Gruppo di sostegno per le coppie in crisi

Gruppo di sostegno per le coppie in crisi

La crisi è quando non puoi più dire “lasciamo perdere”.
Arthur Bloch, Precetto di Ferguson, La legge di Murphy II, 198

Gruppo di sostegno per le coppie in crisi: l'aiuto del gruppo

La crisi di coppia: le cause

La crisi di coppia può capitare per diversi motivi: stanchezza, insoddisfazione, mancanza di comprensione, noia, perdita i interesse nella vita sessuale. Anche i disturbi sessuali, se non compresi, possono causare malumori.

Anche le normali preoccupazioni quotidiane: la gestione dei figli e della casa. In  alcuni casi anche la famiglia di origine può essere un’ulteriore fonte di stress o di preoccupazione. Se poi si aggiungono problemi sul lavoro, ecco che, la bomba è pronta a scoppiare. Spesso i partner si sentono soli, senza sostegno. Ansia, stress, disturbi dell’umore possono accendersi e andare ad alimentare la crisi di coppia.

Così, se già nella coppia ci sono dei problemi, la distanza far i partner può crescere, e la coppia può andare in crisi anche a causa della stanchezza e dei problemi quotidiani. Questo alimenta forti tensioni, che sfociano in liti o in profondi silenzi di chiusura.

Il tradimento e la gelosia

Perché i segnali nella coppia ci sono, ma non sempre la coppia è pronta a riconoscerli. Spesso è troppo doloroso affrontare la realtà delle difficoltà che hanno portato alla crisi di coppia. Uno dei segnali può essere il calo del desiderio sessuale. O sospettare un tradimento od essere gelosi perché non ci si fida più del compagno/a.


Abbattere il silenzio nella crisi di coppia

Mentre la coppia va alla deriva, il punto resta: i partner si tuffano nella routine quotidiana e smettono, per così dire, ad interessarsi ai bisogni mancanti. Non si parla nemmeno delle necessità che rimangono inespresse. 

Così, si costruisce un’abitudine ad ignorare quella vocina interiore, che vorrebbe far capire che c’è qualcosa che non va, ma che viene ignorata con tanto impegno.

La conseguenza di questo silenzio è lo “scoppio della coppia”. 

Una relazione extraconiugale che viene scoperta o confessata;
Le liti iniziano a diventare furiose;
Eterni ed insopportabili silenzi.

Così, la crisi di coppia viene annunciata ai partner con tutta la sua violenza. Si aprono gli occhi, e la realtà si spalanca di fronte: è il momento di fare qualcosa. 

Ma cosa fare? La crisi di coppia è degenerata?

E’ necessario abbattere le barriere e gli ostacoli alla comunicazione, dunque, il primo passo è permettere ai membri della coppia di esprimersi liberamente rispetto alle tematiche oggetto di scontri o di silenzi.

L’aiuto dello psicologo

Servirsi di un professionista può aiutare ad aprire queste tematiche, infatti lo psicologo della coppia ha questa importante funzione, il suo primo compito è facilitare l’apertura, costruendo un clima in cui entrambi i partner si sentano liberi di poter parlare e di essere ascoltati.

Il lavoro iniziale della coppia consiste nel fare i primi nuovi passi verso la fiducia e a rinunciare gradualmente a prese di posizione superficiali, positive e negative, acquisite nel tempo per abitudine o per sfiducia. Superare ad esempio vecchi condizionamenti, come il dare per scontato una frase, reazione o comportamento, del tipo:

“E’ inutile tanto so che lei/lui reagisce in questo modo….”; “Non mi ascolta, quindi non parlo…”; “Dopo tanti anni dovrebbe sapere di cosa ho bisogno ..”

NO, questi sono “dischi rotti” come li chiamo io, perché non si può leggere nella mente dell’altro. 
Bisogna smettere di pensare che l’altro, dovrebbe sapere cosa dire o fare, solo perché ci conosce.

Il tempo nella coppia

Nel tempo l’individuo cambia, così come cambia la coppia stessa, il cambiamento fa parte dello stato naturale delle cose.

La coppia negli anni attraversa un naturale processo di adattamento , spesso la crisi  di coppia entra nel rapporto perché si rimane attaccati, ancorati al ricordo di come si era, ma il passato non torna, è il presente che rappresenta il punto della nuova partenza.

Carl Rogers nel suo testo “Becoming partners” individua 4 istanze centrali nella vita delle coppie che erano riuscite ad ottenere una relazione soddisfacente: impegno, comunicazione, espressione libera delle proprie scelte, divenire due sé distinti.

