Disturbo d’ansia generalizzato.

Disturbo d’ansia generalizzato

Come combattere le preoccupazioni legate al Disturbo d'Ansia Generalizzato

Caratteristiche del Disturbo d'Ansia Generalizzato
Il disturbo d’ansia generalizzato è caratterizzata da persistente e diffuso stato di preoccupazione e ansia, eccessivo rispetto alle circostanze. Si definisce ansia generalizzata perché riguarda numerosi eventi e situazioni.
Dunque, la caratteristica essenziale del disturbo d’ansia generalizzato è la presenza di ansia e preoccupazione (attesa apprensiva) eccessive relative a una quantità di eventi o attività.
L’intensità, la durata o la frequenza dell’ansia e della preoccupazione sono eccessive rispetto alla reale probabilità o impatto dell’evento temuto.
Si ha difficoltà a controllare la preoccupazione e a impedire che i pensieri preoccupanti interferiscano con l’attenzione ai compiti che sta svolgendo.

L’ansia e la preoccupazione sono accompagnate da almeno tre di questi sintomi aggiuntivi: irrequietezza, o sentirsi tesi, con i nervi a fior di pelle, facile affaticamento, difficoltà a concentrarsi o vuoti di memoria; irritabilità; tensione muscolare e alterazioni del sonno.

Insieme alla tensione muscolare possono essere presenti tremori, contratture, scosse o dolori muscolari. Ci possono essere anche sintomi somatici (come sudorazione, nausea, diarrea) e reazioni di allarme esagerate.

I sintomi di ansia (natura dell’ansia) di chi soffre di disturbo d’ansia generalizzato per lo più sono:

  • si sente teso, con i nervi a fior di pelle;
  • si stanca facilmente;
  • ha difficoltà a concentrarsi nelle cose che fa o ha l’impressione di avere la mente vuota;
  • si irrita facilmente;
  • prova una certa tensione fisica, ha i muscoli tesi, anche doloranti;
  • dorme male, cioè fa fatica ad addormentarsi o ha frequenti risvegli e comunque si sveglia poco riposato

Il fenomeno della preoccupazione nel disturbo d’ansia generalizzato

Tutti noi siamo ansiosi in certe circostanze della vita. Qui descrivo bene il fenomeno naturale dell’ansia.
Invece l’ansia, di chi soffre di ansia generalizzata tende però ad essere eccessiva, dilagante, poco controllabile e a disturbare notevolmente il funzionamento normale. Cioè, va a limitare tutte le attività quotidiane. Che sia il semplice andare a fare la spesa, recarsi al lavoro, accompagnare i figli a scuola, uscire con gli amici.
Le preoccupazioni, infatti, hanno ruolo centrale nel mantenimento di questo disturbo. Questo perché la persona si concentra sulla natura incontrollabile della preoccupazione e il suo ruolo nell’evitare gli esiti negativi degli eventi anticipati.
Ciò che rende la preoccupazione patologica nel disturbo d’ansia generalizzato non è né il contenuto, né il grado con il quale la preoccupazione è riconosciuta come irragionevole, ma piuttosto la percezione che la preoccupazione è eccessiva e incontrollabile. Si passa molto tempo della giornata (oltre la metà) preoccupandosi, anche se si riconosce che ci si preoccupa per cose secondarie.

La natura delle preoccupazioni
Le preoccupazioni del disturbo d’ansia generalizzato hanno le seguenti caratteristiche:

Sono numerose, si succedono; a una segue subito l’altra;
Sono accompagnate da emozioni di allarme, di inquietudine, di ansia;
Riguardano spesso eventi catastrofici futuri altamente improbabili;
Riducono la capacità di pensare chiaramente;
Sono molto difficili da controllare
Molte situazioni riguardano eventi o situazioni di tutti i giorni, come ad esempio preoccuparsi di disgrazie, fallimenti, giudizi negativi relativi a:
Familiari;
Relazioni sociali;
Lavoro e studio;
Malattie o infortunio;
Denaro, finanze
Temi comuni di preoccupazioni nel disturbo d’ansia generalizzato possono riguardare:
Problemi che possono presentarsi nel futuro
Perfezionismo e paura di insuccesso;
Paura di essere giudicato negativamente dagli altri
Le preoccupazioni riguardano per lo più eventi lontano nel tempo e che è molto improbabile che accadano davvero e sono raramente utili poiché è improbabili che portino a comportamenti capaci di eliminare o ridurre il pericolo.
Convinzioni sulle preoccupazioni (preoccuparsi delle preoccupazioni)

Chi soffre del disturbo d’ansia generalizzato spesso si preoccupa di avere preoccupazioni, ha cioè preoccupazioni di secondo livello. Del tipo:

“Non riuscirò a controllare questa preoccupazione”

“Non smetterò mai di preoccuparmi”

“Starò male o impazzirò se continuerò a preoccupar mai così”

