Internet Addiction Disorder (IAD)

La dipendenza da internet o Internet Addiction Disorder (IAD) rientra tra le
dipendenze comportamentali.
 Che comprendono gioco d’azzardo patologico, shopping compulsivo, dipendenza affettiva, dipendenza sessuale, dipendenza da lavoro e dipendenza da internet.

La dipendenza da internt è qualcosa che può coinvolgere il rapporto dell’individuo con diversi oggetti e che può riguardare la messa in atto di modalità compulsive e reiterate (che si ripetono), di comportamenti diversi.

Nelle dipendenze patologiche c’è una coazione a ripetere. Riflette una spinta inesorabile che porta l’individuo a dedicarsi completamente alla sua dipendenza, scordando ogni altro aspetto della sua vita. Si immerge nel suo mondo, dove la sua dipendenza lo risucchia senza che l’individuo ne abbia una vera percezione cosciente. (Ad esempio. Il tempo che passa non viene percepito. Per questo motivo il dipendente del web può stare moltissime ore davanti al computer). È il bisogno che si ripete continuamente. Dunque la dipendenza da internet è caratterizzata da un uso eccessivo e patologico di internet.

Orzavk, 1999 “Il dipendente da internet usa il mezzo in maniera esclusiva e totalizzante, instaurando un legame così forte che il computer diventa la nuova relazione primaria della sua vita”.

Se l’attività su internet viene interrotta bruscamente dal famigliare, il dipendete da internet manifesta rabbia, agitazione, frustrazione, ansia, diventa aggressivo perché gli viene negata la possibilità di avere l’accesso allo strumento, proprio come in una dipendenza da sostanze, il dipendente da internet vive la sua crisi di astinenza.

La vita sociale viene progressivamente interrotta. Tutte le attività all’esterno vengono eliminate perché prive di interesse. Al contrario la rete è quella luce che mantiene acceso l’interesse. Si va alla ricerca della connessione più veloce, si cercano nuovi software, insomma internet viene vissuto come il vero mondo. Anche gli amici sono virtuali.

Vi riporto come esempio questo dialogo avvenuto con un giovane adolescente di 17 anni

Io:  “Non ti mancano gli amici?”

Lui: “Ma io sono pieno di amici su internet, si chatta continuamente”.

Io: “Non li conosci di persona?”

Lui: “Perché? Per poi farmi prendere in giro? No, su internet tutto è più facile.”

Io: “Quando sei su internet cosa fai?”

Lui: “Un sacco di cose. Dipende. Sono sempre in cerca di novità, dai programmi, ai giochi, ci si confronta nei forum.”

Io:” Quando ti fermi? E cosa ti succede quando ti fermi?”

Lui: “Io non mi fermerei mai. È mia madre che entra e mi spegne tutto. Mi viene una rabbia. La picchierei. Perché lei non capisce come mi sento dopo. “

Io: “Cosa provi”

Lui: “Ansia. E se è uscito qualcosa di nuovo nel frattempo? E io non l’ho visto? “

Io: “E quando non sei su internet cosa fai?”

Lui: “Penso a quale sito visitare. Penso a come potrei trovare nuove soluzioni. Ma soprattutto come poter avere acceso al pc senza che mia madre se ne accorga.”

Io: ”Quindi hai un pensiero fisso? Dal quale non riesci a staccarti?”

Lui: “Non è che non riesco, non lo capisci che non posso? Non posso, punto. Sto troppo male, se non posso andarci. È un inferno. Spaccherei tutto dalla rabbia. Ho capito che ho la  dipendenza da internet, ma è più forte di me”

Perché ci si rifugia su internet?

A colloquio il racconto di chi sta vivendo una dipendenza da internet è più o meno sempre lo stesso:

“Non mi piace la mia realtà. È difficile da gestire. Mi sento inadeguato. “

“Non ho amici. Mi sento solo. “

“Scappo dalle difficoltà e dalle pretese quotidiane, perché non mi sento all’altezza. Io non posso essere perfetto. Io non riesco ad essere il migliore a scuola”.

