Attaccamento e Accudimento

Attaccamento e Accudimento

Attaccamento e Accudimento nelle competenze genitoriali

Stili di attaccamento e di accudimento e della loro relazione con lo sviluppo psico-sociale del bambino.

Attaccamento
Secondo Bowlby (1969, 1991) la funzione del sistema comportamentale dell’attaccamento è di cercare protezione attraverso il raggiungimento o il mantenimento della prossimità con la figura di attaccamento, di solito un genitore.
È necessario che questo sistema si attivi nel momento in cui il bambino si sente in pericolo o in condizione di forte disagio. In queste circostanze il bambino manifesterà il suo bisogno di prossimità o sarà lui stesso ad avvicinarsi alla sua figura di riferimento.
Esempi di comportamenti di attaccamento sono tutti quelli volti alla ricerca di attenzione: pianti, urla, parlare, ricerca del contatto visivo.
Il sistema di attaccamento ha dunque l’importante funzione secondaria di abbassare lo stress nel bambino.

In funzione della qualità delle loro esperienze di attaccamento con le relative figure di attaccamento primarie, i bambini posso sviluppare
MOI (Modelli Operativi Interni) di attaccamento:

  • Sicuro
  • Insicuro-evitante
  • Insicuro-ambivalente
  • Disorganizzato

Attaccamento sicuro
Il bambino vede il suo caregiver primario come: sensibile, affidabile, disponibile e solidale. Questi bambini posti in situazioni di stress cercano attivamente il contatto, la vicinanza e sostegno. E in condizioni sicure, si sentono liberi di esplorare.

Attaccamento Insicuro-evitante
Il bambino vede il suo caregiver primario come rifiutanti e non solidali. Quindi, per evitare di vivere di nuovo il rifiuto quando sopraggiungono situazioni di stress evitano di rivolgersi al caregiver. I bambini si sono adattati: evitano di provare emozioni negative, evitando i contatti con caregiver negligenti e rifiutanti. Questi bambini che sviluppano un attaccamento insicuro-evitante non hanno facile accesso alle proprie emozioni, perché non hanno imparato a gestirle, quindi piuttosto che soffrire evitano di provarle. Riuscite a immaginare da adulti quando problemi legati alla loro capacità di stabilire rapporti interpersonali

Attaccamento Insicuro-ambivalente
Vedono i genitori come caregiver imprevedibili rispetto ai loro segnali di attaccamento (Cassidy e Berlin,1994). Non sanno se possono davvero contare su di loro in caso di bisogno. Quindi come loro risposta di adattamento a questa imprevedibilità non si stacca mai dalle figure di attaccamento. Possono esprimere anche rabbia o aggressività nei loro confronti. Di conseguenza il loro comportamento di esplorazione viene penalizzato.

Attaccamento Disorganizzato
I bambini con tale attaccamento si considerano vulnerabili e senza speranza in situazioni che inducono ansia. Hanno una rappresentazione mentale delle proprie figure di riferimento come persone che non forniscono loro, la giusta sicurezza in caso appunto di ansia, paura, stress. (Lyons-Ruth e Jacobvitz, 2008). L’attaccamento disorganizzato è presente in bambini che sono stati trascurati o maltrattati dai loro caregiver, che hanno perso un genitore, o che sono stati spesso minacciati di essere abbandonati dalle stesse figure di attaccamento.

Il bambino non si sente al sicuro con la figura di attaccamento perché sono proprio i caregiver a causare ansia, stress e paura. Le esperienze di attaccamento traumatiche non vengono fissate nella normale memoria episodica, ma in un particolare tipo di memoria detto “sistema mentale segregato” (Bowlby, 1982) al quale non si può accedere in maniera cosciente.

Questi bambini assumeranno un sistema di difesa basato sul controllo degli altri. Controllare gli altri fa placare l’ansia, finché saranno in grado di controllare i loro caregiver, questi non potranno nuocere loro. Ma questa strategia può crollare e questo porterà il bambino a perdere il controllo attraverso un’esplosione emotiva.

Accudimento
Secondo Bowlby (1982) l’obiettivo del sistema di accudimento o caregiving è tenere la prole non autosufficiente vicina sé e al sicuro. La funzione del sistema di accudimento è di offrire protezione, provvedere alla riduzione dello stress e alle cure del bambino (George e Solomon 2008).
Esempi di comportamenti di accudimento sono: soddisfare esigenze della prole (fame, sete, dolore, stress, pulirlo, averne cura …), avvicinarsi al bambino, prenderlo per mano, tirarlo a sé, toccarlo, tenerlo in braccio, parlargli e infondergli calma e sollievo.

