Sai che dovresti avere più fiducia in te. Ma proprio quando devi esporti, scegliere, dire ciò che pensi o affrontare qualcosa di nuovo, inizi a dubitare?
Ho creato questa guida gratuita per aiutarti a capire che cosa succede proprio in quei momenti e da dove puoi iniziare per costruire una fiducia in te più solida.
📘 Guida gratuita in PDF – 17 pagine
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Sai che dovresti avere più fiducia in te. Ma che cosa succede quando non ce l’hai?
Ti prepari per uscire.
Ti guardi allo specchio, cambi maglia. Poi la cambi di nuovo.
Non ti convince come sei vestito. Non ti convincono i capelli. A un certo punto pensi persino che forse sarebbe meglio non andare.
Non è la maglia il problema.
È quella sensazione difficile da spiegare di non sentirti mai del tutto a posto.
Poi sei con gli altri.
Qualcuno racconta qualcosa, intervieni anche tu. Appena hai finito di parlare, però, inizi a ripensare a quello che hai detto.
“Forse ho parlato troppo.”
“Chissà cosa avranno pensato.”
“Potevo stare zitto.”
Magari nessuno ha reagito male.
Il giudizio è arrivato da te.
Al lavoro non è molto diverso.
Ricevi un complimento e pensi che, in fondo, non hai fatto niente di speciale.
Commetti un errore e quello, invece, diventa enorme.
Non pensi soltanto:
“Ho sbagliato.”
Pensi:
“Sono io che non vado bene.”
E poi ci sono le decisioni.
Quelle importanti, ma anche quelle apparentemente banali.
Ci pensi. Ci ripensi. Chiedi un parere. Poi magari ne chiedi un altro.
Hai paura di scegliere male e, se qualcosa non va come speravi, il senso di colpa arriva immediatamente:
“Dovevo capirlo.”
“Perché faccio sempre così?”
“Possibile che sbagli sempre tutto?”
E a forza di giudicarti, inizi anche a limitarti
Rinunci a dire quello che pensi.
Ti adatti per non creare problemi.
Ti confronti con gli altri e trovi subito quello che loro hanno più di te.
Rimandi qualcosa che vorresti fare perché non ti senti ancora abbastanza pronto.
A volte basta una critica, uno sguardo che interpreti male o una risposta più fredda del solito per farti chiedere:
“Che cosa ho fatto di sbagliato?”
Vivere con una bassa autostima può significare anche questo:
non sentirti semplicemente insicuro, ma vivere con un giudice interiore che continua a valutare ciò che fai, ciò che dici e perfino ciò che senti.
E quando questo modo di guardarti diventa abituale, può essere difficile accorgerti di quanto stia influenzando le tue scelte, le relazioni e il modo in cui vivi le esperienze.
E spesso te ne accorgi solo dopo
Dopo che hai rinunciato.
Hai detto sì, anche se avresti voluto dire no.
Sei rimasto in silenzio.
Hai lasciato perdere qualcosa che desideravi.
È allora che può arrivare un’altra domanda:
“Perché continuo a comportarmi così, anche se so che vorrei essere diverso?”
Ed è proprio da questa domanda che possiamo iniziare a guardare l’autostima in un modo diverso.
Avere autostima non significa sentirti sempre sicuro
Forse è proprio qui che rischi di giudicarti ancora più duramente.
Ti senti insicuro e pensi che non dovresti esserlo.
Hai paura e ti dici che, se avessi davvero fiducia in te, quella paura non ci sarebbe.
Sbagli qualcosa e non ti concedi semplicemente di aver commesso un errore. Inizi subito a chiederti:
“Perché non riesco a fare le cose come dovrei?”
“Perché gli altri sembrano farcela e io no?”
“Che cosa c’è che non va in me?”
Così al problema che stai affrontando se ne aggiunge un altro: il giudizio che dai a te stesso per il modo in cui lo stai affrontando.
Ma avere una buona autostima non significa essere sempre sicuro, non avere paura o sapere sempre cosa fare.
E non significa nemmeno essere perfetto o avere tutto sotto controllo.
