Ma insomma, come si fa a capire le persone difficili? Eh, bella domanda, che a volte, sembra quasi uno sport olimpico, se ci penso.
Immagina: sei a una riunione, o magari semplicemente in fila al supermarket. Ti trovi davanti qualcuno che, non si sa come, riesce a farti venire voglia di imparare yoga solo per non sbattere la testa contro il muro. E la difficoltà, che cos’è? Per me, spesso, è quell’attimo in cui mi ritrovo a pensare: “Ma davvero ha detto così?!”
- A volte è un tratto caratteriale che proprio non digerisco, tipo quell’arroganza che spunta fuori quando meno te l’aspetti.
- Altre volte, è il modo in cui una persona usa le parole: taglienti come lame, oppure talmente vaghe da farti sentire in un labirinto.
- Il tono di voce. Perché una voce monocorde può appesantire anche il discorso più allegro, oppure una voce troppo alta sembra fatta apposta per svegliare pure il vicino di casa.
👉 Prima di capire come gestire persone difficili, c’è un passaggio che molti saltano: osservare cosa sta succedendo davvero nella relazione.
Se non capisci non reagisci
Ecco, se non capisco che cosa mi mette in difficoltà, finisco per rispondere a casaccio. Una volta, ad esempio, ho reagito impulsivamente con un collega; risultato? Ho alimentato più tensione che altro. Non è stato proprio un successo, diciamo. Quindi, la cosa migliore sarebbe fermarsi e chiedersi: “Ma che cos’è davvero che mi dà fastidio?”
Fermati: osserva e ascolta
Dunque, e qui viene il bello, la chiave per capire le persone difficili sta nell’osservare.
Basta poco: fermati, ascolta, magari respira pure profondamente (che non fa mai male). Quella pausa, mi ha aiutato più volte a non buttarmi a capofitto nelle risposte automatiche. Perché quando parte l’emozione, diciamolo, si rischia di fare la figura del barista che serve il caffè al contrario: ci si adatta, ci si giustifica, oppure si litiga su questioni che, col senno di poi, erano davvero inutili.
Se tornassi indietro (e sì, ormai il passato è passato), proverei a rallentare, a osservare di più e a capire che, in fondo, tutti abbiamo le nostre stranezze. Perché, alla fine, capire le persone difficili non è solo una questione di strategia: è un esercizio di pazienza, ironia e, a volte, di puro spirito di sopravvivenza.
Molte persone difficili rientrano nei comportamenti tipici delle persone arroganti e prepotenti.
👉 Se vuoi riconoscerle meglio, puoi approfondire qui:
🔗 Persone arroganti e prepotenti: perché ti fanno sentire sempre la parte debole
Il problema non è solo la persona difficile.
È quando devi averci a che fare tutti i giorni, soprattutto sul lavoro.
👉 Ed è lì che iniziano i veri problemi.
Se vuoi capire cosa sta succedendo davvero, parti da qui:
🔗 Problemi sul lavoro: quando non è il lavoro a stancarti, ma le persone
Cosa ti serve prima di reagire alle persone difficili
Queste abilità non servono solo per reagire meglio,
ma sono la base per capire cosa succede prima ancora di pensare a come gestire persone difficili.
- Ascolto e osservazione: del contesto e del tuo interlocutore
- Avere bene in testa il tuo obiettivo comunicativo
- Saper utilizzare le strategie della comunicazione efficace
Si, certo lo so, ora tu dirai ma come faccio? È vero serve prima capire come e cosa fare e poi allenarsi a farlo.
Ciò che farai con me è proprio questo:
- capisco
- imparo
- applico
Grazie a questo allenamento pratico riesci a capire come gestire persone arroganti o aggressive.
Questi articoli possono aiutarti ad allenarti:
Chi sono davvero le persone difficili
Le persone difficili non sono sempre aggressive o esplicitamente conflittuali.
Spesso sono persone che:
- spostano la responsabilità sugli altri
- mettono pressione senza esporsi
- destabilizzano con ambiguità
- usano il silenzio, la svalutazione o il controllo
- semplicemente si sentono loro fuori posto con le persone e questo le chiude
👉 problemi relazionali
👉 come capire le persone per non subirle: cosa significa davvero nella vita quotidiana
Perché reagire subito peggiora la relazione
Reagire di impulso dà all’altra persona informazioni su di te:
- dove sei vulnerabile
- cosa temi
- fino a dove può spingersi
E ti assicuro che le persone arroganti ed aggressive sapranno utilizzare benissimo queste tue vulnerabilità e sai perché? Perché è proprio una loro abilità. È la loro strategia di sopravvivenza.
Loro schiacciano gli altri, ne traggono vantaggio per i propri scopi.
Quindi, se abbocchi alle loro provocazioni, li fai giocare in un terreno per loro, comodo e conosciuto nel quale tu non hai nessuna esperienza. Ecco perché reagendo d’impulso non ottieni niente ma, non fai altro che, dare all’altro maggiore strumenti per schiacciarti
Quando la reazione diventa adattamento
Sai quella volta in cui, a una cena di lavoro, qualcuno ti ha fatto una battuta un po’ acida e tu, quasi senza pensarci, hai iniziato a spiegare, precisare, giustificare pure il colore dei calzini che indossavi?