Importante: la coppia per essere felice ha bisogno, prima di tutto di trovare la sua soddisfazione come singolo. Se il singolo, rinuncia a propri desideri, bisogni e aspettative allora, non troverà mai piena soddisfazione nella vita di coppia, perché la troverà stretta, si sentirà chiuso in una gabbia di compromessi che non ha contribuito a creare.

Sempre Carl Rogers ha rilevato che hanno più possibilità di successo, le persone che sono meno prigioniere di uno stile di vita autolesionistico, e che si pongono in un atteggiamento costruttivo nei confronti della relazione.


Cosa fare per superare la crisi di coppia?
Gruppo di sostegno per le coppie in crisi

I passi da compiere:

  • La volontà di farlo. Il primo passo è voler risolvere il problema di coppia, individuando ed affrontando anche i primi sintomi di crisi nella coppia.
  • Fissare un obiettivo comune, questo può aiutare a risolvere i diversi problemi di coppia che hanno creato la stessa crisi di coppia.

Come ad esempio la gelosia in amore e la gelosia patologica ed ossessiva, problemi sessuali di coppia, calo del desiderio sessuale, senso di solitudine in amore, incomprensioni e fraintendimenti, insomma tutto ciò che ha portato alla crisi di coppia.

Gruppo di sostegno per le coppie in crisi

I gruppi possono aiutare perché offrono  un sostegno per la crisi di coppia. Stimolano al dialogo e al confronto. I racconti delle altre coppie presenti nel gruppo permettono un confronto, l’ascolto di altre esperienze può offrire un nuovo punto di vista, c’è il sostegno, ascoltare come un’altra coppia ha affrontato un problema simile può aprire la strada ad un nuovo dialogo.

Contattami per avere informazioni sugli incontri di gruppo

Puoi scrivermi, chiamarmi, utilizzare il servizio di live chat. Possiamo parlarne insieme, così mi puoi conoscere. E, una volta creato il gruppo omogeneo di persone con le stesse esigenze e obiettivi da raggiungere, se vorrai, potrai partecipare.


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Gruppo mutuo aiuto per affrontare il lutto

“Accade facilmente, a chi ha perso tutto, di perdere se stesso.” Primo Levi

Questo fiore il Dente di Leone nel linguaggio dei fiori, comunica senso di fiducia nella vita e di speranza per il rinnovamento, è un fiore forte, capace di sopravvivere alle difficili mutazioni del tempo. 
Incoraggia a guardare al futuro con atteggiamento positivo nonostante le innumerevoli difficoltà e i duri colpi della vita. 
I suoi semi portati dal vento simboleggiano la volontà di ricostruire una nuova vita.
E’ ciò che possiamo fare, lo dobbiamo a noi stessi, e alle altre persone care.

Obiettivi del lavoro di gruppo

Gruppo mutuo aiuto per affrontare il lutto perchè è efficace?

Nel gruppo le attività che si fanno hanno l’obiettivo di agevolare la ripresa psicologica. Il fatto ad esempio di parlare e condividere il racconto che coinvolge la persona cara defunta, o di condividere le sensazioni di vuoto e di paura che accompagnano la perdita, superare eventuali sensi di colpa legati a cose dette o non fatte.

Il gruppo permette di ricostruire la propria autoefficacia personale, dunque l’autostima, che rigenera nuova forza, ridà motivazione che accende la speranza. Perchè ricordiamo che i momenti difficili possono portar con sé Ansia, Stress e Autostima è ciò che ci permette di ricostruire la nostra identità.

Permettiamo alla vita di coinvolgerci di nuovo, superare il lutto non è dimenticare la persona cara ma è accettarne la perdita, dando un nuovo senso alla nuova vita a cui dobbiamo adattarci, è la forza della trasformazione dal dovere affrontare a volere affrontare. È un punto di vista che permette la svolta.

Il concetto del gruppo di auto e mutuo aiuto si riferisce al fatto di aiutare se stessi e, al contempo, aiutare gli altri membri del gruppo.  Come spiego in questo articolo Incontri di gruppo per cambiare vita  i fattori di sostegno sono il punto nodale del successo degli incontri gruppo di gruppo perché permettono la coesione.

Il gruppo è un sostegno emotivo, perché dà la possibilità di esprimere e di condividere il proprio dolore della perdita, al suo interno è possibile confidare le proprie paure. Si sperimenta la comprensione, l’empatia e l’ascolto.