La differenza si vede soprattutto quando qualcosa non va come volevi.
Hai fatto un errore?
Puoi pensare:
“Ho sbagliato. Voglio capire cosa è successo.”
Oppure, quell’errore può trasformarsi immediatamente in:
“Ho sbagliato perché non sono capace.”
Nel primo caso stai giudicando quello che hai fatto.
Nel secondo stai giudicando chi sei.
Ed è una differenza enorme.
Perché se ogni errore diventa una prova che non sei abbastanza, ogni difficoltà la conferma che non sei capace e ogni insicurezza qualcosa di cui vergognarti, non stai più soltanto vivendo una situazione difficile: stai usando quella situazione per definire il tuo valore.
È anche da qui che possiamo iniziare a guardare l’autostima in modo diverso:
non da quanto riesci a sentirti sempre sicuro, ma da come impari a trattarti proprio quando sicuro non ti senti.
🔗 Se vuoi capire più a fondo come funziona questo meccanismo, puoi leggere Problemi di autostima: comprenderli è il primo passo per superarli.
Perché ho scritto la guida “Più autostima, più vita”
Forse anche tu sai già molte delle cose che dovresti fare.
Sai che dovresti avere più fiducia in te.
Che non dovresti confrontarti continuamente con gli altri.
Che non puoi permettere a una critica di mettere in discussione tutto quello che vali.
E probabilmente ti sei già detto tante volte:
“Devo smetterla di farmi tutti questi problemi.”
“Devo credere di più in me.”
“Non posso continuare a preoccuparmi di quello che pensano gli altri.”
Ma se bastasse sapere queste cose, probabilmente avresti già risolto il problema.
È proprio per questo che ho scritto “Più autostima, più vita”.
Non per dirti ancora una volta che devi avere più fiducia in te, ma per aiutarti a fare qualcosa di diverso: capire che cosa succede dentro di te proprio nei momenti in cui quella fiducia viene meno.
- Che cosa pensi?
- Che cosa temi?
- Come interpreti quello che sta accadendo?
E soprattutto: che cosa finisci per fare — o per non fare — quando inizi a dubitare di te?
Perché è molto difficile cambiare qualcosa che continui a vivere senza riuscire a vederne il funzionamento.
Questa guida nasce per aiutarti a cominciare proprio da lì.
Che cosa troverai nella guida sull’autostima
“Più autostima, più vita” è una guida pratica, scritta con un linguaggio semplice e pensata per aiutarti a osservare l’autostima nella tua vita quotidiana.
Non soltanto come concetto psicologico, ma attraverso ciò che pensi, senti e fai nelle situazioni che vivi ogni giorno.
Nella guida inizierai a esplorare:
- perché puoi sentirti “non abbastanza”, anche quando hai capacità e risorse;
- come alcuni pensieri possono influenzare il modo in cui guardi te stesso;
- che cosa succede quando il timore del giudizio degli altri entra nelle tue decisioni;
- perché aspettare di sentirti completamente sicuro può portarti a rimandare proprio le esperienze che potrebbero aiutarti a costruire fiducia;
- come l’autostima entra nelle relazioni, nel lavoro, nelle scelte e nel modo in cui affronti le difficoltà;
- perché ciò che fai e sperimenti può modificare progressivamente il modo in cui percepisci le tue capacità.
Troverai domande, spunti di riflessione ed esercizi che ti aiuteranno a portare questi concetti nella tua esperienza.
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Questa guida sull’autostima può esserti utile se…
Sai che cosa vorresti dire, ma quando arriva il momento ti trattieni.
Prendi una decisione e subito dopo inizi a chiederti se hai fatto la scelta giusta.
Ti senti facilmente in colpa, anche quando razionalmente sai di non aver fatto nulla di male. Hai detto di no, hai espresso un bisogno, hai scelto qualcosa per te… e poco dopo inizi a chiederti:
“Sarò stato egoista?”
“Avrò ferito qualcuno?”
“Forse avrei dovuto comportarmi diversamente.”
