IL CAMBIAMENTO
LA FORZA E IL CORAGGIO DI CHIEDERE AIUTO

Ora hai bisogno di aiuto. Per te questo primo passo rappresenta il primo importante raggio di sole. Chiedere aiuto non è da deboli ma è simbolo di forza con il quale dimostri a te stesso che la tua convinzione di cambiare per star bene c’è, esiste ed è forte.

Un altro elemento fondamentale nella ripresa psicologica è la motivazione.
La motivazione è ciò che ti consente di individuare e perseguire una determinata strategia nel processo che ti conduce al cambiamento.
Ciò significa che quanto più la motivazione è forte, tanto è maggiore la possibilità di aderire effettivamente ad un piano d’azione.

Come si attiva il processo di cambiamento in noi esseri umani?

Non è un compito facile creare la motivazione necessaria al processo di ripresa, poiché, prima di iniziare qualsiasi cambiamento, dobbiamo esser pronti a rinunciare a tutti i benefici che ci provengono dalla situazione attuale.

Siamo fortemente incentivati a cambiare quando ci rendiamo conto che il dolore è talmente forte che ci ha fatto perdere delle “cose intorno a noi”.

C’è chi perde il lavoro, gli amici, la relazione sentimentale, la libertà (se pensiamo alle forme d’ansia ci sono persone non escono da casa da anni).

I fattori che possono dunque influire sulla motivazione sono:

  • Incentivi, come questioni di importanza sostanziale, (ad es.: salvare una relazione, proteggere i figli, ecc.);
  • Quantità di impegno psicologico e fisico richiesto, (ad es.: se per andare in psicoterapia dobbiamo percorrere grandi distanze, trovare una sistemazione per i figli o altro, ci sentiremo meno motivati);
  • Previsioni personali sul risultato delle nostre azioni, (ad es.: se ci aspettiamo che i risultati positivi superino quelli negativi, tenderemo ad essere più stimolati a lavorare per riprenderci);
  • Quanto chiediamo a noi stessi: se chiediamo troppo, è facile demoralizzarsi e rinunciare, se chiediamo troppo poco è facile non vedere progressi e abbandonare;
  • Convinzioni, ( ad es.: credere di non meritare una vita senza ansia, o rimanere attaccati a comportamenti autopunitivi, compiendo azioni che ci fanno sentire in colpa). Una frequente convinzione è che ci sia troppo lavoro da fare per raggiungere l’obiettivo e quindi, scoraggiarsi.
  • La chiave della motivazione è l’autoefficacia ovvero la prospettiva di affrontare con successo il compito che ci accingiamo ad intraprendere:
    se crediamo di non poter riuscire in qualcosa, non c’è speranza di raggiungere l’obiettivo sperato e, senza la speranza, non c’è impegno, di conseguenza non potrà avvenire il cambiamento.
    Se, diversamente, pensiamo di avere le capacità per perseguire con successo la nostra meta, sentiremo la speranza e ci impegneremo, quindi raggiungeremo lo scopo.

E il cambiamento avviene.

Certo, il percorso per arrivare a questo obiettivo può essere faticoso, con ostacoli da superare, ma le tecniche che si apprendono in psicoterapia ti aiutano a provare e riprovare senza perdere la speranza.

La forza dei pregiudizi: Come ostacolano il cambiamento

Abbattere i pregiudizi sociali

I pregiudizi sono convinzioni stagnanti, da chi non vive o non ha vissuto determinate esperienze, da coloro i quali parlano per sentito dire, senza conoscere davvero quella determinata situazione.

E questi pregiudizi confinano le persone nella loro rete di ignoranza (intesa come il non sapere). Sono persone che rifiutano nuovi punti di vista.

Il pregiudizio si abbatte anche mettendo in atto una comunicazione assertiva, che ti permette di liberare la tua libertà di espressione. Questo stile lo puoi imparare grazie alla comunicazione efficace.

Ma vuoi davvero permettere a questi pregiudizi di impedirti di stare finalmente bene?
Di essere libero dalla tua sofferenza?
Quali sono i pregiudizi che ostacolano il cambiamento?

