Affrontare la perdita

Affrontare il lutto per ricominciare a vivere dopo la perdita di una persona cara. Anche a me è capitato ed è un dolore che si trasforma nel tempo.
Io ad esempio, ho imparato a combatterlo obbligandomi a ricordare episodi belli, a me cari, questo è diventato un rituale che mi permette di non farmi sopraffare dal senso di vuoto della perdita.

Il nostro atteggiamento verso la morte

Vero, ci sentiamo impotenti difronte alla morte. E ci chiediamo come sia possibile affrontare il lutto per ricominciare a vivere  L’intensità delle reazioni legate al lutto dipende dalle circostanze del decesso e dal tipo di rapporto che si aveva con la persona scomparsa. Di conseguenza anche l’elaborazione del lutto, ne è condizionato.

Ad esempio, se il decesso è avvenuto per conseguenza di una lunga malattia, per il sopravvissuto vedere che il nostro caro non soffre più può essere una sorta di sollievo, certo non attenua il dolore della perdita, ma può aiutare a farsene una ragione.

Ognuno di noi ha le sue strategie per affrontare i momenti difficili della vita, ma credo che nessuno di noi possa prepararsi alla perdita, ecco perché fondamentale, per affrontare il lutto concentrarsi sul presente.

Io sostengo che affrontare il lutto non è dimenticarsi del dolore della perdita che la persona cara ha determinato, ma significa aiutarsi mediante diverse strategie (ora vediamo quali) per ritrovare sé stessi e andare avanti con la vita.

Il processo del lutto richiede fattori importanti che vanno affrontati.

Ecco le variabili coinvolte nell’affrontare il lutto per ricominciare a vivere:

Il tempo. Non bisogna subirlo. Il dolore ci porta a chiuderci in noi stessi, anche fisicamente. Non usciamo più, tagliamo i rapporti con l’esterno. Ebbene, per quanta fatica ci costi dobbiamo invece alimentare le attività sociali. Questo è legato alla motivazione e all’atteggiamento mentale. È necessario riscoprire e riattivare scopi, obiettivi che rispondano ai nuovi bisogni. In questo modo, piano piano si riaccende la luce della speranza.

Dare spazio ai rituali e concedere a sé stessi le adeguate manifestazioni esterne.
Si può reagire in due modi: negare il dolore, o, annegare nel dolore. Diamo invece spazio al dolore in modo costruttivo per noi. Come? Condividiamo ciò che proviamo, apriamoci con noi stessi e con gli altri. Ovviamente il dolore della perdita ci porta a solo a penare che la persona cara non c’è più. E questo ci fa dimenticare di ricordare i momenti belli, cose divertenti fatte insieme. Questo può sembrare che aumenti il dolore della perdita, in realtà parlare e condividere con gli alti questi aspetti ci aiuta a ricostruire un senso alla nostra perdita. Esempi di rituali sono: andare al cimitero, prendere un oggetto del defunto e abbandonarsi al suo ricordo, andare nella sua camera.

Processi psicologici che vanno attivati e sostenuti, grazie alle risorse personali. Questo aspetto è collegato ai primi due punti. Perché più attiviamo le risorse personali (autostima e motivazione, senso di autoefficacia personale). Esprimere tutti i sentimenti che bloccano la ripresa (come ad esempio la paura). Impegnarsi nelle diverse attività e trovarne di nuove (interessi, hobby, sport) permettono di adattarsi alla nuova vita. Lasciamoci coinvolgere dalle nuove relazioni o nuovi progetti. Una signora ad esempio l’ho coinvolta nell’associazione di volontariato, questo le ha dato nuova linfa vitale.

Ma con chi condividere?

Affrontare il lutto per ricominciare a vivere grazie ai gruppi mutuo aiuto per affrontare il lutto. Il gruppo di sostegno diventa la giusta rete che ci permette di avere uno spazio di condivisione, qui è possibile esprimere sé stessi, senza la paura del giudizio, senza temere di sentire le proprie emozioni non capite.