Ti interrompe mentre stai parlando. Decide per tutti. Svaluta quello che dici o usa un tono che sembra non ammettere repliche.
Tu magari sai perfettamente cosa vorresti rispondere. Eppure, inizi a scegliere le parole, aspetti il momento giusto, provi a spiegarti meglio oppure lasci perdere.
Poi la conversazione finisce e ti rimane addosso una domanda: “Com’è possibile che sia riuscito ancora una volta a mettermi sotto?”
Con le persone arroganti e prepotenti, il problema non è sempre trovare la risposta giusta. Prima serve capire che cosa succede tra voi. Perché è proprio da lì che puoi iniziare a cambiare il tuo modo di reagire e imparare a non subirle più.
Persone arroganti e prepotenti: cosa osservare prima di giudicarle
Quando qualcuno si comporta in modo arrogante, è facile cercare subito una spiegazione: è insicuro, è narcisista, vuole dominare, si sente superiore.
Ma queste sono interpretazioni. Prima vengono i fatti.
Una persona può interromperti continuamente, parlare come se la propria opinione fosse l’unica possibile, svalutare ciò che dici, decidere senza coinvolgerti o pretendere che sia sempre tu ad adattarti.
Osservare questi comportamenti è molto più utile che cercare immediatamente un’etichetta.
È uno dei principi da cui parto anche quando lavoro sulle relazioni e sulla comunicazione interpersonale: distinguere ciò che sta realmente accadendo da ciò che pensiamo significhi.
Arroganza, prepotenza e aggressività non sono la stessa cosa
Sono comportamenti che possono presentarsi insieme, ma non significano la stessa cosa.
| Comportamento | Che cosa puoi osservare | Che cosa NON puoi concludere automaticamente |
| Arroganza | Superiorità ostentata, svalutazione, scarsa considerazione dell’opinione altrui | Che la persona sia narcisista |
| Prepotenza | Imposizione, invasione dello spazio decisionale o comunicativo | Che la persona voglia sempre dominare gli altri |
| Aggressività | Attacco, ostilità, intimidazione verbale o comportamentale | Che ogni persona arrogante sia aggressiva |
Questa distinzione è importante perché capire chi hai davanti significa partire da ciò che fa, non attribuirgli automaticamente caratteristiche psicologiche che non puoi conoscere osservando un comportamento.
Perché le persone arroganti e prepotenti sembrano sempre più forti
Immagina una riunione. Inizi a esporre un’idea e un collega ti interrompe. Provi a riprendere il discorso, ma lui parla sopra di te. Alla terza volta pensi: “Lascia perdere, tanto è inutile.”
Alla fine, lui ha parlato più di te, ha orientato la discussione e tu sei rimasto con la sensazione di essere stato messo da parte.
Ma può succedere anche con un amico o un conoscente. Ogni volta che inizi a raccontare qualcosa, ti interrompe, parla sopra di te o riporta il discorso su quello che pensa lui. Provi due o tre volte a finire la frase, poi ti innervosisci e smetti di parlare.
In entrambi i casi, l’altra persona non ha necessariamente dimostrato di avere più ragione, più competenze o qualcosa di più interessante da dire.
Ha occupato più spazio nella relazione.
È qui che vale la pena cambiare domanda.
Non soltanto:
“Perché è così arrogante?”
Ma:
“Che cosa succede tra noi quando si comporta così?”
Avere spazio in una relazione comunicativa significa poter terminare una frase, esprimere un disaccordo, partecipare a una decisione o dire che qualcosa non va senza sentirti immediatamente costretto a difenderti.
Se l’altro interrompe, svaluta o impone continuamente il proprio punto di vista, questo spazio può iniziare a distribuirsi in modo diverso tra voi.
E dopo un po’ può succedere qualcosa di ancora più importante: inizi a modificare il tuo modo di comunicare ancora prima che l’altro reagisca.
Con le persone arroganti e prepotenti non conta solo quello che fanno loro
Pensa a un familiare che reagisce male ogni volta che non sei d’accordo.
All’inizio dici ciò che pensi. Dopo diverse discussioni, inizi ad aspettare il momento migliore. Poi scegli con attenzione le parole. Infine, alcune cose non le dici nemmeno più perché sai già come andrà a finire.
L’altra persona continua a comportarsi nello stesso modo, ma nel frattempo è cambiato anche il tuo modo di comunicare con lei.
Questo non significa che sei responsabile della sua prepotenza.
Significa che, per comprendere davvero ciò che sta accadendo, non basta osservare l’altro. Serve osservare anche come cambia la tua comunicazione quando inizi ad aspettarti già la sua reazione.
Cosa cambia in te quando inizi ad aspettarti la sua reazione
Potresti trattenerti, spiegarti troppo, preparare mentalmente quello che dirai oppure evitare alcuni argomenti.
A volte succede ancora prima che l’altro abbia fatto qualcosa.
È come entrare nella conversazione facendo già mezzo passo indietro.
E spesso non te ne accorgi, perché in quel momento ti sembra semplicemente il modo migliore per evitare l’ennesimo scontro.
Lo Spazio che si restringe: come nasce lo sbilanciamento con una persona prepotente
Chiamo questa dinamica Lo Spazio che si restringe.
Non descrive il carattere dell’altra persona. Descrive ciò che può accadere progressivamente tra voi.
- L’altro prende spazio.
Interrompe, impone, svaluta o decide il ritmo della conversazione. - Tu inizi ad anticiparlo.
Pensi a come reagirà e controlli maggiormente quello che dici. - Il tuo spazio si restringe.
Parli meno, ti spieghi troppo, rinunci ad alcuni argomenti oppure eviti il confronto. - Lo sbilanciamento aumenta.