Preoccupazioni più l’ansia danno luogo ad un circolo vizioso che continua ad aggravare i sintomi e le difficoltà di funzionamento sociale e lavorativo. C’è anche chi crede che le preoccupazioni possano servire a:

“Se mi preoccupo per il disagio, sarò più preparato ad affrontarlo”;

“ Preoccuparmi tende meno probabile che si verifichi la cosa che temo”;

“Se smettessi di preoccuparmi e accadesse qualcosa di butto, me ne senterei responsabile”;

“Le preoccupazioni mi aiutano a tenere sotto controllo la mia ansia”;

Tutte convinzioni legate a tenere in qualche modo a bada, le sensazioni e le paure. Tuttavia queste convinzioni non vengono confermate né messe alla prova e, pertanto, le preoccupazioni continuano in un circolo che sembra non abbai mai fine. E in più, si sommano anche dei comportamenti. Vediamo quali.

Comportamenti che possono mantenere le preoccupazioni e l’ansia

Ci sono cose che si fanno per attenuare le preoccupazioni e l’ansia che al momento sono utili, ma che a lungo andare contribuiscono a mantenerle e rafforzarle.

Cercare di rassicurarsi o chiedere agli altri di essere rassicurati;
Essere perfezionisti;
Evitare le situazioni o gli eventi;
Rinviare, non iniziare un compito a causa dell’ansia legata al timore di un risultato insoddisfacente;
Tentare attivamente di sopprimere la preoccupazione.
La natura delle tensioni muscolari
L’aumento della tensione dei muscoli in risposata alle situazioni che creano ansia e stress è presente nel disturbo d'ansia generalizzato, nei disturbi d'ansia in generale e nei disturbi legati allo stress.

Anche in condizioni normali, i muscoli hanno livelli di tensione variabili nell'arco della giornata, a seconda delle circostanze.

Per esempio, in chi soffre di attacco di panico, la tensione muscolare dura a lungo e continua a comunicare al cervello sensazioni di allerta. Diventa più sensibile e risponde con l’ansia, l’iperventilazione e il panico a stimoli anche piccoli come se si trattasse di minacce reali.

E visto che ansia e stress (come funziona lo stress) sono collegati, imparare a rilassarsi serve a controllare tensione muscolare e l’aumento di ansia conseguente.

Gli Esercizi di Rilassamento Muscolare Progressivo contro le tensioni fanno sempre bene, sono molto utili non solo in situazioni di stress o ansia. Anche chi sta bene può stare ancora meglio. È un modo per prendersi un momento per se stessi, per staccare la testa dai pensieri quotidiani. È un come avere una beauty farm personale a casa propria.

Poiché un certo grado di tensione può essere utile, è importante imparare a distinguere la tensione utile da quella eccessiva.

La tensione muscolare è superflua quando:

non serve a preparare la persona all'azione;
è eccessiva per l’attività che si deve svolgere;
rimane elevata ance dopo la fine della situazione che l’ha prodotta
Quindi visto che nel disturbo d'ansia generalizzato le preoccupazioni sono sempre presenti, e sono le responsabili della nascita del disturbo, imparare a gestire le tensioni muscolari è fondamentale per vincere il disturbo d'ansia generalizzato.

Imparare a Rilassarsi

Per imparare a rilassarsi bisogna imparare a riconoscere la tensione, e quindi a rilassare il corpo in generale, e alcuni muscoli in particolare.

Di solito, per riuscirci è necessario impegnarsi attivamente tutti i giorni. Se praticato tutti i giorni, diventa una piacevole abitudine alla quale il corpo cede molto volentieri, e la mente ne trae sollievo e giovamento.

Per chi ha figli, farlo insieme ai bambini, diventa una piacevole attività da condividere per tutta la famiglia perché i suoi benefici sono molteplici, vediamoli:

Aiuta nelle situazioni di ansia e di attacco di panico
Riduce lo stress
Efficace nell’insonnia
Ottimo coadiuvante che aiuta ad affrontare situazioni importanti (prima di una riunione, un intervento in pubblico, ecc…);
Può essere di aiuto nel Bruxismo, quando questo nasce da tensioni legate allo stress
Quando la tensione muscolare dura da molo tempo, spesso la persona non se ne rende conto. Avere i muscoli tesi può essere diventata un’abitudine antipatica alla quale ci si costringe ad adattarsi come se tale tensione fosse inevitabile e impossibile da sconfiggere. Chi soffre del disturbo d'ansia generalizzato capisce bene questo meccanismo perchè si sente sempre vittima impotente di queste tensioni muscolari.

Ma non è così.

Gli Esercizi di Rilassamento Muscolare Progressivo contro le tensioni consistono nel rilassare i muscoli uno dopo l’altro, fino a raggiungere lo stato globale di rilassamento che coinvolge tutto il corpo.

In pratica il cervello impara a riconoscere quali muscoli sono interessati dalla tensione, e questa consapevolezza porta a fare gli esercizi di rilassamento interessando proprio quella zona muscolare interessata dalla tensione. E' questo che significa risposta automatica di rilassamento.

