Stai cercando di spiegare il tuo punto di vista. Sai cosa vuoi dire e stai parlando normalmente. Non pensi nemmeno a come difendersi da chi alza la voce, perché fino a quel momento non ce n’è bisogno.
Poi, all’improvviso, l’altra persona ti interrompe e alza la voce.
Provi a continuare, ma ti parla sopra. Ti senti confuso, perdi il filo. Le parole che un attimo prima avevi chiarissime sembrano sparire e inizi persino a chiederti se hai detto qualcosa di sbagliato.
Magari acceleri, provi a spiegarti meglio. Oppure ti blocchi e non riesci più a decidere cosa dire. Vuoi soltanto che smetta di parlarti in quel modo.
E quando tutto finisce pensi: “Eppure sapevo benissimo cosa volevo dirgli.”
È proprio questo il punto: il problema non è più soltanto ciò di cui stavate discutendo. Il tono dell’altro è diventato il centro della conversazione e tu fai più fatica a restare concentrato su ciò che volevi dire.
Capire come difendersi da chi alza la voce parte da qui: comprendere che cosa cambia nel confronto quando il tono sale e, improvvisamente, non riesci più a stare nella conversazione come facevi un momento prima.
Come difendersi da chi alza la voce quando il tono cambia il confronto
La cosa che può lasciarti più confuso è proprio questa: prima che l’altro alzasse la voce non eri in difficoltà.
Sapevi cosa pensavi. Avevi le tue ragioni. Magari eri anche tranquillo.
Poi il tono cambia e ti ritrovi a fare qualcosa che non avevi deciso: parli più velocemente, cerchi di spiegarti meglio, perdi il filo oppure rinunci a dire una cosa che fino a pochi secondi prima ti sembrava importante.
Può succedere in una riunione, quando un responsabile ti interrompe alzando la voce. Oppure in famiglia, quando provi a esprimere un’opinione e qualcuno reagisce urlando.
Ed è qui che vale la pena fermarsi: che cosa è cambiato tra il momento in cui sapevi perfettamente cosa volevi dire e quello in cui hai iniziato a sentirti confuso?
Non necessariamente ciò che pensavi. Non necessariamente le tue ragioni.
È cambiato il modo in cui l’altro ti sta parlando e, insieme, può essere cambiato il modo in cui tu riesci a stare in quel confronto.
Per questo capire come difendersi da chi alza la voce non significa partire dalla frase giusta da pronunciare. Significa prima riuscire a vedere questo passaggio.
Quando questa difficoltà non riguarda soltanto il tono alto, ma ti accorgi che con alcune persone finisci spesso per sentirti messo sotto, puoi approfondire cosa accade nelle relazioni con persone arroganti e prepotenti.
Quando il tono dell’altro interrompe anche il filo dei tuoi pensieri
Una voce che aumenta improvvisamente non cambia soltanto ciò che senti. Può rendere più difficile anche continuare a seguire il filo di quello che stavi dicendo.
Fino a un momento prima stavi costruendo un ragionamento. Poi l’altro alza il tono, magari ti interrompe o comincia a parlarti sopra, e una parte della tua attenzione viene inevitabilmente richiamata da ciò che sta accadendo.
Devi ascoltare quello che dice, cercare di capire quando puoi riprendere la parola e, nello stesso tempo, ricordare dove eri rimasto.
È anche per questo che puoi avere la sensazione improvvisa di avere la mente vuota, nonostante sapessi perfettamente cosa volevi dire.
E magari le parole ti tornano in mente dopo, quando la pressione della conversazione è finita.
Questo è un punto importante: una voce che sovrasta l’altra non modifica necessariamente ciò che pensi, ma può modificare le condizioni in cui riesci a esprimerlo.
Cosa succede in una conversazione quando una persona comincia a parlare più forte
Quando una persona alza la voce, non aumenta soltanto il volume. Può cambiare il modo stesso in cui la conversazione riesce a proseguire.
Fino a quel momento vi stavate alternando: uno parlava, l’altro ascoltava, rispondeva, magari non eravate d’accordo, ma entrambi riuscivate a portare il vostro pensiero nel confronto.
Poi qualcosa cambia.
L’altro aumenta il tono, accelera, ti interrompe prima che tu abbia finito oppure continua a parlare mentre provi a rispondere.
