La speranza è nel nostro cuore

Mi collego alla storia di Sasha. Soffrire di ansia
Anche io soffro di stati di ansia, presumibilmente iniziati proprio un anno fa, con la morte improvvisa del marito di mia sorella, colpito, la notte del 31 dicembre da ischemia cerebrale, e deceduto due giorni dopo, a soli 47 anni.  Un evento che ha sconvolto tutta la mia famiglia, ma che io ho iniziato ad affrontare in tutta la sua tragicità solo 6 mesi dopo.

Infatti subito dopo l’evento, mi sono tuffata nel lavoro e ho ripreso la vita quotidiana, curando innanzitutto la mia bambina di 2 anni che all’epoca, per qualche giorno, avevo giustamente dovuto trascurare e che mi sembrava aver intuito qualche stravolgimento nella nostra vita.

Non appena ho iniziato le ferie, d’estate, ho cominciato a sentire i sintomi che mi hanno fatto capire di Soffrire di ansia:  palpitazioni, tachicardia, sudorazione, soprattutto di notte. Ho cominciato ad essere sommersa da pensieri negativi, di morte imminente, di tragedie che potevano avvenire da un momento all’altro nella vita mia e della mia famiglia. Da un primo colloquio con il medico curante, escludendo cause organiche o patologie, abbiamo convenuto nella causa psichica del disturbo, e dopo qualche tempo ho cominciato ad avere meno episodi di ansia notturna, e a riuscire da dominarli.

Ma dopo qualche mese, probabilmente con l’approssimarsi delle festività natalizie e quindi con il rinnovarsi di un dolore ancora forte, ho ripreso a soffrire di ansia: palpitazioni e tachicardia, e ho iniziato a temere di avere problemi cardiaci, di soffrire di chissà quale patologia grave.

Un secondo colloquio con il medico curante ha ancora una volta scacciato l’ipotesi di problemi cardiaci, e rinnovato la consapevolezza dell’esistenza di soffrire di ansia e di umore depresso, che lentamente sto cercando di affrontare (anche scrivendo adesso sento che mi può aiutare). Il medico mi ha anche consigliato l’uso per breve periodo di un farmaco stabilizzante l’umore.

Ma nel momento in cui sono uscita dallo studio medico, non ho più avvertito le palpitazioni, forse perché mi sono convinta di non essere malata ma di avere solo bisogno di superare un lutto che è arrivato troppo improvviso e quindi non ancora completamente metabolizzato.

Spero di continuare su questa strada, e di non cadere ancora nel vortice della paura e del panico, ma anche se momenti di ansia dovessero tornare sono consapevole di doverli affrontare stavolta senza paura, ma ascoltando quello che il mio corpo, con queste reazioni fisiche, sta cercando di esprimere, ed aiutarlo ad esprimerlo, senza reprimere il dolore.

Anonima 


Gentile Anonima

Cara lettrice coraggiosa complimenti. Bravissima. È questa il giusto ed efficace atteggiamento mentale. Grazie infinite per il tuo prezioso contributo.

Patrizia Marzola
Psicologa clinica –  Pet Therapy

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