Gruppo di sostegno per le coppie in crisi

Gruppo di sostegno per le coppie in crisi

La crisi è quando non puoi più dire “lasciamo perdere”.
Arthur Bloch, Precetto di Ferguson, La legge di Murphy II, 198

Gruppo di sostegno per le coppie in crisi: l'aiuto del gruppo

La crisi di coppia: le cause

La crisi di coppia può capitare per diversi motivi: stanchezza, insoddisfazione, mancanza di comprensione, noia, perdita i interesse nella vita sessuale. Anche i disturbi sessuali, se non compresi, possono causare malumori.

Anche le normali preoccupazioni quotidiane: la gestione dei figli e della casa. In  alcuni casi anche la famiglia di origine può essere un’ulteriore fonte di stress o di preoccupazione. Se poi si aggiungono problemi sul lavoro, ecco che, la bomba è pronta a scoppiare. Spesso i partner si sentono soli, senza sostegno. Ansia, stress, disturbi dell’umore possono accendersi e andare ad alimentare la crisi di coppia.

Così, se già nella coppia ci sono dei problemi, la distanza far i partner può crescere, e la coppia può andare in crisi anche a causa della stanchezza e dei problemi quotidiani. Questo alimenta forti tensioni, che sfociano in liti o in profondi silenzi di chiusura.

Il tradimento e la gelosia

Perché i segnali nella coppia ci sono, ma non sempre la coppia è pronta a riconoscerli. Spesso è troppo doloroso affrontare la realtà delle difficoltà che hanno portato alla crisi di coppia. Uno dei segnali può essere il calo del desiderio sessuale. O sospettare un tradimento od essere gelosi perché non ci si fida più del compagno/a.


Abbattere il silenzio nella crisi di coppia

Mentre la coppia va alla deriva, il punto resta: i partner si tuffano nella routine quotidiana e smettono, per così dire, ad interessarsi ai bisogni mancanti. Non si parla nemmeno delle necessità che rimangono inespresse. 

Così, si costruisce un’abitudine ad ignorare quella vocina interiore, che vorrebbe far capire che c’è qualcosa che non va, ma che viene ignorata con tanto impegno.

La conseguenza di questo silenzio è lo “scoppio della coppia”. 

Una relazione extraconiugale che viene scoperta o confessata;
Le liti iniziano a diventare furiose;
Eterni ed insopportabili silenzi.

Così, la crisi di coppia viene annunciata ai partner con tutta la sua violenza. Si aprono gli occhi, e la realtà si spalanca di fronte: è il momento di fare qualcosa. 

Ma cosa fare? La crisi di coppia è degenerata?

E’ necessario abbattere le barriere e gli ostacoli alla comunicazione, dunque, il primo passo è permettere ai membri della coppia di esprimersi liberamente rispetto alle tematiche oggetto di scontri o di silenzi.

L’aiuto dello psicologo

Servirsi di un professionista può aiutare ad aprire queste tematiche, infatti lo psicologo della coppia ha questa importante funzione, il suo primo compito è facilitare l’apertura, costruendo un clima in cui entrambi i partner si sentano liberi di poter parlare e di essere ascoltati.

Il lavoro iniziale della coppia consiste nel fare i primi nuovi passi verso la fiducia e a rinunciare gradualmente a prese di posizione superficiali, positive e negative, acquisite nel tempo per abitudine o per sfiducia. Superare ad esempio vecchi condizionamenti, come il dare per scontato una frase, reazione o comportamento, del tipo:

“E’ inutile tanto so che lei/lui reagisce in questo modo….”; “Non mi ascolta, quindi non parlo…”; “Dopo tanti anni dovrebbe sapere di cosa ho bisogno ..”

NO, questi sono “dischi rotti” come li chiamo io, perché non si può leggere nella mente dell’altro. 
Bisogna smettere di pensare che l’altro, dovrebbe sapere cosa dire o fare, solo perché ci conosce.

Il tempo nella coppia

Nel tempo l’individuo cambia, così come cambia la coppia stessa, il cambiamento fa parte dello stato naturale delle cose.

La coppia negli anni attraversa un naturale processo di adattamento , spesso la crisi  di coppia entra nel rapporto perché si rimane attaccati, ancorati al ricordo di come si era, ma il passato non torna, è il presente che rappresenta il punto della nuova partenza.

