Come spezzare le catene della dipendenza affettiva

Ecco come le catene della dipendenza affettiva possono distruggere la vita di una persona.

Una lettrice mi chiede aiuto per un amico.

“Come posso aiutare una persona che è completamente soggiogata da un’altra, dalla quale si lascia fare ogni genere di sopruso pur di non perderla?
Viene periodicamente abbandonato per punizione e questo lo fa cadere in uno stato di ansia profonda, insonnia, pensiero ossessivo. Non mangia più, non dorme, non vive più.
Tutto questo da 7 anni.
E quando crolla, ritorna strisciando scusandosi per le cose più assurde, pur di essere nuovamente accettato. E tutto ricomincia.
Mi ascolta quando cerco di farlo ragionare, ma in maniera asettica, appena l’altra persona schiocca le dita, tutto il lavoro fatto fino a quel momento crolla di colpo. Lo vedo consumarsi e distruggere la sua vita e non riesco a stare a guardare, ma non so come aiutarlo.”

La dipendenza affettiva rappresenta una prigione. Ma, per chi la vive, non la vede. Pensa che se il compagno o la compagna faccia così, è per colpa sua. Così si crede che adattandosi, modellandosi, cedendo, annullandosi lui o lei, possa capire che l’amore dato possa mettere tutto a posto.

Allora, si vive nell’illusione che il rapporto possa cambiare, che il partner possa, grazie all’aiuto dell’amore “rinsavire”. Ci si investe del ruolo di Salvatore. E a nulla servono le parole di amici e di persone care, che cercano di far prendere coscienza di questa relazione malata. Tutto questo è la dipendenza affettiva.

La persona è chiusa nelle catene della dipendenza affettiva ma non se ne rende conto. Mente a sé stessa. Si attribuisce colpe che non ha. Si attacca a speranze di cambiamento che non avverranno mai.

Le catene della dipendenza affettiva: Perché succede questo?

Un motivo è la paura. Come ad esempio:

  • Paura di non essere amati
  • Paura di non trovare nessuno
  • Paura di rimanere da soli
  • Paura di non meritare amore

Paura e dipendenza affettiva

⇒ Le paure nascono da convinzioni profonde. Legate a mancanze vissute, a brutte esperienze. E trovano radici profonde nell’insicurezza personale.

⇒ La mancanza di autostima può essere uno dei fattori chiave che portano allo sviluppo della dipendenza affettiva.

⇒ Legami affettivi poveri, che hanno creato la convinzione di non meritare amore.

⇒ L’aver vissuto storie di abbandono, possono portare a credere che l’amore sia una catena dove uno soffre e l’altro no. Dinamiche che portano a pensare che sia naturale e giusto che il partner sia egoista, non lo si vede come tale, perché lo si giustifica.

⇒ Si dice a sé stessi “è giusto che sia così, ho sbagliato io, pretendo troppo” dunque, se cambio, anche il rapporto cambia.

Spezzare le catene della dipendenza affettiva: come aiutare un amico o amica

Se stai leggendo questo articolo perché vuoi aiutare un amico o un’amica in difficoltà, e ti senti impotente, ecco come puoi provare ad aiutarlo.

Attraverso un dialogo motivazionale, il cui obiettivo è spingerlo all’azione. Un esempio potrebbe essere questo:

“Tu riesci a capire quanto stai male con lei (o lui), solo quando lei (o lui) fa il suo comodo. Poi vieni qui a piangere. Ora tu hai due possibilità: o prendere atto che hai bisogno di aiuto o continuare a fare la vittima di te stesso. Se decidi di voler stare bene, e di dare un senso alla tua vita, e di smettere di soffrire devi prendere il coraggio in mano e chiedere aiuto. Chiedere aiuto non è un segno di debolezza, ma di forza. È il modo attraverso il quale tu puoi riprendere in mano la tua vita. Hai solo bisogno di capire come fare.”

È importante cogliere quell’attimo di lucidità,  nel quale il dipendente affettivo è arrivato da te per chiederti aiuto.

Puoi anche invitarlo a leggere questi articoli, c’è la speranza che, vedendo descritte le dinamiche che lei (o lui) vive forse, può decidere di affrontare la situazione:

Come uscire dalla dipendenza affettiva

Purtroppo, la dipendenza affettiva non è facile da debellare, finché la persona che ne soffre non ne diventa consapevole non riesce a cambiare, tutto deve partire dalla consapevolezza del problema. Le persone che ne soffrono arrivano a chiedere aiuto proprio quando ne prendono consapevolezza.

Anche se il tuo amico (o amica) che soffre di dipendenza affettiva ti chiede aiuto, in quel momento ti ascolta, e ti da anche ragione, ammette e riconosce che la sua è una relazione non sana. Ma poi basta un cenno di riavvicinamento, come un semplice sms del partner, che lui (o lei) ci ricade subito.

Quindi, continua a stimolarlo in modo tale che prenda atto che può uscirne, ma ha bisogno di capire come fare, invitalo a riflettere sulla qualità della sua vita, su cosa vuole, fagli rispolverare i suoi sogni e i suoi obiettivi.

In questo modo, non poni l’attenzione sul partner, ma lo riporti alla realtà della sua vita.

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