Se sei interessato ad approfondire o a imparare questa tecnico ti invito a vedere il Corso di Rilassamento Muscolare Progressivo

Disturbod’ansia generalizzato. Come uscirne?

Quale approccio è più efficace?
Le ricerche concordano sul fatto che l’approccio cognitivo-comportamentale è efficace per il disturbo.
(Barlow et al. 1998; Borkovec e Wishman, 1996; Fisher e Duhram 1999; Gale e Oakeley-Browne 2000; Gould et al. 1997. Solo per citarne alcune).

Vi è accordo generale sul fatto che la terapia cognitivo-comportamentale induca un miglioramento statisticamente e clinicamente significativo per la maggior parte dei pazienti e che questo miglioramento si mantenga fino a un anno dalla conclusione del trattamento.

Gli elementi chiave per il trattamento sono questi:

L’insegnamento delle abilità di fronteggiamento (coping), che includono le abilità di gestire la propria ansia, l’assumersi la responsabilità del cambiamento e il controllo sui propri pensieri, sentimenti comportamenti.

Lavorare sulle preoccupazioni in modo da riprendere il controllo dei propri pensieri.

Gli esercizi di rilassamento muscolare progressivo per diminuire gli alti livelli di tensione muscolare cronici ed elevati. Inoltre, imparare a rilassarsi è un’abilità in grado di aiutare a tenere sotto controllo i sintomi somatici.

Esposizione graduale. Cioè identificare obiettivi comportamentali specifici che possano essere suddivisi, se necessario, in obiettivi intermedi, in modo tale da abbattere gli evitamenti fobici di alcune situazioni.

Il trattamento è efficace se si mantiene alta la motivazione e l’impegno

Alcune importanti indicazioni per il successo della tecinca. E questo vale per tutti i percorsi che si intraprendono per recuperare il benessere psico-fisico.

Fare regolarmente esercizi e compiti che vengono dati. Anche se si è molto stressati. Anche se in quel momento l’ansia è bassa e quindi si pena che si possa saltare ogni tanto l’esercizio;
Non scoraggiarsi né perdere la speranza. Perché il percorso che porta al benessere è costellati da lati e bassi, finché si arriva a renderlo stabile.
Premiare sé stessi. Attenzione alle parole che si dice a stessi. Non dimenticare mai che tutti noi siamo il frutto delle parole che diciamo a noi stessi.

In abbinamento, questi training sono di grande aiuto

Comunicazione Assertiva per migliorare i rapporti con gli altri
I vantaggi della Comunicazione Efficace
Abilità sociali
Corso Autostima e Motivazione
Corso Rilassamento muscolare progressivo

Quali tecniche di rilassamento muscolare scegliere?

Allo stato attuale esistono diverse tecniche di rilassamento, alcune si basano su semplici esercizi altre sulla meditazione, ma tutte hanno un fine comune: il benessere della persona. Per aiutarsi a star bene con sé stessi e con gli altri.

Ma come scegliere quella più adatta per ciascuno di noi?

I ricercatori (Brenner e al.) citano ricerche che dimostrano come le persone che praticano una tecnica di rilassamento, in generale, ottengono notevoli benefici sia fisici che psichici.

Rassegna sulle tecniche di rilassamento

RILASSAMENTO MUSCOLARE PROGRESSIVO CONTRO LE TENSIONI. Negli anni ‘30 Jacobson si è occupato come medico e ricercatore di come funziona la muscolatura. Egli si accorse che la tensione muscolare compariva spesso in concomitanza con inquietudine interiore, stress e paura. Un uomo internamente in tensione o spaventato è spesso teso, anche sul piano muscolare.
Tuttavia, non solo la tensione psichica porta ad un aumento di tensione muscolare, ma è vero anche il contrario: una distensione della muscolatura comporta una sensazione di calma. C’è dunque, un rapporto tra psiche e corpo che agisce in entrambe le direzioni: la psiche esercita un’influenza sul corpo e viceversa, modificazioni somatiche possono produrre cambiamenti nello stato psichico. Edmound Jacobson definisce il training da lui elaborato

Rilassamento Muscolare Progressivo - RMP
Si tratta di una distensione che avviene per gradi: si rilassano uno dopo l’altro i vari gruppi muscolari, raggiungendo così uno stato di calma sempre più profondo. Ciò permette di avere un reale controllo sulle tensioni.

Training Autogeno di J.H.Schultz, psichiatra di BerlinoInsegna a focalizzare l’attenzione su una parte circoscritta del corpo, inducendo sensazioni di pesantezza e calore. Procedendo con gli esercizi si raggiunge progressivamente la capacità di un completo rilassamento muscolare, fino al rallentamento della frequenza del battito cardiaco e all'autoregolazione generale.