Carl Rogers nel suo testo “Becoming partners” individua 4 istanze centrali nella vita delle coppie che erano riuscite ad ottenere una relazione soddisfacente: impegno, comunicazione, espressione libera delle proprie scelte, divenire due sé distinti.

Importante: la coppia per essere felice ha bisogno, prima di tutto di trovare la sua soddisfazione come singolo. Se il singolo, rinuncia a propri desideri, bisogni e aspettative allora, non troverà mai piena soddisfazione nella vita di coppia, perché la troverà stretta, si sentirà chiuso in una gabbia di compromessi che non ha contribuito a creare.

Sempre Carl Rogers ha rilevato che hanno più possibilità di successo, le persone che sono meno prigioniere di uno stile di vita autolesionistico, e che si pongono in un atteggiamento costruttivo nei confronti della relazione.


Cosa fare per superare la crisi di coppia?
Gruppo di sostegno per le coppie in crisi

I passi da compiere:

  • La volontà di farlo. Il primo passo è voler risolvere il problema di coppia, individuando ed affrontando anche i primi sintomi di crisi nella coppia.
  • Fissare un obiettivo comune, questo può aiutare a risolvere i diversi problemi di coppia che hanno creato la stessa crisi di coppia.

Come ad esempio la gelosia in amore e la gelosia patologica ed ossessiva, problemi sessuali di coppia, calo del desiderio sessuale, senso di solitudine in amore, incomprensioni e fraintendimenti, insomma tutto ciò che ha portato alla crisi di coppia.

Gruppo di sostegno per le coppie in crisi

I gruppi possono aiutare perché offrono  un sostegno per la crisi di coppia. Stimolano al dialogo e al confronto. I racconti delle altre coppie presenti nel gruppo permettono un confronto, l’ascolto di altre esperienze può offrire un nuovo punto di vista, c’è il sostegno, ascoltare come un’altra coppia ha affrontato un problema simile può aprire la strada ad un nuovo dialogo.

Contattami per avere informazioni sugli incontri di gruppo

Puoi scrivermi, chiamarmi, utilizzare il servizio di live chat. Possiamo parlarne insieme, così mi puoi conoscere. E, una volta creato il gruppo omogeneo di persone con le stesse esigenze e obiettivi da raggiungere, se vorrai, potrai partecipare.


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Gruppo mutuo aiuto per affrontare il lutto

“Accade facilmente, a chi ha perso tutto, di perdere se stesso.” Primo Levi

Questo fiore il Dente di Leone nel linguaggio dei fiori, comunica senso di fiducia nella vita e di speranza per il rinnovamento, è un fiore forte, capace di sopravvivere alle difficili mutazioni del tempo. 
Incoraggia a guardare al futuro con atteggiamento positivo nonostante le innumerevoli difficoltà e i duri colpi della vita. 
I suoi semi portati dal vento simboleggiano la volontà di ricostruire una nuova vita.
E’ ciò che possiamo fare, lo dobbiamo a noi stessi, e alle altre persone care.

Obiettivi del lavoro di gruppo

Gruppo mutuo aiuto per affrontare il lutto perchè è efficace?

Nel gruppo le attività che si fanno hanno l’obiettivo di agevolare la ripresa psicologica. Il fatto ad esempio di parlare e condividere il racconto che coinvolge la persona cara defunta, o di condividere le sensazioni di vuoto e di paura che accompagnano la perdita, superare eventuali sensi di colpa legati a cose dette o non fatte.

Il gruppo permette di ricostruire la propria autoefficacia personale, dunque l’autostima, che rigenera nuova forza, ridà motivazione che accende la speranza. Perchè ricordiamo che i momenti difficili possono portar con sé Ansia, Stress e Autostima è ciò che ci permette di ricostruire la nostra identità.

Permettiamo alla vita di coinvolgerci di nuovo, superare il lutto non è dimenticare la persona cara ma è accettarne la perdita, dando un nuovo senso alla nuova vita a cui dobbiamo adattarci, è la forza della trasformazione dal dovere affrontare a volere affrontare. È un punto di vista che permette la svolta.

Il concetto del gruppo di auto e mutuo aiuto si riferisce al fatto di aiutare se stessi e, al contempo, aiutare gli altri membri del gruppo.  Come spiego in questo articolo Incontri di gruppo per cambiare vita  i fattori di sostegno sono il punto nodale del successo degli incontri gruppo di gruppo perché permettono la coesione.