Eh già, ci sono cascato anche io, e mica solo una volta. Succede, lo sai?
Si comincia a parlare, a chiarire ogni dettaglio, e ci si ritrova che ormai l’altro ha in mano il telecomando della conversazione.
Stai cedendo terreno relazionale, come quando giochi a Risiko e ti scordi che l’Australia non va mai lasciata scoperta! La paura del confronto fa più danni di una dieta iniziata a marzo e mollata a Pasqua.
Io oggi, quando sento che mi sto spiegando troppo, tipo venditore di aspirapolveri porta a porta, (con tutto il rispetto per i venditori) mi fermo e mordo la lingua.
Anzi, respiro e penso: “Davvero devo giustificarmi o posso lasciar correre, magari con una battuta?”.
Cosa osservare prima di reagire alle persone difficili
Una volta, avevo un collega che sembrava uscito da un manuale di “Come complicare le relazioni 101”. Ogni volta che parlavo, lui decideva senza mai prendersi una responsabilità. E, da manuale, scaricava tutto su di me — come se io fossi il parafulmine del progetto.
Ho imparato che, se vuoi davvero capire le persone difficili, devi osservare. Occhio, non è il classico “segui l’istinto” da film americano. No, qui serve pazienza, tipo guardare crescere un bonsai… o aspettare che il treno arrivi in orario!
Si, esatto, ci vuole pazienza!
1. Come gestiscono il potere
- Decidono senza esporsi? Questa ex collega era un maga: lanciava ordini e poi puff, spariva!
- Ribaltano le responsabilità? Oh sì, come quando io dimentico l’ombrello e do la colpa al meteo.
- Ti mettono sulla difensiva? Quante volte ho iniziato a sudare solo perché mi sentivo sotto esame. E mi saliva un nervoso!
2. Come reagiscono ai confini
- Rispettano i limiti? Una volta ho detto: “Oggi non posso ricevere mail dopo le 18”, e indovina? Alle 18:01, plin, email!
- Insistono? Ti mandano il promemoria, il messaggio, il piccione viaggiatore — tutto pur di avere ragione.
- Svalutano quando dici no? Ah, qui sono artisti, fanno sembrare il tuo rifiuto una specie di insulto nazionale.
Ecco, oggi io mi sforzo di osservare prima di reagire. Non sempre ci riesco, eh. Ma almeno provo.
Se vuoi approfondire come reagire in queste situazioni, puoi partire da qui:
Insomma, come si dice: chi cerca trova… e a volte trova anche un po’ di pace!
Persone difficili sul lavoro: perché logorano anche i più competenti
Spesso le persone che aiuto, arrivano e mi raccontano questo:
“Io nel mio lavoro mi sento brava, sono affidabile, cerco di fare del mio meglio, ammetto gli errori e cerco di risolverli, sono gentile e rispettosa, ma ogni giorno tornava a casa svuotata.”
Dicono: “Sul lavoro mi sento sempre in difetto, mi manca la sicurezza, eppure non sbaglio quasi mai!”.
Quante volte l’ho pensato anch’io? Più sei bravo, più sembra che ti logorino. È un circolo vizioso: ti sforzi, dai il massimo, ma ti ritrovi svuotato come la moka dopo il caffè della domenica mattina.
- Sentirsi sempre in difetto, tipo quando dimentichi il compleanno della suocera (e non esiste scusa che tenga).
- Perdere sicurezza, anche se pochi mesi prima ti sentivi invincibile.
- Logorarsi pur essendo competente, perché, dai, chi non si è mai sentito inadeguato almeno una volta?
Col senno di poi, oggi lo dico a me stessa (e a te che leggi): non sempre siamo noi il problema. Spesso sono le relazioni mal gestite che ci sfiniscono più del lavoro stesso.
E quando gli attriti diventano stress, magari ti può aiutare leggere Stress lavoro correlato e relazioni: quando il problema non è il lavoro, ma le persone.
Ecco, ora io provo a proteggermi: metto confini, dico di no, anche se mi tremano le gambe. Meglio un “no” sincero che mille “sì” detti col magone.
Capire le persone difficili non significa giustificarle
Ti racconto una storia vera, una di quelle che ti fanno alzare gli occhi al cielo.
Un amico, dopo anni di silenzi subiti, decide di affrontare la famosa “persona difficile” della sua vita.
Le dice tutto, ma proprio tutto, senza filtri.
Risultato: si sente meglio, certo, ma capisce che capire l’altro non significa giustificarlo a prescindere.
Capire non vuol dire subire. È scegliere, ogni volta , come stare nella relazione.
Magari fermarsi prima di rispondere, respirare, prendere tempo.
Io, per esempio, tempo fa avrei reagito di pancia, di rabbia, magari per sentirsi a posto. Ora, se ci riesco, provo a stare in quella scomodità, senza dover per forza approvare o cercare l’approvazione.
L’autostima relazionale, quella roba lì che si costruisce passo dopo passo (e non si compra su una bancarella), è il vero asso nella manica.
L’autostima relazionale gioca un ruolo fondamentale anche nel modo in cui affronti le persone difficili.
Se vuoi approfondire questo aspetto, ne parlo meglio qui 👉 autostima e relazioni.
E ricorda: nessuno nasce imparato, ma tutti possiamo scegliere di non restare fermi dove non ci sentiamo più noi stessi.
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