Il mio rapporto di coppia è sbagliato

Trovare il partner giusto una ricerca che accompagna molte persone. Perché a volte succede che si continua a mantenere un rapporto con quella persona anche quando ci rendiamo conto che ci fa del male? Che non è quello giusto per noi?

Andando oltre i luoghi comuni, c’è una cosa molto importante da dire: i bisogni delle persone sono molto diversi tra loro, e cambiano anche a seconda del periodo che ognuno sta vivendo.

Così, può succedere che ci affezioniamo ad una persona perché in quel momento essa soddisfa un nostro specifico bisogno, e questo diventa un sollievo tale da farci perdere di vista la realtà. Questo porta ad innalzare su un piedistallo il/la partner che diventa per noi l’unico riferimento importante anche quando il suo comportamento nei nostri confronti non è dei migliori, ma ci fa stare male.

Quindi, potrebbe essere che quel partner, che tanto ci sembrava perfetto, si è trasformato in qualcosa di imperfetto per noi, ma in realtà, la persona che avevamo scelto, aveva già quelle determinate caratteristiche?

Il dolore della verità

Si, potrebbe essere. Quando viviamo un periodo negativo tendiamo ad affezionarci a qualcuno che crediamo soddisfi il nostro bisogno, quindi è come se avessimo un leggero velo rosa davanti agli occhi, che ci fa vedere solo ciò che volgiamo vedere, e ci nasconde ciò che non vogliamo vedere. È meno doloroso nascondere a noi stessi delle scomode verità piuttosto che affrontarle.

Oppure, potrebbe essere l’effetto della dipendenza affettiva. Come si fa a capire se siamo dei dipendenti affettivi?  Ci sono diversi tipi di dipendenza affettiva.

E come possiamo fare per togliere questo velo dagli occhi?

È una domanda difficile a cui rispondere perché dipende dalla nostra volontà di affrontare la realtà, spesso è meno doloroso nasconderci dietro alle nostre illusioni, ai nostri veli. Sono le nostre paure che ci bloccano, paure che derivano dal confronto con la nostra specifiche realtà e le aspettative della società, i soliti stereotipi: marito, moglie, fidanzati, genitori. Che possono rendere ancora più crudele la nostra realtà.

I passi per stare bene con noi stessi

Consapevolezza. Chiedi a te stesso di cosa hai bisogno. E fai un importante esame di realtà: cosa ho, ora? Rispetto a ciò di cui ho bisogno, va bene ciò che ho? Se la risposta è no, prova a pensare a cosa ti servirebbe per stare bene. In modo oggettivo. Prova a fare una lista. Poi cerca di capire cosa puoi cambiare? Sei tu? Sono le persone intorno a te?
Ma ricorda non è detto che, chi ti è vicino possa volerlo questo cambiamento, anzi è più probabile che ti giri a te la questione, dicendoti “No, sei tu quello sbagliato, sei tu che devi cambiare”.
Pertanto ti dimostra che non c’è la sua volontà di mettersi nei tuoi panni.

In un rapporto di coppia non c’è a propri un torto e una ragione, ma ci deve essere o scambio di modi di essere diversi, e il confronto dei rispettivi punti di vista. In una parola deve esistere l’empatia: la capacità di mettersi nei pani dell’altro. E soprattutto, in un sano rapporto di coppia, non deve mai mancare la possibilità di sentire di poter esser sé stessi, senza temere il giudizio dell’altro. Se questo timore del giudizio dell’altro esiste, allora forse c’è qualcosa che non va nel rapporto. È ora di prendere in mano la situazione e agire. Cosa aiuta a cambiare?

Ricordati: per stare bene con gli altri devi stare bene con te stesso. Corso di autostima e motivazione per ritrovare la carica

Patrizia Marzola
Psicologa – Fidenza