Il gruppo è un sostegno emotivo, perché dà la possibilità di esprimere e di condividere il proprio dolore della perdita, al suo interno è possibile confidare le proprie paure. Si sperimenta la comprensione, l’empatia e l’ascolto.

Il gruppo è anche un sostegno sociale, si perché libera dalla solitudine. Io spingo sempre il gruppo a condividere momenti sociali semplici come trovarsi in pizzeria, sperimentare insieme nuovi interessi, ad esempio un corso di ballo, u corso id fotografia, di pittura, insomma tutto ciò che può stimolare la creatività, il buon umore, tutto contribuisce a cullare l’autostima e riprendere il filo della propria vita.

Il gruppo è anche uno spazio per insegnare e imparare. Ascoltare il racconto di come una persona ha affrontato il lutto ci permette di imparare dalla sua esperienza. E per chi racconta, è un riconoscimento dei suoi sfori, delle sue azioni, tutto a beneficio della sua autostima.

Dunque lo scopo del gruppo è ridare la libertà di volare da soli. Di essere consapevoli, che, grazie alle proprie capacità, è possibile affrontare e adattarsi al cambiamento. Questo è il significato dell’affrontare il lutto.

Come si costituisce il gruppo

Il gruppo per affrontare il lutto è aperto ed eterogeneo. Intendo che le nuove persone si possono inerire continuamente, questo perché, come detto prima, permette quello scambio di insegno/imparo dalle esperienze raccontate nel gruppo. Eterogeneo perché includono ogni persona che ha subito un lutto, queste perché, secondo me, offre una maggior condivisione e comprensione del dolore di ciascuno. Il gruppo dove la soggettività del dolore di ciascuno. Non c’è un lutto più importante di un altro, perché il dolore di ognuno va accettato, compreso, accolto e sostenuto. Senza giudizio o pregiudizio. Infatti, uno dei vantaggi del gruppo è proprio quello di avere la libertà di esprimere se stessi.


Incontri di gruppo per superare la depressione

Incontri di gruppo per superare la depressione

La sofferenza è una specie di bisogno dell’organismo di prendere coscienza di uno stato nuovo.
Marcel Proust

Che tipo di depressione ho?

Uscire dalla Depressione – Come capisco se sono depresso? Ci sono diversi tipi di depressione,  occorre prima di tutto una corretta diagnosi. Una volta identificato correttamente il problema si può agire o attraverso il lavoro individuale o attraverso il lavoro di gruppo.

I passi dunque sono:

  • incontro individuale per definire correttamente la diagnosi
  • scegliere lo specifico percorso per raggiungere il benessere

Capire il problema

Ci deve essere una fase preliminare di valutazione clinica, solo così si trova  il giusto percorso. Parliamo insieme per capire che tipo di problema stai vivendo. Questo permette di trovare la soluzione, attivando i passi che servono per ritrovare il benessere.

Possiamo identificare i passi necessari attraverso:

Autostima, che viene annullata dalle personali convinzioni, dalle emozioni come rabbia e senso di colpa. Perché le parole che diciamo a noi stessi ci influenzano e condizionano, al punto tale da farci dimenticare la percezione della nostra autoefficacia. Così finiamo per dire a noi stessi “Non sono capace”; “Non valgo nulla” e altre frasi assolutamente veicolate dal  forte dolore che si sta vivendo.

Vantaggi della comunicazione assertiva  intesa come nuovo atteggiamento mentale verso se stessi. Aspetti come “Dire Si”, “Dire No”; “Chiedere aiuto”; “Rispettare anche i propri bisogni personali”

Comunicazione efficace per esprimere al meglio l’assertività e aumentare così anche la propria percezione di sé: come mamma, come moglie, come donna.

I benefici degli Incontri di Gruppo per Superare la Depressione

Risvegliare emozioni positive come ad esempio il buon umore.
Liberarsi dal senso di colpa, rispetto alle convinzioni sbagliati rispetto alla propria capacità di prendersi cura del o dei propri bambini.

Allontanare la rabbia verso sé stessi e verso gli altri.

