Obiettivi terapeutici raggiunti - Patrizia Marzola Psicologa Clinica Fidenza
 

Obiettivi terapeutici raggiunti

Gaetano il mio Pastore tedesco a pelo lungo ha due anni e mezzo, abbiamo lavorato insieme, e insieme siamo cresciuti per portare beneficio in terapia alle persone. 
Ogni intervento è studiato e mirato ad hoc rispetto all’obiettivo specifico che la persona dovrà raggiungere attraverso la relazione con il Pet.
 
Riporto a titolo di esempi alcuni obiettivi terapeutici che abbiamo focalizzato sulle specifiche problematiche:
 
  • Lavorare sulle fobie e paure del cane e degli animali in generale.


  • Riappropriarsi delle proprie emozioni. Chi ha sofferto un grosso trauma tende a proteggersi dalle emozioni, per timore di non riuscire a gestirle, perché vengono vissute con paura, con timore, perché ogni emozione (positiva o negativa che sia) fa ricordare l’evento traumatico, quindi la convinzione irrazionale è che le emozioni siano tutte negative, qualcosa da cui proteggersi perché ritenute pericolose. La relazione con l’animale è terapeutica perché si fonda proprio sulle emozioni che, reciprocamente, vengono scambiate tra il Pet e la Persona.

  • Imparare attraverso la relazione con l’animale a vincere forti attacchi di ansia o attacchi di panico.

  • Uscire dalla depressione 

  • Imparare abilità sociali

  • Progetti mirati per la scuola primaria
 
Perché la relazione che l’uomo instaura con gli animali contribuisce al suo benessere?
 
La presenza di un animale suscita nelle persone in genere, un’attenzione tutta particolare e un gran numero di emozioni diverse: dalla meraviglia al disgusto, dalla gioia alla paura. Nella maggior parte di noi innesca un processo di focalizzazione che, pur con differenze tra gli individui, ci porta ad essere attratti dall’animale che abbiamo di fronte. 
 
Cosa stimola nei bambini e negli adulti un progetto di Pet Therapy?
 
  • Maggior tendenza ad esprimere emozioni: la cui natura dipende dal singolo individuo;
  • Una più spiccata libertà espressiva: stimola ad usare il linguaggio del corpo;
  • Stimola la motivazione ad apprendere nuovi contenuti (chi è l’animale, la storia della specie, come vive, come comunica, come mi metto in relazione con lui ….)
  • Una spinta motivazionale: fare, impegnarsi per capire, per vivere al massimo questa nuova esperienza relazionale;
  • Maggiore coesione tra i partecipanti nell’interagire reciprocamente in vario modo (tra loro, tra loro e l’animale).

Possiamo riassumere i benefici dell’interazione con l‘animale come un momento di scambio che facilita l’espressione della persona, liberandola dalle riserve che normalmente presenta. Nella Pet Therapy il coinvolgimento ha un ruolo chiave.

Patrizia Marzola
psicologa clinica Fidenza