A quel punto diventa più difficile seguire contemporaneamente ciò che sta dicendo, ricordare quello che volevi aggiungere e trovare il momento per riprendere la parola.
Pensa alla differenza tra qualcuno che ti dice:
“Non sono d’accordo con te.”
e qualcuno che, mentre stai ancora parlando, alza la voce:
“NO, NON È COSÌ. ASCOLTAMI!”
Il contenuto può persino essere simile. La situazione comunicativa, però, non è più la stessa.
Per questo, quando cerchiamo di capire come difendersi da chi alza la voce, è importante non osservare soltanto che cosa viene detto.
È proprio per questo che, quando parliamo di comunicazione e relazioni interpersonali, non possiamo fermarci alle parole che vengono pronunciate: dobbiamo osservare anche che cosa accade tra le persone mentre stanno comunicando.
Chiamo Soglia del Volume quel passaggio in cui l’aumento della voce non è più soltanto una caratteristica del modo di parlare, ma comincia a modificare le condizioni stesse della conversazione.
Non è una soglia misurabile in decibel e non è uguale in tutte le situazioni.
Puoi discutere animatamente con qualcuno, parlare entrambi a voce alta e riuscire comunque ad ascoltarvi, rispondere e portare avanti il confronto.
In un’altra situazione può bastare che una persona aumenti improvvisamente il tono, inizi a interrompere o a parlare sopra di te perché quello scambio diventi molto più difficile da sostenere.
La differenza, quindi, non sta semplicemente nel chiedersi:
“Quanto sta parlando forte?”
La domanda più utile è:
“Riusciamo ancora a confrontarci su quello che stiamo dicendo?”
È questo il punto che la Soglia del Volume aiuta a rendere visibile: il momento in cui l’intensità della voce smette di essere soltanto una caratteristica del modo di parlare e comincia a interferire con lo scambio.
Come difendersi da chi alza la voce senza confondere il tono alto con l’aggressività
Non tutte le situazioni in cui una persona aumenta il tono hanno lo stesso significato.
Alzare la voce può capitare anche a te. Può succedere durante una discussione particolarmente accesa, quando sei esasperato o quando viene toccato qualcosa che per te è molto importante.
Un episodio in cui alzi il tono non basta a definire chi sei. Allo stesso modo, non basta sentire qualcuno parlare più forte per concludere automaticamente che sia una persona aggressiva o prepotente.
Per capire che cosa sta accadendo è più utile osservare come si svolge concretamente il confronto.
Alzare la voce, parlare sopra e urlare contro qualcuno non sono la stessa cosa
| Cosa accade | Cosa puoi osservare nella conversazione |
| Alza la voce | Il volume aumenta, ma entrambi riuscite ancora a parlare e ad ascoltarvi. |
| Ti parla sopra | Inizia a rispondere prima che tu abbia finito e diventa difficile completare ciò che stai dicendo. |
| Ti urla contro | La voce non è soltanto più alta: viene rivolta contro di te con un’intensità che rende molto difficile continuare il confronto. |
| Ti intimidisce | Oltre al tono possono comparire minacce, insulti, gesti o comportamenti che ti fanno sentire impaurito o in pericolo. |
Queste differenze sono importanti perché il volume, da solo, non ci racconta tutta la situazione.
Due persone possono alzare la voce durante una discussione accesa e riuscire comunque, poco dopo, a riprendere il confronto. Diverso è trovarsi davanti a qualcuno che sistematicamente ti sovrasta, ti impedisce di parlare o usa il tono insieme ad altri comportamenti intimidatori.
Capire come difendersi da chi alza la voce richiede quindi di distinguere ciò che sta realmente accadendo, senza minimizzare un comportamento che ti mette in difficoltà ma anche senza attribuirgli automaticamente un significato che, osservando soltanto il tono, non possiamo conoscere.
Perché una persona alza la voce durante una discussione?
Magari ieri eri tu quello che ha alzato la voce.
Hai ripetuto la stessa cosa tre volte, ti sei sentito ignorato e a un certo punto hai perso la pazienza.
Oggi, invece, sei dall’altra parte: qualcuno alza la voce con te e ti chiedi perché lo stia facendo.
È anche per questo che dobbiamo stare attenti alle spiegazioni troppo facili.
Quando qualcuno alza la voce è facile cercare subito una spiegazione: “Vuole imporsi”, “È aggressivo”, “Vuole avere ragione”.