Il gruppo è anche un sostegno sociale, si perché libera dalla solitudine. Io spingo sempre il gruppo a condividere momenti sociali semplici come trovarsi in pizzeria, sperimentare insieme nuovi interessi, ad esempio un corso di ballo, u corso id fotografia, di pittura, insomma tutto ciò che può stimolare la creatività, il buon umore, tutto contribuisce a cullare l’autostima e riprendere il filo della propria vita.

Il gruppo è anche uno spazio per insegnare e imparare. Ascoltare il racconto di come una persona ha affrontato il lutto ci permette di imparare dalla sua esperienza. E per chi racconta, è un riconoscimento dei suoi sfori, delle sue azioni, tutto a beneficio della sua autostima.

Dunque lo scopo del gruppo è ridare la libertà di volare da soli. Di essere consapevoli, che, grazie alle proprie capacità, è possibile affrontare e adattarsi al cambiamento. Questo è il significato dell’affrontare il lutto.

Come si costituisce il gruppo

Il gruppo per affrontare il lutto è aperto ed eterogeneo. Intendo che le nuove persone si possono inerire continuamente, questo perché, come detto prima, permette quello scambio di insegno/imparo dalle esperienze raccontate nel gruppo. Eterogeneo perché includono ogni persona che ha subito un lutto, queste perché, secondo me, offre una maggior condivisione e comprensione del dolore di ciascuno. Il gruppo dove la soggettività del dolore di ciascuno. Non c’è un lutto più importante di un altro, perché il dolore di ognuno va accettato, compreso, accolto e sostenuto. Senza giudizio o pregiudizio. Infatti, uno dei vantaggi del gruppo è proprio quello di avere la libertà di esprimere se stessi.


Incontri di gruppo per superare la depressione

Incontri di gruppo per superare la depressione

La sofferenza è una specie di bisogno dell’organismo di prendere coscienza di uno stato nuovo.
Marcel Proust

Che tipo di depressione ho?

Uscire dalla Depressione – Come capisco se sono depresso? Ci sono diversi tipi di depressione,  occorre prima di tutto una corretta diagnosi. Una volta identificato correttamente il problema si può agire o attraverso il lavoro individuale o attraverso il lavoro di gruppo.

I passi dunque sono:

  • incontro individuale per definire correttamente la diagnosi
  • scegliere lo specifico percorso per raggiungere il benessere

Capire il problema

Ci deve essere una fase preliminare di valutazione clinica, solo così si trova  il giusto percorso. Parliamo insieme per capire che tipo di problema stai vivendo. Questo permette di trovare la soluzione, attivando i passi che servono per ritrovare il benessere.

Possiamo identificare i passi necessari attraverso:

Autostima, che viene annullata dalle personali convinzioni, dalle emozioni come rabbia e senso di colpa. Perché le parole che diciamo a noi stessi ci influenzano e condizionano, al punto tale da farci dimenticare la percezione della nostra autoefficacia. Così finiamo per dire a noi stessi “Non sono capace”; “Non valgo nulla” e altre frasi assolutamente veicolate dal  forte dolore che si sta vivendo.

Vantaggi della comunicazione assertiva  intesa come nuovo atteggiamento mentale verso se stessi. Aspetti come “Dire Si”, “Dire No”; “Chiedere aiuto”; “Rispettare anche i propri bisogni personali”

Comunicazione efficace per esprimere al meglio l’assertività e aumentare così anche la propria percezione di sé: come mamma, come moglie, come donna.

I benefici degli Incontri di Gruppo per Superare la Depressione

Risvegliare emozioni positive come ad esempio il buon umore.
Liberarsi dal senso di colpa, rispetto alle convinzioni sbagliati rispetto alla propria capacità di prendersi cura del o dei propri bambini.

Allontanare la rabbia verso sé stessi e verso gli altri.

Finalmente qualcuno che ascolta davvero! Il gruppo permette di riprendere contatto con queste emozioni positive dimenticate perché ci sentiamo davvero ascoltati e capiti, in un clima libero dal pregiudizio e da paure.

Incontri di gruppo per superare la Depressione Post Natale o Post Parto

Mi trovo spesso a parlare con donne che non sapevano di aver sofferto di depressione posta natale, perché spesso i sintomi vengono sottovalutati dalle persone a loro vicine: marito o compagno, famigliari o amici. La donna spesso si trova da sola perché non compresa, non sostenuta nella sua richiesta di aiuto. Ecco che quindi l’aiuto è fondamentale.