Rilassamento Somato Psichico -RSP-
E' una tecnica di rilassamento che nasce dalla bioenergetica di Alexander Lowen, studia i processi energetici del corpo. Sono questi processi ad influenzare ciò che succede nel corpo e nella mente. La bioenergetica sottolinea il fatto che mente e corpo sono tutt'uno, di conseguenza un’educazione fisica comprende anche un’educazione mentale. Il protocollo del RSP è costituito da fasi alternate di esercizi di stretching, auto stimolazione dei punti neuro linfatici e respirazione. Con la pratica e l’impegno potreste essere capaci di usare la tecnica di rilassamento per diminuire lo stress, l’ansia, gli stati di preoccupazione e i pensieri negativi, aumentare la concentrazione e la consapevolezza, utile anche per acquisire una maggior fiducia in se stessi e un maggior rendimento.


Come vincere fobia specifica

Come vincere fobia specifica

Aiuto ho una fobia specifica?

Fobia specifica, le caratteristiche principali sono:

• una reazione di paura collegata a uno stimolo che
• produce tensione fino al punto da causare disturbi emotivi, sociali, lavorativi,
• riconosciuto come eccessivo o irrazionale e che
• porta a comportamenti di evitamento o ad ansia intensa in caso di esposizione allo stimolo temuto.

Il DSM – Manuale dei Disturbi Psichiatrici suddivide in quattro categorie secondarie le fobie specifiche. Pertanto identifica le fobie specifiche come legate ai seguenti temi principali:
1. Animali
2. Ambiente naturale
3. Sangue, iniezioni e ferite
4. Situazioni (es. aerei, ascensori, luoghi chiusi …)
5. Situazioni che possono portare a soffocamento, vomito o al rischio di contrarre una malattia.

Dunque l’elemento distintivo di questo disturbo è che la paura o l’ansia sono circoscritte alla presenza di una situazione o di un oggetto particolari che possono essere definite STIMOLO FOBICO.

Esempio: se la mia fobia è legata agli uccelli, o alle loro ali. Ali e animale è per me lo stimolo scatenante.

La quantità di paura vissuta può variare in basa alla vicinanza all’oggetto o alla situazione temuti e può manifestarsi in anticipo o in presenza effettiva dell’oggetto o della situazione.
Inoltre la paura o l’ansia (natura dell'ansia), possono prendere la forma di un vero e proprio attacco di panico.
Un’altra caratteristica della fobia specifica che la paura o l’ansia sono evocate quasi ogni volta che l’individuo viene in contatto con lo stimolo fobico.

La paura e l’ansia sono spesso espresse in modo diverso da bambini e adulti.
La persona evita attivamente la situazione, oppure se non è in grado di evitarla, la situazione o l’oggetto fobico evocano paura o ansia intense.
EVITAMENTO ATTIVO significa che si fa di tutto per evitare, di venire in contatto con lo stimolo fobico. Ad esempio posso evitare volutamente di compiere quella strada perché c’è un ponte, o una salita, un tunnel. Anche a costo di allungare molto la strada. Si può addirittura evitare di accettare lavori se si pensa che ci possano essere stimoli fobici. Esempio una stratta stretta e buia.
Si può arrivare a cambiare radicalmente le proprie abitudini di vita. Esempio un signore che ha smesso da anni a fare colazione nei bar.

Per riassumere

Le fobie specifiche sono paure di oggetti o situazioni circoscritti. La reazione di paura è talmente angosciante o la situazione sembra essere così pericolosa che la persona evita l’oggetto fobico.
Tali fobie sono acquisite precocemente nell’infanzia e – se non scompaiono entro i primi anni dell’età adulta- tendono a persistere.
I motivi per cui una fobia persiste possono essere legati sia in esperienze di apprendimento traumatiche e precoci, sia dall’essere angosciati per la reazione di paura.
In ogni caso, se l’oggetto temuto non può essere facilmente evitato, la fobia interferirà con la vita.

L’attivazione Fisiologica e Pensieri
Una fobia specifica dunque è un tipo particolare di paura. Proprio come possono essere tante le cose di cui si diventa fobici. Una fobia è diversa da una normale paura per tre ragioni.

La prima. Attivazione fisiologica

Le persone con fobia specifica vivono tipicamente un aumento dell’attivazione fisiologica in previsione di, o durante l’esposizione a, un oggetto o una situazione fobici. Tuttavia la risposta fisiologica alla situazione o all’oggetto temuti è variabile.
La paura provata nelle fobie è particolarmente intensa e dà luogo alle seguenti reazioni:

Sensazioni fisiche
Tachicardia (aumentata frequenza del battito cardiaco)
Sudorazione
Tremore
Respirazione rapida
Mancanza d’aria o respiro affannoso
Tensione muscolare
“Nodo allo stomaco”
Nausea
Debolezza muscolare
Formicolio nelle mani e nei piedi
Vampate improvvise di caldo e di freddo
Senso di costrizione o di dolore al torace
Impulsi e azioni
Sentire l’impulso di scappare o fuggire veramente
Sentirsi paralizzati
Piangere o gridare
Pensieri ed emozioni
Preoccupazioni del tipo “Cosa succederebbe se …”
Impressione che possa accadere qualcosa di terribile
Pensieri come “È pericoloso”, o “Potrei fare qualcosa di pericoloso
Imbarazzo o irritazione
Vergogna
Incapacità di pensare con chiarezza
La seconda. L’evitamento

