuropsicologa del Benessere®, iscrizione Albo Emilia-Romagna n. 3524. Riceve nel suo studio a Fidenza e tramite consulenze online.