I punti fondamentali degli incontri di gruppo per superare la depressione post natale o post parto, sono gli aspetti legati ad atteggiamenti, comportamenti e stile di vita:

  • Aumentare le attività piacevoli;
  • Insegnare abilità sociali: comunicazione, assertività, capacità di chiedere aiuto per la cura del bambino;
  • Insegnare tecniche di rilassamento: perché l’ansia e l’irritabilità possono peggiorare il tono dell’umore aumentare la stanchezza;
  • Insegnare a riconoscere il rapporto tra pensieri, emozioni e comportamenti;
  • Aiutare a identificare e monitorare le convinzioni erronee legate alla maternità;
  • Aiutare a identificare i pensieri disfunzionali legati alla bassa autostima;
  • Contrastare convinzioni erronee e pensieri disfunzionali, per sostituirli con pensieri più costruttivi;
  • Modificare i sottostanti schemi disfunzionali di “doverizzazione” e catastrofismo;
  • Imparare a prendersi cura anche di sé stesi;
  • Portare a discutere le somiglianze e differenze negli stili genitoriali propri, del partner, dei propri genitori, dei suoceri.

Competenze genitoriali

Gli appuntamenti possono diventare anche uno strumento formativo nei quali parlare di:


Incontri per vincere ansia e attacchi di panico

Incontri per vincere ansia e attacchi di panico

L’inferno era vuoto, e tutti i diavoli erano lì.
William Shakespeare

Incontri per vincere ansia e attacchi di panico: la forza del gruppo

Il gruppo per i disturbi d’ansia e gli attacchi di panico è pensato per adulti di età maggiore di 18 anni con problemi di ansia e di attacchi di panico.
Il gruppo utilizza ampiamente tecniche di rilassamento muscolare e strategie cognitive per combattere stili di pensiero negativi, e riuscire ad affrontare le situazioni temute. L’attenzione è rivolta anche a problemi dello stile di vita generale.
Il gruppo, negli incontri di gruppo per vincere ansia e attacco di panico, si concentra sui problemi attuali e futuri, e non viene incoraggiata l’analisi di argomenti relativi a esperienze e a problemi passati.  Il focus sul presente è indispensabile all’individuazione e al superamento delle difficoltà attuali. Perchè il focus sul presente permette di attivare il processo di cambiamento. Cosa ti aiuta a cambiare? 

La costituzione dei gruppi: come dare avvio alla tua ripresa psicologica

  1. Fissiamo un primo incontro (gratuito) per capire la natura dei tuoi sintomi. Per valutare cosa è più utile per la tua situazione, non è detto che il gruppo sia indicato per il tu specifico problema, potrebbe essere più indicato un lavoro individuale. Ecco perché è importante un incontro conoscitivo;
  2. Sulla base della diagnosi si formeranno i gruppi;
  3. È fondamentale che i gruppi siano omogenei. Questo significa che tutte le persone devono avere lo stesso tipo di disturbo.

INCONTRI SPECIFICI PER VINCERE L’ANSIA

Quando l’ansia ti opprime, ostacola la tua vita e t’impedisce di cogliere le tue occasioni;

Se l’ansia limita la tua vita sociale (ansia sociale), confinandoti nella falsa sicurezza delle pareti di casa tua;

Ci sono giorni in cui l’ansia è così forte da impedirti anche di andare a fare la spesa al supermercato, di pagare un semplice bollettino in posta, o di andare in banca per chiedere informazioni per far valere i tuoi diritti;

Quando ascolti tutti le voci tranne la tua, perché la senti debole e inutile.

Allora capisci che è ora di dire basta a questa arrendevolezza, basta subire l’ansia, con i suoi attacchi di panico, con le sue torture che riducono lo spirito, il corpo e la mente ad una scatola inerme, in balia delle onde e del vento della vita.

Il gruppo per vincere l’ansia: Come fare in pratica

Punto 1. Bisogna capire l’ansia. Significa individuare il suo meccanismo, cosa porta a bloccare, come si genera.

Punto 2. Si devono identificare le idee e convinzioni irrazionali che la originano. Questo porta ad individuare le parole che diciamo a noi stessi e, quali sono i condizionamenti a cui siamo soggetti.
Nell’ansia, infatti, giocano un ruolo fondamentale, se non quasi determinante nel mantenimento stesso dell’ansia, i condizionamenti.

Punto 3. Evitare L’evitamento.  La paura di stare male porta ad evitare la situazione tanto temuta, questo da un immediato sollievo, perché l’ansia si abbassa, ma poi questo genera una cascata di evitamenti che aumentano la sensibilità ad ogni situazione. Riducendo così la persona all’immobilità. Si finisce per non uscire di casa, né con gli amici, si perdono importanti opportunità sia personali che professionali.

