COSA POSSO FARE PER VINCERE L’ANSIA

  1. Le sensazioni dell’ansia
  2. Quali sono i pensieri che alimentano ansia?
  3. Qual è il meccanismo che mantiene l’ansia?
  4. Perché gli altri non capiscono la crisi d’ansia?
  5. Vincere l’ansia in 4 mosse

1.Le sensazioni dell’ansia

L’ansia viene raccontata così da chi la prova:

 “Ad un certo punto, mi sento soffocare, il cuore mi batte all’impazzata, sento di non avere più il controllo del mio corpo, vado nel panico e mi blocco. Ho il terrore che gli altri possano vedere cosa mi sta succedendo. Ma ci sono certe volte che non riesco a far finta di niente. Ora vivo nella continua paura di essere sopraffatto dall’ansia. Evito tutte le situazioni che possono farmi provare ansia. Esco pochissimo, ho paura che gli altri possano giudicarmi male, così evito gli amici, le feste, le situazioni in generale. Andare a fare la spesa da solo è un incubo. E se stessi male al supermercato? Non potrei sopportare il giudizio degli altri. Evito di usare l’auto per fare viaggi lunghi da solo, evito autostrade e tangenziali. Non ne posso più di vivere così”.

2.Quali sono i pensieri che alimentano l’ansia?

Il pensiero costante è la paura. Paura di stare male: non riuscire a respirare, di soffocare. Paure legate al giudizio: di impazzire, di non essere all’altezza, di fare brutte figure. Paura di essere soli: di non ricevere aiuto nel caso si dovesse stare male. Quindi ogni azione deve essere fatta con la presenza di qualcuno, come ad esempio: guidare, fare la spesa, andare in posta, fare shopping.

Quindi, questi pensieri trasformano la vita in una prigione e le sbarre sono proprio le credenze di non riuscire a gestire una specifica situazione. Così, il pensiero si fissa di continuo sulla paura, è la paura stessa che spaventa.

Si è assolutamente convinti di non riuscire a fare quella cosa, perché è certo che si proverà ansia. E non c’è nessun ragionamento che possa convincere del fatto che l’ansia si possa vincere.

3.Qual è il meccanismo che mantiene l’ansia e impedisce di vincere l’ansia?

Si chiama circolo dell’ansia. Il circolo si attiva in una situazione specifica, cui fa seguito un preciso significato, di paura. Conoscere come funziona questo circolo permette di capire come vincere l’ansia.

Il circolo dell’ansia funziona così:

  1. C’è un evento scontentante: una situazione specifica, come ad esempio essere in coda, essere in auto in autostrada…
  2. Che accende delle sensazioni corporee: aumento del battito cardiaco e frequenza respiratoria, senso di oppressione allo stomaco, al petto, alla gola, sudore….
  3. Parte il significato personale legato a tutto queste, si da loro delle interpretazioni catastrofiche: starò malissimo, succederà il peggio…
  4. Si va con il pensiero a ricordi di stesse situazioni già vissute in passato.

Questo attiva un circuito che gira su sé stesso, continuando ad alimentare: sensazioni corporee, pensieri di paura, e tentativi di bloccare tutto questo.
Ma in realtà si è bloccati, dalla paura e dalla convinzione che qualcosa di terribile sta per accadere.

In pratica durante una crisi d’ansia succede questo:

Situazione, a cui do un significato di paura, (pensieri irrazionali), provo emozioni di paura, di smarrimento, che mi fanno provare sintomi (tremori, soffocamento, aumenta frequenza e battito cardiaco, vertigini ..), mettono in moto lo specifico comportamento di fronte a quella situazione: evitare assolutamente quella situazione.

4.Per vincere l’ansia si deve bloccare l’evitamento

Quanto più evitiamo quella specifica situazione che ci spaventa, tanto più forte sarà l’ansia provata nella stessa situazione.

È l’azione lo strumento fondamentale per vincere l’ansia. Agire significa affrontare prima di tutto le proprie convinzioni irrazionali.
Esempio di convinzioni irrazionali sono:
“Non posso farcela è troppo difficile. Io non sono in grado sono troppo debole.”
“E se gli altri mi vedessero mentre sto vivendo una crisi d’ansia? Non posso tollerare il giudizio degli altri”.

Per vincere l’ansia si devono mettere a fuoco quali sono le situazioni che fanno scattare i sintomi. Perché l’ansia nasce quando diamo un significato di paura a specifiche situazioni. E questa paura prende piede, perché i sintomi fisici che si provano, sono conferme al fatto che facciamo bene ad avere paura.

Vincere l’ansia non significa non provarla più, ma capire il funzionamento della sua attivazione, permette di mettere in pratica le strategie adatte a ciascuno per far fronte a quella specifica situazione che l’ansia ci fa evitare, perché il dolore e la sofferenza è troppo grande per riuscire a gestirlo.

5.Vincere l’ansia in 4 mosse

Vincere l’ansia si può? Il valore della strategia

  1. Consapevolezza: quali sono i pensieri che nascono in quella situazione specifica? Se capisci cosa ti dici allora puoi individuare e mettere in pratica le strategie adatte a te.
  2. Smettere di evitare. Piccoli passi grandi cambiamenti, un piccolo passo per volta. Perché oltre alla situazione si evitano le emozioni dolorose legate ad essa. Perciò ci si focalizza sul sintomo, pensando solo al fatto che ansia significa dolore e sofferenza. La differenza delle parole che dici a te stesso. Passare da : “Non ce la faccio è troppo difficile” a “Difficile non è impossibile, anche io posso riuscire a vincere l’ansia”.
  3. Il presente.Permette di spostare l’attenzione da ciò che si teme. Mi focalizzo sul mio obiettivo: “Voglio stare bene, posso farcela”.
    Cambiare il punto di vista. Aprire la strada a nuovi punti di vista.
  4. Allenamento, motivazione, volontà. In una parola

Due parole sull’autostima: Perdere l’autostima significa perdere sé stessi

Autostima significa avere delle convinzioni verso sé stessi che sono in equilibrio: avere una chiara visione di sé, rispetto ai punti di forza e punti più deboli, una sana autostima non significa sentirsi dei super eroi, dei draghi invincibili, ma semplicemente, sapere che di fronte alle difficoltà, si potranno usare le risorse personali che potranno aiutare ad affrontare quella specifica situazione.

Non serve camminare sui carboni ardenti per sentirsi forti!

Non avere fiducia in sé stessi, porta a perdere la stima di sé stessi, fa sentire incapaci di di fare qualunque cosa. Si diventa, così, dipendenti dagli altri.
Questa incapacità di gestire in modo autonomo la propria vita, costringe la persona che prova ansia, ad una vita fatta di paure e sensi di colpa.
C’è chi rimane senza amici, perde il lavoro, non coglie importanti opportunità di vita, teme di dire agli altri, che, il motivo per il quale non partecipa alle attività proposte, è legato all’ansia.
Troppa vergogna, troppo senso di colpa, eccessiva paura del giudizio degli altri.

6.Perché gli altri non capiscono la crisi d’ansia?

Chi non ha mai provato un attacco di ansia, non riesce a capire cosa significa provare ansia. Gli altri, tendono a sottostimare la paura che la persona cerca di spiegare senza riuscirci.
Quando si ha mal di denti, è facile da spiegare, si mostra il dente e si interviene. È una cosa visibile. Ma come è possibile spiegare una cosa che non si vede? Come riuscire a far capire quello stato di confusione e trambusto che colpisce il corpo e la mente, mentre si sta vivendo una crisi di ansia?

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