In una sana relazione genitore-figlio, il comportamento di accudimento è unidirezionale, dal genitore al figlio. Certo a volte anche i bimbi mostrano queste attenzione ad esempio fare il tè se il genitore non sta bene, o fare i regalini per la festa della mamma e del papà, ma in genere in un rapporto sano tra genitore e figlio, l’accudimento non diventa mai un sistema stabile. In questo articolo tratto le problematiche di uno stile di attaccamento non sano.
Mentre, prendersi cura dei fratelli più piccoli o degli animali domestici è parte integrante dello sviluppo normale del bambino. Anzi ne rinforza l’autostima, l’autonoma e il senso di responsabilità. Questo poi lo vedremo meglio in altro articolo.
È ovvio che non possiamo pretendere di responsabilizzare un bimbo di 6 anni a prendersi completamente in carico la cura di un animale domestico, ci sono compiti adattai per ogni specifica età.

L’attivazione del sistema di accudimento e il relativo comportamento che ne risulta dipendono anche dalle esperienze personali di accudimento vissute da bambino in qualità di “accuditi” e la propria storia di attaccamento corrispondono a delle precise rappresentazioni mentali di sé come “accudente”, compresa la sensibilità di rilevare correttamente i segnali di attaccamento del bambino e la capacità di dimostrare un adeguato comportamento di accudimento (George e Solomon, 2008).

Così, ad esempio, se da bambino il genitore si è sentito sempre rispondere in modo adeguato alle sue richieste metterà in atto gli stessi comportamenti a sua volta da genitore.
Ma se il genitore da piccolo ha vissuto uno stile di attaccamento insicuro e non stabile da adulto potrà reagire in due modi: o ripetere quello stesso schema oppure distaccarsi completamente da esso. Questo processo dipende da una serie di complessi fattori che hanno contribuito allo sviluppo adulto.

Quando si disattivano questi sistemi comportamentali?
Il sistema di attaccamento del bambino si disattiverà al contatto fisico o psicologico con la figura di riferimento, se il comportamento del caregiver sarà adeguato a soddisfare i bisogni espressi dal bambino.
Una disattivazione dei sistemi di attaccamento e accudimento è accompagnata da sensazioni positive. Come quando, la figura di attaccamento prova piacere e soddisfazione, quando riesce a dare protezione al proprio bambino. Allo stesso modo, il bambino prova soddisfazione e felicità quando riceve le cure adeguate e di conseguenza il suo sistema di attaccamento si disattiva.

Ci sono però situazioni in cui le figure di attaccamento prova rabbia, stress, ansia o disperazione quando vengono separate dai loro figli o quando la loro capacità d prendersi cura del bambino è in pericolo o viene impedita. In maniera reciproca, il bambino prova le stesse sensazioni se i bisogni espressi non vengono adeguatamente soddisfatti.

L’importanza del legame di attaccamento
Bowlby (1969) è stato il primo ricercatore a definire l’attaccamento tra i bambini e le figure che si prendono cura di loro (caregiver).

In relazione al concetto etologico di un “sistema comportamentale” di attaccamento, che è filogeneticamente antico e ha un valore di sopravvivenza per il neonato e per la specie. In quest’ottica, l’attaccamento descrive un legame emotivo persistente tra un bambino e i suo caregiver, che serve a proteggere il piccolo.

La funzione del sistema di attaccamento è di mantenere o stabilire una vicinanza tra un bambino e la sua figura di attaccamento, in particolare quando il piccolo è sotto stress o in condizioni di pericolo. Paura e stress si riducono nel bambino al contatto con il proprio caregiver.

Il fattore più importante nello sviluppo della qualità dell’attaccamento del bambino nei confronti della sua figura di riferimento è l’esperienza di relazione che il bambino ha con il suo caregiver. ( Bakermans-Kranenburg, Van Ijzendoorn e Jeuffer, 2003).

Il comportamento di accudimento del caregiver è l’equivalente del comportamento di attaccamento del bambino (Bowlby, 1969).

I comportamenti di accudimenti sono:

  • Mantenimento o la creazione di prossimità come reazione ai bisogni del bambino (pianto, richiamo ecc..), o perché l’adulto percepisce un pericolo;
  • Recupero fisico
  • Richiamo
  • Ricerca del contatto visivo
  • Fornire confort e sostegno
  • Limitare la paura e lo stress nel bambino attraverso il sorriso, la consolazione o il contatto fisico (cm e l’accarezzare o il prenderlo in braccio)
  • Possiamo dunque distinguere un attaccamento sicuro e uno insicuro.

