Disturbo maschile dell'erezione - Patrizia Marzola Psicologa Clinica Fidenza
 

Disturbo maschile dell'erezione

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Come si manifesta la disfunzione erettile. Fattori dovuto a condizioni mediche generali o fattori psicologici.
 

  • Incapacità di avere l’erezione si dall’inizio dell’esperienza sessuale
  • Adeguata erezione all’inizio, ma poi perdita di tumescenza tentando la penetrazione
  • Erezione sufficientemente valida per la penetrazione ma poi di aver perso tumescenza prima o durante le successive spinte
  • L’erezione è presente solo al risveglio
  • L’erezione è presente solo durante la masturbazione

Possono essere dovuto da:


1. condizioni mediche generali:

a. alterazioni nei tassi di specifici ormoni: iperprolattinemia, livelli molto
    bassi di testosterone
b. funzionalità venosa, ovvero l’afflusso arterioso al pene, necessario per
   l’erezione e l’eventuale presenza di un accelerato deflusso venoso, cioè
   una fuga di sangue attraverso il sistema venoso che rende difficile il
    mantenimento dell’erezione.

c. Abuso di sostanze o di farmaci particolari.

 

2. fattori Psicologici

Le difficoltà di erezione vengono attribuite alla presenza di ansia (che poi diviene condizionata) al momento del rapporto, per una varierà di motivi:
- preoccupazione circa la propria prestazione sessuale (un primo fallimento giunge a produrre un circolo vizioso per cui l’uomo, la volta seguente, temerà per la propria prestazione e proprio questo lo farà ulteriormente fallire, e così via);

- desiderio di fare bella figura con la partner;

- timore o scarsa consuetudine nei confronti delle donne;
- preoccupazione a proposito delle dimensione del proprio pene;
- atteggiamenti negativi verso il sesso e il piacere

- consapevolezza della propria inesperienza sessuale
- educazione rigida riguardo al sesso
-  link a aspetti psicologici della sessualità umana
- Stress in generale, anche derivante da altre situazioni, come il lavoro o preoccupazioni finanziarie.
 

Tale reazione di ansia o di stress, indotta dal sistema ortosimpatico, può inibire la risposta di erezione che viene fisiologicamente prodotta dal sistema parasimpatico (link al SNA) .
 

La presenza di pensieri ansiogeni di vario tipo impediscono l’attenzione (distrazione) verso le sensazioni indotte dalle stimolazioni esterne (tattili, visive, uditive, olfattive e gustative) e blocca anche l’elaborazione di fantasie sessuali eccitanti, facendo quindi venire a mancare improntanti componenti di attivazione in grado di far scattare nella corteccia limbica l’interruttore innescante (tramite l’intermediazione del sistema parasimpatico) l’erezione.

 

L’ansia e la distrazione sono, però, accompagnati da un terzo fattore, cioè errata focalizzazione sul compito.

Il rapporto sessuale arriva al suo completamento quando si è focalizzati sugli stimoli  di natura erotica, che nell’uomo in particolare, riguardano tutti gli stimoli sensoriali, e sono questi stimoli ad attivare in modo automatico l’eccitazione, che a sua volta aumenta l’attenzione sugli stimoli erotici, così in un circolo virtuoso che si autoalimenta in m odo positivo per l’andamento del rapporto sessuale. 

Ma, quando si è distratti da tali stimoli erotici, a causa di paure ansie, stress o altro, si produce un circolo “vizioso” e produce conseguenze negative.
 

Ad esempio, se mi concentro sulla paura dell’insuccesso, non posso concentrarmi con la stessa intensità sullo stimolo erotico, questo perché il cervello non può concentrarsi, con la stessa intensità su due stimoli diversi. Così succede che lo stimolo eccitatorio perde la sua valenza di “eccitamento” perché è distratto dall’altro stimolo “ansia/paura dell’insuccesso”.
 

Il fuoco attentivo, infatti, in seguito a esperienze precedenti negative o a schemi cognitivi sessuofobici o caratterizzati da scarsa sicurezza personale, si concentra sulle conseguenze pubbliche di una non adeguata prestazione sessuale /(critiche, derisioni, abbandono ecc…) o comunque su altri stimoli di natura NON erotica (es: “devo farla godere altrimenti lei non sarà soddisfatta e io la perderò. Oppure: “Non sono un vero uomo se non riesco a portare a termine l’atto sessuale”).
 

Questo meccanismo produce un incremento dell’attivazione e un’ ulteriore focalizzazione attentiva sulle conseguenze negative delle mancata prestazione, e così via, portando a uno scadimento della risposta sessuale di eccitazione.

Così l’eccitazione sessuale può essere danneggiata non solo dall’effetto inibitore fisiologico dell’ansia sull’erezione (ortosimpatico contro parasimpatico) ma anche, dallo spostamento dell’attenzione dagli stimoli erotici in grado di connotare in modo positivo e sessuale la situazione, creando così una mancanza di stimolazione eccitatoria, e la sua contemporanea concentrazione su stimoli prestazionali e ansiogeni che desessualizzano la situazione, così inibiscono  ulteriormente l’eccitazione a livello sia fisico sia cognitivo.

Ecco perchè si consiglia sempre l'intervento degli specialisti:
- il medico per la diagnosi clinica
- lo psicologo per aiutare a capire e distruggere le idee disfunzionali legate all'ansia.

 
dott.ssa Patrizia Marzola
Psicologa Fidenza (Pr)

 
 

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