ORMONI E COMPORTAMENTO - Patrizia Marzola Psicologa Clinica Fidenza
 

Influenza degli ormoni sul comportamento e sull’umore. In particolare la sindrome premestruale. Cosa fare per gestirla. Qualche consiglio ai famigliari e partner.

Ormoni e psiche: quanto della vita psichica femminile è condizionato dagli ormoni sessuali?

Gli ormoni influenza il comportamento umano, negli uomini e donne in  modo diverso. Ad esempio parliamo delle donne. 
Cosa succede? 
 
Le fluttuazioni degli ormoni sessuali condizionano il funzionamento dei neurotrasmettitori, attraverso i quali le cellule comunicano tra loro. Determinando così importanti cambiamenti nella donna condizionando così, il suo umore e la sua attività cognitiva.
 
In particolare in 3 momenti:
1) Fase premestruale (qualche giorno prima del ciclo mestruale)
2) Il periodo di tempo che riguarda il parto e il ripristino delle condizioni normali degli organi genitali
3) Menopausa.
 
Dunque ci sono ormoni che interagiscono sul nostro umore in modo diretto?
 
Si. Ci sono neurotrasmettitori che diminuiscono il livello di ormoni, ed è proprio questa variazione, che influenza l’umore della donna in modo negativo. Ne viene condizionato, ad esempio, anche il nostro atteggiamento, più o meno positivo, rispetto agi eventi della giornata. 
 
È per questo motivo che ci si sente più condizionati e più inibiti nell’approccio con l’altro sesso in certi periodi?
 
Si. Perché questi sbalzi di umore influenzano anche i nostri comportamenti, e dunque anche la nostra sessualità può soffrirne. Nel senso che ci possiamo sentire più timidi ed inibiti. Ne risente anche la nostra capacità di interagire con gli altri con più brio. Malumore, disagio, timidezza, ci possono chiudere in noi stessi, precludendoci così  la possibilità di essere spontanei, così per la paura di fare brutta figura, evitiamo l’approccio con l’altro sesso.
 
Un aspetto uguale per uomini e donne è che La sessualità coinvolge influenze biologiche, psicologiche, sociali e culturali ed è l’espressione fondamentale dell’essere umano. 
Essa comprende una vasta gamma di sensazioni, emozioni, sentimenti ed affetti.  
La sessualità è, infatti, relazione, comunicazione e piacere. 
 
E la sindrome premestruale?
 
La sindrome premestruale è un disagio comune per le donne. Ma può colpire con tale violenza da scombussolare la vita in famiglia e al lavoro. Intervenire si può e si deve. Per non incrinare i rapporti con gli altri.
 
Cos’è la sindrome premestruale? 
 
Circa il 70% delle donne ne soffre in modo lieve o medio. In questi periodi la donna è irritabile, nervosa, malinconia, può avvertire gonfiore addominale. Soffrirne a livelli lievi significa che non interferisce in modo significativo con la vita quotidiana.
 
Però in pochi casi, le ricerche parlano di un 3-8% delle donne, può essere un problema grave perché va ad interferire con il normale svolgimento della vita della donna. Ecco qui c’è bisogno di un esperto e magari ricorrere a qualche farmaco, su consiglio medico. 
Quindi, prima di parlare di problema o di malattia è necessaria un’accurata diagnosi, proprio perché bisogna vedere la persistenza dei sintomi. Non facciamoci prendere da paure infondate, meglio sempre chiedere un parere di un esperto che può aiutarci a capire.
 
Quali sono i sintomi della sindrome premestruale?
Si parla di sindrome perché comprende più sintomi.
 
Sintomi psichici comprendono: irritabilità, aggressività. Ci si può sentire depressi, ansiosi, impulsivi. Si può essere vulnerabili alle crisi di pianto. Cefalea, difficoltà di concentrazione.
 
Sintomi comportamentali comprendono: disturbi del sonno (sia insonnia che ipersonnìa), variazioni marcate dell’appetito con “bisogno” di cibi dolci o salati, evitamento  sociale, modificazioni del desiderio sessuale e della sessualità. 
 
Come aiutarsi per capire?
Io consiglio alla donna di tenere un diario sintomatologico, che parta dal primo giorno di un ciclo, fino al successivo, annotando, quando ci siano, i sintomi principali e la loro gravità (lieve, media, grave, invalidante). In questo modo il ricorso al medico sarà agevolato da questa precisione diagnostica sia temporale, sia sintomatologica.
 
Come affrontare bene la sindrome premestruale?
Per affrontarla bene bisogna agire a più livelli, da integrare a seconda della sua gravità.
Agire sempre sullo stile di vita: con movimento fisico regolare, per scaricare attivamente le tensioni; rispettare il sonno per ridurre l’irritabilità; limitare il sale nell’alimentazione, preferendo cibi freschi. Bene anche integratori quali il magnesio, il calcio e la vitamina B6.
In presenza di agitazione, disturbi o fluttuazioni dell'umore, ansia e stress una psicoterapia può riverlarsi efficace nell'affrontare le diverse reazioni. Le abilità di fronteggiamento imparate son un valido aiuto per ripristinare il benessere pscio-fisico. 
 
Quali farmaci?
 
Nelle forme più impegnative, il medico curante potrebbe prescrivere gli inibitori della ricaptazione della serotonina (SSRI) che va ad agire su questo neurotrasmettitore aiutandolo così a regolare gli ormoni responsabili degli sbalzi dell’umore. 
Comunque è sempre meglio lasciarsi guidare dal parere professionale del medico, che valuterà il farmaco adatto per il singolo caso. Quando si parla di assunzioni di farmaci è sempre importante non fare di testa propria, ma affidarsi al parere medico. 
I farmaci agiscono secondo processi che non hanno nulla a che fare con le effettive cause della depressione. 
In presenza di disturbi dell'umore, ansia o stress una psicoterapia aiuterà ad affronatre i momenti più critici.
 
Che cosa può fare il marito /compagno e i famigliari per aiutare la donna con sindrome premestruale?
 
Sicuramente essere sensibili e avere pazienza. La sindrome premestruale è uno “scombussolamento ormonale” molto forte, e questo le crea difficoltà a mantenere il controllo sulle sue reazioni. Mi rendo conto che non sia facile da capire, però i famigliari devono imparare a rendersi conto che non è un problema inventato.
 
Ecco qualche consiglio pratico:
 
a) non banalizzare e non contro-aggredire (anche se non è semplice!);
b) aiutarla di più in casa in quei giorni, farla sentire capita;
c) invitarla a rivolgersi al proprio medico o al ginecologo di fiducia, o a uno specialista;
d) incoraggiarla a seguire scrupolosamente i consigli di stile di vita e terapeutici;
e) comprendere che questi sintomi sono anche una richiesta di attenzione e di aiuto, pertanto la famiglia potrà prepararsi a rispondere in modo affettuoso.

Dott.ssa Patrizia Marzola 
Psicologa Clinica
Esperta nelle problematiche legate all'ansia, allo stress e disturbi dell'umore.
Consulenza di coppia

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