Ricevi dieci apprezzamenti, ma basta una critica perché tutto il resto perda importanza.
Ti confronti con gli altri e trovi facilmente ciò che loro hanno e che a te sembra mancare.
Ci sono situazioni in cui ti senti fuori posto, come se gli altri sapessero naturalmente come comportarsi mentre tu dovessi continuamente controllare quello che dici e quello che fai.
Vorresti provare qualcosa di nuovo, ma continui ad aspettare di sentirti più preparato, più sicuro, più pronto.
E quando qualcosa va male, non pensi soltanto:
“Ho sbagliato.”
Il pensiero può diventare molto più personale:
“Sono io quello sbagliato.”
“C’è qualcosa che non va in me.”
“Forse non sono abbastanza.”
Ed è qui che un errore, una critica o una situazione difficile smettono di riguardare soltanto quello che è successo e iniziano a mettere in discussione il valore che attribuisci a te stesso.
Se ti riconosci in alcune di queste situazioni, il punto non è convincerti che devi semplicemente credere di più in te stesso.
Può essere molto più utile iniziare a capire come hai imparato a guardarti, giudicarti e attribuire significato a quello che ti succede.
Una guida sull’autostima non serve a convincerti a “pensare positivo”
Ripeterti:
“Devo avere più fiducia in me.”
non significa necessariamente riuscire ad averne di più.
E nemmeno dirti:
“Sono bravo.”
“Valgo.”
“Ce la farò.”
cambia automaticamente ciò che accade quando ti trovi davanti a una situazione che mette alla prova la tua sicurezza.
Per questo la guida NON È una raccolta di frasi motivazionali.
TI AIUTA INVECE A OSSERVARE.
- Che cosa pensi quando qualcosa non va come vorresti?
- Che significato attribuisci a un errore?
- Quanto pesa il giudizio degli altri?
- Che cosa fai quando inizi a sentirti insicuro?
- Ti esponi comunque oppure ti ritiri?
Sono domande semplici.
Ma possono rendere visibile qualcosa che, mentre lo vivi, è molto più difficile riconoscere.
L’autostima non cresce soltanto pensandoci
C’è un punto della guida che considero particolarmente importante.
Più aspetti di sentirti sicuro per agire, meno occasioni hai per costruire quella sicurezza.
Immagina di voler intervenire durante una riunione, ma di decidere:
“Parlerò quando mi sentirò più sicuro.”
La volta successiva aspetti ancora.
Poi ancora.
In questo modo eviti il rischio di esporti, ma perdi anche la possibilità di fare una nuova esperienza:
parlare e scoprire che puoi farlo.
È questo il funzionamento che può diventare difficile vedere dall’interno.
Il dubbio ti porta a evitare.
L’evitamento ti protegge momentaneamente dall’incertezza.
Ma, nello stesso tempo, non ti permette di raccogliere nuove informazioni sulle tue capacità.
Anche quello che fai cambia il modo in cui guardi te stesso
La fiducia non deve necessariamente arrivare tutta prima dell’azione.
Può costruirsi anche attraverso l’esperienza.
Agisci.
Fai esperienza.
Scopri qualcosa di nuovo su di te.
E quell’esperienza entra progressivamente nel modo in cui impari a guardarti.
Per questo lavorare sull’autostima non significa soltanto cambiare ciò che pensi.
Significa anche comprendere che cosa fai quando inizi a dubitare di te.
🔗 Se vuoi approfondire questo aspetto, puoi leggere Come alzare la propria autostima.
Puoi vivere la stessa esperienza di un’altra persona e uscirne con un’idea completamente diversa di te.
Hai affrontato qualcosa che ti preoccupava e ce l’hai fatta.
Potresti dirti:
“Avevo paura, ma ci ho provato e sono riuscito ad affrontarla.”
Oppure:
“Sì, ma sono stato fortunato. Non era poi così difficile.”
Il risultato è lo stesso.
Quello che cambia è il significato che gli dai.
Ed è qui che entra in gioco qualcosa su cui invito spesso a riflettere quando parliamo di autostima: il tuo atteggiamento mentale.
