Gelosia e comportamento sessuale - Patrizia Marzola Psicologa Clinica Fidenza
 

Gelosia e comportamento sessuale

 
La gelosia legata al comportamento sessuale può danneggiare gravemente la vita delle persone ed è più diffusa tra gli uomini piuttosto che tra le donne.
 
È generalmente associata all’alcolismo o all’impotenza.
La gelosia estrema può portare a comportamenti radicali (impedire di uscire, di svolgere un avita sociale, fino ad arrivare all’omicidio).

Di solito la gelosia scatta se il nostro partner prova un’attrazione sessuale per un altro/a o se viene corteggiato/a.
La gelosia è la normale risposta alla che il/la nostro/a compagna possa innamorarsi di qualcun'altra/o e lasciarci.
In realtà, un certo grado di gelosia non è così nociva in un rapporto, può essere un segno di affetto che può contribuire a  mantenere unita la coppia.
La gelosia diventa un vero problema per il partner che la subisce quando si trasforma in gelosia patologica

Quindi prima di attribuire colpe e responsabilità tramite accuse reciproche, la coppia può provare a ripartire dal dialogo, sforzandosi di mettere da parte i rancori per un istante.

Se c’è la volontà di ascoltarsi allora si può arrivare all’ascolto aperto che può portare alla comprensione.

La coppia che sceglie la terapia di coppia dimostra volontà di comprensione, comprensione significa ascolto reciproca , e questo pone le basi per un sano dialogo, e solo questo dialogo può portare la coppia a valutare la propria situazione da un punto di vista più oggettivo.
 
                                            

Una volta una moglie arrabbiata con il marito è venuta da me, dopo avermi raccontato la sua intensa storia fatta di ripicche , di urla e fughe mi ha chiesto come poteva fare per far cambiare suo marito.

Così io le ho chiesto se è mai riuscita ad avere un dialogo sereno con il marito in modo tale che i punti di vista di entrambi potessero emergere,  ha mia chiesto a suo marito a cose fosse dovuto il suo atteggiamento nei suoi confronti?

La signora mi ha detto, che non capiva il motivo per il quale io le facessi queste domande visto che era il marito a dover cambiare.

Così io le ho fatto una domanda apparentemente smplice:
"Ma lei sa se suo marito sa cosa deve cambiare? Se lei non ha mai chiesto a suo marito il suo punto di vista, mi chiedo come suo marito possa aver maturato la consapevolezza a voler cambiare."
Purtroppo senza motivazione al cambiamento, senza volontà di cambiare, non si cambia.

Ecco a cosa serve il dialogo aperto, capire il primo presupposto fondamentale: si vuole cambiare?

Patrizia Marzola
Psicologa Fidenza (Pr) 
 
 
 

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