Identikit del traditore? - Patrizia Marzola Psicologa Clinica Fidenza
 

Identikit del traditore?

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Si parla tanto di tradimento. Ci sono sempre sondaggi che cercano di capire ed individuare questo fenomeno, che sembra sempre più manifesto.

Il tradimento è uno dei tanti fenomeni che riflette i problemi di coppia. A volte ne è la causa dei problemi, altre volte ne è la conseguenza. Forse il motivo per cui se ne parla tanto è che grazie ad internet le informazioni girano di più e più velocemente. I social network ad esempio, offrono una nuova realtà in cui tutto è condiviso. Nel passato il tradimento era più sommerso, forse perché non essendoci a diposizione strumenti di comunicazione “comune” era più difficile parlarne.

Perché si tradisce?
Non esiste una sola risposta a questa domanda. Ognuno ha dei propri bisogni, principi e valori. Nonché situazioni di vita personali che condizionano scelte e comportamenti. Certo è che, per chi vuole tradire sono aumentate le possibilità grazie ai social network, addirittura esiste anche un sito dedicato ai traditori. Per curiosità sono andata  a vederlo, è un sito come tanti altri che facilita gli incontri.

E’ possibile tracciare un identikit del traditore?
I sondaggi fatti da diverse associazioni sostengono che sono + gli uomini delle donne. Ma io ritengo che non esista un identikit tipo. Proprio perché il comportamento dell’essere umano è variabile, è soggettivo e dipende, come ho detto prima, da diversi fattori, credo che fossilizzarsi su stereotipi non faccia bene a nessuno, anzi ritengo che possa essere addirittura controproducente.

In che che senso? Ritieni che possa far del male?
Si. Penso solo a chi soffre di gelosia patologica, ad esempio tanto per dirne una. In questi casi il partner geloso rende un inferno la vita dell’altro. Ad esempio, gli stereotipi fanno dire che: chi viaggia per lavoro ha più probabilità di tradire; chi ha un lavoro che lo porta  a contatto con persone diverse anche. Ma allora perché si tradisce anche con amici del partner? Vedi? Non esistono regole. Credo che la domanda più onesta che ognuno di noi possa porci è:  ascolto il mio partner? Mi ascolta? C’è scambio di richieste e di soddisfazioni? Sono contento/a con lei/lui? Mi sento felice? Come mi vedo da qui ad un anno? E così via, insomma domande che aiutiano ad una profonda riflessione, senza cadere in banali generalizzazioni.

Vivere bene in coppia è possibile?
Ma certo che si. Non pensiamo che esista una ricetta della la coppia felice. Sono tante piccole ed infinite sfumature che rendono una coppia felice. Mio marito ieri sera parlando mi ha detto che lui è innamorato del pensiero di noi due insieme. Quindi non una cosa ma tante tutte insieme e diverse. A volte le storie vanno bene altre volte male, ma fermarsi su punti di vista immobili non porta da nessuna parte.

Ti riferisci a pensare per modi di dire, come ad esempio non esistono più valori, oppure, è facile tradire, gli uomini e le donne in carriera tradiscono , e via dicendo ....?
Si infatti. Una persona un giorno mi ha chiamato e mi ha chiesto se dovesse confessare il tradimento alla moglie. L’unica cosa che ho potuto dirgli è "non lo so". Dipende da cosa lui vuole fare. Gli ho suggerito di pensare a lui e al suo rapporto con la moglie. Gli ho proposto di pensare ai suoi obitettivi, speranze, sogni, desideri, soddisfazioni ......Poco tempo dopo mi ha chiamato, mi ha detto che ha usato la sua confessione come stimolo da cui ripartire per ricostruire il suo rapporto con sua moglie. Era soddisfatto e contento, anche se lui e la sua moglie stanno passando un periodo difficile, ma entramnbi sono fiduciosi.  Vedo molte coppie che riescono a perdonarsi a vicenda, certo ci vuole tempo per ricostruire la fiducia, ma se c’è la volontà si può fare tutto. Così come è vero il contrario, se manca la volontà di stare insieme, anche solo da una parte, è inutile continuare a vivere un rapporto di coppia che non porta da nessuna parte. Bisogna essere in due per fare una coppia, pertanto non basta la forza di volontà di UN solo membro per riuscire a ri-cucire o ri-costruire. Vivere nell'illusione fa male, è una forma di evitamento che fa soffrire in profondità, anche se lo si vuole nascodere a se stessi. Non fa che diminuire il proprio senso di sicurezza, di soddisfazione personale e di autostima.
 
Patrizia Marzola
Psicologa della coppia
Riceve a Parma


 
 
 

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