  • Non si cambia;
  • Io non vado dallo psicologo perché non sono matto;
  • Io non credo nella psicologia
  • La psicoterapia non porta al cambiamento
  • Pregiudizi sull’ansia e sui disturbi dell’umore
  • Non posso parlare di ansia, mi prenderebbero in giro perchè nessuno può capirmi;
  • La depressione mi ha tolto la voglia di vivere, ma in casa non mi ascoltano, non vogliono vedere il mio problema.
  • Pregiudizi sulle forme dei problemi

Da molti, il disturbo psicosomatico non viene riconosciuto come tale.

Così, ad esempio lo stress, può non essere visto come una concausa dei problemi di salute dell’organismo.
Anche per chi soffre di disturbi d’ansia non ha vita facile nel fare capire alle persone vicine cosa significa, perchè, per chi non soffre di ansia o di attacco di panico, non conosce la natura dell’ansia, ne quindi capisce la sofferenza per chi ne soffre.

In quanto psicologa ne sento dire di cotte e di crude! Io ho imparato a rispondere attraverso le evidenze scientifiche. Per questo motivo ho costruito questo sito riportando le ricerche svolte nel campo.
Ho raccontato esempi , spiegando cosa stimola il cambiamento e cosa, invece, lo ostacola.

La psicologia non è una religione, non è una fede nella quale bisogna credere.

La psicologia è La Scienza che Studia il Comportamento Umano. Che è un dato oggettivo perché è osservabile da tutti.

Rispetta te stesso. Hai il diritto di stare bene.

E’ questo il tuo obiettivo. Per risolvere i problemi il primo passo è quello di riconoscere che esiste un problema. Una volta fatta questa ammissione con se stessi, il primo passo, quello più importante è stato fatto. Dopodiché si cerca aiuto. Chiedere aiuto è l’altro secondo passo che ti ha già portato ad oltre metà strada. Perchè dentro di te è già scattata la scintilla che ha accesso la motivazione, cioè la voglia di cambiare.

E il cambiamento avviene.

Certo, il percorso per arrivare a questo obiettivo può essere faticoso, con ostacoli da superare, ma le tecniche che si apprendono in psicoterapia ti aiutano a provare e riprovare senza perdere la speranza.

Il ruolo di Autostima e Motivazione nel cambiamento

Problemi d’ansia e dell’umore (esempio la depressione) vanno a braccetto con sentimenti di bassa autostima. Si evince così che, lavorando sull’autostima sia possibile, di pari passo, lavorare sui disturbi d’ansia e dell’umore, perché autostima significa ri-dare e ri-attribuire il valore a noi stessi, in termini di autoefficacia personale. Ruolo dell’Ansia, Stress e Autostima.

L’autoefficacia è un concetto importantissimo, che sta alla base della nostra autostima, questa parola significa “So di poter fare”. Ed è il propulsore alla nostra motivazione, importante energia che guida le nostre azioni quotidiane.

Più autoefficacia = più autostima = più forza e sicurezza in noi stessi = LIBERI dalla paura del pregiudizio e dal giudizio
degli altri e di se stessi.

RICORDA IL GIUDIZIO PIÙ SEVERO RISIEDE IN TE STESSO

Un attento lettore, che sta lavorando sulla sua autostima, ha fatto una domanda molto interessante:
“Come allenarsi per combattere i pensieri negativi, automatici, che spesso arrivano proprio al mattino, quando, appena svegli, siamo ancora a letto, cercando di trovare la forza e l’energia per alzarsi?”

Intanto definiamo cosa significa “pensiero irrazionale”: si tratta di pensieri che non sono oggettivi, in quanto dettati da diversi fattori soggettivi, quali ad esempio, condizionamenti, esperienze personali, modi di parlare a sé stessi, pregiudizi sociali.

Quindi, per abbatterli è necessario un allenamento che riguarda la loro trasformazione. Oltre alla messa in pratica degli esercizi che consiglio in terapia, si possono seguire anche altri suggerimenti utili per allenarsi.

Al mattino, appena svegli può essere più facile lasciare andare la mente a questi pensieri negativi di pesantezza e spossatezza, per diversi motivi.

Ad esempio: se si deve fronteggiare una giornata particolarmente impegnativa, oppure al contrario, la giornata sembra vuota perché priva di impegni, o ancora, l’incontro di possibili persone può metterci a disagio.