Le fobie portano in chi le soffre a evitare ciò che teme (evitamento) oppure a riuscire a sopportare la situazione temuta con molto malessere. L’evitamento si può presentare in molte forme diverse, talvolta poco evidenti, subdole, in pratica in tutte le forme seguenti:

Non avvicinarsi all'oggetto o alla situazione temuti
Fuggire dalla situazione
Trovare scuse per non fare ciò che si teme
Immaginare di essere da qualche altra parte
Pensare a qualcos’altro
Guardare dall’altra parte
Bere alcolici o fare uso di droghe
Prendere ansiolitici
Cercare disperatamente la presenza di altre persone
Chiacchierare on le persone con cui ci si trova senza pensare ad altro
La terza. Conflitto tra la consapevolezza razionale che la situazione è relativamente sicura e il dubbio continuo che possa non esserlo.

Chi non le ha, trova difficile comprendere chi le ha, perché pensa per lo più che le paure siano sciocche, infantili, immotivate. Chi soffre di fobie, può anche essere consapevole che la situazione temuta no sia veramente pericolosa, ma allo stesso tempo continua a credere che lo sia; da qui il dubbio “Cosa accadrebbe se …”.

Come vincere la fobia specifica?
L'approccio cognitivo-comportamentale

Il trattamento efficace ridurrà il livello di ansia scatenata dall'esposizione agli oggetti temuti, il livello dell’ansia anticipatoria e il grado di evitamento.

L'approccio è mirato alla persona. In sostanza si accompagna la persona ad eliminare l’evitamento, mediante l’attenuazione dell’ansia. Si procede per gradi. La persona viene accompagnata in questo cammino. Si strutturerà un cammino basato sui singoli passi compiuti dalla persona, rispettando i sui tempi.

Il trattamento è fondato sull’empatia e sulla comprensione; sulla stimolazione, sull’incoraggiamento, sull’autostima e sulla motivazione.

È di grande aiuto il rilassamento muscolare come aiutante nell'abbassare gli alti livelli di ansia provati. Che rappresenta il primo passo per il trattamento.

Una volta appreso il metodo per ridurre l’ansia, andiamo a costruire una scala che metterà in ordine gerarchico (dal + debole al + forte) tutti gli stimoli fobici. Poi, si affronteranno insieme, uno alla volta i singoli passi identificati. Si passerà al passo successivo, solo quando il passo precedente, non comporta più alcun livello di ansia.

In genere l'approccio individuale è programmato in 4-8 sedute. Il tempo è strettamente legato alla motivazione all'impegno.

In abbinamento questi training sono di grande aiuto:

Comunicazione Assertiva per migliorare i rapporti con gli altri
I vantaggi della Comunicazione Efficace
Abilità sociali
Corso Autostima e Motivazione
Corso Rilassamento muscolare progressivo


Vincere Disturbo d’ansia sociale o Fobia sociale

Vincere Disturbo d’ansia sociale o Fobia sociale

Cosa vuol dire Fobia Sociale

Per vincere il disturbo d'ansia sociale, si deve capire cos'è: è caratterizzato dall'ansia nei confronti di situazioni sociali, si fa di tutto per evitarle.

Si ha paura di essere valutati, di fare qualcosa di imbarazzante e di essere visti in preda all'ansia. Esempio: "ho paura che si veda che sto tremando"; "Ho paura che si veda che sono diventato rosso".

L'ansia arriva perché la paura del giudizio degli altri è fortissima. Si pensa sempre in negativo e in modo pessimistico. Esempio: "Andrà malissimo"; "Farò una figuraccia"; "Mi parleranno male alle spalle".

Soffrire di disturbo d'ansia generalizzare per la persona significa soffrire di ansia in modo cronico, e questo comportare la perdita di opportunità professionali e di vita sociale.
La gente è il vero terrore che genera ansia. Che blocca, paralizza. Pur di non sentire questo dolore si rinuncia a fare le cose, vivere esperienze.
E possono prendere forma vari disturbi. Nella sezione AIUTO PER sono descritti tutti i tipi di disturbi d'ansia.

La caratteristica essenziale del disturbo d’ansia sociale è una marcata, o intensa, paura o ansia, relative a situazioni sociali in cui l’individuo può essere esaminato dagli altri.
Quando esposto a tali situazioni sociali la persona teme di essere valutato negativamente. C’è il timore di essere valutato ansioso, debole, pazzo, stupido, noioso, intimidatorio, sporco o sgradevole.

Si può temere di agire o apparire in modo non appropriato. esempio: dire la cosa sbagliata, fare una figuraccia, parlare male, inciampare nelle parole, di offendere qualcuno e quini di essere respinti.

