Individuare la diffidenza dal linguaggio del corpo - Patrizia Marzola Psicologa Clinica Fidenza
 

Individuare la diffidenza dal linguaggio del corpo

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Perché non ci fidiamo di chi parla troppo al primo incontro?
Vi fidate di quelle persone che si raccontano in modo tale da sembrare perfetti, così buoni e sinceri, che parlano male di amici, collaboratori o addirittura dei loro clienti?
Come possiamo imparare ad individuarli con un colpo d’occhio?

Possiamo farci aiutare considerando un insieme di segnali che in parte derivano dalla comunicazione non verbale e in parte dalle parole che usano nelle loro descrizioni.
Dai segnali  della voce, che sono: il tono il volume ed intensità emotiva delle parole. Ad esempio, se tu mi chiedi come stai, e io ti rispondo “bene” con tono sommesso.
La velocità: più è veloce il ritmo delle parole, meno sono scandite, dunque il discorso è meno chiaro, e meno convincente.

Quindi poniamo attenzione a come parla, non solo a cosa dice. Vi consiglio di fare soprattutto attenzione al  modo in cui le intenzioni della voce, più il tono diventa stridulo e il ritmo una cantilena, più noi facciamo fatica a fidarci della veridicità del contenuto.
 

Ci sono anche segnali del viso che ci possono aiutare a capire se mente?
 

Ciò che ci potrebbe far dubitare sono un insieme di segnali del volto, che noi dobbiamo guardare nel loro complesso. Vediamoli:
- incoerenza tra espressioni del viso e parole usate
- ripetuti movimenti della bocca, torsione delle labbra, alzare un angolo del labbro …
- gli occhi si stringono in una fessura, e lo sguardo evita sempre il nostro
- il tono, il volume e la velocità non ci sembrano naturali perché appaiono destramente controllati. 

 

È possibile mostrare sicurezza quando invece siamo tesi, nervosi o agitati? Sai a me capita spesso di dover nascondere la mia tensione per riuscire ad apparire sicura e determinata, puoi dirmi come posso fare?
 

Gli accorgimenti per convincere l’interlocutore della nostra sicurezza, determinazione e calma dobbiamo porre attenzione ad un paio di cose importanti:
- dire bene il nostro nome. Se l’altro ci interrompe, noi aspettiamo e poi lo ripetiamo.
- La voce chiara, decisa e squillante. Evitiamo di mettere in mezzo al discorso quei “mmmmmm” ed “emmmmm” tanto fastidiosi, perché interrompono lo scorrere fluido del discorso.
- Cerchiamo di evitare tremolii ed incertezze vocali, diamo un ritmo alle nostre parole.
- Per mostrare sicurezza parliamo adagio, nel senso di scandire bene le parole. Se io ora parlassi velocemente sono sicura che fareste fatica a capirmi!
- Pensate a chi vi convince, ci riesce perché non solo sceglie le parole con cura ma si fa capire bene perché riuscite a fare attenzione a tutto ciò che dice.
 

Per approfondire questo argomento vi invito sul blog dedicato alla comunicazione non verbale www.linguaggio-del-corpo.com

Dott.ssa Patrizia Marzola
psicologa Fidenza e Parma

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