Psicologo Aziendale
Migliora la comunicazione nell’ambito lavorativo, Rimuovi i conflitti interni e Aumenta la produttività della tua impresa

“Non è la più forte delle specie che sopravvive, né la più intelligente, ma quella più reattiva ai cambiamenti” Charles Robert Darwin

Cosa può fare lo psicologo aziendale per te?

→ Rimuovere gli ostacoli al cambiamento
→ Gestione dei conflitti
→ Stimolare la motivazione
→ 
Creare gruppi di lavoro efficaci ed efficienti
→ 
Prevenire e Intervenire sullo Stress Lavoro Correlato
→ 
Formazione, trasforma l’aula in un per-corso attivo
    ♣  Workshop
    ♣  Outdoor training
    ♣ Pet Therapy in azienda

Uno o più di questi problemi di affligge?

  • Quando l’ambiente di lavoro si trasforma in un campo di battaglia, perché i problemi aziendali sono causati da forti conflitti interpersonali tra le Risorse Umane?
  • Tu hai deciso di cambiare, ma il tuo team, non ti segue nel cambiamento?
  • Attiva ORA il tuo cambiamento, Abbatti gli ostacoli al cambiamento
  • Lo Stress Lavoro Correlato inibisce ogni iniziativa? Uccide la creatività? Toglie la motivazione?

Lavoro e conflitti: riconoscere il valore del fattore umano è fondamentale per il successo dell’organizzazione

Oggi è sempre più difficile trovare e mantenere collaboratori specializzati e capaci nell’ambito lavorativo.
Le risorse umane sono un capitale inestimabile per l’impresa. Ma non sempre si riesce a gestirle nel modo più appropriato.

Quali i motivi? Super lavoro? Aumento dei costi?

Tempi sempre più stretti ed esigenze sempre più prepotenti, possono determinare alienazione del lavoratore, che vede perdere la sua individualità, che si sente privato della giusta motivazione al suo lavoro.

E questo a scapito del rendimento. E quali costi per l’impresa? Enormi.

Cosa significa psicologo aziendale per problemi relazionali?

Lavoro e conflitti. I conflitti possono diventare davvero aspri, possono esser causa di stress lavoro correlato e di mobbing, e burn-out con la conseguente assenza dal lavoro. Identificare le cause dell’assenteismo può portare alla risoluzione del problema.
Come è possibile riuscire a trasformare il conflitto in collaborazione?

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  2. Come farsi amico un nemico: il dialogo

Quali vantaggi può darti lo psicologo aziendale per la tua organizzazione?

  • Gestione dei conflitti tra i dipendenti
  • Eliminare assenteismo
  • Stimolare la motivazione al lavoro
  • Creare gruppi di lavoro efficaci ed efficienti

Questa esigenza nasce da un problema reale:
RISOLVERE I PROBLEMI CON LE RISORSE UMANE IN AZIENDA

Il malcontento all’interno dell’organizzazione che si ripercuote sulle persone si evidenziano in:

  • Assenteismo
  • Ritardi
  • Poco impegno
  • Conflitti

Tutto questo a discapito della qualità del lavoro e della soddisfazione di tutti i lavoratori, capi, dirigenti e datori di lavoro compresi!

Dunque lavoro e conflitti aumentano stress e demotivazione.

Quindi, aumento dei costi di produzione causati da ritardi, disguidi, errori … e tutto questo va a ricadere sulle spalle dell’azienda, già impegnata a lottare con le condizioni sempre più difficili del mercato.

Agire per migliorare la comunicazione aziendale, attraverso la psicologia, aiuterà il clima all’interno dell’ambiente di lavoro. Questo fa la differenza a livello produttivo.

Eppure, la realtà evidenza che molti lavoratori sono insoddisfatti della propria realtà lavorativa, in termini di qualità dei rapporti interpersonali. Dunque, diventa davvero indispensabile trasformare il conflitto in collaborazione.

Al contempo, anche datori di lavoro e capi si trovano in difficoltà nel creare un sano equilibrio tra lavoro e conflitti, spesso non sanno proprio come intervenire per sanarli.

Nella mia esperienza da psicologa aziendale e del lavoro, i racconti che mi riportano le persone sono più o meno gli stessi:

” Sembra di essere in trincea!”;
“Nessuno, saluta nessuno” ;
“Tutti siamo sul chi va là, siamo diffidenti e sospettosi”;
“Manca l’educazione e il rispetto per le persone”
“I capi non riconoscono lo sforzo, l’impegno”
“Mi sento un solo un numero”
“Io, in qualità di titolare mi sento impotente difronte a questi conflitti”

Perché accade questo? Cosa porta una tale alienazione? Perché non si riescono a risolvere i problemi di natura relazionale? Cosa manca? Con quale difficile realtà è costretta a relazionarsi l’organizzazione?

Ovviamente sul lavoro non è richiesto essere amici, ma è necessario poter contare gli uni sugli altri, e senza un clima di fiducia, questo appoggio non potrà mai avvenire. Ecco perché è necessario trasformare il conflitto in collaborazione.

Psicologia Aziendale per problemi relazionali

Il mio intervento da psicologo del lavoro dunque è pratico, calato sulla specifica realtà, perché ogni azienda ed ogni settore produttivo ha le sue regole che bisogna conoscere e capire.

Il cambiamento è possibile? Assolutamente sì.

Ma ogni figura in azienda deve essere coinvolta nel processo di cambiamento: dal datore di lavoro, a tutti i livelli manageriali, ad ogni singolo dipendente. Tutti si possono impegnare in un’azione sinergica per:

  • essere consapevole del problema
  • individuarne le cause e le dinamiche
  • trovare proposte di soluzioni
  • sperimentare le nuove strategie di cambiamento
  • impegno e motivazione a lungo termine

Ripartiamo dall’ascolto

E serve l’ascolto. Mi sono resa conto, girando nelle varie realtà, grandi o piccole, che manca la consapevolezza dell’importanza dell’ascolto. Giusto ieri un lavoratore mi ha ripetuto lo stesso ritornello:

“L’azienda è bella e potrebbe essere sana, ma ci sono dei problemi che potrebbero essere risolti, se solo ci fosse la volontà di risolverli. Io ho provato a parlarne con i miei capi, ma ho capito che non vogliono sentire ciò che io ho loro da dire. Anzi, dal momento che ne ho parlato, mi sono sentito ancora più solo, mi sembra di essere stato isolato dagli altri”.

Terribile e gravissimo. Se, chi ne ha il potere, si prendesse del tempo per ascoltare, potrebbe scoprire un mondo nuovo. Ascoltare i collaboratori che vivono nei singoli reparti, permette di avere una visone chiara del problema.

Ma, anche in questo caso, il ritornello è sempre lo stesso.
“Non ho il tempo di mettermi ad ascoltare. Il lavoro è questo.”

Sicuramente il momento economico poco felice, costringe l’azienda ad avere ritmi serrati, gli obiettivi devono essere alti, e gli errori hanno gravi conseguenze. Ma, spesso tempo e denaro vengono “sprecati” proprio perché non si vuole andare in fondo a determinate processi o dinamiche. E questo va ad incrementare i problemi, come un criceto sulla ruota, un problema ne causa un altro, e ci si trova a rincorrere la produzione per non perdere clienti.

E’ sfiancante!

E così accade per l’azienda che vuole cambiare. Quanti si sono trovati a dover “combattere” con risorse umane che non accettano il cambiamento organizzativo. Il cambiamento viene visto, spesso come un ostacolo. Perché?
Come si può stimolare il cambiamento organizzativo?

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