Insomma, è nella nostra natura umana lasciarci trascinare da questi pensieri distruttivi. Sta a noi arginarli. Come?
Il mio suggerimento è questo: Bloccarli, pensando ai “fatti”

I FATTI, rappresentano le nostre AZIONI, quelle che ci hanno aiutato, e che ci aiutano a ritrovare le nostre risorse personali.
Impara a premiare te stesso riconoscendo ogni cosa che fai.
Come adesso, se stai leggendo questo articolo è perché hai deciso di fare qualcosa per te stesso.
Bene. Di a te stesso “Bravo”. In questo modo inizi a nutrire la tu autostima.

Mi piace pensare all’autostima come ad un dolce animaletto che per crescere deve essere nutrito e accudito. Proprio come un cucciolo, da piccolo deve essere nutrito e accudito dai genitori e dagli adulti di riferimento con il quale sta crescendo, ma da adulto deve essere lui stesso a trovare le “forme” per il suo sostentamento.

E’ così anche per noi. Da piccoli, sono tutte le figure che gravitano intorno a noi a nutrire l’autostima, ma da grandi dobbiamo essere noi a prendercene cura. Come? Riconoscendo appunto a noi stessi il valore delle cose che facciamo. Che siano grandi o piccole, non importa. Perché non esistono successi grandi o piccoli. Un successo è un successo. Punto. Quindi dobbiamo riconoscerlo a noi stessi. Questo non significa andare i giro con le fanfare a gridare quanto sono stato super bravo! Ma significa dirlo a noi stessi.

Prova a penare all’ultima volta che tu, da solo, hai fatto a te stesso un complimento?
L’ultima volta che ti sei detto: “Ma quanto sono stato bravo”?

Sai perfettamente che è più facile credere ad una critica che ad un complimento. Vero? Questo accade perché temiamo sempre di essere visti con una luce migliore, di quanto in realtà ci percepiamo noi stessi.

Allora, allenati rispondendo al complimento con un sentito e sincero “Grazie” accompagnato da un un limpido sorriso. Vedrai che effetto meraviglioso avrà su te stesso!

VUOI FARE UN ESPERIMENTO?

Sempre al mattino.

Volgere il pensiero verso un punto di vista positivo. Ad esempio: “Si, oggi è una giornata impegnativa, vero. Ma io ho tutte le capacità per gestirla ed affrontarla”.

Azione. Alzarti dal letto. Vai di fronte allo specchio, obbliga te stesso a sorridere, io suggerisco di farsi delle boccacce.
Si hai capito bene, boccacce/smorfie, perché ti obbligano a sorridere.
È stato dimostrato dal punto di vista scientifico che il sorriso, il buon umore, hanno effetto positivo sul nostro cervello (producono endorfine, ed aumenta l’efficacia del sistema immunitario) e ci fa sentire inevitabilmente meglio.

Il punto è quello di cambiare ed abituarci a parlare a noi stessi con una nuova modalità, attraverso un costante impegno ed allenamento.
Prova per credere: il risultato è immediato.

Tecniche e Strumenti: Rilassamento Muscolare Progressivo contro le tensioni

Si tratta di una distensione che avviene per gradi: si rilassano uno dopo l’altro i vari gruppi muscolari, raggiungendo così uno stato di calma sempre più profondo. Ciò permette di avere un reale controllo sulle tensioni. S’insegna al corpo la risposta automatica di rilassamento. Sia nei disturbi di ansia sia in quelli legati allo stress una componente fondamentale è l’aumento della tensione dei muscoli in risposata alle situazioni creano ansia e stress. Leggi l’articolo completo

Se vuoi imparare la tecnica puoi partecipare al Corso di Rilassamento Muscolare individuale o di gruppo. Vieni a vederlo.

Strumento BioFeedback  per il trattamento di ansia, stress e altri disturbi

Il BioFeedback può essere definito come la tecnica che utilizza una strumentazione, in genere elettronica, per indicare all’individuo alcuni dei suoi eventi fisiologici interni, normali o anormali, sotto forma di segnali visivi o acustici, allo scopo di addestrarlo a controllare tali eventi, altrimenti involontari o non percepibili, mediante il controllo dei segnali che gli vengono presentati. Questa tecnica fa si che il controllo volontario dell’individuo chiuda un circuito aperto di feedbcak: da qui il termine artificioso biofeedback. Il soggetto può così modificare in modo volontario quei segnali che di norma sono al di fuori della consapevolezza e dell’intenzione volontaria.