Alla base ci sono convinzioni irrazionali, come ad esempio:
Nel caso di uno studente che rimanda di continuo l’esame. “Non posso andare, non sono preparato, farei u brutta figura, mi giudicherà male. Sento che non potrei sopportarlo. Ne vale della mia vita”.
Chi evita una cena. “Non vengo a cena. Non sono all’altezza degli altri, non so cosa dire, mi giudicheranno stupido e noioso. “

Gli esempi sono moltissimi. Anche in questo caso il processo per vincere l’ansia sociale è lavorare sulle convinzioni irrazionali (cioè le convinzioni erronee rispetto alla situazione), trasformarle, e pian piano affrontare le diverse situazioni.

ANSIA contro EVITAMENTO

Perché l’evitamento aumenta l’ansia. Questo è valido per tutti i disturbi d'ansia.
Perché aumenta la convinzione che non siamo in grado di far fronte a quella specifica situazione. Aumenteranno pertanto sintomi fisici che saranno per noi, l’ennesima conferma che faccio bene a preoccuparmi, perché anche il corpo mi dà ragione del fatto che quella situazione sia potenzialmente pericolosa per me. Quindi la evito di nuovo. E l’ansia sarà sempre più grande.

È per questo motivo che tra le emozioni ad esso associate ci sono il senso di fallimento, senso di colpa e rabbia verso sé stessi. Che vanno ulteriormente ad aggravare il già pensate quadro clinico. Con profonde perdite di autostima.
Questo tipi di disturbo può essere così invalidante che può portare addirittura a rompere legami sentimentali.

Caso clinico
Vincere Disturbo d’ansia sociale o Fobia sociale

Una giovane coppia lui soffre di fobia sociale. Episodi ricorrenti di attacco di panico e di forti crisi d’ansia se costretto a compiere un’azione per lui significativamente fonte di ansia.
La loro vita si svolgeva prevalentemente in casa. Lui non voleva uscire di casa. Quindi uscire con gli amici non se ne parlava. Nessuna attività sportiva o sociale. Con il risultato che la coppia si era isolata. Poi lui arriva addirittura a lasciare il lavoro perché le pressioni sociali per lui erano diventate insopportabili.

Lei stanca di sentirsi un’infermiera e una prigioniera della sua ansia (definizione data da lei) ma che comunque capiva la sua sofferenza, non riusciva ad aiutarlo, finché un giorno lui decide di interrompere la relazione. Perché lui non resisteva più alle sollecitazioni di compiere quelle azioni per lui fonte di ansia. Così il suo ultimo evitamento è stato quello di concludere la relazione sentimentale.

È stata la compagna a riuscire a convincerlo ad iniziare una terapia. Lui ha avuto moltissimo coraggio. È stato un lavoro intenso, fatto di impegno, di alti e di bassi. Ma i piccoli passi lo hanno portato a grandi cambiamenti.
Ora sono tornati insieme, ha ripreso il lavoro, e hanno iniziato ad uscire con gli amici una volta alla settimana. E stanno lavorando insieme ed ogni giorno c’è un successo.

Si può cambiare. La sofferenza annulla la speranza, ma la volontà di stare bene la può riaccendere. E speranza significa attivare risorse personali che aiuteranno a ritrovare il benessere, e a rimettere in piedi la propria vita.

Qual è la differenza tra fobia sociale, timidezza e ansia sociale normale?

Molte persone sono timide. La timidezza può essere presente in alcuni periodi dell’infanzia ed è comune nell'adolescenza, quando l’adolescente comincia a preoccuparsi di che cosa gli altri comincia a preoccuparsi di che cosa gli altri pensano di lui e di come lo giudicano. Nella maggioranza delle persone la timidezza diminuisce con il tempo, ma vi sono alcune situazioni sociali che continuano a causare un certo grado di ansia. Il ruolo chiave è rappresentato dalla paura del giudizio degli altri. L'atteggiamento assertivo espresso mediante la comunicazione assertiva permette di liberarsi dalla paura del giudizio degli altri.

Le convinzioni personali che possono determinare l’insorgere e il mantenimento dell’insicurezza personale; cosa la timidezza può fare per noi, e perché nasce nelle relazioni sociali; il ruolo fondamentale dell’autostima per riprendere il controllo delle proprie emozioni e convinzioni.

Le persone che NON soffrono di fobia sociale, in genere, però, cominciano a preoccuparsi solo poco prima dell’inizio della situazione, poi a poco a poco cala durante la situazione stessa diventando più sicure e meno ansiose e le volte successive trovano più facile affrontarla. L’ansia (natura dell'ansia) quindi no è opprimente, no blocca, non spaventa a tal punto da evitare la situazione stessa, scappando; sparisce rapidamente durante o subito dopo la fine della situazione. Si teme sempre di meno la paura del giudizio degli altri.