Finalmente qualcuno che ascolta davvero! Il gruppo permette di riprendere contatto con queste emozioni positive dimenticate perché ci sentiamo davvero ascoltati e capiti, in un clima libero dal pregiudizio e da paure.

Incontri di gruppo per superare la Depressione Post Natale o Post Parto

Mi trovo spesso a parlare con donne che non sapevano di aver sofferto di depressione posta natale, perché spesso i sintomi vengono sottovalutati dalle persone a loro vicine: marito o compagno, famigliari o amici. La donna spesso si trova da sola perché non compresa, non sostenuta nella sua richiesta di aiuto. Ecco che quindi l’aiuto è fondamentale.

I punti fondamentali degli incontri di gruppo per superare la depressione post natale o post parto, sono gli aspetti legati ad atteggiamenti, comportamenti e stile di vita:

  • Aumentare le attività piacevoli;
  • Insegnare abilità sociali: comunicazione, assertività, capacità di chiedere aiuto per la cura del bambino;
  • Insegnare tecniche di rilassamento: perché l’ansia e l’irritabilità possono peggiorare il tono dell’umore aumentare la stanchezza;
  • Insegnare a riconoscere il rapporto tra pensieri, emozioni e comportamenti;
  • Aiutare a identificare e monitorare le convinzioni erronee legate alla maternità;
  • Aiutare a identificare i pensieri disfunzionali legati alla bassa autostima;
  • Contrastare convinzioni erronee e pensieri disfunzionali, per sostituirli con pensieri più costruttivi;
  • Modificare i sottostanti schemi disfunzionali di “doverizzazione” e catastrofismo;
  • Imparare a prendersi cura anche di sé stesi;
  • Portare a discutere le somiglianze e differenze negli stili genitoriali propri, del partner, dei propri genitori, dei suoceri.

Competenze genitoriali

Gli appuntamenti possono diventare anche uno strumento formativo nei quali parlare di:


Incontri per vincere ansia e attacchi di panico

Incontri per vincere ansia e attacchi di panico

L’inferno era vuoto, e tutti i diavoli erano lì.
William Shakespeare

Il gruppo di auto – mutuo aiuto per i disturbi d’ansia aiuta:

  • ad individuare le strategie efficaci;
  • a sperimentarle nelle diverse situazioni difficili che si decide di voler superare.

Il gruppo utilizza tecniche di rilassamento muscolare e strategie cognitive per combattere stili di pensiero negativi, così come l’esposizione alle situazioni temute.
L’attenzione è rivolta anche alle a problemi dello stile di vita generale. Viene data molta importanza alle interazioni nel gruppo.

Il gruppo si concentra sui problemi ATTUALI, e non viene incoraggiata l’analisi di argomenti relativi a esperienze passate e a problemi passati. Il focus sul presente è indispensabile all’individuazione e al superamento delle difficoltà attuali.

PER CHI SONO ADATTI

  • Quando l’ansia ti opprime, ostacola la tua vita e t’impedisce di cogliere le tue occasioni;
  • Se l’ansia limita la tua vita sociale, confinandoti nella falsa sicurezza delle pareti di casa tua;
  • Ci sono giorni in cui l’ansia è così forte da impedirti anche di andare a fare la spesa al supermercato, di pagare un semplice bollettino in posta, o di andare in banca per chiedere informazioni per far valere i tuoi diritti;
  • Quando ascolti tutti le voci tranne la tua, perché la senti debole e inutile.

Allora capisci che è ora di dire basta a questa arrendevolezza, basta subire l’ansia, con i suoi attacchi di panico, con le sue torture che riducono lo spirito, il corpo e la mente ad una scatola inerme, in balia delle onde e del vento della vita.

Come fare in pratica

Punto 1. Bisogna capire l’ansia. Significa individuare il suo meccanismo, cosa porta a bloccare, come si genera.

Punto 2. Si devono identificare le idee e convinzioni irrazionali che la originano. Questo porta ad individuare le parole che diciamo a noi stessi e, quali sono i condizionamenti a cui siamo soggetti.
Nell’ansia, infatti, giocano un ruolo fondamentale, se non quasi determinante nel mantenimento stesso dell’ansia, i condizionamenti.