Non significa guardare tutto con ottimismo o convincerti che vada sempre bene.
Il tuo atteggiamento mentale si costruisce anche attraverso le parole che usi quando parli con te stesso e il significato che sei abituato ad attribuire a ciò che ti accade.
Perché una situazione non ti lascia soltanto un risultato.
Ti lascia anche una storia che racconti a te stesso su quel risultato.
“Ho sbagliato, quindi non sono capace.”
“Mi ha criticato, quindi non valgo abbastanza.”
“Non è andata come volevo, quindi sarà un disastro.”
Come le parole che ti dici influenzano la tua autostima
Puoi riconoscere la stessa difficoltà senza trasformarla automaticamente in una sentenza su di te:
“C’è un problema. Che cosa posso capire da quello che è successo?”
La differenza non consiste nel negare la realtà.
Un atteggiamento mentale positivo riconosce il problema e orienta l’attenzione verso ciò che puoi comprendere e affrontare.
Un atteggiamento mentale negativo, invece, tende a leggere la difficoltà attraverso il fallimento, la colpa o la previsione che andrà tutto male.
Ed è per questo che l’autostima assomiglia più a uno specchio che a una medaglia.
La medaglia racconta ciò che hai ottenuto.
Lo specchio racconta il significato che dai a ciò che vivi e, attraverso quel significato, il modo in cui impari a guardare te stesso.
Puoi ottenere risultati, ricevere complimenti e superare difficoltà. Ma se continui a sminuire ciò che fai, anche un’esperienza positiva può diventare:
“Non conta.”
“È stato un caso.”
“Chiunque ci sarebbe riuscito.”
Le parole con cui interpreti le tue esperienze contano, perché influenzano il modo in cui ti senti e le convinzioni che costruisci su te stesso.
Ed è proprio uno degli aspetti che la guida sull’autostima “Più autostima, più vita” ti aiuterà a iniziare a osservare.
Vuoi iniziare a capire che cosa succede quando dubiti di te?
Non devi diventare una persona che non ha mai paura, non sbaglia e non si sente mai insicura.
Puoi iniziare da qualcosa di molto più concreto:
osservare che cosa accade nei momenti in cui la fiducia in te stesso vacilla.
È per questo che ho creato “Più autostima, più vita”.
📘 La guida è gratuita, contiene 17 pagine e la riceverai direttamente via e-mail in formato PDF.
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Domande sulla guida gratuita sull’autostima
La guida sull’autostima è gratuita e come posso riceverla?
Sì. “Più autostima, più vita” è una guida gratuita sull’autostima in formato PDF.
Per riceverla, scrivimi a info@patriziamarzola.it e te la invierò direttamente via e-mail.
Il tuo indirizzo e-mail verrà utilizzato esclusivamente per inviarti la guida che hai richiesto. Non verrai iscritto a newsletter e non riceverai comunicazioni pubblicitarie, promozionali o altri messaggi che non hai richiesto.
A chi è rivolta la guida?
È pensata per te se tendi a dubitare delle tue capacità, ti senti insicuro in alcune situazioni o ti accorgi che il giudizio che hai di te influenza le tue scelte, le relazioni, il lavoro o la capacità di esporti.
Che cosa contiene la guida sull’autostima?
La guida affronta il rapporto tra autostima, pensieri, convinzioni, emozioni, giudizio degli altri e comportamento. Contiene inoltre domande, esempi, spunti di riflessione ed esercizi per iniziare a osservare questi aspetti nella tua esperienza quotidiana.
La guida contiene esercizi per l’autostima?
Sì. La guida contiene esercizi e domande di riflessione che servono soprattutto ad aiutarti a osservare il tuo modo di pensare e reagire nelle situazioni che mettono alla prova la fiducia in te stesso.
Una guida può bastare per migliorare l’autostima?
Una guida può aiutarti a comprendere meglio alcuni meccanismi e offrirti nuovi punti di osservazione. Non può però sostituire un lavoro personalizzato quando la difficoltà richiede di comprendere il tuo specifico modo di funzionare.