Ma, per chi soffre di FOBIA SOCIALE le cose sono molto diverse. I pensieri, di solito, sono questi:
- comincia a preoccuparsi molto tempo prima
- sta sempre peggio se rimane nella situazione
- la volta successiva può essere ancora più preoccupato

Relazione tra Fobia Sociale e Disturbo Evitante di Personalità

Le persone con disturbo evitante di personalità sono ansiose nella maggior parte delle relazioni sociali e tendono ad evitarle. Si aspettando di: essere giudicate negativamente, e di essere rifiutate. Hanno paura di comportarsi in modo inadeguato. Si prova spesso anche un forte senso di inferiorità.
Il problema comincia già dall’infanzia.
Il trattamento della fobia sociale può essere utile anche per chi ha una personalità evitante, perché una notevole sovrapposizione tra i due disturbi e tra i due modi di pensiero.

Disturbo d’ansia generalizzato. Come uscirne? Quale trattamento è più efficace?

Il trattamento efficace ridurrà il livello di ansia scatenata dall’esposizione agli oggetti temuti, il livello dell’ansia anticipatoria e il grado di evitamento.
La strategia è mirata alla persona. In sostanza si accompagna la persona ad eliminare l’evitamento, mediante l’attenuazione dell’ansia. Si procede per gradi. La persona viene accompagnata in questo cammino. Si strutturerà un cammino basato sui singoli passi compiuti dalla persona, rispettando i sui tempi.
L'approccio è fondato sull'empatia e sulla comprensione; sulla stimolazione, sull'incoraggiamento, sull'autostima e sulla motivazione.
nel generare e mantenere l'ansia abbiamo visto il ruolo importante dell'attivazione fisiologico che porta all'aumento di tensione muscolare e la para porta all'iperventilazione.
Dunque per prima cosa bisogna agire per abbassare tensioni e riportare il normale ritmo respiratorio. Qui ci viene in aiuto il Rilassamento Muscolare Progressivo contro le tensioni.
Il rilassamento muscolare progressivo si dimostra efficace come aiutante nell'abbassare gli alti livelli di ansia provati. Che rappresenta il primo passo per il trattamento.

Una volta appreso il metodo per ridurre l’ansia, andiamo a costruire una scala che metterà in ordine gerarchico (dal + debole al + forte) tutti gli stimoli fobici. Poi, si affronteranno insieme, uno alla volta i singoli passi identificati. Si passerà al passo successivo solo quando il passo precedente non comporta più alcun livello di ansia.
In genere il percorso individuale è programmato in 4-8 sedute. Il tempo è strettamente legato alla motivazione all'impegno.

Corso di Rilassamento Muscolare Progressivo per imparare la tecnica. Puoi partecipare al corso di gruppo o individuale.

Per uscire dalla Fobia Sociale

L'approccio  migliore per la fobia sociale, di efficacia ampiamente dimostrata, è l'approccio cognitivo-comportamentale, i cui fondatori sono stati Albert Ellis e Aaron Beck.
L’orientamento cognitivo-comportamentale si basa sul principio che le nostre reazioni a una situazione sono dovute non tanto alla situazione, ma a quello che pensiamo di essa, a quello che ci diciamo, al nostro dialogo interno, ovvero alle parole che diciamo a noi stessi, perché queste condizionano il nostro comportamento e dunque le reazioni alle situazioni stesse.

Quindi per superare la fobia sociale i passi sono:

  • Educazione sull’ansia e sulla fobia sociale. Per capirne i meccanismi
  • Controllo dell’ansia e del panico (tecnica di rilassamento muscolare progressivo e l’azione dei pensieri)
  • Correzione dei modi disfunzionali di pensare (cioè si lavora sulle convinzioni che originano l‘ansia)
  • Aumento delle interazioni sociali (gradualmente saranno guidate)
  • Le strategie pratiche per abbattere l'ansia

Puoi partecipare anche agli incontri di gruppo


Aiuto per-Patrizia Marzola-psicologa Fidenza

Aiuto per Ansia e Depressione

AIUTO PER VINCERE

  • ANSIA
  • STRESS
  • DEPRESSIONE
  • DIPENDENZE COMPORTAMENTALI: affettiva, da internet, da gioco, da shopping compulsivo
  • AIUTO PER I PROBLEMI DI COPPIA
  • MIGLIORARE LE TUE RELAZIONI
  • POTENZIARE LA TUA COMUNICAZIONE

PER TE CHIEDERE AIUTO E’ DIFFICILE?

E’ naturale, non preoccuparti non sei l’unico.
Ognuno di noi ha le sue barriere, le sue convinzioni. L’importate è che tu non permetta al tuo solito vecchio modo di pensare  di ostacolare il tuo benessere.

AIUTO PER

Ora hai bisogno di aiuto. OK, dai a te stesso una possibilità. Quale altra alternativa hai ora? O rimani così come sei, ma immagino che questo non ti piaccia, ecco perché sei qui. Oppure, cambia il tuo punto di vista.
Ti sembrerà impossibile, ma, il fatto che tu stia cercando informazioni, è per te il primo passo,un  raggio di sole che può aprire la speranza al cambiamento.

