Call center efficace

Caso 1: Call center efficace

Call center efficace

Il call center importante strumento di vendita: trasformare richieste e reclami in vendita
Spesso nelle aziende non è sempre possibile investire tempo o denaro per collocare le risorse umane nella mansione esatta.

Così questa scelta nel breve e medio periodo si rivela una “pessima” mossa. Perché l’incapacità oggettiva della risorsa umana di far fronte alle specifiche richieste della sua mansione comporta poi una perdita produttiva.

Ogni persona ha delle competenze acquisite, ha delle abilità, è veloce nell’apprenderne di nuove.
Non tutte le Risorse Umane sono adatte per lo stesso tipo di lavoro, pertanto la selezione del personale deve fare proprio questo: collocare la “giusta” Risorsa Umana nella “giusta” mansione adatta a lei, rispetto alle sue competenze e coerentemente alle competenze richieste dalla aziende.

Nella sezione Orientamento ho fatto uno schema relativo al tipo di competenze ricercate e come viene effettuato il processo di selezione del personale.

Il Caso aziendale: Call Center efficace

Questo caso aziendale, vuole mettere in evidenza nello specifico, la perdita di guadagno in termini di clienti potenziali persi. Perdita determinata da diversi fattori:

  • mancanza di formazione specifica nell’approccio al cliente;
  • caratteristiche di personalità non adatte per il ruolo di venditore;
  • mancanza di impegno causata da non motivazione
  • sfiducia verso l’organizzazione e verso i propri capi

L’AZIENDA – Grande azienda italiana di telecomunicazioni

LE RICHIESTE DELL’AZIENDA

  • individuare i punti deboli del call-center;
  • individuare quelle risorse umane più adatte al ruolo;
  • individuare chi spostare e come;
  • fornire una griglia di osservazione specifica sulle caratteristiche di personalità per capire chi è adatto al  team e chi no;
  • sviluppare abilità di leadership

L’INTERVENTO

Ho diviso le persone del call center in piccoli gruppo (3 o 4 persone);
le ho affiancate mentre loro gestivano le telefonate con i clienti.

OSSERVAZIONI CHE SONO EMERSE DAGLI AFFIANCAMENTI

  • clima estremamente polemico;
  • tra le persone ci sono asti, invidie e dissidi;
  • c’è tanto malcontento;
  • c’è pochissima motivazione al lavoro in generale;

In alcune persone, in particolare, mancano competenze tecniche e trasversali specifiche:

  • non hanno motivazione;
  • non hanno volontà;
  • non sanno vendere

Queste stesse persone, inoltre, sono responsabili del clima negativo instaurato, trascinando in un vortice vizioso negativo anche quelle persone capaci, che potrebbero dare molto di più all’azienda in termini produttivi. E di conseguenza aumentare anche il loro senso di appartenenza all’azienda e al gruppo, sentendosi così più soddisfatte e pertanto più motivate.

RISULTATI ED INTERVENTI DELL’AZIENDA

Sulla base di queste osservazioni oggettive, avvenute tutte in modo trasparente e condiviso con i singoli lavoratori, si è stabilito di ridefinire i gruppi: spostando persone da un gruppo ad un altro, e reindirizzando altre persone ad altre mansioni.

Prima di fare questo però ho lavorato insieme a loro sui conflitti interpersonali. Prima un colloquio individuale con ciascuno, che mi ha permesso di conoscere meglio sia le persone che il loro punto di vista. I colloqui individuali hanno anche l’obiettivo di portare alla luce le osservazioni che davvero rispecchiano la realtà del problema, permettendo così di eliminare quelle osservazioni puramente polemiche.

Ho svolto anche un lavoro sui singoli responsabili dei gruppi. Abbiamo affinato così, le abilità di leadership, cioè la capacità di gestire il gruppo, perché molti di loro, provenendo da una realtà ed esperienze diverse, non avevano potuto maturare le giuste capacità per poter gestire in modo efficace le persone all’interno del gruppo. Rendendo così, ancora più difficile il lavoro di tutti, perché non in grado di fare sentire le persone utili.

Abbiamo riflettuto inseme sull’importanza di riconoscere l’impegno di tutti. Dare il giusto riconoscimento professionale è importante per far crescere impegno, motivazione e senso di appartenenza. Così come il saper fare critiche costruttive. Non c’è cosa più dannosa in ambiente di lavoro, che rimuginare “sottobanco” di un torto che si pensa di aver subito.