Un ATTACCAMENTO SICURO è caratterizzato dalla fiducia del bambino nella disponibilità e nella pronta, sensibile e adeguata reazione di quella persona per i vari bisogni del bambino. Il bambino esprime apertamente il suo stato di stress e i suoi bisogni e può essere calmato e confortato dalla sua figura di riferimento.

Nell ‘ATTACCAMENTO INSICURO il bambino non ha fiducia nella disponibilità, nella sensibilità e nella capacità di reazione adeguata da parte del caregiver.

Il bambino, inoltre, non manifesta più gli stati di stress, o se lo fa e il caregiver dovesse riconoscere lo stato di stress del bambino, non riuscirà a calmarlo e potrebbe anche, con la sua presenza, peggiorare la percezione di stress nel bambino.

Attaccamento e accudimento nella relazione uomo animale
Abbiamo visto come funziona l’attaccamento e l’accudimento negli esseri umani, ora vediamo quali similitudini ci sono nella relazione uomo-animale.

Le prove sperimentali indicano che gli esseri umani stabiliscono delle relazioni di attaccamento e accudimento anche con gli animali. L’uomo è capace e altamente motivato ad instaurare delle relazioni con gli animali.

Le relazioni sociali tra loro sono possibili perché uomo e animali condividono i meccanismi sociali di base.

In letteratura sono stati descritti i legami emotivi tra alcune persone e i loro animali domestici, e che nella maggior parte dei casi, gli animali domestici vengono percepiti come membri della famiglia. E che, alla morte del compagno animale, gli esseri umani entrano a tutti gli effetti in un lutto emotivo e psicologico.

È possibile considerare le relazioni uomo-animale come relazioni di attaccamento? Si.
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Il criterio della base sicura è la condizione cardine dell’attaccamento, i risultati delle ricerche dimostrano che i proprietari di cani sviluppano con i loro animali delle relazioni di simili- attaccamento. Esistono in particolare per cani e gatti che, in genarle soddisfano almeno alcuni dei 4 criteri qui sotto riportati.

I criteri di una figura di attaccamento secondo la Ainsworth (1991):

  1. BASE SICURA: La figura di attaccamento è una fonte affidabile di conforto e rassicurazione che consente al bambino di dedicarsi all’esplorazione dell’ambiente circostante;
  2. OASI DI SALVEZZA: La figura di attaccamento viene avvicinata in caso di stress emotivo per raggiungere la vicinanza fisica e per ottenere una sensazione di sicurezza;
  3. MANTENIMENTO DELLA PROSSIMITA’: la vicinanza fisica ad una figura di attaccamento e associata ad emozioni positive;
  4. DOLORE DELLA SEPARAZIONE: le separazioni dalla figura di attaccamento sono associate ad emozioni negative.
    Vediamo qualche esempio pratico.

Questi comportamenti li vedo tanto nei miei cani quanto nei miei gatti.

Quando i miei animali si sentono sicuri, si sentono liberi di esplorare l’ambiente, ma mantengono sempre il contato visivo con me, gironzolano, ma si voltano sempre indietro per vedere se io rimango nel loro campo visivo (BASE SICURA).

Se si spaventano, se si fanno male, se si sentono in pericolo corrono subito vicino a me, i gatti ad esempio si rifugiano tra i miei piedi. Se si trovano in una situazione a loro poco chiara, si avvicinano o mi guardano, e basta loro un mio sorriso una parola di conforto, sentono il mio tono emotivo sicuro, ed ecco che si calmano, questi sono esempi di OASI DI SALVEZZA, MANTENIMENTO DELLA PROSSIMITA’. Quando adiamo a spasso i miei cani sempre stanno vicino a me, tanto che potrei evitare di portarli al guinzaglio.
Così come quando esco di casa per andare al lavoro le loro espressioni parlano chiaro: “Quando torni?” e quando rientro le loro feste mi dicono chiaramente “Che bello che sei tornata!”.

Chiunque di voi abbia un animale da compagnia sono certa che possa affermare che gli animali sentono e riconoscono i vostri stati di stress o di emozioni negative, vi vengono vicini, e con la loro vicinanza e il loro comportamento vi sollevano subito il morale. Anche quando siamo stress, oppure di umore pessimo, oppure siamo vivendo un periodo poco felice, o addirittura siamo depressi ecco che i nostri amici animali vengono in nostro soccorso. Anche in questo caso le ricerche sperimentali lo accertano. (vedi sotto note bibliografiche).

