Dipendenza sessuale - Patrizia Marzola Psicologa Clinica Fidenza
 

Dipendenza sessuale

Quando il desiderio sessuale diventa un sintomo di...

Quando il desiderio sessuale diventa un sintomo di una patologia?

Esiste davvero la "malattia del sesso"? La stessa che colpirebbe quasi il 6 per cento degli italiani, secondo l'unico studio sull'argomento realizzato nel paese dall'Associazione italiana per la ricerca in sessuologia (ma la percentuale scende al 4,7 se sul campione di mille intervistati si considerano i soli laureati). Di certo, si tratta di una preoccupazione recente, che una volta non pareva allarmare nessuno.

A volte diventa difficile stabilire dei confini tra normalità e patologia, in un mondo ricco di stimoli e di opportunità, dove l’eccesso può divenire una norma allora ecco che nasce la confusione. Abbiamo parlato altre volte di dipendenza del gioco, del cibo, si può parlare anche di dipendenza sessuale? Una dipendenza è tale quando non si riesce a pensare ad altro, ovvero ogni momento è teso alla ricerca della soddisfazione dello stimolo

Come si capisce se la propria irresistibile pulsione verso le signore sconfina nel patologico?

La patologia c'è soltanto quando si cade in un disturbo ossessivo-compulsivo che non lascia spazio ad altro. E, non appena consumato l’atto si dimentica subito della persona con la quale si è appena stati. Ma attenzione perché le ricerche in questo senso sono ancora troppo poche per poter parlare di patologia e cura.
Troppe variabili sociali e personali in gioco: potere e sesso sono un binomio potente stra-usato nella nostra società. Il gusto della conquista che spinge a ricercare sempre una nuova preda.

Secondo te è questo problema è collegato alla società, alle mode ...?

Credo di poter dire di si, ogni società ha le sue sfide, è come se si lottasse un po’ anche con se stessi, nasce un binomio ansia e insicurezza contro autostima e sicurezza personale, una lotta che ha ripercussioni costanti nella vita di ciascuno, ed influenza la vita professionale e famigliare.

Quindi in questo senso ciò che fa la differenza è il contesto nel quale si vive?


In parte di si, perché sono determinanti anche i valori personali che rappresentano per ognuno delle regole a cui aderire, che ci permettono di fare ordine nel caos. È importante quando si parla di sessualità contestualizzare bene ciò di cui si parla in modo da evitare pericolose generalizzazioni che possono portare a vedere una patologia dove in realtà non c’è.

Puoi farci un esempio?

Non molto tempo fa una signora, preoccupata per le assenze del marito si è rivolta a me, credendo che suo marito avesse un problema di “salute” perché non la cerva più sessualmente, poi parlandone tutti insieme coinvolgendo anche il marito si è scoperto che non c’era patologia, ma solo un problema legato alla vita di coppia, i cui ingredienti erano stress, conflitti irrisolti che portavano a rabbia e quindi un costante ma inesorabile allontanamento, ecco perché invito sempre ad un confronto diretto, che per quanto doloroso e difficile possa essere è sicuramente più realistico e proficuo per tutti.

Patrizia Marzola
Psicologa Fidenza e Parma
 

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