Incontri di gruppo - Patrizia Marzola Psicologa Clinica Fidenza
 

Incontri di gruppo

Liberarsi dalla paura del giudizio degli altri

Cio che blocca il nostro cambiamento è anche la paura del giudizio degli altri, e qesto ci fa dimenticare che, il giudice più severo, siamo proprio noi stessi. Cambiare prospettiva è una ventata di aria fresca, permette di cancellare ogni paura  e condizionamento che ostacola il nostro volo.
 
 

I fattori terapeutici del gruppo

I fattori di sostegno sono il punto nodale del successo della terapia di gruppo perché permettono la coesione nel gruppo.

1) Condivisione: è il riconoscimento che gli altri partecipanti nel gruppo hanno avuto esperienze simili alle proprie. L’esperienza di condivisione contribuisce a diminuire l’ansia, sollevando l’umore stesso di tutti i partecipanti, ci si sente più sollevati e anche allegri, perché finalmente si combatte quella sensazione di “essere incompresi” che accompagna le persone che soffrono di ansia, perché spesso è difficile se non impossibile, riuscire a descrivere agli altri il profondo senso di malessere portato dagli attacchini ansia o di panico. Anzi, succede spesso che siano proprio gli altri a sminuire la sofferenza, aumentando, in chi ne soffre, il senso di inutilità e di abbattimento.

2) Essere accettati. L’accettazione di gruppo vince contro l’abbattimento personale. Finalmente ci si sente capiti e quindi accettati, rafforzando così la decisione positiva di aver chiesto aiuto, ci si sente forti e via via più sicuri e determinati a star bene. Riaffiora ed aumenta la propria autostima e il senso di autoefficacia personale.

3) Altruismo. Nel gruppo si aiuta e si viene aiutati. Vivere l’esperienza di essere e sentirsi utili è l’antidoto all’incomprensione e permette di rivalutare se stessi,  vedersi in una luce positiva, anche questo sentimento aumenta l’autostima.

4)Speranza. L’esperienza di entrare in un gruppo e di essere ascoltati e compresi dagli altri rende realistica la possibilità di cambiamento. La speranza compensa direttamente i pensieri negativi e il senso di inutilità personale che deriva dai disturbi d’ansia e dalla paura degli attacchi di panico. 
Il punto di svolta: gruppi di lavoro

Il punto di svolta: gruppi di lavoro

Quando da soli non si riesce a ripartire.
Ritrova e riscopri la Comunicazione di gruppo e il Valore del supporto interpersonale.
Abbatti la sofferenza della solitudine decisionale.

Sicurezza.
Decisione.
Motivazione.
Autostima.
Gestire ansia e stress.
Superare momenti intesi di angoscia.


Il dibattito e il confronto aiuta ad assimilare e ad impadronirsi delle nuove strategie e competenze personali acquisite. Una nuova forza su cui fare affidamento. La psicologia come risorsa individuale.

COSA S’INTENDE PER MUTUO AIUTO

 “ Radunarsi insieme è il punto di inizio ; rimanere insieme è il progresso; lavorare insieme è il successo” Henry Ford

Applicazione del mutuo aiuto. Perché è utile?

Il gruppo racchiude in sé le potenzialità di promuovere dinamiche di aiuto reciproco tra  suoi membri.

Che cos’è il mutuo aiuto?
È quel fenomeno per cui i membri di un gruppo, mentre riflettono su una data questione, si aiutano reciprocamente.
Nel gruppo si stimola e si valorizzano le potenzialità di ciascuno attraverso la creazione di dinamiche positive reciproche di sostegno.

L’auto mutuo aiuto è una forma autentica di lavoro di gruppo. in un gruppo di mutuo aiuto non si guardano solo i singoli partecipanti, ma è il gruppo stesso, come sistema, ad assumere rilievo.
 

Ogni qualvolta più persone si riuniscono insieme si assiste, a un processo di gruppo (Middleman 1978).

Perché si crei mutuo aiuto occorre che ci siano la comunicazione e l’interazione spontanea tra i memori del gruppo.
Quindi è un ambiente in cui tutti hanno il diritto a dire la loro, e le esigenze e le opinioni di tutti sono tenute in considerazione. Ogni membri del gruppo ha valore e rilievo all’interno del gruppo. 
 

Come si crea il mutuo aiuto?

È mediante lo scambio di competenze e di esperienze che si genera il sostegno reciproco.
Si crea una cultura di gruppo in cui tutti possono dire la loro sull’andamento del gruppo e le opinioni e i sentimenti di ciascuno sono considerati.
Il facilitatore ha il compito di incoraggiare e aiutare i membri del gruppo a partecipare attivamente a tutti i processi decisionali che si svolgono nel gruppo stesso.
Quindi si valorizza la massimo le risorse umane, attraverso l’interazione diretta tra i partecipanti, per questo il gruppo stimola abilità relazionali e comunicative.
 

I benefici del gruppo

Il gruppo aiuta a sviluppare abilità sociali, aiuta  a superare la timidezza e l’ansia che insorge in presenza degli altri.
Aiuta a sentirsi più sicuri perché punta sulla determinazione, sull’assunzione di responsabilità, e incrementa l’impegno.
Il punto di partenza è individuare un obiettivo comune questo dà un senso di identità condivisa perché i partecipanti accettino e riconoscano negli altri membri del gruppo, una potenziale fonte di sostegno.
 

Origini del mutuo aiuto

La prima citazione del mutuo aiuto, come concetto, nella storia del lavoro sociale con i gruppi, risale a William Schwartz (1961).
Di fatto il mutuo aiuto come processo era già noto e diffuso, quale dinamica essenziale nel lavoro di gruppo, dagli anni Trenta in avanti.
Le figure di spicco: Coyle, Hart, Newstetter, Lieberman, Slavson, Cantori et al. , ch elaborarono una specifica base teorica e una raccolta di principi scientificamente fondati per garantire un’applicazione sistematica e affidabile, in un’ottica di filosofia del lavoro sociale, del lavoro con i gruppi.

Nel corso dei decenni successivi il concetto di mutuo aiuto ha via via assunto, a secondo delle persone e delle circostanze, una varietà di significati diversi.
 

Dott.ssa Patrizia Marzola - Psicologa Parma e Fidenza
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Bibliografia di approfondimento
  • L’auto/mutuo aiuto di Dominique M. Steinberg, Ed Erickson
  • Returning group process to group work. Middleman R. 1978
  • The social worker in the group. In New perspectives on services to group: theory, organization, practice, New York, National Association of Social Workers. Schwartz W. 1961.
 
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