Quali stili comunicativi usiamo? Stili comunicativi a confronto - Patrizia Marzola Psicologa Clinica Fidenza
 

Quali stili comunicativi usiamo? Stili comunicativi a confronto

Quali stili comunicativi usiamo?

Quando comunichiamo abbiamo in testa un obiettivo:
persuadere, convincere o intrattenere.
Secondo il nostro scopo, adottiamo un “certo modo di parlare” che fa reagire gli altri di conseguenza.

Sono stati individuati tre profili diversi:
  • Passivo: è un soggetto che comunica senza utilizzare al meglio gli strumenti comunicativi. Il canale vocale non è valorizzato. Tende ad avere volume basso, il tono emotivo definisce un soggetto timido e sottomesso, che preferisce subire, piuttosto che ribellarsi, evitare scontri diretti, l’unica arma di difesa in suo possesso è “lamentarsi”. La comunicazione non verbale è silente. Lo sguardo basso, non si sofferma sul viso dell’interlocutore. La gestualità non è coerente con l’obiettivo del suo messaggio. Ne risulta un’immagine falsata, poco veritiera. Questo stile sottovaluta le effettive capacità della persona. Tende a rivelare bassa autostima. Si fa condizionare da un eccesso di timidezza.
 
  • Aggressivo: questa tipologia di stile è propria di quelle persone che amano schiacciare gli altri. Tendono ad aumentare il volume vocale, usano di frequente il tono sarcastico, a loro piace umiliare gli altri. A volte, questo stile è usato per nascondere la timidezza. L’aggressività è uno strumento di difesa, che si trasforma in una caricatura della persona forte e decisa. Questo stile ha l’obiettivo di sottomettere l’altro, impedendogli di controbattere, utilizzando un ritmo incalzante, che non lascia spazi di silenzio. La comunicazione non verbale è molto accentuata, quasi esagerata.
 
  • Espressivo o assertivo: è lo stile della persona che ama il contatto con gli altri. Utilizza al meglio lo strumento voce, rispetta gli altri adottando un comportamento verbale, non prevaricante. È sicuro e deciso, ammette quando sbaglia, accetta la critica, e a sua volta sa criticare in modo costruttivo. Ha uno sguardo aperto, portato all’ascolto attivo sa mettere a proprio agio l’interlocutore. Accoglie l’altro nel pieno rispetto dei diritti di entrambi. Ottima gestione della comunicazione non verbale. La postura è eretta, ma priva di rigidità, è morbido anche nella gestione dei movimenti comunicativi. Condisce il messaggio verbale in un insieme armonioso di gesti e di sguardi che evidenziano il suo interesse verso chi ascolta.
 
 La comunicazione assertiva

Consente di raggiungere l’obiettivo del paragrafo precedente. Permette un miglior approccio con gli altri. Consente di costruire buone relazioni attraverso uno stile comunicativo chiaro, semplice e diretto. Privo di maschere, senza nascondere la vera personalità.

Con un po’ di allenamento allo stile assertivo si riuscirà, con naturalezza e semplicità, a gestire ogni problema nato dall’incontro con l’altro. La comunicazione assertiva è un nuovo modo di comunicare. Ha come obiettivo quello d’impostare le relazioni interpersonali in modo collaboravo e costruttivo. È una comunicazione che evita lo scontro, prende le distanze dall’aggressione verbale, o dall’inespressività dovuta alla passività.

La comunicazione assertiva permette di esprimersi in modo chiaro, semplice e diretto. Evita l’uso di pregiudizi o generalizzazioni. La persona che utilizza questo stile comunicativo, si assume la responsabilità dei propri errori, sa accettare la critica, e critica a sua volta, in modo costruttivo, senza sminuire l’autostima dell’altro.
 
Dott.ssa Patrizia Marzola
Psicologa - Parma e Fidenza


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