Gestione Stress Biologico

Sicurezza sul lavoro, valutazione dei rischi, gestione psicologica del rischio biologico covid 19

Da quando è iniziata l’emergenza sanitaria sto lavorando con lavoratori di diverse realtà aziendali per la gestione psicologica del rischio biologico covid 19.

In quanto psicologa clinica e tecnico della sicurezza (sono RSPP dal 2007) la valutazione dei rischi è un processo continuo che deve riguardare la presenza di tutti fattori di rischio.

Dal punto di vista della valutazione dei rischi le azioni pratiche implementate dalle aziende sono:

  • Valutazione rischio biologico potenziale e non intenzionale da coronavirus negli ambienti di lavoro
  • Protocollo di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus covid-19 negli ambienti di lavoro
  • Corsi di formazione certificati che riguardano le Misure Anti-Contagio Covid19 – DPI, e per chi si occupa della pulizia e sanificazione Formazione Specifica dei Lavoratori Addetti alle Operazioni di Pulizia e Sanificazione negli Ambienti di Lavoro – COVID-19 – 2 ore

Questo perché fare sicurezza sul lavoro significa istituire programmi continui di informazioni e di comunicazioni, che possano permettere di adottare azioni di aiuto concreto per chiunque viva nell’ambiente di lavoro.

L’emergenza corona virus è stata per tutti noi un grande scossone, che ha modificato radicalmente le nostre abitudini quotidiane. Abbiamo vissuto situazioni che mai avremmo pensato di dover vivere. E questo ha generato in tutti noi una serie di emozioni.

Ognuno di noi le ha vissute e le vive in modo diverso. Perché è diverso il significato stesso che diamo alle situazioni. Così come è soggettivo la percezione del pericolo.

Queste variabilità soggettive possono agevolare od ostacolare i processi di adattamento al cambiamento dello stile di vita: lavorativo e quotidiano in generale.
Parlo del dover mantenere le distanze sociali, stare sempre attenti all’igiene delle mani e all’indossare i dpi, questo sia al lavoro che nella vita privata.

Prova a riflettere su cosa è cambiato nella tua vita quotidiana? Come stai vivendo questo cambiamento?
Abbiamo conosciuto tutti il significato dell’acronimo DPI – dispositivi di protezione individuali, che con il passare delle fasi sono cambiati: guanti e mascherina.
All’inizio un po’ di confusione, di imbarazzo: mascherina FFp2? Chirurgica? Guanti? Come li uso? Quando?
I dpi hanno avuto un impatto diverso rispetto al dove e come quando si indossano: al lavoro e nella vita quotidiana in generale.

Moltissime persone li hanno indossati per la prima volta. Toccando con mano, (letteralmente!) le difficoltà che guanti e mascherina creano. Per non parlare poi, della loro difficile reperibilità.

Ognuno di noi ha vissuto diverse fasi in questi lunghi 6 mesi. Un’emergenza è per definizione qualcosa che non si può prevedere, accade e basta. Si deve correre ai ripari. Sta poi alle nostre capacità personali adattarsi alle nuove esigenze. Forse hai già sentito parlare di Resilienza, una serie di capacità personali che rappresentano la nostra corazza per resistere agli urti della vita!
E queste abilità non sono innate, si apprendono. E in contesti di emergenza, si devono imparare, sono abilità necessarie che aiutano ad affrontare questo momento così difficile.
La parola cambiamento può spaventare. Perché porta con sé nuove consapevolezze e nuove emozioni.
Nel cambiamento un ruolo vitale lo giocano le nostre abitudini mentali, le nostre convinzioni, i nostri valori, perché vanno ad attivare specifici comportamenti reattivi. E questi comportamenti sono veicolati dalle emozioni.

In questi mesi ho visto tante reazioni diverse a questa situazione, ad esempio:

  • C’è chi ha reagito a questa emergenza in modo lucido adeguandosi subito ai comportamenti di sicurezza.
  • Chi invece, ha vissuto le nuove regole di prevenzione e protezione, come vincoli, attivando così atteggiamenti provocatori, di rabbia, di ostinazione, dove volutamente, non ha messo in atto le regole né per la sua, né, cosa più grave, per la sicurezza degli altri.
  • Altre persone hanno sperimentato forti crisi di ansia con violenti attacchi di panico, o disturbi dell’umore, come ad esempio crisi depressive.
  • Chi si è sentito impaurito verso un futuro che sente così instabile.

Potrei andare avanti ancora, ma credo di aver reso l’idea.

Poi tutti gli effetti legati alla persona. Chi ha perso il lavoro. Chi ha dovuto comunque continuare a lavorare perché la sua azienda doveva rimanere aperta. Chi non poteva abbracciare i propri cari. Chi li ha persi.

Stanchezza, stress, ansia, paura possono influenzare negativamente la performance lavorativa, riducendo attenzione, concentrazione, capacità decisionale, rendendo debole anche la motivazione stessa all’impegno.
E sappiamo che sicurezza sul lavoro e queste emozioni negative non vanno d’accordo. Possono crescere le probabilità di infortuni sul lavoro. Aggravando ancora di più una situazione già grave.
Cadendo a forte impatto anche sull’autostima, ledendo il valore personale.

Ecco perché da quando è iniziata questa emergenza sanitaria il mio lavoro è dedicato a dare supporto emotivo alle persone in questa situazione di emergenza. Sia nella vita privata che negli ambienti di lavoro. Io giro moltissimo, anche se ora virtualmente, ma vedo davvero tante realtà diverse.

Ma tutti noi abbiamo bisogno di sentirci sicuri, quanto più aumenta la percezione della sicurezza del nostro ambiente di lavoro tanto più riusciamo ad affrontare situazioni di ansia e di tensione.

Se ti interessa conoscere più da vicino il mio lavoro come Psicologa Aziendale in ambito di Sicurezza del Lavoro, ti invito ad approfondire qui » La Psicologa in Azienda

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