Chiedere aiuto non è da deboli ma è simbolo di forza con il quale dimostri a te stesso che la tua convinzione di cambiare per star bene c’è, esiste ed è forte.

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  • Come si attiva il processo di cambiamento in noi esseri umani?
  • Cosa ostacola la nostra motivazione?
  • La forza dei pregiudizi: Come ostacolano il cambiamento

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Vincere l'ansia

Vincere L'ansia

Quando proviamo ansia?

“C’è un pensiero negativo che mi fa sentire impotente, NON SO COSA FARE per reagire a questa situazione e ai sintomi conseguenti. Mi sento soffocare, il cuore mi batte all’impazzata, sento di non avere più il controllo del mio corpo”.

Per vincere l’ansia dobbiamo mettere a fuoco quali sono le situazioni che fanno scattare i sintomi. Perché l’ansia nasce quando diamo un significato di paura a specifiche situazioni. E questa paura prende piede, perché i sintomi fisici che si provano, sono conferme al fatto che facciamo bene ad avere paura.
La natura dell’ansia. Vincere l’ansia non significa non provarla più, ma capire il funzionamento della sua attivazione, permette di mettere in pratica le strategie adatte a ciascuno per far fronte a quella specifica situazione che l’ansia ci fa evitare, perché il dolore e la sofferenza è troppo grande per riuscire a gestirlo.

Per vincere l’ansia: la forza dell’evitamento

Quanto più evitiamo quella specifica situazione che ci spaventa, tanto più forte sarà l’ansia provata nella stessa situazione.

La potenza dell’azione

È l’azione lo strumento fondamentale per vincere l’ansia. Agire significa affrontare prima di tutto le proprie convinzioni irrazionali.
Esempio di convinzioni irrazionali sono:

“Non posso farcela è troppo difficile. Io non sono in grado sono troppo debole.”
“E se gli altri mi vedessero mentre sto vivendo una crisi d’ansia? Non posso tollerare il giudizio degli altri”

Cambiare i propri pensieri

In pratica durate una crisi d’ansia succede questo:
Situazione, a cui do un significato di paura, (pensieri irrazionali), provo emozioni di paura, di smarrimento, che mi fanno provare sintomi (tremori, soffocamento, aumenta frequenza e battito cardiaco, vertigini ..), mettono in moto lo specifico comportamento di fronte a quella situazione: evitare assolutamente quella situazione.

La situazione può essere un contesto (lavoro, scuola, il supermercato, fare la fila in posta, guidare l’automobile. Così a poco a poco si smette di fare quelle cose che fanno provare ansia. Questo porta all’isolamento, alla paura di essere soli in quella situazione (“E se mi succede quando sono solo? Chi mi aiuta?” ).

Se perdo l’autostima perdo me stesso

E questo distrugge la persona: si perde la stima si se stessi, ci si sente incapaci di fare qualunque cose. Si diventa dipendenti degli altri.
Questa incapacità di gestire in modo autonomo la propria vita, costringe la persona che prova ansia, in una prigione fatta di paure e sensi di colpa.
C’è chi rimane senza amici, perde il lavoro, non coglie importanti opportunità di vita, teme di dire agli altri, che, il motivo per il quale non partecipa alle attività proposte, è legato all’ansia.
Troppa vergogna, troppo senso di colpa, eccessiva paura del giudizio degli altri.

Perché gli altri non capiscono la crisi d’ansia?

Chi non ha mai provato un attacco di ansia, non riesce a capire cosa significa provare ansia. Tendono a sottostimare la paura che la persona cerca di spiegare.
Quando diciamo ho mal di denti, è facile da spiegare si mostra il dente e si interviene. È una cosa visibile. Ma come è possibile spiegare una cosa che non si vede? Come riuscire a far capire quello stato di confusione e trambusto che colpisce il corpo e la mente, mentre si sta vivendo una crisi di ansia?

Vincere l’ansia si può? Il valore della strategia

Consapevolezza: quali sono i pensieri che nascono in quella situazione specifica? Se capisci cosa ti dici allora puoi individuare e mettere in pratica le strategie adatte a te.

Azione. Smettere di evitare. Piccoli passi grandi cambiamenti, un piccolo passo per volta. Perché oltre alla situazione si evitano le emozioni dolorose legate ad essa. Perciò ci si focalizza sul sintomo, pensando solo al fatto che ansia significa dolore e sofferenza.

La differenza delle parole che dici a te stesso. Passare da : “Non ce la faccio è troppo difficile” a “Difficile non è impossibile, anche io posso riuscire a vincere l’ansia”.

Il presente. Permette di spostare l’attenzione da ciò che si teme. Mi focalizzo sul mio obiettivo: “Voglio stare bene, posso farcela”.
Cambiare il punto di vista. Cosa ti aiuta a cambiare? Aprire la strada a nuovi punti di vista.
Cosa può aiutare?
L’allenamento all’autostima.