Come di certo avrai sperimentato di persona, è possibile condizionarsi in modo negativo, mediante modalità acquisite nel corso nel tempo, attraverso le parole che diciamo a noi stessi, diventano così delle convinzioni forti, che veicolano i comportamenti e le emozioni verso delle specifiche situazioni.

Punto 4  Agire e non subire. La STRATEGIA per vincere l’ansia è una sola: affrontare le situazioni in modo diretto, e agire. Ogni volta che tu agirai, invece di subire, vincerai sempre la tua ansia, e le tue paure. Più non affronti le situazioni, più l’ansia prenderà sempre il sopravvento su di te stesso.
Non devi affrontare tutto subito. Rispetta i tuoi tempi, individua le strategie migliori per te, e poi piano piano, potrai riscoprire il gusto della vita libera dalle paure estreme, come ad esempio l’attacco di panico.

INCONTRI SPECIFICI PER VINCERE L’ATTACCO DI PANICO

Il disturbo di panico è uno dei più comuni disturbi d’ansia ed è associato a considerevoli effetti globali sulla salute fisica ed emotiva (Otto et al., 1993; Rose, 1993).

Il gruppo per i disturbi di panico è pensato per le persone che soffrono di attacchi di panico, non semplicemente di alti livelli d’ansia cronica, e che sono seriamente danneggiate nel loro funzionamento a causa del disturbo.

I sintomi dell’attacco di panico:

Palpitazioni o tachicardia; sudorazione; Tremore; Dispnea o sensazione di soffocamento; Sensazione di asfissia; Dolore o fastidio al petto; Nausea o Disturbi Addominali; Sensazioni di sbandamento, instabilità, testa leggera o svenimento; Derealizzazione (sensazione di irrealtà) o depersonalizzazione (essere distaccati da sé stessi); Pura di morire; Parestesie (sensazione di torpore o formicolio); Brividi o vampate di calore.

L’attacco di panico

Gli attacchi di panico sono associati a determinati sintomi (vedi l’elenco soprariportato), molti dei quali sono legati all’iperventilazione che accompagna in genere un attacco.

L’attacco è caratterizzato dal presentarsi improvviso di gravi sintomi, quasi parossistici, che portano spesso il soggetto a pensare di stare impazzendo o di stare per morire.

Di solito la fase acuta non dura più di alcuni minuti, sebbene possa sembrare lunga un’eternità alla persona che la vive.

L’attacco di panico viene comunemente associato all’agorafobia (cioè, l’ansia di trovarsi in posti o in situazioni da cui è difficile fuggire o dove non è possibile trovare aiuto, come in mezzo alla folla, o trovarsi in uno spazio chiuso come una macchina o un ascensore).

La paura di guidare è molto comune, è importante sapere che è possibile vincere attraverso strategie ben specifici, che si focalizzano su una serie di esercizi sia cognitivi sia di rilassamento, che abbassano l’ansia e permettono di evitare l’evitamento, che è alla base dei disturbi d’ansia, permettendo così di fare piccoli, ma importanti, passi verso l’ione tanto temuta.

La forza dei condizionamenti personali nel mantenere i comportamenti disfunzionali

Grazie agli incontri di gruppo per vincere ansia e attacco di panico, potrai combattere queste convinzioni irrazionali.
Perché, queste convinzioni che hanno dato vita ai tuoi condizionamenti mentali possono bloccarti ed impedirti di sperimentare valide strategie di fronteggiamento alle situazioni. E questi condizionamenti, funzionano come potenti boomerang, che ti ritornano indietro con maggior potenza, e così la sofferenza, ti porta a convincerti, di non poter andare oltre il primo passo. Si attiva così un meccanismo di evitamento che non ti consente di affrontare le situazioni cariche di tensioni e di ansie, l’unica soluzione sembra quella di scappare.

Esempi di condizionamenti:
“Io non ci riesco”; “Non posso farcela”; “Non cambierà niente”; “È troppo difficile e doloroso”; “Non valgo niente”; “Sono una nullità”; “Gli altri sono più forti e migliori di me”;

Ma questo meccanismo non fa che aumentare l’ansia in modo esponenziale.
La cosa positiva di questo circolo è che lo si può spezzare, ma bisogna capire come.

Con gli incontri di gruppo per vincere ansia e attacco di panico cambiare è possibile?

SI, si può combattere questo stato, vedo tutti i giorni i grandi cambiamenti che avvengono nelle persone, combattere l’ansia significa affrontare le situazioni.
Perché, è a questo obiettivo che condurranno gli incontri per vincere ansia e attacchi di panico.

Esiste una strada per vincere in modo definitivo l’ansia e attacchi di panico?

