L’errore del cliché nel rapporto di coppia

La coppia: matrimonio o convivenza. Quando una coppia si sente tale? Da cosa dipende la scelta?
Quando la coppia si forma, dopo qualche tempo sente il bisogno di fare un passo in più, e la scelta verte tra due opzioni: il matrimonio o la convivenza. Spesso questa decisione è veicolata dalla presenza o meno di figli.

Perché spaventa il matrimonio?

Il matrimonio può essere descritto come “una catena”, “un vincolo”, “un salto nel buio”,” una limitazione alla libertà personale”, una persona mi ha scritto: “ Ho paura del virus da matrimonio, di quella gabbietta mentale in cui sia la donna che l’uomo pare si sentano addosso dopo avere detto il SI”.

Per forza poi spaventa, se viene così definito, chi ha voglia di sposarsi?
Inoltre è impressionante la quantità di divorzi e questo forse rafforza ancora di più la credenza che il matrimonio sia un passo difficile pieno di ostacoli.

Se un membro della coppia che convive fa la fatidica domanda “ci sposiamo?” può nascere una crisi. Che è determinata dalla concezione di terrore verso il matrimonio. È un problema legato all’impegno? Alle responsabilità? Ci si sente non più liberi? È legato alla paura di invecchiare?

Quindi come arrivare ad una decisione senza compromettere la qualità del rapporto di coppia?

È necessario che la coppia si chieda “Come stiamo insieme?”, “Come risolviamo i nostri problemi?”, “Tra noi c’è dialogo?”, ma soprattutto è bene che la coppia si confronti sulle convinzioni che il singolo ha sul matrimonio.

Se la qualità del rapporto è buono (compreso di alti e bassi, chi non ne ha??!), se c’è equilibrio ed armonia la coppia può arrivare ad una decisone sana e consapevole, sia che decida per il matrimonio sia che decida per la convivenza.

La soluzione è sempre il dialogo: parlatene apertamente, spiegate al partner a cuore aperto il vostro punto di vista, il motivo per cui, per voi è importante sposarsi, e mettete a confronto i vostri punti di vista, questo “dibattito” vi aiuterà senz’altro a prendere una decisione senza compromettere la qualità del vostro rapporto di coppia.

La mancanza di comunicazione può essere uno dei fattori che porta al divorzio?

Si, può essere uno dei fattori. Ovviamente non è certo solo questo. Perché ogni coppia ha la sua storia. Se intendiamo la comunicazione di coppia come: complicità, come scambio, dibattiti e confronto la possiamo vedere come un ingrediente fondamentale di un sano rapporto di coppia.

Quando lo scambio viene sostituito da continue discussioni, da ripicche, da piccole vendette, ci si chiude in se stessi. Si allontana l’altro. Si fa di tutto per fuggire da questo malessere. Si arriva addirittura a trattare male il partner. Pur vivendo insieme la coppia conduce vite separate. non trova più la gioia di passare del tempo insieme. E questo indipendentemente dal fatto che ci possa essere una relazione extraconiugale.

Lo sottolineo perché non è sempre vero che la coppia si divide perché arriva un altro partner. Spesso la coppia è già divisa.

Da cosa dipende il fatto che il matrimonio faccia così paura?

Il Matrimonio è uno stereotipo sociale, cioè, la società impone uno stile/modello di vita che deve essere uguale per tutti: si nasce, si cresce, ci si sposa, si hanno figli, punto!

Il matrimonio è visto come la norma, la regola.

Soprattutto nelle comunità più piccole la convivenza non viene accettata perché erroneamente, viene intesa come un modo meno “serio” di stare insieme.

Le regole, i vincoli, le norme hanno in sé un significato di obbligatorietà, e chi non vi aderisce viene multato, incorre in sanzioni sociali. Allora, se pensiamo al matrimonio come ad una regola a cui adeguarsi, da seguire, con questo spirito penso sia naturale averne paura.

Ma chi ha detto che l’amore e la famiglia per costituirsi hanno bisogno di un certificato?

Il matrimonio rappresenta anche un sogno in ognuno di noi: Quante volte si sogna l’abito bianco? Quel fatidico giorno in cui la sposa è protagonista assoluta?

A volte capita che desideriamo il matrimonio perché ci piacerebbe vivere quel sogno romantico, ed è fantastico, ma è solo un giorno, invece l’amore, l’equilibrio, la complicità, la magia, anche nelle discussioni e i piccoli grandi problemi quotidiani, rendono speciale ogni giorno.

Cosa rende un matrimonio felice?

Credo che la prima cosa dipenda dalla mentalità. Cioè non considerarlo come un dovere morale, ma come una realizzazione della coppia. Pensare che sposarsi non è indossare una catena, convivere o sposarsi, in realtà non fa nessuna differenza, c’è solo un certificato, documento in mezzo, ma questo non interferisce con l’amore e l’intenzione della coppia che vuole stare insieme. Voglio dire, al di là del significato religioso del matrimonio, quando la coppia arriva a questa decisione in modo consapevole e naturale, il fatto di essere sposati è anche divertente.

Quando la coppia va in crisi?

È necessario che ritrovi gli obiettivi comuni, se non ci sono più obiettivi comuni è difficile che la coppia riesca a stare insieme in armonia. La soluzione? Parlare, apertamente l’uno con l’altro, esprimere i propri pensieri, senza accusarsi a vicenda, ma dirsi apertamente ciò che si prova e cosa si pensa. Quali sono i bisogni e i desideri.

A volte succede che la routine faccia dimenticare le piccole attenzioni, che in realtà possono essere importanti per uno dei partner, quindi sensibilità e attenzione verso l’altro.

Io suggerisco sempre di mettersi nei panni dell’altro, solo così si può capire cosa prova davvero il partner, sue emozioni e stati d’animo. Questo si chiama Empatia. Una dote, una qualità che tutti noi possiamo affinare, potrà portarci solo a grandi benefici.

Patrizia Marzola
Psicologa – Fidenza