L’altro continua a occupare quello spazio e tu ti senti sempre più messo sotto. - La volta successiva parti già più indietro.
Non reagisci soltanto a ciò che sta accadendo adesso, ma anche a ciò che hai imparato ad aspettarti.
È così che una singola situazione può trasformarsi, nel tempo, in una posizione che tende a ripetersi.
Persone arroganti e prepotenti: perché la risposta giusta da sola non basta
Quando ti senti messo sotto, cercare una frase efficace è comprensibile.
Ma c’è una differenza tra sapere cosa dire e riuscire a scegliere cosa fare mentre sei dentro quella relazione.
Puoi conoscere una risposta perfetta e bloccarti comunque. Oppure usarla in una situazione nella quale sarebbe stato più utile non entrare nello scontro.
Per questo, prima della risposta, viene la comprensione della situazione.
Se il tuo problema specifico è che non sai come rispondere a una persona arrogante, puoi approfondire proprio questo aspetto.
Rispondere, zittire o affrontare: sono problemi diversi
A volte vuoi zittire una persona arrogante perché ti senti continuamente svalutato.
Altre volte il problema nasce quando qualcuno alza la voce oppure ti mette alla prova attraverso continue provocazioni.
Sembrano situazioni simili, ma non richiedono necessariamente la stessa risposta.
È per questo che non credo nelle frasi universali da usare con tutte le persone difficili: prima bisogna capire che cosa sta accadendo in quella specifica relazione.
Come smettere di subire le persone arroganti senza cercare di cambiarle
L’obiettivo non è convincere una persona arrogante a diventare diversa. E non è nemmeno trasformarti nella persona più dura della stanza.
Il punto è recuperare possibilità di scelta.
Se lavoriamo insieme, partiamo da situazioni concrete: un collega che ti interrompe, un familiare che decide per te, un amico davanti al quale finisci sempre per giustificarti.
Guardiamo che cosa fa l’altro, che cosa succede a te e in quale momento lo spazio nella comunicazione comincia a restringersi.
Da lì possiamo capire come si crea e si ripete quello sbilanciamento e iniziare ad allenare modi diversi di affrontarlo.
Non per imparare una risposta a memoria, ma perché tu possa riconoscere situazioni diverse e scegliere come comportarti in base alla persona che hai davanti, al contesto e a ciò che vuoi ottenere in quel momento. È proprio questa possibilità di scelta che sta alla base della comunicazione assertiva.
Cosa possiamo osservare insieme quando una persona ti mette sempre sotto
Se con una persona riesci a parlare liberamente e con un’altra ti senti immediatamente in difetto, questa differenza è già un’informazione importante.
Se decidiamo di lavorare insieme, non cercheremo di renderti più duro o aggressivo. Lavoreremo perché tu possa riconoscere prima queste dinamiche e imparare a gestire le persone arroganti e prepotenti senza arretrare automaticamente davanti al loro modo di fare.
Non possiamo cambiare il comportamento degli altri. Possiamo però allenare il tuo modo di reagire, perché tu abbia più libertà di scegliere cosa fare invece di ritrovarti ogni volta nella stessa posizione.
L’obiettivo è che, con il tempo, tu sappia riconoscere queste situazioni e gestirle senza avere bisogno di me.
Lo chiarisco fin dal primo colloquio conoscitivo, e spesso sorprende chi me lo sente dire: il tuo obiettivo è liberarti di me il prima possibile.
Una persona arrogante è necessariamente narcisista?
No. Un comportamento arrogante o prepotente non permette, da solo, di stabilire che una persona abbia un disturbo narcisistico di personalità.
Puoi osservare come si comporta con te, quanto spesso accade, in quali situazioni e quali effetti produce nella relazione. Una diagnosi richiede invece una valutazione professionale e non può essere ricavata da un singolo atteggiamento.
Quando un comportamento arrogante o prepotente diventa ricorrente?
Un singolo episodio non basta per capire come una persona si comporta abitualmente. È importante osservare la frequenza e la ripetizione del comportamento.
Se interrompe, svaluta, impone il proprio punto di vista o reagisce in modo aggressivo con persone diverse, in situazioni diverse e in contesti diversi, non stai più osservando soltanto una reazione legata a una particolare relazione.
Stai osservando un modo di comportarsi che tende a ripetersi.
Per questo, quando cerchi di capire chi hai davanti, non guardare soltanto cosa ha fatto quella volta: osserva quanto spesso accade, con chi accade e in quali contesti.
Se con una persona arrogante senti di perdere sempre terreno
Ti accade con tutti o soltanto con alcune persone? Riesci a farti valere con un collega, ma ti blocchi davanti a un familiare? Ti trattieni perché temi lo scontro oppure perché per te è importante non compromettere quella relazione?
Sono situazioni diverse e non possono avere tutte la stessa risposta.
Possiamo partire proprio da queste differenze per capire come comunichi, come reagisci alla persona che hai davanti e quale significato ha per te quella relazione. Da lì possiamo lavorare perché tu impari a gestirla diversamente, senza cercare di cambiare l’altro.
Il primo colloquio conoscitivo gratuito
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Serve per conoscerci, raccontarmi brevemente ciò che stai vivendo e comprendere in linea generale la situazione. Possiamo individuare una prima direzione e capire se posso esserti d’aiuto e come potremmo lavorare insieme.
Non è una seduta psicologica completa e non serve a risolvere il problema in 15 minuti.
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Dott.ssa Patrizia Marzola, Psicologa e Neuropsicologa del Benessere®, iscrizione Albo Emilia-Romagna n. 3524. Riceve nel suo studio a Fidenza e tramite consulenze online.