Così come quelle “guerre di potere” più o meno implicite che sono presenti, purtroppo, in molti contesti lavorativi. Evidenti ad esempio nella non volontà di un Senior di trasmettere “il sapere” al nuovo arrivato.

Tutte queste dinamiche arrivano poi, inevitabilmente a sfociare in violenti conflitti, che ovviamente si riflettono sulla qualità della produzione. Comportando per l’azienda ulteriori costi: malattie o cause legali. Solo per fare degli esempi.

Abbiamo lavorato anche sulla comunicazione efficace e sull’assertività.

Questi interventi hanno migliorato il clima emotiva di tutto l’ufficio, quelle persone che hanno cambiato mansione si sono dimostrate più motivate e soddisfatte evidenziando questo attraverso una maggiore produttività.
Inoltre l’azienda ha stabilito incontri periodici tra i dipendenti per consentire loro un confronto diretto mettendo a nudo problemi relazionali specifici.

FOLLOW-UP DI 3 e 6 MESI
Le risorse umane che sono state cambiate di mansione si sono dimostrate all’altezza dei nuovi compiti, con maggiore soddisfazione , diminuendo notevolmente assenteismo e ritardi.
Il call center così ristabilito è stato coinvolto in un programma formativo mirato allo sviluppo di abilità di vendita, permettendo così all’azienda un investimento efficace di tempo e di denaro.

Caso aziendale di Patrizia Marzola
Psicologa Fidenza – Parma


consulenza aziendale per problemi relazionali

Psicologo Aziendale

Psicologo Aziendale
Migliora la comunicazione nell’ambito lavorativo, Rimuovi i conflitti interni e Aumenta la produttività della tua impresa

Lavoro e conflitti: riconoscere il valore del fattore umano è fondamentale per il successo dell’organizzazione

Oggi è sempre più difficile trovare e mantenere collaboratori specializzati e capaci nell’ambito lavorativo.
Le risorse umane sono un capitale inestimabile per l’impresa. Ma non sempre si riesce a gestirle nel modo più appropriato.

Quali i motivi? Super lavoro? Aumento dei costi?

Tempi sempre più stretti ed esigenze sempre più prepotenti, possono determinare alienazione del lavoratore, che vede perdere la sua individualità, che si sente privato della giusta motivazione al suo lavoro.

E questo a scapito del rendimento. E quali costi per l’impresa? Enormi.

Cosa significa psicologo aziendale per problemi relazionali

Lavoro e conflitti. I conflitti possono diventare davvero aspri, posso esser causa di stress lavoro correlato e di mobbing, e burn-out con la conseguente assenza dal lavoro, dunque assenteismo.
Come è possibile riuscire a trasformare il conflitto in collaborazione?

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  1. Come sopravvivere alla giungla delle relazioni interpersonali

  2. Come farsi amico un nemico: il dialogo

La psicologia clinica è entrata nel mondo della formazione aziendale apportando notevoli vantaggi e benefici. Soprattutto per quanto riguarda il rapporto tra Lavoro e conflitti. Vediamo in dettaglio quali sono:

  • Gestione dei conflitti tra i dipendenti
  • Eliminare assenteismo
  • Stimolare la motivazione al lavoro
  • Creare gruppi di lavoro efficaci ed efficienti

Questa esigenza nasce da un problema reale:
RISOLVERE I PROBLEMI CON LE RISORSE UMANE IN AZIENDA

Il malcontento all’interno dell’organizzazione che si ripercuote sulle persone si evidenziano in:

  • Assenteismo
  • Ritardi
  • Poco impegno
  • Conflitti

Tutto questo a discapito della qualità del lavoro e della soddisfazione di tutti i lavoratori, capi, dirigenti e datori di lavoro compresi!

Dunque lavoro e conflitti aumentano stress e demotivazione.

Quindi aumento dei costi di produzione causati da ritardi, disguidi, errori … e tutto questo va a ricadere sulle spalle dell’azienda, già impegnata a lottare con le condizioni sempre più difficili del mercato.

Agire sul migliorare la comunicazione aziendale attraverso la psicologia aiuterà  il clima all’interno dell’ambiente di lavoro. Questo fa la differenza a livello produttivo.

Eppure, la realtà evidenza che molti lavoratori sono insoddisfatti della propria realtà lavorativa, in termini di clima, di qualità di rapporti interpersonali. Dunque diventa davvero indispensabile trasformare il conflitto in collaborazione.

Al contempo anche datori di lavoro e capi si trovano in difficoltà nel creare un sano equilibrio tra lavoro e conflitti, spesso non sanno proprio come intervenire per sanarli.

