Hai appena finito di parlare con una persona importante per te e ti rimane una sensazione spiacevole.
Ti chiedi se hai sbagliato qualcosa. Se avresti dovuto rispondere diversamente. Oppure pensi che il problema sia l’altro: non ascolta, vuole avere ragione, ti mette continuamente in difficoltà.
Ma il problema sei tu, l’altra persona o ciò che succede tra voi?
Quando una relazione diventa difficile, cercare subito chi sbaglia può impedirti di vedere qualcosa di importante: il modo in cui le vostre risposte si influenzano durante lo scambio.
È da qui che possiamo iniziare a comprendere meglio un problema relazionale.
Come riconoscere un problema relazionale
Un problema relazionale non si riconosce soltanto dai litigi.
Può emergere anche quando inizi a controllare continuamente ciò che dici, eviti alcuni argomenti o esci da una conversazione con la sensazione di non essere stato ascoltato o rispettato.
Può succedere in coppia, in famiglia, con un amico o con una persona con cui lavori.
Alcuni segnali possono essere:
- tensione frequente durante gli scambi;
- difficoltà a dire ciò che pensi;
- bisogno di spiegarti continuamente;
- sensazione di doverti adattare per evitare problemi;
- incomprensioni che tendono a ripetersi;
- percezione che nella relazione qualcosa sia diventato sbilanciato.
Un singolo episodio non basta per spiegare una relazione.
Diventa più utile osservare se alcune situazioni tendono a ripresentarsi e che cosa accade quando si presentano.
Nei problemi relazionali il problema è davvero l’altra persona?
Quando una relazione ti mette in difficoltà, è naturale cercare una spiegazione.
“Non mi ascolta.”
“Vuole sempre avere ragione.”
“È troppo aggressivo.”
Oppure la spiegazione si sposta su di te:
“Non so farmi rispettare.”
“Dico sempre la cosa sbagliata.”
“Probabilmente sono io il problema.”
Queste osservazioni possono contenere elementi reali. Ma descrivono soprattutto le persone e i loro comportamenti.
Per comprendere meglio ciò che sta succedendo manca ancora una domanda:
che cosa accade tra voi quando uno agisce in un certo modo e l’altro risponde?
È qui che il punto di osservazione cambia.
Che cosa succede tra voi quando nasce un problema relazionale
Immagina una situazione semplice.
Una persona fa un’osservazione che percepisci come svalutante e tu senti il bisogno di spiegarti.
Se guardi soltanto le due persone, puoi concludere:
“Lui mi svaluta.”
oppure
“Io non so farmi rispettare.”
Ma esiste un terzo punto da osservare.
Il Terzo Punto: che cosa accade tra noi?
Il Terzo Punto sposta l’attenzione dalle caratteristiche delle singole persone allo scambio che si costruisce tra loro.
Non serve a stabilire che la responsabilità sia sempre di entrambi, né a giustificare comportamenti scorretti.
Serve a osservare ciò che accade tra voi mentre interagite.
Quando la risposta dell’uno modifica quella dell’altro
Torniamo alla scena precedente.
Più ti senti svalutato, più cerchi di spiegarti. Più ti spieghi, più l’altra persona può interromperti, ignorarti o insistere. Tu allora aumenti ancora le spiegazioni.
Non sappiamo ancora perché accada.
Ma adesso possiamo vedere lo scambio, invece di limitarci a cercare chi dei due sia “il problema”.
Ed è una differenza importante: prima di decidere come intervenire, occorre comprendere ciò che sta realmente accadendo.
Cosa osservare quando c’è un problema relazionale
| Se guardi solo… | Potresti pensare… | Nella relazione puoi osservare… |
| L’altra persona | “È sempre lui/lei il problema” | Come le vostre risposte si influenzano |
| Te stesso | “Sono io che sbaglio sempre” | Che cosa accade quando reagisci, ti adatti o ti chiudi |
| Le parole | “Devo spiegarmi meglio” | Che cosa cambia nello scambio mentre comunicate |
| Il singolo episodio | “È successo solo questa volta” | Se una dinamica tende a ripresentarsi |
Perché comunicare meglio non sempre risolve i problemi relazionali
Quando una relazione non funziona, puoi pensare di dover trovare parole migliori.
Così prepari quello che vuoi dire, controlli il tono, cerchi di essere più chiaro. Nonostante ciò, la conversazione può finire esattamente come le precedenti.
Questo non significa che comunicare bene non sia importante.
