Psicologia del lavoro e creatività - Patrizia Marzola Psicologa Clinica Fidenza
 

Psicologia del lavoro e creatività

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Il lavoro non è solo stress, stanchezza o noia è anche un importante occasione di apprendere e verificare nella pratica nuove capacità, generando quindi la soddisfazione che si associa all’ottenimento del risultato.

Un altro aspetto del lavoro è la cooperazione: sul lavoro si entra in un particolare tipo di interazione sociale, sulla base della quale si sviluppano poi la conoscenza reciproca  e l’amicizia.
 

Ecco perché il lavoro è uno dei fattori più importanti nello sviluppo di quegli aspetti della personalità che ci accompagna per tutta la vita.

Quando un tipico equipaggio si ritrova in banchina per la crociera estiva, in un attimo la barca si trasforma in un alveare ronzate di allegra attività: ognuno vi può trovare qualcosa da fare che gli piace e si conforma alle sue capacità.

Il lavoro è sempre diverso, ruoli  e responsabilità  si susseguono in armonia, rendendo sempre fresco ed emozionante ogni attività lavorativa.
Le cause dello scontento nel contesto del lavoro sono dovute a ripetitività della attività che porta a monotonia con conseguente perdita di motivazione: in questi casi non c’è mai una motivazione profonda basata sull’interesse nel prodotto finale della propria attività, o nel lavoro stesso, o nel contributo che si sta offrendo alla propria organizzazione aziendale. Tutto questo malcontento porta all’alienazione, una sorta di automatismo di azioni dove ogni interesse è dimenticato.

Troppo spesso vedo e sento questo tipo di stato d’animo che porta a malcontento generale:

  • Del lavoratore
  • Della direzione
 

Perché si traduce in:

  • Mancata o diminuita produzione
  • Deterioramento della qualità del lavoro
  • Assenteismo a oltranza

 

Dunque, il fatto di impegnarsi in una nuova attività può risvegliare motivazione, permette la nascita di una nuova autostima, data dalla serenità che emerge dalla consapevolezza del proprio impegno.
 

Le attività in barca a vela sono tante ed ognuno può sperimentarsi in tutte, come?

1. Rotazione dei compiti
2. Ampliamento dei compiti
3. Arricchimento dei compiti
4. Gruppi di lavoro parzialmente autonomi
 

Micheal Stadler scrive nella “Psicologia di Bordo” una lista di consigli per evitare la frustrazione dell’equipaggio:
 

  1. Non tenere per se le informazioni ma condividerle con l’equipaggio;
  2. Designare e distribuire in lavori in operazione;
  3. Anche gli esperti non devono snobbare lavoro più semplici;
  4. Dovrebbe esistere una rotazione fissa e ben stabilita: sia per i compiti meno popolari che quelli più popolari. Non lasciare che a bordo si crei un monopolio delle varie attività;
  5. Per aumentare la motivazione dell’equipaggio, quando si distribuiscono i compiti, mettere in evidenza gli aspetti interessanti o istruttivi;
    Non definire i compiti in modo troppo restrittivo;
  6. Cambiare le attività noiose e meno popolari con quelle più richieste e di responsabilità;
  7. Lasciare che i gruppi di lavoro possano avere un certo grado di autonomia nel porsi obiettivi di lavoro, nell’organizzare e portare avanti la propria attività
 

Per questo motivo la barca a vela è una calzante metafora dell’organizzazione aziendale da cui essa può trarre beneficio per migliorare e ottimizzare:

  • la qualità della vita aziendale
  • le relazioni interpersonali, importante motore per le risorse umane
  • trovare nuove idee creative
  • potenziare il lavoro di gruppo
  • migliorare la produttività 
  •  

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