Creare relazioni può essere difficile anche se conosci persone con facilità. Parli con loro, magari vi trovate anche bene: un collega con cui ridi durante la pausa, una persona conosciuta in palestra, qualcuno incontrato a un corso con cui sembrava esserci subito sintonia.
Poi passano i giorni e quel rapporto rimane lì.
Nessun messaggio. Nessun invito. Oppure sei tu a cercare l’altro, ma se smetti di farlo non succede più nulla.
Intanto vedi persone che si conoscono e, quasi senza fatica, iniziano a frequentarsi, si cercano, diventano amiche. E può arrivare quella domanda che fa male:
“Perché io conosco tante persone, ma non riesco mai a costruire un vero rapporto?”
Per capirlo, non basta chiederti se sei socievole o se c’è qualcosa che non va in te. Bisogna osservare che cosa succede tra voi dopo che vi siete conosciuti.
Creare relazioni non significa soltanto conoscere persone
Puoi essere una persona che conosce facilmente gli altri e, nello stesso tempo, avere pochi rapporti nei quali senti che si è creato davvero un legame.
Perché conoscersi è solo l’inizio.
Se per te il problema è soprattutto avere poche occasioni per conoscere persone nuove, puoi approfondire come trovare nuovi amici. Qui, invece, ci interessa capire che cosa succede quando le persone le conosci, ma il rapporto non riesce ad andare oltre.
Pensa a quante persone incontri nella tua vita: colleghi, vicini, persone conosciute durante un corso, genitori dei compagni di scuola dei tuoi figli, amici di amici. Con alcune, scambi soltanto qualche parola. Con altre, inizi a parlare più spesso. Soltanto con poche, però, il rapporto continua e acquista progressivamente uno spazio nella tua vita.
Ed è proprio su quello che accade tra il conoscersi e il costruire un rapporto che possiamo lavorare.
Quando conosci persone ma fai fatica a creare relazioni
Magari vai in piscina ogni settimana e nello spogliatoio incontri spesso la stessa persona. All’inizio vi salutate, poi iniziate a fare due chiacchiere. Scoprite di avere qualcosa in comune, ridete, quando vi incontrate vi fa piacere fermarvi a parlare.
Ma fuori dalla piscina non vi cercate mai.
Non significa necessariamente che ci sia qualcosa che non funziona. Quel rapporto potrebbe semplicemente essere rimasto legato al luogo e alle occasioni che vi fanno incontrare.
La domanda utile, allora, non è subito “Perché non riesco a farmi degli amici?”, ma:
“Se non ci fosse la piscina a farci incontrare, che cosa rimarrebbe di questo rapporto?”
Quando il rapporto parte bene e poi si spegne
Altre volte qualcosa sembra partire.
Conosci una persona, vi scrivete, vi vedete un paio di volte. Ti sembra che ci sia interesse reciproco. Poi i messaggi diventano meno frequenti, gli inviti diminuiscono e il rapporto lentamente si perde.
È facile cercare subito una spiegazione: “Avrò sbagliato qualcosa?”
Ma prima di arrivare a una conclusione su di te, possiamo fare una cosa più utile: ricostruire come si è sviluppato quello scambio e osservare in quale momento qualcosa è cambiato.
Creare relazioni significa attraversare un processo che non avviene tutto insieme.
Puoi trovarti bene con una persona fin dal primo incontro, avere molte cose in comune e parlare per ore. Ma questo non significa ancora che tra voi si costruirà un rapporto.
Io utilizzo quella che chiamo la Scala della Relazione per osservare che cosa accade progressivamente tra due persone:
Conoscersi → Cercarsi → Aprirsi → Osservare la risposta → Dare continuità → Costruire reciprocità e fiducia
Non sono gradini obbligatori da percorrere nello stesso ordine e non esiste una formula che garantisca che un rapporto funzioni.
La Scala non serve a dirti che cosa stai sbagliando. Serve a rendere visibile quello che normalmente non vedi mentre sei dentro una relazione.
La domanda diventa molto più concreta:
“In quale punto i miei rapporti tendono a fermarsi?”
È proprio quando riusciamo a individuare quel punto che possiamo iniziare a capire che cosa può essere utile allenare o fare diversamente nelle tue relazioni.
Conoscersi non basta: qualcuno deve fare un passo
Hai conosciuto una persona a un corso e avete parlato volentieri per tutta la serata.
La settimana successiva vi incontrate di nuovo. Vi salutate, fate due chiacchiere e poi ciascuno torna a casa.
Potrebbe andare avanti così per mesi.
Perché il fatto che due persone stiano bene quando si incontrano non significa automaticamente che il rapporto uscirà da quel contesto.
A un certo punto qualcuno deve fare un piccolo passo: fermarsi a parlare un po’ di più, scrivere, proporre un caffè, creare un’altra occasione per incontrarsi.
Ma se vorresti farlo e continui a rimandare, può essere utile chiederti: che cosa mi blocca? Potrebbe entrarci anche la timidezza?
Non importa stabilire chi debba farlo per primo. Ci interessa osservare che cosa accade quando uno dei due lo fa.
Una relazione cresce quando qualcosa torna indietro
Immagina che sia sempre tu a scrivere.
Proponi un caffè e l’altra persona accetta. La settimana successiva proponi una passeggiata e accetta anche quella. Quando vi vedete state bene.