Significa che la comunicazione avviene dentro una relazione.
Se non hai ancora compreso che cosa succede nello scambio, concentrarti soltanto sulle parole può significare intervenire sulla parte più visibile del problema.
Quando invece la difficoltà riguarda il modo in cui esprimi ciò che pensi, metti un limite o difendi il tuo punto di vista, puoi approfondire il tema nella pagina dedicata alla 🔗 comunicazione assertiva.
Lo stesso problema relazionale può comparire in contesti diversi
Puoi accorgertene con il partner, quando una conversazione prende sempre la stessa direzione.
In famiglia, con un amico o al lavoro, quando alcune interazioni finiscono per lasciarti puntualmente sulla difensiva o nella posizione di doverti adattare.
Il contesto cambia, ma la domanda utile rimane la stessa:
che cosa succede nella relazione quando compare il problema?
Se vuoi approfondire invece da dove possono nascere le difficoltà nelle relazioni, trovi un approfondimento nella pagina 🔗 Difficoltà relazionali: da dove nascono e come superarle.
Per un quadro più ampio puoi leggere anche 🔗 Comunicazione e relazioni interpersonali.
Capire il problema relazionale prima di cercare una soluzione
Per affrontare un problema relazionale, il primo passo non è trovare subito la frase giusta da dire o la soluzione perfetta.
È allenarti a osservare meglio ciò che succede.
- Che cosa è successo?
- Come hai reagito?
- Che cosa ha fatto l’altra persona dopo?
- È già accaduto altre volte?
Partire dalle situazioni concrete aiuta a ricostruire ciò che accade nella relazione e a capire quali elementi possono mantenere la difficoltà nel tempo.
Solo dopo puoi iniziare a individuare una direzione più adatta alla situazione.
Ed è proprio questo il mio obiettivo: aiutarti a diventare sempre più autonomo nel leggere ciò che accade e nel gestirlo.
Come dico spesso alle persone con cui lavoro:
“Il tuo obiettivo è liberarti di me il prima possibile.”
Se preferisci iniziare con uno strumento di approfondimento, puoi richiedere gratuitamente la mia 🔗 Guida pratica per migliorare le tue relazioni interpersonali.
Quando nelle relazioni qualcosa continua a metterti in difficoltà
Perdo facilmente la pazienza con gli altri: posso imparare a gestirla meglio?
Sì. Perdere la pazienza non significa semplicemente “avere un brutto carattere”. Può essere utile capire in quali situazioni succede, con chi e che cosa ti fa reagire più rapidamente.
Imparare a riconoscere questi passaggi può aiutarti a gestire la reazione prima che sia lei a guidare lo scambio.
Quando mi arrabbio non riesco a calmarmi: posso lavorare sulle mie emozioni?
Sì. Non si tratta di eliminare rabbia, irritazione o frustrazione, ma di imparare a riconoscerle e gestirle senza lasciare che decidano automaticamente come rispondere.
Questo può aiutarti soprattutto quando ti accorgi che a mente fredda avresti voluto comportarti diversamente.
Mi dicono che sono aggressivo: come faccio a capire se è vero?
Sentirselo dire non significa automaticamente che gli altri abbiano ragione, ma nemmeno che sia utile ignorarlo.
Più che chiederti se sei o non sei “una persona aggressiva”, può essere utile osservare che cosa accade concretamente nelle situazioni in cui gli altri percepiscono aggressività.
Evito alcune persone perché so già che finirò per stare male: è sbagliato?
Non necessariamente. Prendere le distanze può essere una scelta utile in alcune situazioni.
La domanda importante è capire se stai scegliendo di allontanarti oppure se senti di non avere altre possibilità.
Sono due situazioni molto diverse e possono richiedere direzioni diverse.
Continui a chiederti se il problema sei tu o l’altra persona?
Se ti sei riconosciuto in alcune situazioni descritte, questo non significa avere ricevuto una diagnosi né avere necessariamente un problema psicologico.
Può però essere utile capire meglio ciò che accade nella relazione, soprattutto quando certe situazioni continuano a ripetersi nonostante i tuoi tentativi di cambiarle.
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Il primo colloquio conoscitivo gratuito dura circa 15–20 minuti e si svolge online.
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Dott.ssa Patrizia Marzola, Psicologa e Neuropsicologa del Benessere®, iscrizione Albo Emilia-Romagna n. 3524. Ricevo nel mio studio a Fidenza e tramite consulenze online.