Vincere l’ansia, non è NON PROVARE PIÙ ANSIA, ma significa, saperla fronteggiare, riconoscerla come risorsa, non come limite.

L’ansia è una reazione naturale, una risposta di difesa, che allerta l’organismo e lo prepara per l’azione. Quindi gestire l’ansia significa imparare a darle questo nuovo significato, che in realtà nuovo non è, dato che è un meccanismo adattivo, ereditato come strategia di valida sopravvivenza dai nostri antenati.

Autostima, autoefficacia e risorse personali

Le TUE RISORSE PERSONALI sono una vera e potente arma su cui potrai sempre contare, e la vera risorsa personale sta proprio in te stesso, hai solo bisogno di capire come riattivarle e renderle forti, liberarle dalla profondità in cui sono andate a rifugiarsi. La potenza dell’autostima può aiutarti a ritrovare te stesso e la gioia di vivere la tua vita.

Lo so, il cercare di saltarci fuori stanca, si perde la fiducia e la speranza di star bene, si allontana sempre di più. Ma se sei arrivato a questa pagina è perché in realtà Tu credi che puoi stare bene, che puoi smettere di subire questo stato di malessere.
È come dire: agire su un nuovo stile di vita, per portare un nuovo benessere fisico e mentale.

Perché ho creato questi incontri di gruppo per vincere l’ansia e l’attacco di panico?

Vieni a vedere i  benefici degli incontri di gruppo

Trattando disturbi di ansia dal 2004, ho capito che il supporto di gruppo, la condivisione ed il confronto, sono un grande aiuto per superare i problemi di ansia.
Così, ecco il motivo per cui, aiuto le persone che soffrono di ansia, attraverso percorsi mirati di gruppo.

Perché ho creato questi incontri di gruppo per vincere l'ansia e l'attacco di panico?

Trattando disturbi di ansia dal 2004, ho capito che il supporto di gruppo, la condivisione ed il confronto, sono un grande aiuto per superare i problemi di ansia.
Così, ecco il motivo per cui, aiuto le persone che soffrono di ansia, attraverso percorsi mirati di gruppo.


Incontri di gruppo

Incontri di gruppo

Benefici degli incontri di gruppo

Nessuno è inutile in questo mondo se è capace di alleggerire i pesi di un altro uomo. Charles Dickens


Vieni a scoprire tutti gli incontri di gruppo a Fidenza

Gelosia ossessiva e dipendenza affettiva in gruppo per vincerle

Nulla denota uno schiavo se non la dipendenza dalla volontà di un altro.(Algernon Sydney) Gelosia ossessiva, gelosia patologica, narcisismo, dipendenza affettiva. Fanno vivere così: “Sono…

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Cosa ti possono dare gli incontri di gruppo

I gruppi sono organizzati da me (Patrizia Marzola) e si svolgono nel mio studio di Fidenza.
Nel gruppo è possibile trovare aiuto, conforto e confronto.
In un clima libero da pregiudizi, calmo e sereno dove riprendere fiato.
Non sentirsi fuori posto con sé stessi, liberarsi dei propri sensi di colpa. Ricominciare a sentirsi a posto con sé stessi e con gli altri. Ritrovare quell’equilibrio che sembrava essere perduto.

Un aiuto anche per i problemi di coppia. Diventa anche uno spazio importante nel quale coinvolgere e far partecipare i partner al fine da permettere loro una piena comprensione e consapevolezza sul cosa fare insieme e come superare insieme questa fase.

Vivere l’esperienza degli incontri di gruppo a Fidenza

Partecipare agli incontri di gruppo da me organizzati, non significa fare terapia. L’incontro di gruppo permette di smuovere i blocchi, di cambiare prospettiva, di mettere in discussione convinzioni e punti di vista che sono la causa dei problemi.

Gli incontri di gruppo sono anche un momento importante di socializzazione. Conoscere persone nuove, che vivono la tua stessa esperienza. Poter essere di aiuto e anche, e nello stesso tempo, ricevere aiuto.

La potenza del gruppo negli incontri di gruppo!

Gli incontri di gruppo, in particolare nei piccoli gruppi avvengono numerosi eventi che promuovono la coesione di gruppo e che sono particolarmente utili per i partecipanti (Corsini e Rosenberg, 1955; Yalom, 1970; 1995; Crouch et al.1994).