Prima o poi può venirti un dubbio:
“Se smettessi di cercarla io, lei cercherebbe me?”
È una domanda comprensibile, ma contare messaggi, inviti o telefonate non basta. La reciprocità non è una partita con il punteggio.
Osserva piuttosto cosa arriva dall’altra parte nel tempo: interesse, iniziativa, curiosità, disponibilità, voglia di creare nuove occasioni.
Perché puoi impegnarti molto per costruire un rapporto, ma non puoi costruirlo da solo.
Per costruire un rapporto serve anche aprirsi gradualmente all’altro
Puoi cercare una persona, frequentarla e trascorrere piacevolmente del tempo insieme mantenendola, però, sempre a una certa distanza.
Succede soprattutto quando fai fatica a fidarti.
Magari in passato ti sei fidato e sei rimasto deluso. Oppure tendi a essere molto prudente con le persone e hai bisogno di molte conferme prima di lasciarle avvicinare.
Così aspetti di sentirti completamente sicuro prima di mostrare qualcosa di più di te.
Ma la fiducia nelle relazioni non deve necessariamente esserci tutta all’inizio: può costruirsi mentre osservi ciò che accade tra voi.
Ti apri un po’, osservi come l’altro accoglie ciò che gli hai mostrato e, anche attraverso la sua risposta, puoi capire se concedergli progressivamente altro spazio.
Perché costruire una relazione non significa soltanto avvicinarsi all’altro. Significa anche permettere, gradualmente, all’altro di avvicinarsi a te.
Dove si fermano i tuoi rapporti?
Se ti sembra che le tue relazioni seguano spesso lo stesso copione, evita di partire subito da “Che cosa sbaglio?”.
Situazioni apparentemente simili possono avere funzionamenti molto diversi. Questa tabella può aiutarti a distinguere che cosa sta accadendo concretamente nello scambio.
| Cosa succede | Cosa puoi osservare | Domanda utile |
|---|---|---|
| Conosci persone, ma il rapporto resta legato al contesto | Fuori da quel luogo non vi cercate | Qualcuno crea nuove occasioni? |
| Sei quasi sempre tu a proporre | L’altro accetta, ma raramente prende iniziativa | Cosa arriva dall’altra parte? |
| Vi frequentate, ma il rapporto rimane superficiale | Vi raccontate poco e mantenete una certa distanza | Quanto spazio vi state dando per conoscervi davvero? |
| Il rapporto parte bene e poi rallenta | Contatti e iniziative diminuiscono | In quale momento è cambiato qualcosa? |
| Entrambi vi cercate e create occasioni | Il rapporto acquista continuità | La relazione sta diventando reciproca? |
Non chiederti subito cosa sbagli: guarda cosa accade tra voi
La domanda non è quindi soltanto “Perché con le persone non mi va mai bene?”, ma:
“Che cosa sta accadendo tra noi?”
Questo significa guardare entrambi i lati della relazione: che cosa fai tu, ma anche che cosa arriva dall’altra persona. Le tue abilità sociali possono avere un ruolo, ma una relazione non dipende soltanto da te.
Se davanti a un rapporto che non cresce arrivi rapidamente alla conclusione “Se non mi cerca significa che non gli interesso”, fino a pensare “non piaccio a nessuno”, non stai più osservando soltanto ciò che accade tra voi: stai trasformando quello scambio in un giudizio su di te.
Ed è proprio da qui che può partire il nostro allenamento.
Non da un generico “devo imparare a relazionarmi meglio”, ma da una situazione reale: una persona che non ti cerca, un rapporto che rimane superficiale, una conoscenza che sembrava promettente e poi si è spenta.
Portami quello che succede davvero nelle tue relazioni. Possiamo osservare insieme dove il rapporto tende a fermarsi e capire su che cosa può essere utile lavorare.
Fai fatica a creare relazioni che durano nel tempo?
Se ti sei riconosciuto in alcune delle situazioni descritte, non significa necessariamente che tu abbia un problema psicologico o che “non sappia relazionarti”.
Può esserci, però, un modo di entrare e stare nelle relazioni che tende a ripetersi e che vale la pena comprendere.
Nel mio lavoro partiamo proprio dalle situazioni concrete: cosa succede quando conosci qualcuno, come ti muovi quando vorresti avvicinarti, che cosa fai quando l’altro risponde poco, quando ti fidi e quando invece ti allontani.
L’obiettivo non è soltanto capire perché succede, ma aiutarti progressivamente a riconoscere queste dinamiche mentre accadono e sperimentare modi diversi di stare nella relazione.
Il primo colloquio conoscitivo gratuito
Il primo colloquio conoscitivo dura 15–20 minuti e si svolge online.
Puoi raccontarmi brevemente che cosa sta accadendo nelle tue relazioni e che cosa vorresti cambiare. Inizieremo a mettere a fuoco gli elementi più importanti della situazione e una prima direzione utile per capire come affrontarla.
Potrai anche conoscere il mio modo di lavorare e capiremo se e come posso esserti d’aiuto.
Il colloquio conoscitivo non sostituisce una consulenza psicologica completa.
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Dott.ssa Patrizia Marzola, Psicologa e Neuropsicologa del Benessere®, iscrizione Albo Emilia-Romagna n. 3524. Riceve nel suo studio a Fidenza e tramite consulenze online.