A volte può essere così. Ma non possiamo saperlo soltanto dal volume della voce.
Una persona può alzare il tono perché è arrabbiata, esasperata o molto coinvolta in ciò che sta dicendo. Può farlo perché si sente ignorata, perché non riesce a gestire bene il disaccordo oppure perché è abituata a comunicare in questo modo.
In altre situazioni, invece, alzare la voce può diventare un modo per sovrastare l’altro e rendere più difficile il confronto.
Lo stesso comportamento, quindi, può avere significati diversi.
Il tono della voce non basta per capire l’intenzione dell’altro
Se qualcuno alza la voce una volta durante una discussione molto accesa, abbiamo un’informazione diversa rispetto a una persona che lo fa ogni volta che viene contraddetta.
Per capire meglio che cosa sta succedendo dobbiamo guardare anche quando accade, con quale frequenza e che cosa succede subito dopo.
Quando l’altro si calma, riesce ad ascoltarti e il confronto riprende?
Oppure continua a interromperti, alza ulteriormente il tono ogni volta che provi a parlare e la conversazione può proseguire soltanto quando smetti di contraddirlo?
Questi elementi ci dicono molto di più del semplice volume della voce.
Lo stesso vale per la comunicazione non verbale: un singolo gesto, un’espressione o un tono di voce non andrebbero interpretati isolatamente, ma osservati insieme agli altri segnali e alla situazione in cui compaiono.
Per questo, invece di cercare di indovinare che cosa abbia nella testa l’altra persona, è più utile partire da ciò che puoi realmente osservare nella relazione e da ciò che accade tra voi quando il tono sale.
“Chi alza la voce non ha ragione”: è davvero così?
Si dice spesso che “chi alza la voce non ha ragione”.
È una frase comprensibile, soprattutto quando il tono dell’altro diventa così forte da rendere difficile continuare a parlare. Ma alzare la voce e avere ragione sono due questioni diverse.
Una persona può sostenere un’idea corretta e comunicarla in un modo aggressivo. Allo stesso modo, qualcuno può parlare con estrema calma e dire qualcosa di sbagliato.
Il volume della voce non dimostra chi abbia ragione. Ci dice, invece, qualcosa sul modo in cui quella conversazione sta avvenendo.
Questa distinzione è importante anche quando sei tu a trovarti davanti a qualcuno che urla. Non sei obbligato a scegliere tra due estremi: pensare che abbia ragione perché parla più forte oppure concludere che abbia torto soltanto perché sta urlando.
Puoi separare le due cose: che cosa sta dicendo? E come te lo sta dicendo?
È proprio questa separazione che permette di non confondere il contenuto del confronto con il modo in cui l’altro sta cercando di portarlo avanti.
Come difendersi da chi alza la voce senza trasformare il confronto in una gara di volume
Quando qualcuno alza la voce, può venirti spontaneo aumentare anche tu il tono per riuscire a farti sentire.
L’altro parla più forte, tu fai lo stesso. Lui insiste, tu insisti. In pochi secondi vi ritrovate entrambi a parlare sempre più forte e ciò da cui era partita la discussione rischia di passare in secondo piano.
Difenderti, però, non significa riuscire a sovrastare la voce dell’altro.
La domanda da porti è un’altra: in questo momento ci sono ancora le condizioni per continuare davvero questa conversazione?
Se riuscite entrambi ad ascoltarvi, terminare una frase e rispondere a ciò che l’altro sta dicendo, il confronto può essere acceso ma rimanere possibile.
Se invece ogni tentativo di parlare produce un nuovo aumento del tono, le frasi si sovrappongono e nessuno riesce più ad ascoltare l’altro, continuare a discutere può significare soltanto alimentare la stessa escalation.
Se ti accorgi che il problema, per te, è soprattutto riuscire a non farti trascinare dall’aggressività dell’altro, puoi approfondire anche come comportarsi con le persone aggressive e arroganti senza perdere la calma.
Interrompere una discussione può essere un modo per proteggerti
A volte difenderti significa proprio non continuare il confronto nelle condizioni in cui sta avvenendo.
Puoi rimandare la conversazione a un momento in cui sia possibile parlare diversamente, senza che questo significhi dare ragione all’altro, arrenderti o rinunciare a ciò che volevi dire.