Questi eventi sono dei fattori terapeutici che promuovono l’aiuto e il cambiamento nei partecipanti.
Questi fattori sono 4:

  1. Fattori di sostegno che promuovono il senso di coinvolgimento e di appartenenza al gruppo e aiutano i partecipanti a recuperare il senso di padronanza, cioè quella sensazione di sentirsi persi nei propri problemi e il sentirsi incapace di affrontarli, come un senso di sopraffazione che toglie forze, energia e speranza nella possibilità di affrontare i problemi e risolverli.Quindi, i fattori di sostegno negli incontri di gruppo sono efficaci in particolare, nell’affrontare la demoralizzazione e la bassa autostima.
    1. Condivisione: ti accorgi che anche gli altri hanno avuto esperienze simili alla tua, e che provano emozioni uguali alle tue. Questa sensazione di avere in comune con gli altri e, iniziare ad abbattere così i sentimenti negativi che provi verso te stesso. Pertanto, il processo di condivisone è un meraviglioso antidoto alla sensazione di isolamento dagli altri
    2. Accettazione: all’interno del gruppo degli incontri di gruppo, vivi la preziosa sensazione di sentirti accettato dagli altri. Qui non sei un alieno, sei pienamente accettato per ciò che sei e che senti. L’accettazione di gruppo è una forte spinta all’autostima.
    3. Altruismo: avrai le prove che anche tu stai aiutando gli altri, durante gli incontri di gruppo e questo, ti aiuta a riconsiderare la tua autoefficacia, il gruppo ti farà sentire forte e capace, non più inetto come tu pensavi di essere. E anche questo fattore alimenta e nutre la tua autostima, il pilastro per il
    4. Speranza: ritroverai la tua luce in fondo al tunnel. Il recupero della tua autostima che deriva dal sentirsi accettati e sostenuti dal gruppo riaccende la speranza di miglioramento. Perché, mentre osservi i processi di cambiamento degli altri o parlare in modo costruttivo della loro situazione, sviluppa anche la speranza del tuo miglioramento personale.

Quindi, i fattori di sostegno degli incontri di gruppo, emergono spontaneamente all’inizio dell’interazione di gruppo. La condivisione promuove un senso di legame e di accoglienza, ed essere aiutati invoglia ad aiutare. Questi fattori fanno sperare che il cambiamento può avvenire realmente. E tutto questo grazie agli incontri di gruppo.

  1. I fattori di autorivelazione (apertura del sé, catarsi) ovvero aprire sé stessi agli altri e riportare le intense emozioni. In un contesto di gruppo (durante gli incontri di gruppo), fornisce per te un’opportunità unica, cioè, potrai capire come gli altri ti vedono e sperimenti la loro comprensione verso quelle emozioni e convinzioni che tu dai a te stesso, per le quali ti vergogni o provi senso di colpa.
    1. Apertura del sé: implica il riconoscere che le informazioni che dai di te agli altri, sono associate a problemi che devono essere presi in considerazione, e arricchisce la coesione di gruppo.
    2. Catarsi: dal greco “kathairein”, purificare. Significa, l’espressione di emozioni profondamente sentite, di quei sentimenti che di solito non vengono rivelati. Ad esempio, la rabbia, il dispiacere, la colpa, ma anche sentimenti positivi come l’affetto. Questo processo di “apertura” è come se ti facesse finalmente respirare a pieni poloni liberamente l’aria, perché non devi più mentire a te stesso né agli altri. e promuove in te stesso un maggior senso di padronanza, portando in genere anche a legami interazionali più forti tra i partecipanti al gruppo. Infatti, non è raro che i partecipanti ai miei gruppi, una volta finito il lavoro di gruppo, iniziano a frequentarsi, creando così profondi e intensi legami di amicizia.
  2. I fattori di apprendimento: rappresentano le varie modalità di apprendimento nel gruppo.
    1. Modeling: imitare il comportamento degli altri è una fondamentale strategia di apprendimento. Il contesto degli incontri di gruppo ti dà la possibilità d’ imparare e adottare quei comportamenti che si rivelano utili per te stesso.
    2. Apprendimento indiretto: il processo di apprendimento indiretto è correlato al modeling perché i partecipanti osservano quello che fanno gli altri e utilizzano questa esperienza per riflettere positivamente sui propri problemi. Durante gli incontri di gruppo, potrai osservare che determinate strategie funzionano anche per il tuo specifico problema. Vedi, l’apprendimento indiretto deriva in parte la sua efficacia, da un processo di identificazione con un altro partecipante, aspetto strettamente connesso con la condivisione, e questo lo puoi sperimentare solo durate gli incontri di gruppo.
    3. Consigli: intesi come suggerimenti, spunti di riflessione. Nel corso delle diverse sedute degli incontri di gruppo, i partecipanti offrono consigli e indicazioni che permettono lo sviluppo di un punto di vista alternativo sulla tua personale situazione. Come ti dicevo sono solo suggerimenti, possibili alternative da prendere in considerazione, non certo come direttive perentorie da seguire assolutamente. Partecipando al gruppo e quando vivrai queste dinamiche, potrai toccare con mano che, questi suggerimenti, spesso, rispecchiano questioni importanti per la persona che li esprime e, possono riflettere le sue stesse difficoltà. Dare consigli in una riflessione di gruppo può quindi aiutare sia colui che li propone che il destinatario, e incoraggiare il riconoscimento di un’esperienza di condivisone.
    4. Istruzione: alcuni formati di incontri di gruppo, si basano in maniera specifica su principi educativi, questo vale per gruppi che si focalizzano su problemi specifici: depressione, ansia, training di assertività, solo per citarne alcuni.
  3. I fattori di lavoro psicologico degli incontri di gruppo:
    1. Apprendimento interpersonale: Durante gli incontri di gruppo, nel gruppo c’è un’interazione, nel quale si condividono emozioni, esperienze e sensazioni. Il gruppo permette di cambiarne la loro percezione. La rende razionale e non più irrazionale come eri abituato a vederla prima, non è distorta dal tu unico modo di vedere te stesso. Cioè, corregge il tuo modo di vedere e pensare a te stesso.
    2. Insight: è la componente interiore del tuo apprendimento. Consiste principalmente nel fare dei collegamenti fra: da una parte, sentimenti, pensieri e comportamenti e, dall’altra, eventi interpersonali recenti o passati. Sperimentare sé stessi in una modalità diversa, identificare i processi irrealistici di pensiero negativo ricorrenti o, comprendere quali sono i modelli interazionali che causano i problemi, porta al cambiamento. Come lo vedi questo tuo insight? Lo sperimenti in pratica nella tua quotidianità attraverso nuovi comportamenti, un nuovo sentimento di autostima e valore personale.