“Su internet mi sento forte. Giocando su internet io vinco sempre. Ho raggiunto il record in questo gioco. Sono considerato un campione. Mentre nella vita reale sono un fallito, non sono nessuno”.

“Ma poi mi sento in colpa. Ho sprecato tutto il giorno senza studiare. Non riesco a guardare in faccia i miei genitori. Mi vergogno. Mi faccio un sacco di promesse, ma poi cadono tutte, io non posso fare a meno di internet, devo giocare. Anche se poi i sentimenti di vergogna e di senso di colpa mi torturano. Vivo perennemente nell’ansia, mi sento sempre triste e vuoto. “

Da queste frasi possiamo quindi farci la storia di queste persone, che hanno trovato nella dipendenza da internet il loro scopo.

  • Persona con bassa o nulla autostima;
  • Persone sole. Prive di abilità sociali;
  • Incapaci di pensare a sé stessi come individui che possono costruire la loro vita in modo soddisfacente;
  • Sono evitanti dei rapporti sociali. Vivono la loro timidezza come una malattia, una menomazione;
  • Soffrono di ansia e disturbi dell’umore (depressione);
  • Agitati, nervosi e frustrati. Aggressivi con i famigliari, sia a voce che con le mani, nel momento in cui viene negato loro l’accesso ad Internet.

Su cosa si deve lavorare?

Su diversi fronti. Intanto la diagnosi corretta ci permette di individuare anche disturbi di personalità che possono accompagnare la dipendenza. Perché la Dipendenza da Internet può essere accompagnata anche da altri disturbi,  se non vengono individuati non possono essere trattati, e dunque la terapia può non dare alcun risultato.

Si lavora sul comportamento compulsivo. Sull’ossessione.

Si agisce su autostima. Si insegnano le abilità sociali. Ricostruendo questa fragile identità, per passare dalla percezione di un individuo incompetente a competente, capace. Si stimola la persona attraverso esercizi guidati e compiti a nuove attività per farlo uscire da casa. Quindi si combattono: ansia, stress e i possibili disturbi dell’umore (depressione).

È un lavoro lungo dove vengono chiamati in causa tutti fattori Capaci di portare cambiamento: autostima e motivazione. Coraggio, forza e impegno. Una strada lunga, ma non impossibile.

Molto utile si rivela il gruppo perché può essere una fonte di forza che porta a spezzare la compulsione, ma anche a lavorare sui concetti di autostima e di autoefficacia.

Così come è importante il supporto della famiglia.

La terapia deve aiutare la persona dipendente a prendere atto di nuove regole: di pensiero e di comportamento.

Alcune definizioni

Addiction = perdita di controllo dell’uso di una sostanza. Si riferisce al comportamento, è legato all’idea di sottomissione e mancanza di libertà.

Craving = spinta all’agire. Comprende i comportamenti compulsivi e impulsivi.

Compulsione = comportamenti ripetitivi o atti mentali che l’individuo si sente obbligato a mettere in atto in risposta a un’ossessione o secondo regole che devono essere applicate rigidamente. I comportamenti o gli atti mentali hanno l’obiettivo di prevenire o ridurre l’angoscia o il disagio, o di prevenire alcune situazioni o eventi temuti; tuttavia, questi comportamenti o atti mentali non sono connessi in modo realistico con ciò che hanno lo scopo di neutralizzare o prevenire o sono chiaramente connessi. (DSM – 5)

Dipendenza da cybersesso = attività sessuali online “Online Sexual Activites” – OSA. Si riferiscono alle attività sessuali e alle loro relative applicazioni che vengono realizzate e fruite su internet ( Doring, 2009). Comportamenti collegati al mondo della sessualità che hanno la peculiarità di essere praticati online.

Ossessioni = pensieri, impulsi o immagini ricorrenti e persistenti che sono vissuti come indesiderati.