Fai in modo che la felicità sia il tuo unico vizio.Marilyn Monroe

Mi sento depresso o sono depresso?

Il termine depressione viene usate per definire diversi stati d’animo. Lo utilizziamo anche nel linguaggio comune per definire uno stato dell’umore particolarmente negativo in un determinato momento.

Infatti, capita a tutti sentirci “giù di morale” o “giù di corda”. Anche di non aver voglia di alzarci dal letto o di fare un’attività che di solito ci piace fare.

Ma questo non significa che siamo patologicamente depressi. Dobbiamo pertanto fare una precisa distinzione.

La depressione intesa come disturbo si evidenzia attraverso più sintomi, che sono ben definiti. Per poter parlare di depressione si devono avere una serie di sintomi definite in un ben preciso arco di tempo.

Non voglio essere qui troppo tecnica, l’obiettivo di questa mia premessa è quello di aiutare il lettore a capire meglio il proprio stato d’animo.
Il colloquio con lo psicologo permetterà quindi di definire una corretta diagnosi sulla base dello specifico malessere riportato.

Dunque, per parlare di depressione, ci deve essere la compresenza di:

  1. Umore depresso per la maggior parte del tempo. Il sentirsi vuoti, scoraggiati. Sentirsi molto emotivi o al contrario, apatici. E’ possibile anche sentirsi irritabili.
  2. Perdita di interesse e piacere nella vita. Sentirsi costretti a fare ciò che prima era piacevole. In coppia anche la sfera sessuale può risentirne, perché si può perdere l’interesse sessuale.
  3. Cambiamenti dell’appetito. Perdita dell’appetito, che è il quadro più tipo. Ma può succedere anche il contrario: quando ci si sente depressi si mangi di più come forma di conforto, un modo per riempire il profondo vuoto che si sente.
  4. Disturbo del sonno. La qualità del sonno che cambia. Si fatica ad addormentarsi, oppure ci si sveglia di frequente durante la notte. Comunque il sonno non è più ristoratore, si ha sempre quel senso di spossatezza durante la giornata.
  5. Agitazione o ritardo psicomotorio. Sentirsi rallentato oppure, agitato. Nel modo di parlare, di pensare e nel comportamento.
  6. Perdita di energia. Il sentirsi stanchi, esauriti, affaticati. Anche i compiti più piccoli e leggeri sembrano enormi montagne da scalare. Nei casi estremi anche il prendersi cura della propria persona diventa difficile: pettinarsi, lavarsi, cambiarsi, tenere a se stessi, insomma.
  7. Sentimenti di mancanza di valore o di sensi di colpa. Bassa autostima. senso di impotenza. Si può provare rabbia verso se stessi perché ci si sente così, anche il senso di colpa accompagna i pensieri durante la giornata, magari proprio perché si sente di non riuscire a svolgere le attività quotidiane come si vorrebbe.
  8. Difficoltà nel pensare. Incapacità di prendere decisioni. Difficoltà di concentrazione.
  9. Ideazione suicidaria. Ma attenzione con questo concetto. Perchè si può arrivare a pensare, ad esempio, che gli altri starebbero meglio senza avere accanto una persona depressa. Ci possono essere pensieri relativi al fatto che la vita non valga più la pena di essere vissuta. Ci possono essere fantasie di suicidio, e nel caso più estremo, arrivare a mettere in atto un gesto estremo.

Questi sono campanelli che vanno indagati, quindi prima di spaventarsi, chiedere aiuto aiuta. Un episodio depressivo non trattato in genere dura sei mesi od oltre. Dopo il primo episodio depressivo, molte persone tornano alla normalità e non ci ricadano più. Ma ci sono anche persone che hanno ricadute. La loro depressione diviene cronica, potandoli alla distmia o a episodi depressivi ricorrenti (o anche entrambi).

La depressione può consistere in un episodio grave – Disturbo depressivo maggiore – o può essere una presenza più sottile, che accompagna la persona per la maggior parte del tempo e durare degli anni – Disturbo Distimico-.

Lo scopo di questa sezione è aiutare il lettore a fare chiarezza. Forse stai cercando aiuto per te stesso, oppure per un tuo caro, puoi partire da questo articolo – Uscire dalla depressione: come capisco se sono depresso?- 

Gli altri articoli possono aiutarti a capire meglio la delicatezza di questo disturbo.

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