“Sindrome del burn-out: fallire, consumarsi, esaurirsi a causa di una richiesta eccessiva di energie, forze o risorse”
( Burke & Richardsen, 2001)

Sindrome del Burn Out

Come identificarla e curarla

La sindrome del burn-out è una delle forme dello stress sul lavoro che causa gravi conseguenze sulla salute del lavoratore e importanti esiti negativi sull’organizzazione.

Ganster e Schaubroeck (1991) sostengono che la sindrome del burn-out è un tipo di stress, nello specifico, un pattern di risposte affettive croniche a situazioni lavorative che richiedono livelli particolarmente alti di di contatto interpersonale.

Cooper et al., 2001 definiscono la sindrome del burn-out come uno stato di estremo strain psicologico e di esaurimento delle risorse emozionali derivante da una prolungata esposizione a stressor che superano le capacità di coping della persona.

La sindrome del burn-out viene anche descritta come uno stato di fatica cronica, depressione e frustrazione causato dalla devozione ad una causa, ad un ideale, o ad una relazione che non producono i risultati attesi, il quale porta ad una riduzione sia del coinvolgimento che dell’efficacia sul lavoro.

Perchè nasce la sindrome del burn-out

La sindrome del burn-out rappresenta una conseguenza a stressor cronici di tipo emozionale e interpersonale presenti sul lavoro. Il burnout è, dunque una risposta prolungata allo stress cronico da lavoro e si articola nei seguenti 3 aspetti ( Maslach, 1982: Maslach, Leiter, 1997):

1.Esaurimento emotivo: che nasce dal tipo di investimento emotivo che la persona ha sul lavoro. L’esaurimento emotivo è caratterizzato da un forte coinvolgimento emotivo e da un eccesivo utilizzo di risorse affettive;

2.La depersonalizzazione (sostituto poi con il termine cinismo), è l’aspetto interpersonale della sindrome del burn-out. Si evidenza nel distacco e distanziamento dalle persone, comportamenti di isolamento. Non si fa pausa con nessuno, non si parla, non si condivide la giornata lavorativa (depersonalizzazione), e poi distacco dal lavoro (cinismo). Rappresenta il modo in cui la persona cerca di difendersi dall’intensa attivazione affettiva ed emozionale evocata dalla situazione lavorativa;

3. Il senso di inefficacia personale, di inadeguatezza e di incapacità, che si traducono in sentimenti di bassa autostima, che portano inevitabilmente alla mancanza di motivazione al lavoro.

La sindrome del burn-out coinvolge tutti i contesti lavorativi

Con Maslach & Leiter (2005) è stato possibile estendere il concetto di burnout a tutti i contesti lavorativi (e non solo alle relazioni di aiuto alla persona, come è stato in passato).
Il burnout è stato ridefinito nei termini di una erosione dell’impegno e dell’investimento personale nel lavoro tale per cui gli stessi aspetti del lavoro, considerati inizialmente importanti, significativi e sfidanti, diventano poi spiacevoli, non gratificanti e privi di significato.

Sono responsabili della sindrome del burn-out aspetti quali

  • Carico di lavoro: generato da una richiesta lavorativa elevata associata ad una difficoltà di recupero delle energie;
  • Il grado di controllo personale sulle decisioni e sui processi lavorativi;
  • Il mancato riconoscimento del proprio impegno e del proprio lavoro;
  • Il mancato supporto da parte di colleghi, capi nella risoluzione dei problemi o nelle difficoltà;
  • L’equità, legata al senso di reciproco rispetto, alla distribuzione del carico di lavoro o della retribuzione, o quando avanzamenti e promozioni risultano inappropriati;
  • I valori, le ricompense economiche, istituzionali e sociali, la qualità delle interazioni, la giustizia organizzativa, la corrispondenza tra valori organizzativi e individuali, l’incongruenza tra persona e lavoro.

Il risultato del burnout si traduce sul lavoratore in esiti di minor iniziativa, passività e inerzia.

Il ruolo dei conflitti nella sindorme del burn-out

Conflitti con capi, collaboratori e colleghi possono incrementare il disagio e diminuire ancora di più le capacità di coping necessarie per fronte a queste situazioni difficili. Diventa pertanto importante curare la qualità dei rapporti interpersonali per lavorare meglio.

Può succedere che ad esempio, piccole incomprensioni possano determinare gravi litigi, importanti errori professionali, con dannose conseguenze sull’andamento generale del lavoro stesso e il rapporto stesso con l’utenza ecco perché la Sindrome del Burn-out colpisce le professioni di aiuto.

La sindrome del burn-out port a varie conseguenze per l’organizzazione

Assenteismo;
Intenzione di lasciare il lavoro e turnover;
Determina produttività ed efficacia inferiori;
Ridotta soddisfazione lavorativa e commitment organizzativo.

Il commitment è rappresentato dalla relazione tra il lavoratore e l’azienda, quindi, + un importante fattore per il coinvolgimento nel rapporto, identificazione e impegno verso l’organizzazione e il ruolo svolto.

Le parole chiave per la motivazione al lavoro sono: impegno, coinvolgimento, identificazione.

Il clima organizzativo è una leva importante per agire in vista del benessere organizzativo e del benessere delle persone che operano all’interno delle organizzazioni e dell’efficacia ed efficienza delle stesse.

Il clima organizzativo è in relazione con:

  • Benessere psicologico;
  • Assenteismo, turnover, sindrome del burnout, mobbing, conflitto e ambiguità di ruolo, stressor e strain (ovvero su tutte quelle variabili che causano stress sul lavoro e, che sono in relazione con il disagio lavorativo);
  • Comportamenti disfunzionali: furti, molestie, violenze

Come combattere la sindrome del burn-out

Cosa può fare il lavoratore

  1. Agire per eliminare la bassa autostima per migliorare la resilienza e la capacità di coping attraverso un percorso volto a ritrovare l’autostima. Potenziare l’autostima significa anche ritrovare le risorse personali che si sono spente;
  2. Agire sullo stile di vita: incrementare relazioni sociali, fare attività fisica, attività di rilassamento muscolare
  3. Training di abilità sociali. La sindrome del burn-out ha come primo impatto l’isolamento, pertanto ritrovare il contato con gli altri è un modo molto efficace per abbattere ansia , depressione, stato di fatica cronica.

Cosa può fare l’azienda

  1. Riduzione dei fattori che causano stress
  2. Gestione dello stress
  3. Programmi di assistenza al lavoratore

Posso aiutare l’organizzazione ad implementare percorsi di benessere organizzativo.

L’intervento deve articolarsi su tre livelli:

  1. livello organizzativo,
  2. livello d’interfaccia individuo/organizzazione,
  3. livello individuale

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