Punto 3. Evitare L’evitamento.  La paura di stare male porta ad evitare la situazione tanto temuta, questo da un immediato sollievo, perché l’ansia si abbassa, ma poi questo genera una cascata di evitamenti che aumentano la sensibilità ad ogni situazione. Riducendo così la persona all’immobilità. Si finisce per non uscire di casa, né con gli amici, si perdono importanti opportunità sia personali che professionali.

Come di certo avrai sperimentato di persona, è possibile condizionarsi in modo negativo, mediante modalità acquisite nel corso nel tempo, attraverso le parole che diciamo a noi stessi, diventano così delle convinzioni forti, che veicolano i comportamenti e le emozioni verso delle specifiche situazioni.

La forza dei condizionamenti personali
Pertanto, queste convinzioni che hanno dato vita ai tuoi condizionamenti mentali possono bloccarti ed impedirti di sperimentare valide strategie di fronteggiamento alle situazioni. E questi condizionamenti, funzionano come potenti boomerang, che ti ritornano indietro con maggior potenza, e così la sofferenza, ti porta a convincerti, di non poter andare oltre il primo passo. Si attiva così un meccanismo di evitamento che non ti consente di affrontare le situazioni cariche di tensioni e di ansie, l’unica soluzione sembra quella di scappare.

Esempi di condizionamenti:
“Io non ci riesco”; “Non posso farcela”; “Non cambierà niente”; “È troppo difficile e doloroso”; “Non valgo niente”; “Sono una nullità”; “Gli altri sono più forti e migliori di me”;

Ma questo meccanismo non fa che aumentare l’ansia in modo esponenziale.
La cosa positiva di questo circolo è che lo si può spezzare, ma bisogna capire come.

Cambiare è possibile?
SI, si può combattere questo stato, vedo tutti i giorni i grandi cambiamenti che avvengono nelle persone, combattere l’ansia significa affrontare le situazioni.
Perché, è a questo obiettivo che condurranno gli incontri per vincere ansia e attacchi di panico.

Importante, la domanda è: Esiste una strada per vincere in modo definitivo l’ansia e attacchi di panico?

Vincere l’ansia, non è NON PROVARE PIÙ ANSIA, ma significa, saperla fronteggiare, riconoscerla come risorsa, non come limite.

L’ansia è una reazione naturale, una risposta di difesa, che allerta l’organismo e lo prepara per l’azione. Quindi gestire l’ansia significa imparare a darle questo nuovo significato, che in realtà nuovo non è, dato che è un meccanismo adattivo, ereditato come strategia di valida sopravvivenza dai nostri antenati.

Punto 4 . Agire e non subire. La STRATEGIA per vincere l’ansia è una sola: affrontare le situazioni in modo diretto, e agire. Ogni volta che tu agirai, invece di subire, vincerai sempre la tua ansia, e le tue paure.

Più non affronti le situazioni,
più l’ansia prenderà sempre il sopravvento su di te stesso.
Non devi affrontare tutto subito. Rispetta i tuoi tempi, individua le strategie migliori per te, e poi piano piano, potrai riscoprire il gusto della vita libera dalle paure estreme, come ad esempio l’attacco di panico.

Le TUE RISORSE PERSONALI sono una vera e potente arma su cui potrai sempre contare, e la vera risorsa personale sta proprio in te stesso, hai solo bisogno di capire come riattivarle e renderle forti, liberarle dalla profondità in cui sono andate a rifugiarsi.

Lo so, il cercare di saltarci fuori stanca, si perde la fiducia e la speranza di star bene, si allontana sempre di più.
Ma se sei arrivato a questa pagina è perché in realtà Tu credi che puoi stare bene, che puoi smettere di subire questo stato di malessere.
È come dire: agire su un nuovo stile di vita, per portare un nuovo benessere fisico e mentale.

Perché ho creato questi incontri di gruppo per vincere l'ansia e l'attacco di panico?

Trattando disturbi di ansia da 14 anni, ho capito che il supporto di gruppo, la condivisione ed il confronto, sono un grande aiuto per superare i problemi di ansia.
Così, ecco il motivo per cui, aiuto le persone che soffrono di ansia, attraverso percorsi mirati di gruppo.