Nella mia esperienza da psicologa aziendale e del lavoro i racconti che mi riprovano le persone sono più o meno gli stessi:

” Sembra di essere in trincea!”;

“Nessuno, saluta nessuno” ;

“Tutti siamo sul chi va là, siamo diffidenti e sospettosi”;

“Manca l’educazione e il rispetto per le persone”

“I capi non riconoscono lo sforzo, l’impegno”

“Mi sento un solo un numero”

“Io, in qualità di titolare mi sento impotente difronte a questi conflitti”

Perché accade questo? Cosa porta una tale alienazione? Perché non si riescono a risolvere i problemi di natura relazionale? Cosa manca? Con quale realtà difficile realtà è costretta a relazionarsi l’organizzazione?

Ovviamente sul lavoro non si deve essere amici, non viene chiesto questo, ma è necessario poter contare gli uni sugli altri, e senza un clima di fiducia questo appoggio non potrà mai avvenire. Ecco perché è necessario trasformare il conflitto in collaborazione

Psicologia Aziendale per problemi relazionali

Il mio intervento da psicologo del lavoro dunque è pratico, calato sulla specifica realtà, perché ogni azienda ed ogni settore produttivo ha le sue regole che bisogna conoscere e capire.

Il cambiamento è possibile? Assolutamente sì.

Ma ogni figura in azienda deve essere coinvolta nel processo di cambiamento: dal datore di lavoro, a tutti i livelli manageriali, ad ogni singolo dipendente. Tutti si possono impegnare in un’azione sinergica per:

  • essere consapevole del problema
  • individuarne le cause e le dinamiche
  • trovare proposte di soluzioni
  • sperimentare le nuove strategie di cambiamento
  • impegno e motivazione a lungo termine

E serve l’ascolto. Mi sono resa conto, girando nelle varie realtà, sia grandi che piccole che manca la consapevolezza dell’importanza dell’ascolto. Giusto ieri un lavoratore mi ha ripetuto lo stesso ritornello:

“L’azienda è bella e potrebbe essere sana, ma ci sono dei problemi che potrebbero essere risolti, se solo ci fosse la volontà di risolverli. Io ho provato a parlarne con i miei capi, ma ho capito che non vogliono sentire ciò che io ho loro da dire. Anzi, dal momento che ne ho parlato, mi sono sentito ancora più solo, mi sembra di essere stato isolato dagli altri”.

Terribile e gravissimo. Se, chi ne ha il potere, si prendesse del tempo per ascoltare potrebbe scoprire un mondo nuovo. Ascoltare i collaboratori che vivono nei singoli reparti permette di avere una visone chiara del problema.
Ma, anche in questo caso, il ritornello è sempre lo stesso.

“Non ho il tempo di mettermi ad ascoltare. Il lavoro è questo.”

Sicuramente il momento economico poco felice costringe l’azienda ad avere ritmi serrati, gli obiettivi devono essere alti, e gli errori hanno gravi conseguenze. Ma, spesso tempo e denaro vengono “sprecati” proprio perché non si vuole andare in fondo a determinate processi o dinamiche. E questo va ad incrementare i problemi, come un criceto sulla ruota, un problema ne causa un altro, e ci si trova a rincorrere la produzione per non perdere clienti.

E’ sfiancante!

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L’esperienza di chi ha tratto giovamento col mio aiuto

Riesco a vedere con chiarezza quanto io abbia stravolto la mia vecchia vita che conducevo prima di incontrare te.
Sono venuta a conoscenza del tuo studio tramite una ricerca effettuata su internet. Ricordo che ero molto insoddisfatta della mia esistenza e cercavo qualche professionista del settore che potesse aiutarmi ad uscire dalla mia “gabbia dorata”.

Grazie al tuo aiuto ho capito che avrei dovuto smantellare abitudini granitiche, ne avvertivo tutta la fatica.
Ho visto subito una psicologa competente, chiara, immediata, diretta. Poi, ho scoperto che questa psicologa aveva anche un’esperienza di dolore, di sofferenza, ma di grande resilienza.

In te ho apprezzato innanzitutto la tua capacità di capire e comprendere le difficoltà, di aiutare gli altri con cura, con grinta, determinazione e passione. Non a caso il tuo motto è “azione!”.

La mia vita è CAMBIATA, in meglio.
Ho più fiducia in me, sono cresciuta come “donna” e riesco meglio nel mio lavoro.

-Carmen M.