Pochi giorni fa mi è capitato di dover mettere in pratica tutte le mie abilità sociali e di vedere su di me i vantaggi comunicazione efficace per adattarmi alle persone antipatiche.

La trama: ho frequentato un corso di formazione molto lungo, sono quegli obblighi formativi, a cui tutti, in un modo o nell’altro siamo costretti a partecipare.

Il gruppo è molto grande 20 persone. All’interno di questo gruppo, come in ogni classe che si rispetti, si sono formati tanti piccoli sottogruppi, ma in realtà manca coesione tra tutti. Il clima è pesante, il malcontento generale è alto, tutti noi partecipiamo mal volentieri.

Ma come è possibile sentirsi un pesce fuor d’acqua nonostante un numero così alto di persone?

Tutto è dipeso, in realtà da diversi fattori, che coinvolgono docenti e partecipanti:

  • I docenti non hanno saputo creare un clima accogliente;
  • Né controllare e dirigere tutti gli interventi fuori temi;
  • E cosa più grave non hanno bloccato gli atteggiamenti aggressivi e comportamenti di disturbo
  • Il tutto aggravato dalla non disponibilità dei docenti stessi verso i nostri confronti.

Tutti abbiamo provato quanto sia ancora più difficile impegnarsi in un’attività che non ci pace, ma che siamo obbligati a fare, e se in più, ci si mettono in mezzo persone molto antipatiche, be allora è un disastro.

Eppure, ci sono certe relazioni professionali che, se non curate, nella maniera giusta, il peggio poi ricade sulla nostra testa. Perchè diversi possono essere i nostri atteggiamenti per le nostre relazioni interpersonali: Stili comunicativi a confronto

Così ecco come ho fatto a portare dalla mia parte il responsabile da cui è dipeso il mio obbligo formativo:

La debolezza delle persone aggressive e presuntuose risiede nella loro mancanza di autostima
Queste persone sono affamate di riconoscenti, soprattutto del loro ruolo
Perché loro sanno di non sapere, ma  devono fare di tutto perché gli altri non lo scoprano
Ecco perché tendono a schiacciare gli altri con risposte aggressive e penalizzanti (come ad esempio: ma dai come non lo sai? Io mi rifiuto di rispondere..) senza darti ovviamente la risposta
Loro giocano sul fatto che il potere dell’umiliazione nel gruppo ti faccia tacere.

La soluzione: riconosci il suo ruolo, chiedi il suo parere, riconosci la sua conoscenza sull’argomento, e chiedi il suo aiuto, ringrazia perché senza il suo aiuto tu non saresti mai arrivato alla soluzione.
Fine prima parte Nella seconda parte leggi il dialogo avvenuto tra noi.

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