Stai semplicemente riconoscendo che in quel momento il modo in cui state comunicando non permette più un confronto utile.
Questo cambia anche il significato dell’interruzione: non è necessariamente una fuga dalla discussione. Può essere il modo per evitare che il volume diventi l’unica cosa che continua a crescere mentre ciò di cui volevate parlare scompare.
Quando invece il confronto può continuare ma il problema è capire che cosa dire senza finire nuovamente messo sotto, trovi un approfondimento specifico su come rispondere a una persona arrogante.
Quando qualcuno ti urla contro continuamente, il problema non è più soltanto il tono di voce
Una discussione può diventare accesa. Può capitare che qualcuno perda la pazienza, alzi la voce e, una volta passata la tensione, sia possibile riprendere il confronto.
Diverso è quando urlare diventa una modalità ricorrente.
Può accadere in famiglia, sul lavoro, in una relazione o in qualsiasi altro rapporto: ogni volta che esprimi un disaccordo, poni un limite o affronti un argomento difficile, l’altra persona comincia a urlare.
A quel punto non stiamo più osservando soltanto un aumento occasionale del volume. Dobbiamo considerare la frequenza con cui accade e che cosa produce nel rapporto.
Una persona che urla sempre può modificare il modo in cui entri nelle discussioni
Se sai già che affrontare certi argomenti provocherà urla, interruzioni o reazioni molto forti, può cambiare persino il modo in cui inizi una conversazione.
Potresti pensarci a lungo prima di dire qualcosa, rimandare alcuni argomenti o evitare quelli che sai essere particolarmente difficili da affrontare.
Per questo è importante osservare non soltanto quanto forte parla l’altra persona, ma quanto quella modalità si ripete e quanto sta condizionando la possibilità di affrontare normalmente ciò che accade tra voi.
Se alle urla si aggiungono minacce, insulti, intimidazioni o comportamenti che ti fanno paura, il problema va oltre la gestione di una discussione e non dovrebbe essere ridotto alla semplice domanda su come rispondere a una voce alta.
Come difendersi da chi alza la voce quando non riesci più a dire quello che pensi
Può darsi che, leggendo questa pagina, tu abbia riconosciuto una situazione che ti capita spesso.
Sai sostenere un confronto finché l’altra persona parla normalmente. Quando il tono sale, invece, qualcosa cambia.
Magari ti blocchi. Oppure continui a parlare, ma dopo ti accorgi di non essere riuscito a dire ciò che per te era importante.
È da situazioni concrete come queste che possiamo partire.
Non per insegnarti una risposta valida per chiunque, ma per capire che cosa succede proprio a te nel momento in cui una voce alta entra nella conversazione e perché, in alcune situazioni, diventa così difficile continuare a esprimerti come vorresti.
Comprendere questo passaggio permette poi di costruire un modo diverso di affrontare quei confronti, adatto alla persona che sei e alle situazioni che realmente vivi.
L’obiettivo è che, con il tempo, tu sappia riconoscere queste situazioni e gestirle senza avere bisogno di me. Lo chiarisco fin dal primo colloquio conoscitivo, e spesso sorprende chi me lo sente dire: il tuo obiettivo è liberarti di me il prima possibile.
Possiamo parlarne in un primo colloquio conoscitivo
Se ti capita spesso di sentirti in difficoltà quando qualcuno alza la voce e vuoi capire meglio che cosa succede in quelle situazioni, possiamo conoscerci con un primo colloquio conoscitivo gratuito di 15–20 minuti online.
È uno spazio breve che ci permette di conoscerci e di raccontarmi che cosa succede quando ti trovi davanti a qualcuno che alza la voce. Possiamo comprendere brevemente la situazione, individuare una prima direzione e capire se e come posso esserti utile.
Non è una seduta psicologica gratuita e non serve a risolvere il problema in pochi minuti. Serve a conoscerci e a permetterti di capire, prima di decidere, se il mio modo di lavorare può essere adatto a te.
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“Ciao Patrizia, ho letto la pagina dedicata a come difendersi da chi alza la voce e vorrei prenotare il primo colloquio conoscitivo gratuito per parlarne con te.”
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Dott.ssa Patrizia Marzola
Psicologa e Neuropsicologa del Benessere®
Iscrizione Albo Emilia-Romagna n. 3524.
Riceve nel suo studio a Fidenza e tramite consulenze online