Incontri di gruppo: Dal singolo al gruppo

Perché avvenga il passaggio dal semplice gruppo a un vero e proprio sistema aiuto che attiva il cambiamento nei partecipanti, dipende da una serie di variabili che vengono stimolate e attivate dal facilitatore. Cioè da me. (Qui puoi conoscere chi sono e la mia storia personale). Variabili che attivo ad ogni incontro di gruppo.

  • Facilitare l’apprendimento
  • Far emergere la personalità di ciascun partecipante
  • Potenziare le risorse personali di ciascuno

Questo grado di coinvolgimento generale avrà una funzione di catalizzatore: ognuno dà e prende dagli altri.
È questa, la forza e l’aiuto degli incontri di gruppo.

Il ruolo del facilitatore all’interno degli incontri di gruppo

Al facilitatore spetta il compito di aiutare il gruppo a tradurre la visione astratta del mutuo aiuto in una prassi concreta e condivisa (Berman -Rossi, 1993; Shulman, 1992; et. al).

Quindi, il facilitatore negli incontri di gruppo aiuta a:

  • Fissare obiettivi
  • Trasmettere azioni e strategie
  • Valorizzare le potenzialità positive che sono in ogni persona all’interno del gruppo di mutuo aiuto

Incoraggiare, quindi, ogni persona a rendersi autonomo e di ridargli la capacità di riprendere in mano la sua vita.

Cosa gli incontri di gruppo  possono dare a te

  • Più forza e coraggio per iniziare il cambiamento
  • Vitalità ed energia per mantenere il tuo impegno con te stesso
  • Speranza di andare avanti, per vivere e non solo per sopravvivere

Contattami per avere informazioni sugli incontri di gruppo che organizzo a Fidenza 

Puoi scrivermi, chiamarmi, utilizzare il servizio di live chat. Possiamo parlarne insieme, così mi puoi conoscere. E, una volta creato il gruppo omogeneo di persone con le stesse esigenze e obiettivi da raggiungere, se vorrai, potrai partecipare.

Bibliografia per approfondire il tema degli incontri di gruppo di mutuo aiuto

Ho pensato che questa piccola bibliografia possa esserti utile, se vuoi approfondire l’utilità e lo scopo degli incontri di gruppo.

L’auto/mutuo aiuto di Dominique M.Steinberg Edizione Erickson

Berman-Rossi T. (1992), Empowering groups trough understanding stages of group development, “Social Work Groups”, vol. 15, n. 2-3, pp. 239-255;

Berman-Rossi T. (1993), Thetasks and skills of the social worker across stages of groups development, “Social Work Groups”, vol 16, n. 1-2, pp 69-82

Shulman, 1992, The skills of helping individuals groups, Itasca, Peacock


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