Bibliografia per approfondire
Katcher, Friedmann, Goodmann e Goodman (1983);
Albert e Bulcroft (1988). Pets. Families and the life course. Journal of Marriage and the Family-
Doherty e Feeney (2004). The composition of attachment networks throughout the adult years. Personal Relationships.
Mc Nicholas e Collins (2006). Animals as social supporters. Insights for understanding animal-assisted therapy. In A. Fine (Ed), A handbook on animal-assisted therapy. San Diego, C.A. : Elsevier.
Stallones, J. (1994). Pet loss and mental health. Anthozös
Kurdek, L. (2008). Pet dogs as attachment figures. Journal of Social and Personal Relationships.
Ainsworth M.D.S. (1985). Patterns of attachment. Clinical Psychologist.
Ainsworth M.D.S. (1991) Attachment and other affectional bonds across the life cycle. In C. Parkes, J. Stvenson-Hinde, e P. Marris (Eds), Attachment across the life cycle. New York: Routledge
Rost, D.H.; e Hartmann, A. (1994). Children and their pets. Anthozös
Covert, Whiren, Keith e Nelson (1985). Pets, early adolescents and families. Marriage and family Review
Melson e Schwarz (1994). Pet as social support for familes of young children. Paper presentato al meeting annual di Delta Sociery, New York.
Mallon (1994). Some of our best therapists are dogs. Child and Youth Care Forum.
Julius, Beetz e Niebergall (2010). Breaking the trasmission of insicure attachment relationships. Special session presented at the 12th international Conference on Human-Animal Interactions (IAHAIO), Stockholm, Sweden
Henri Julius, Andrea Beetz, Kurt Kotrschal. Dennis Turner, Kerstin Unäs-Moberh. L’attaccamento agli animali. Ed. Hogrefe


Pet Theraphy Patrizia Marzola

Pet Theraphy

La Pet Therapy è un’opportunità per promuovere il benessere della persona

Pet Therapy: L’importanza della relazione

Il beneficio della Pet Therapy nasce da uno speciale rapporto emotivo che si crea nell’incontro uomo – animale.

In un progetto di Pet Therapy si dà valore al coinvolgimento, perché grazie a questa relazione, la persona ha più facilità ad aprirsi. E’ il coinvolgimento emotivo che apre la strada al cambiamento portando il benessere.

Pet Therapy come promotrice di benessere

Le ricerche scientifiche hanno dimostrato senza ombra di dubbio, che Animali e Salute sono in relazione. Il contatto con un animale, o anche la semplice presenza di animali, può portare negli esseri umani incredibili effetti benefici. E’ per questo motivo che nella pet therapy, si parla di coinvolgimento nella relazione uomo-animale.
Come ad esempio:

* Buono stato di salute in generale
* Minore assunzione di farmaci
* Buona forma fisica
* Stimolare l’interazione sociale
* Migliorare le capacità empatiche
* Ridurre paura e stati d’ansia
* Più fiducia e aumento dell’autostima
* Migliorare l’umore
* Gestire meglio il dolore
* Ridurre l’aggressività
* Effetto antistress
* Minore pressione sanguigna e frequenza cardiaca
* Livelli di cortisolo più bassi
* Aumento di ossitocina
* Apprendimento più efficace

Pet Therapy: Esempi di  Attività 

Il nome corretto della Pet Therapy è Interventi assistiti con gli animali.  Per ottenere benefici da questa relazione si deve costruire un progetto, nel quale vengono identificati:

  1. Bisogni della persona o del gruppo a cui è rivolto l’intervento
  2. Quali difficoltà o problematicità presentano i beneficiari dell’intervento?
  3. Qual’è il loro rapporto con l’animale (o animali) che si vogliono coinvolgere nel progetto?
  4. In quale contesto si vuole attivare la relazione? Attraverso quali modalità?
  5. Costruire le attività sulla base di questi primi punti fondamentali.

Gli esempi di attività di Pet Therapy che vi riporto qui, nascono dalla creazione di progetti specifici.

Esempi di attività di Pet Therapy per le Aziende

  • Combattere i conflitti interpersonali sul lavoro
  • Stimolare il cambiamento nel Team
  • Creare Team promuovendo la creatività

Aree d'intervento della Pet Therapy

Ho progettato e seguito molti interventi assistiti con animali applicati a diversi realtà e problematiche.Dalla scuola ai centri per anziani, passando per problematiche di tipo relazionale, i risultati mi incoraggiano sempre a continuare a proporre interventi con l’assistenza di animali.