Incontri di gruppo

Incontri di gruppo

Benefici degli incontri di gruppo

Nessuno è inutile in questo mondo se è capace di alleggerire i pesi di un altro uomo. Charles Dickens

Cosa ti possono dare gli incontri di gruppo

Nel gruppo è possibile trovare aiuto, conforto e confronto.
In un clima libero da pregiudizi, calmo e sereno dove riprendere fiato.
Non sentirsi fuori posto con sé stessi, liberarsi dei propri sensi di colpa. Ricominciare a sentirsi a posto con sé stessi e con gli altri. Ritrovare quell’equilibrio che sembrava essere perduto.

Un aiuto anche per i problemi di coppia. Diventa anche uno spazio importante nel quale coinvolgere e far partecipare i partner al fine da permettere loro una piena comprensione e consapevolezza sul cosa fare insieme e come superare insieme questa fase.

Vivere l’esperienza degli incontri di gruppo

Partecipare agli incontri di gruppo da me organizzati, non significa fare terapia. Il gruppo permette di smuovere i blocchi, di cambiare prospettiva, di mettere in discussione convinzioni e punti di vista che sono la causa dei problemi.

Sono anche un momento importante di socializzazione. Conoscere persone nuove, che vivono la tua stessa esperienza. Poter essere di aiuto e anche, e nello stesso tempo, ricevere aiuto.

Vieni a conoscere cosa il gruppo può fare te 

Cosa significa mutuo aiuto negli incontri di gruppo

La potenza del gruppo

Prima di tutto il gruppo ha in sé la potenzialità di promuovere dinamiche di aiuto reciproco tra i suoi membri.
Di conseguenza, per mutuo aiuto s’intende quel fenomeno per cui i membri del gruppo, mentre riflettono su una data questione, si aiutano reciprocamente.
Perché accada questo è indispensabile il ruolo del facilitatore del gruppo, i cui compiti sono quelli di creare un clima armonico, senza pregiudizi, gestire eventuali conflitti, stimolare al problem solving, stimolare alla riflessione e soprattutto all’azione.

Dal singolo al gruppo

Perché avvenga il passaggio dal semplice gruppo a un vero e proprio sistema di mutuo aiuto è determinante tutta una serie di variabili che vengono stimolate e attivate dal facilitatore.

Facilitare l’apprendimento
Far emergere la personalità di ciascun partecipante
Potenziare le risorse personali di ciascuno

Questo grado di coinvolgimento generale avrà una funzione di catalizzatore: ognuno dà e prende dagli altri.
E’ quest ala forza e l’aiuto degli incontri di gruppo.

Il ruolo del facilitatore all’interno degli incontri di gruppo

Al facilitatore spetta il compito di aiutare il gruppo a tradurre la visione astratta del mutuo aiuto in una prassi concreta e condivisa ( Berman -Rossi, 1993; Shulman, 1992; et. al).

Quindi, il facilitatore aiuta a:

  • Fissare obiettivi
  • Trasmettere azioni e strategie
  • Valorizzare le potenzialità positive che sono in ogni persona all’interno del gruppo di mutuo aiuto
  • Incoraggiare, quindi, ogni persona a rendersi autonomo e di ridargli la capacità di riprendere in mano la sua vita.

Cosa gli incontri di gruppo posso dare a te

  • Più forza e coraggio per iniziare il cambiamento
  • Vitalità ed energia per mantenere il tuo impegno con te stesso
  • Speranza di andare avanti, per vivere e non solo per, sopravvivere

Contattami per avere informazioni sugli incontri di gruppo

Puoi scrivermi, chiamarmi, utilizzare il servizio di live chat. Possiamo parlarne insieme, così mi puoi conoscere. E, una volta creato il gruppo omogeneo di persone con le stesse esigenze e obiettivi da raggiungere, se vorrai, potrai partecipare.

Bibliografia per approfondire il tema degli incontri di gruppo di mutuo aiuto

Ho pensato che questa piccola bibliografia possa esserti utile, se vuoi approfondire l’utilità e lo scopo degli incontri di gruppo.

  • L’auto/mutuo aiuto di Dominique M.Steinberg Edizione Erickson
  • Berman-Rossi T. (1992), Empowering groups trough understanding stages of group development, “Social Work Groups”, vol. 15, n. 2-3, pp. 239-255;
  • Berman-Rossi T. (1993), Thetasks and skills of the social worker across stages of groups development, “Social Work Groups”, vol 16, n. 1-2, pp 69-82
  • Shulman, 1992, The skills of helping individuals groups, Itasca, Peacock